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domenica 3 dicembre 2023

LA MAGIA DEI BAMBINI DELLE FATE

Di fronte alle difficoltà aumento la fiducia.

Di fronte all'indifferenza rinnovo l'entusiasmo.

Di fronte alla paura apro le mani e accolgo.

Di fronte all'egoismo raddoppio il mio senso di responsabilità.

Di fronte all'indecisione alimento la pazienza.

Di fronte al rifiuto approfondisco il respiro e illumino il coraggio.

E quando l'umore vacilla, perché capita a tutti, riempio il cuore e lo sguardo immergendomi nel video di Franco e Andrea Antonello a "Ballando con le Stelle" e mi lascio ispirare dalla loro forza, dal loro amore  e dalla loro bellezza.





lunedì 31 luglio 2023

CON I BAMBINI DELLE FATE

A fine maggio ho iniziato il mio impegno con I Bambini delle Fate per le province di Biella e di Vercelli.
A fine luglio sono arrivata a sostenibilità per il progetto di Biella e sto lavorando sodo per raggiungere lo stesso risultato a Vercelli. 
Se guardo ai mesi appena trascorsi provo un'immensa gratitudine. 
L'inizio del percorso non è stato semplice, ma sono grata alle difficoltà incontrate perché mi hanno fatto crescere e insegnato moltissimo.
Ho imparato a non fossilizzarmi di fronte agli ostacoli, ma, come l'acqua, ad abbracciarli per scivolare oltre.
Ho imparato a non nutrire aspettative e a restare aperta anche di fronte alla chiusura.
Ho imparato a non farmi travolgere dal carico emotivo del rifiuto facendomene carico.
Ho imparato la pazienza e l'importanza del nutrire la fiducia quotidianamente.
Ho imparato a risuonare con i cuori, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accoglierne l'unicità.
Ho imparato a seguire gli sguardi per vedere nuovi orizzonti.
Ho imparato a camminare in compagnia, a moltiplicare la gioia e ad alleggerire la tristezza grazie alla costante e attenta presenza delle Fate.
La mia gratitudine si espande quando ripenso alle imprenditrici e agli imprenditori, alle amministratrici e agli amministratori delegati, alle/ai responsabili marketing o risorse umane, alle segretarie di direzione, alle/ai centraliste/i che hanno condiviso il mio entusiasmo e hanno dedicato parte del loro tempo ad ascoltarmi.
Ogni incontro ha generato ricchezza: le collaborazioni hanno illuminato la trasformazione in atto verso una realtà più inclusiva, le aperture hanno rinsaldato la fiducia che con il tempo la responsabilità sociale sarà una priorità condivisa, i dinieghi hanno mostrato l'importanza dell'apertura e del coraggio.
Oggi ho veramente moltissimo di cui essere grata.
La gratitudine è sempre un dono, per chi la prova e per chi la riceve.
Non vi è atto d'amore più puro e intenso dell'essere grati, riconoscendo la bellezza dell'altro per risuonare con essa.








giovedì 24 dicembre 2020

UN NATALE FUORI DAGLI SCHEMI

Siamo arrivati alla vigilia di Natale con il passo insicuro di chi si trova a vivere un'esperienza nuova. C'è chi ha festeggiato il Natale in anticipo, chi lo festeggerà in sordina, chi si troverà a vivere una giornata che abitualmente era un'occasione di compagnia, in solitudine.
Per tutti sarà comunque un'esperienza differente da quella degli anni precedenti. Lo sarà per come si svolgerà, ma lo sarà soprattutto per il carico che ciascuno di noi ha dovuto portare in questi mesi di Covid. In molti si troveranno a vivere il Natale con il senso di vuoto che la morte porta con sè quando ci priva delle persone a cui vogliamo bene, altri con la preoccupazione per un familiare malato, altri ancora con l'angoscia di non aver sufficienti risorse per tirare avanti. In pochi si avvicineranno a questa festività con la spensieratezza degli altri anni quando i problemi si riducevano ai regali dell'ultimo minuto, al menu del pranzo e al chi passa a prendere la nonna... 
Non ci si rende conto della ricchezza della nostra quotidianità, delle tante piccole cose a portata di mano, se non quando le si perde.
In questo Natale fuori dagli schemi vi auguro resilienza e coraggio per affrontare le difficoltà con apertura di cuore e fiducia. Non possiamo espandere le nostre energie all'esterno, ma possiamo rivolgerle all'interno per trasformare il vissuto e trovare nel cuore la forza di rinascere a nuove consapevolezze.



Foto Donatella Coda Zabetta



lunedì 12 novembre 2018

IN UNA RAGNATELA

Vi è mai capitato di sentirvi talmente imbrigliati dalle situazioni da pensare di essere finiti in una ragnatela senza alcuna via di scampo? Il ragno vi osserva, ma voi non lo vedete pur percependone la presenza. Qualunque movimento voi facciate potrebbe innervosirlo e spingerlo a ingoiarvi in un sol boccone. 
Non volevo essere macabra, ma suggerire una percezione corporea forte: quella di sentirsi con le mani e  i piedi legati. Se noi ci trovassimo in quella situazione fisica, sicuramente faremmo di tutto per liberarci delle corde che ci vincolano: sarebbe naturale almeno provarci.
Al contrario quando le corde che ci legano sono i fili invisibili delle relazioni facciamo molta più fatica ad attivarci: la paura di un ragno che potrebbe assalirci da un momento all'altro all'improvviso ci rende passivi. E se ragno e paura  fossero la stessa cosa? 
Spesso non abbiamo il coraggio di guardare alle nostre paure con trasparenza e questa scelta ha l'inevitabile risvolto di renderci vittime del nostro stesso non agire.
Della serie ...non aprite quella porta. Giusto per rimanere in tema.



Ad uso gratuito (CCO) Pexels

domenica 31 dicembre 2017

NON SI VEDE BENE CHE COL CUORE

Non si vede bene che con il cuore,
l'essenziale è invisibile agli occhi.

"Il piccolo principe"
A. De Sainte-Exupery


Quando il cuore è cieco, la mente si sostituisce ad esso nell'illusione che non esistano segreti in grado di trascendere la sua capacità di comprensione. 
Capacità di comprensione strettamente individuale, che poggia su schemi di ragionamento personali. Mi piace immaginare la mente come un teleobiettivo molto potente in grado di ingrandire il particolare, ma con un inevitabile appiattimento dei piani (a causa degli effetti della distorsione prospettica). Quello che si vede non è identico a quello che si vedrebbe avvicinandosi al particolare ad occhio nudo poichè il teleobiettivo riduce la profondità del campo visivo.
Se guardo all'altro con il teleobiettivo inevitabilmente ne vedrò un'immagine rimodellata che risulta precisa solo per il mio modo di osservarla:  ad occhio nudo i contorni risulterebbero sfocati e mi scontrerei con l'incapacità di una visione nitida.
E con tutto questo giro di parole dove voglio arrivare? Alla presunzione.
Alla presunzione che caratterizza chi pensa di essere in grado di vedere tutto, di capire tutto. Anche la mia, certo. La mia ricerca è nata dal mio inarrestabile tentativo di comprendere, di approfondire, di andare oltre. Ora sono cosciente di quanto spesso la mia ricerca sia stata sostenuta dalla presunzione.  Il 2017  mi ha assestato così tante legnate per farmelo capire, che nonostante il mio amore sconsiderato per i teleobiettivi, ho dovuto arrendermi al fatto che non tutto può essere visto o compreso. Questa consapevolezza mi ha messo a nudo di fronte al mio cuore: un cuore barricato dietro il teleobiettivo di una mente presuntuosa. Quando ho abbassato il teleobiettivo non è stato facile realizzarlo e allo stesso tempo scoprire il vuoto di cuore e la presunzione celati dietro tutti quegli inarrestabili tentativi di svelare segreti non accessibili. Mi appresto a chiudere quest'anno riponendo il teleobiettivo per guardare meglio il vuoto che la presunzione aveva riempito di significati per renderlo meno gravoso. Un vuoto gigante, strabordante, che di primo acchito mi ha travolto quando dal bordo del precipizio lo osservavo intuendo in esso la fine di qualcosa che è parte di me. Il coraggio di saltarci dentro a piè pari è maturato con il tempo e la pazienza e ha richiesto un vuoto più ampio, di tipo esteriore, che lasciasse spazio al silenzio e all'introspezione. Essere nel vuoto non è così male, mi ripeto continuamente: tutto è possibile, in libertà. Una libertà che sta prendendo forma nella leggerezza del non dover comprendere tutto, nella ricchezza di segreti di ciò che mi circonda, e che allo stesso tempo mi spaventa per la percezione di inutilità che scatena in me e che deve essere disgregata insieme alla presunzione del mio ego. Tra lo stupore e la paura osservo la mia umanità, il mio puntino irrilevante nell'universo, la mia unicità. Ritorna ad essere un puntino, mi sussurra il cuore. 
"E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante" disse la volpe al Piccolo Principe e nel vuoto accolgo il suo messaggio. E quando tutto intorno sembra vuoto, a specchiare il vuoto dentro di me, un nuovo inizio è alle porte.


giovedì 7 dicembre 2017

LA LIBERTA' DI SCEGLIERE

Quando leggo un libro e una frase mi colpisce per la sua intensità, mi piace condividerla. Così oggi tocca a Berlin, la trilogia di Fabio Geda e Marco Magnone:

"Dev'esserci un momento in cui la gente comincia a morire.
No, non a morire, a fare qualcosa di meno coraggioso, di meno eroico: sbiadire.
All'inizio succede piano, parte da un polso, da una caviglia, 
da un punto dietro alla testa facile da coprire con i capelli.
Nessuno se ne accorgerà per molto tempo.
Ma è da lì che tutto ciò che ti sembra bello, e valoroso, e nobile, e puro, finisce."


Queste poche parole hanno una grande profondità e credo in qualche modo  abbiamo sfiorato un po' tutti, almeno una volta nella vita, in un momento di particolare scoramento, dolore o  tristezza. Un momento importante, decisivo per la potenzialità di scelta in esso racchiuso. La scelta di abbandonarsi ad esso o quella di rinascere, lasciando andare  una parte di noi stessi legata al passato. In questa decisione si manifesta la consapevolezza o l'inconsapevolezza che abbiamo scelto di vivere.

martedì 1 agosto 2017

IL PREZZO DELLA LIBERTA'

Il prezzo da pagare per la libertà 
ci sembra sempre troppo alto,
ma non si può spiccare il volo
senza staccarsi da terra.




venerdì 9 giugno 2017

ASCOLTO LE EMOZIONI

Ascolto le emozioni.
Il respiro mi rimanda agitazione:
è corto e trattenuto.
Ascolto l'agitazione:
non sono in pace con me stessa, 
qualcosa turba la mia serenità,
percepisco un blocco.
Affondo nell'immobilità che il mio stomaco mi trasmette.
Assenza di libertà e di movimento
vincolano l'agire:
mi sento in colpa.
Il cuore accoglie ciò che la mente giudica
e si crea la stasi.
Respiro profondamente.
Ascolto le emozioni.
Le spalle diventano pesanti:
sento la responsabilità di disgregare gli schemi.
Sciolgo la tensione con il movimento e respiro, profondamente.
La mente tace, ma percepisco la stanchezza del corpo e la sua rigidità.
La paura ha fatto il suo ingresso trionfale
e le preoccupazioni la circondano.
Respiro e faccio spazio alla consapevolezza.
Ci sono scelte nella vita
che richiedono coraggio.
Il coraggio di essere se stessi.


domenica 16 aprile 2017

RINASCERE A SE STESSI

Un uovo.
Un pulcino ne becchetta il guscio che gradamente si spacca.
L'apertura si amplia e il pulcino vede la luce.
Il mondo sicuro e protetto che l'ha visto crescere non c'è più.
Un nuovo mondo lo aspetta.
Pigola a ricercare una nuova protezione alla sua insicurezza
muovendo i primi passi sulla terra.
La risposta al suo pigolio
segnerà il suo percorso.
Esso si dispiegherà, comunque, come è scritto che sia.



Nel corso della vita ci capita spesso di morire a noi stessi per rinascere. 
Rompere il guscio che ci fa sentire protetti per aprirsi alla vita richiede forza e coraggio. 
Così il lasciar andare la risposta familiare
che ha accolto la nostra nascita e seguito la nostra educazione 
diviene una continua sfida ad abbandonare quel guscio sicuro. 
Il passaggio di disidentificazione che ci spinge verso l'apertura 
è la ricerca della libera espressione di chi siamo, 
al di là di ciò che gli altri hanno sempre pensato noi fossimo,
al di là dell'immagine che noi stessi abbiamo costruito nel tempo per difenderci. 
Un mondo nuovo accoglie la nostra rinascita, il mondo che noi abbiamo scelto per evolvere.

Auguri di cuore 
per una serena Pasqua di rinascita.

martedì 28 marzo 2017

L'ESOTERISMO

"L'esoterismo è una via o un sentiero. Una via conduce a una mèta. Prendiamo come esempio concreto la via che porta da Monaco a Vienna. Noi possiamo studiarci questa via sulla carta stradale, calcolare il numero di chilometri, possiamo leggere sui libri tutte le informazioni possibili relative ai singoli luoghi che si trovano su questa strada, discutere tutti i particolari dell'itinerario con chi l'ha già percorso e così via.
Tutto questo lavoro col percorso Monaco-Vienna può essere molto affascinante, però non ci fa arrivare alla nostra mèta che è Vienna. Se vogliamo raggiungere Vienna dobbiamo metterci per strada, percorrere la via, stare in movimento. Tutte le considerazioni e osservazioni precedenti possono rivelarsi utili, ma nessuna teoria potrà mai sostituire il tragitto vero e proprio. Questo esempio mostra la differenza tra l'esoterismo come via e la semplice raccolta di dati. L'esoterismo porta a una mèta che si può raggiungere solo se ci si mette personalmente in cammino.
Questo è l'errore più frequente che commettono coloro che a parole scelgono l'esoterismo, ma evitano di fare un sol passo per quella via. Percorrere la via significa trasferire subito nella realtà tutte le conoscenze, per piccole che siano, significa modificare costantemente la propria vita e la propria esperienza, il proprio comportamento, diventare sempre diversi, essere sempre nuovi: in breve, esoterismo significa evoluzione.
Questo necessario cambiamento io lo chiamo l'impegno della dottrina esoterica."



Condivido profondamente queste riflessioni e 
sia IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI 
sia IL RITMO DEL CORPO 
propongono al lettore un percorso esperienziale e individuale di questo tipo.
Un percorso che richiede impegno, dedizione, disciplina, umiltà e coraggio.