martedì 2 aprile 2024

I vizi capitali e i nuovi vizi

Ho letto un altro interessante volume di Umberto Galimberti: "I vizi capitali e i nuovi vizi". Desidero citarne un estratto, consigliandone la lettura per ulteriore approfondimento:
"A nessuno è data la possibilità di scegliersi l'epoca in cui vivere, nè la possibilità di vivere senza l'epoca in cui è nato, non c'è uomo che non sia figlio del suo tempo e quindi in qualche modo omologato.
Accade però che, rispetto alle epoche che l'hanno preceduta, la nostra epoca è la prima a chiedere l'omologazione di tutti gli uomini come condizione della loro esistenza. Non dunque un'omologazione come dato di fatto, ma un'omologazione di principio, le cui ragioni vanno ricercate in quella condizione per cui, nell'età della tecnica e dell'economia globale, lavorare significa
col-laborare all'interno di un apparato, dove le azioni di ciascuno sono già anticipatamente descritte e prescritte dall'organigramma per il buon funzionamento dell'apparato stesso." (pag. 75)
In queste poche righe, che sono esaurientemente spiegate nelle pagine successive del libro, Galimberti evidenzia un nodo cruciale della nostra civiltà: l'atto di nascita della coscienza conformista e l'accettazione indiscussa dell'esistente senza la minima cura della sua qualità morale.
Questa consapevolezza mette in luce "l'illusione di libertà" che ci caratterizza e ci incatena.
Per guardare alle cose cambiando prospettiva è fondamentale trovare il coraggio di ascoltarsi e tornare a fare esperienza rispettando la propria unicità e accogliendo quella dell'altro.
Oggi 2 Aprile nella Giornata Mondiale della Consapevolezza sull'Autismo mi piace riflettere sull'importanza di altri scenari possibili a scardinare gli schemi ai quali siamo abituati.
Quando propongo i progetti de i Bambini delle Fate mi è capitato spesso di scorgere l'emersione di paure inconsce e intense emozioni in chi ascolta qualcosa che esula dal suo conosciuto: la reazione più immediata è la chiusura. Ci vuole coraggio per aprirsi a uno scenario che la realtà del conformismo pone ai margini stigmatizzandolo. Scegliere consapevolmente di farne parte rappresenta un atto di libertà.
La trasformazione della società descritta da Galimberti può realizzarsi solo con la manifestazione di altri scenari possibili e la maturazione interiore necessaria a vederli.