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domenica 3 maggio 2026

LA MORTE

 La sento camminarmi al fianco, 
leggera e impalpabile, ma presente,
dall'odore inconfondibile del mio corpo
che urla alla vita la sua tenace resistenza.

La sento camminarmi al fianco:
osserva, circonda, sospira,
mentre anelo a una comprensione che non arriva.

La sento camminarmi al fianco,
in silenzio, solo io e lei.
Annuso l'odore del mio corpo che si lascia invadere:
non mi piace.
Vorrei lavarlo via,
ma so bene non se ne andrà.
Questo cammino è nostro
e dobbiamo percorrerlo insieme.
Ascolto il ritmo anomalo del mio cuore:
lo vivo.
È lui a indicare la via.
Una via in salita, di ricerca, di percezioni amplificate,
di fragilità e fatica.
L'unica via dinnanzi a me.

La sento camminarmi al fianco
e non ha senso fuggire la sua compagnia.
Sarà lei a decidere se trattenere il mio corpo
o lasciarlo correre libero, ancora.

Come mi sento?
Arresa, accogliente.
Diverremo amiche io e lei.
Impareremo a conoscerci e apriremo nuovi varchi di luce,
spiragli di speranza e aperture di consapevolezza.

La sento camminarmi al fianco
e mi lascio avvolgere dall'acqua.
Per un attimo voglio tornare a respirare il profumo della vita,
anche se so che lei continuerà a camminarmi al fianco.






giovedì 12 marzo 2026

LA RETE - INSIEME SI VINCE

Vittorino Andreoli, psichiatra di fama internazionale, nel suo volume "Insieme si vince. La forza della cooperazione nella nostra vita" scrive:

Abbiamo bisogno di superare le difficoltà attraverso l'aiuto reciproco.
Non attraverso la lotta che è fatta per morire, non per vivere.

All'interno del volume continua definendo la cultura dominante del tempo presente, la cultura del nemico, a significare che qualsiasi persona incontri è fino a prova contraria un nemico. La cultura del nemico genera il nemico.
Nel mondo classico dominava la cultura dello straniero, di chi non si conosce ed è estraneo ma, proprio per questo, viene accolto come gradito ospite foriero di notizie da luoghi lontani in grado di ampliare il sapere. La cultura dell'ospite promuove l'amicizia e il legame.
La cooperazione è un prodotto della mente - del cervello plastico - (continua Andreoli), la stessa che può promuovere, al contrario, la lotta.
Scegliere consapevolmente di cooperare è un atto di coraggio.
Bromberg (psicologo americano che cito nel mio ultimo libro) fa un’interessante distinzione tra i concetti di scelta e decisione: 
“Il termine decisione comporta un controllo personale; un controllo autosufficiente sulla realtà oggettiva e sulle diverse opzioni, che garantisce la possibilità di scegliere quella “giusta”. Il termine scelta comunica un difficile processo in cui si guadagna qualcosa di valore solo al costo di qualcos’altro. Comporta la capacità di riconoscere che la propria padronanza della situazione non è perfetta, e che il conflitto è una parte dolorosa, ma tollerabile dell’essere umano.”
Personalmente ho scelto di cooperare, lavorando per I Bambini delle Fate.
Mi sono domandata quale fosse il valore dei progetti de I Bambini delle Fate in grado di fare la differenza a fronte di un lavoro così sfidante.
La risposta è stata immediata: la capacità di fare rete e unire energie e competenze per la realizzazione di progetti strutturati e continuativi a favore di disabilità e autismo. La trasformazione culturale inizia da un primo passo, scelto consapevolmente da ciascuno di noi, nella direzione di una società in grado di cooperare e valorizzare l'unicità individuale come ricchezza per la comunità.







domenica 25 gennaio 2026

AD ALTA VELOCITÀ

La percezione di un'accelerazione di eventi, situazioni e relazioni è tangibile e coinvolge ciascuno di noi in modo personale e collettivo.
Non si tratta di qualcosa che siamo in grado di controllare né di fermare. Lasciarsi travolgere da questa accelerazione significa entrare in un gorgo ad alta velocità ove consapevolezza e comprensione decrescono a favore di una crescente confusione. 
Si tratta di recuperare equilibrio e centratura, di ridefinire le proprie priorità e di ricalibrare le proprie capacità psico-fisiche alla trasformazione in atto. Questo passaggio non è semplice né scontato in quanto richiede una profonda presa di coscienza.
Presa di coscienza che si attiva nella capacità di osservare quanto sta accadendo con lucidità e discernimento, restando radicati nel corpo e nella sua abilità di fissare limiti e bisogni. (L'epidemia di influenze stagionali è un segnale importante). Bisogni fisiologici che esulano dal soddisfacimento di aspettative, desideri, ambizioni di controllo e di manifestazione. 
Mai come in questo periodo traspare l'esigenza di equilibrare la dimensione interiore ed esteriore.
In una realtà sfidante e in continuo cambiamento, mantenere il focus sulla propria dimensione interiore richiede un cambio di ritmo difficile da rispettare con un eccessivo coinvolgimento esteriore.
Riportare calma e riposo all'interno della propria vita rappresenta una scelta consapevole a non farsi travolgere, atteggiamento ben lontano dal resistere alla trasformazione. 
Non farsi travolgere significa non essere coinvolti dalla materialità al punto da spegnere la propria luce interiore, la luce che ci permette di illuminare il vissuto e la sua relatività.
Cosa ne pensate? Avete voglia di condividere la vostra esperienza?







giovedì 1 gennaio 2026

1 GENNAIO 2026

Ci sono giorni a cui attribuiamo un potere speciale: il potere di rappresentare il punto di inizio per il cambiamento. Il primo di Gennaio è uno di questi. Nel farlo dimentichiamo quanto sia illusorio questo potere.
Il cambiamento non ha un punto d'inizio: matura gradualmente e si manifesta quando siamo pronti a scegliere diversamente dall'abitudine.
La scelta è il primo passo fattivo verso la trasformazione. E la scelta non matura in un giorno: richiede tempo e pazienza.
La scelta non coincide con il proposito. Ci possiamo proporre di cambiare, ma se interiormente non siamo pronti, inevitabilmente il nostro proposito naufragherà nel mare delle buone intenzioni.
Non c'è un giorno speciale per manifestare una scelta: ogni giorno lo è se siamo pronti interiormente a crescere.
Accogliamo il 2026 e i suoi giorni con gratitudine e apriamoci alla consapevolezza che il cambiamento inizia da noi, dalla nostra maturazione, dal nostro lavoro interiore e dalle nostre scelte.


Donatella Coda Zabetta





mercoledì 31 dicembre 2025

ADDIO 2025 E BENVENUTO 2026

Lascia andare i giorni passati senza ripensamenti e apri il cuore al presente per viverlo con intensità e consapevolezza in quanto determinerà i giorni a venire.
Ogni momento è degno della tua attenzione e del tuo impegno.
Lo sguardo non deve divagare in avanti o perdersi nel passato, ma focalizzarsi su quanto stai vivendo aprendosi alla scoperta e all'esplorazione.
Non ha significato il controllo: tutto cambia e si trasforma indipendentemente dalla tua volontà. Segui il flusso, lascia che sia il presente a guidare le tue azioni e a manifestarle in coerenza con la tua natura più profonda. In questo modo starai bene perché, allineato a te stesso, percorrerai la vita che ti è data con spontaneità e leggerezza. Avrai l'energia per affrontare le difficoltà e la forza per rialzarti da eventuali cadute. Avrai uno sguardo scevro da condizionamenti e libero di spaziare verso nuovi orizzonti esperienziali. 
Il tuo viaggio sarà una continua fonte di riscoperta della tua interiorità.
Ogni passo ti condurrà verso il centro e allo stesso tempo espanderà il tuo essere acuendo la consapevolezza di risonanza con quanto ti circonda.
Non aver paura di vivere nè di morire ogni giorno a te stesso per rinascere nel cuore e nell'amore con sempre nuove radici in terra e nuovi rami a toccare il cielo.


Donatella Coda Zabetta
           












martedì 22 luglio 2025

VERRÀ L'ALBA, STARAI BENE

Ho appena terminato l'ultimo volume di Gianluca Gotto "Verrà l'alba, starai bene" e ne consiglio la lettura. 
Un libro inizialmente molto sfidante per la sua trasparenza. Il racconto, diretto e crudo di temi quanto mai attuali, si approfondisce con il suo sviluppo e svela nuove prospettive di osservazione coinvolgendo il lettore in un viaggio interiore di scoperta e di rinascita.
Mi è piaciuto molto.  La scrittura ti aggancia e ha la capacità di accompagnarti pagina dopo pagina a empatizzare con i protagonisti e a esplorare con compassione il loro dolore.
Un volume intenso e denso di spunti di riflessione per un'autoanalisi consapevole.




sabato 5 aprile 2025

IL CORAGGIO DI ESSERE CONSAPEVOLI. LA VIA DEL FUOCO

Il percorso verso la consapevolezza e il lavoro interiore accompagnano da sempre la mia quotidianità offrendomi insegnamenti importanti e spronandomi alla trasformazione del vissuto. 
"Il coraggio di ascoltarsi. Guardare alle cose cambiando prospettiva", edito da Edizioni Mediterranee nel 2014, è nato dalla scelta di condividere quanto avevo imparato, così come "Il Ritmo del Corpo. Muoversi con consapevolezza" uscito nel 2016 sempre con Edizioni Mediterranee. A distanza di una decina d'anni e a seguito dell'ennesimo passaggio evolutivo, ha preso vita "Il coraggio di essere consapevoli. La via del fuoco" che uscirà in libreria il 30 aprile 2025 edito da Om Edizioni.
La sincronicità di eventi che hanno portato alla pubblicazione di quest'ultimo volume specchia in modo fedele quanto avvenne con "Il Coraggio di ascoltarsi", tanto che mi piace pensarlo come un seme caduto dal cielo pronto a germogliare. 
Terrò la prima presentazione alla Fiera Primaverile del Libro di Cremona il 10 maggio: ritrovare i lettori e dialogare con loro condividendo esperienze e riflessioni è per me fonte di grande gioia. Una gioia che, in attesa di questa nuova avventura, nutro nel cuore con gratitudine.

È possibile ordinare il volume dal sito di Om Edizioni:







martedì 4 febbraio 2025

DESTINAZIONE SPERANZA

Ho terminato la lettura di "Destinazione speranza" di Vito Mancuso in questi giorni e una riflessione in particolare ha catturato la mia attenzione.
L'autore si è chiesto come comprendere di essere alla presenza di un essere umano veramente libero in un mondo di follower. La sua risposta è che un essere umano veramente libero presenta le seguenti tre proprietà: consapevolezza, creatività e responsabilità.
Consapevolezza come coscienza del proprio spazio nel mondo.
Creatività come espressione di pensiero unica.
Responsabilità come risposta alla realtà secondo la logica dell'armonia relazionale.
Voi che ne pensate?


domenica 12 gennaio 2025

ESSERE DONNA

Essere donna, esserlo nella propria natura più intima, libera da costrizioni, non è mai stato semplice.
L’affidarsi al ruolo riconosciuto dalla cultura ha permesso alle donne di trovare un loro spazio nella società, ma le ha portate a dimenticare le loro potenzialità per confinarle entro i limiti precisi della pacifica convivenza. La riscoperta del femminile attraversa inevitabilmente momenti di smarrimento, confusione, dolore.
Chi sono io, donna, al di là del ruolo che ricopro di madre, moglie, compagna, amante?
Chi sono io, donna, se mi libero dall’ombra del maschile?
Chi sono io, donna se permetto alla mia essenza di splendere?
Non lo so. Per saperlo devo scavare in me stessa, spogliandomi dei veli che il tempo ha cucito su di me. Questo lavoro mi spaventa: alimenta la mia paura di lasciar andare quanto conosco per ritrovarmi di fronte a un vuoto di contenuti che mi fagocita. Non riesco ancora a vedere oltre quel vuoto: lo osservo e mi atterrisce. So che devo saltarvi dentro e sperimentarlo: ci vuole molto coraggio e non so se sono pronta a farlo. Il cuore mi spinge a guardare, ma la mente mi trattiene ancorata al filo invisibile che mi incatena alla realtà che mi definisce.
Percepisco la spinta alla trasformazione e con essa la mia solitudine.
Vorrei che l’essere donna non fosse così gravoso, vorrei compagne e sorelle con le quali affrontare il mio percorso di riscoperta, vorrei…
Cammin facendo, incontrerò gli sguardi di molte donne: in alcuni specchierò la mia gioia, in altri il mio dolore, in alcuni percepirò giudizio e in altri empatia e compassione. Non sempre avrò voglia di continuare a indagare e allora mi fermerò in attesa, mantenendo saldo il contatto con il cuore. Il suo battito mi guiderà verso nuovi orizzonti: vedrò albe e tramonti nell’instancabile viaggio verso il centro di me stessa.



Foto Donatella Coda Zabetta - Piancavallo (VB)

martedì 31 dicembre 2024

UN ALTRO ANNO SE NE VA ...

Gli anni sono soliti finire con i bilanci e iniziare con una serie di buoni propositi: con uno sguardo al passato e uno rivolto al futuro. Dimentichiamo spesso che è il presente a generare entrambi. Concentrare l'attenzione sulle esperienze passate o sulle aspettative future è fuorviante: crea immobilità e disequilibrio.
Impariamo a fluire nel presente con la consapevolezza che è quanto scegliamo di vivere, accogliere o lasciar andare ora a radicare il futuro e a definire i raccolti del passato.
La vita è un viaggio in equilibrio dinamico tra la percezione accurata dei limiti del nostro corpo e delle nostre fragilità e la capacità di restare aperti e flessibili di fronte agli eventi della quotidianità.
Ogni giorno, dall'alba al tramonto, porta con sè scelte da affrontare con discernimento, ostacoli per testare la nostra resilienza e relazioni a specchiare la nostra maturazione e illuminare la nostra interiorità. Ciò che facciamo ha senso solo qui e ora.
Auguro a ognuno di voi di vivere con meraviglia, intensità e consapevolezza ogni momento a partire da adesso. 

"Il presente è presente solo in un luogo e in un momento."
(Deng Ming-Dao - Il Tao per un anno)

Foto Donatella Coda Zabetta



martedì 10 settembre 2024

IL VIAGGIO

Ci sono viaggi che intraprendi per caso e dispiegano il loro significato lungo il cammino 
e ci sono viaggi cercati e desiderati, carichi di aspettative spesso disattese.
Ci sono viaggi in giro per il mondo diretti dalla curiosità e dalla meraviglia della scoperta 
e ci sono viaggi interiori ricchi di sfumature e potenzialità.
Ci sono viaggi che spaziano oltre i confini del conosciuto
e ci sono viaggi mentali che vi rimangono incagliati.
La vita stessa è un viaggio.
Come scegli di vivere il viaggio dipende da te.


Foto Donatella Coda Zabetta - La Tavolara - Sardegna




MEDITAZIONE SUL CONCETTO DI OBBLIGO MORALE

Cos'è l'obbligo morale?
Un impegno intransigente in un'unica direzione volto al completamento e soddisfacimento di un'aspettativa che determina cosa è giusto e come deve essere fatto.
Un obbligo morale è una catena a doppia mandata ad uno spicchio di realtà.
Non permette flessibilità, fragilità, attesa. Non accoglie e non tutela. Determina. Soffoca. Impedisce.
L'obbligo morale è il peggiore alleato di vita perché scinde la libertà individuale in una sorta di canale obbligato inconsapevole, la impoverisce della sua natura essenziale e la limita.
Se pensiamo al concetto di obbligo morale, molti di noi sentiranno risuonare la sua spiegazione in quanto riconosciuta per appartenenza: a livello inconscio spesso sottostiamo a dettami educativi che abbiamo fatto nostri inconsapevolmente. Li riconosciamo solo nel momento in cui scatenano una dissonanza interiore tra l'agire e il sentire del cuore. Il pensiero segue razionalmente quanto acquisito senza operare alcun tipo di discernimento. Il cuore ne ravvisa l'incongruenza e scatena in noi una sorta di inquietudine e di insoddisfazione. Riconoscere le radici di questa percezione non è sempre facile, in quanto affondano nell'infanzia e fanno parte del bagaglio culturale familiare che ci è proprio. Per questo motivo fanno parte della nostra normalità e con il crescere della consapevolezza ne annusiamo la contraddizione. 
Il lavoro che deve essere svolto per acquisire maggiore libertà nasce dalla consapevolezza dei limiti imposti da ciò che è la nostra normalità e dai suoi vincoli mentali. Si tratta, infatti, di percorsi abituali che attiviamo inconsapevolmente  e che scatenano sensi di colpa  se tentiamo di deviarne la direzione. Ogni passo deve quindi essere diretto dalla consapevolezza, disgregando poco per volta lo schema mentale abituale. 
Ecco che colui che guarda si eleva oltre per vedere e riconoscere ciò che limita l'espressione e la vincola.


Disegni Donatella Coda Zabetta

sabato 17 agosto 2024

E POI CI SONO IO

Ho appena finito di leggere: "E poi ci sono io" di Kathleen Glasgow.
Un libro intenso che esplora gli abissi di un dolore così soverchiante da sfociare nell'autolesionismo. Ne indaga i risvolti psicologici e il potere. 
Ti trasporta all'interno di un buco nero dove a tratti manca l'aria e il respiro si amplia con i tentativi della protagonista di recuperare il controllo.
Mi è capitato anni fa di conoscere una adolescente che si tagliava: leggere questo volume, scritto da un'autrice che ha trovato il coraggio di raccontare la storia delle sue cicatrici, mi ha aiutato a comprendere meglio questo disturbo.
L’autolesionismo è un fenomeno diffuso infatti, il 20% degli adolescenti in Italia e il 25% in Europa (OMS, 2018) si fa del male, si taglia o si infligge un danno fisico intenzionalmente.  Secondo Vicari (responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma) i tentativi di suicidio e autolesionismo sono aumentati del 30% da ottobre 2020 a gennaio 2021. Con l’inizio della seconda ondata della pandemia da COVID-19. 

Per saperne di più allego alcuni link:
https://apc.it/wp-content/uploads/2022/09/libro-abstract-2022-DEFINITIVO-14-SETTEMBRE.pdf#page=36
https://www.ospedalebambinogesu.it/autolesionismo-79956/ 
https://www.stateofmind.it/autolesionismo/
https://etd.adm.unipi.it/t/etd-10302023-124205/
https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/pediatria/la-cicatrice-francese-e-lautolesionismo-nei-ragazzi





martedì 6 agosto 2024

LEZIONI DI CHIMICA

Ho appena terminato la lettura di questo volume di Bonnie Garmus. 
Un romanzo intelligente, stimolante, divertente, geniale, ricco di spunti di riflessione.
 
 "Ogni volta che dubitate di voi stesse,
ogni volta che avete paura, ricordate:
il coraggio è alla base del cambiamento
e il cambiamento è ciò a cui siamo chimicamente destinati."

Scrive Garmus incitando ognuno di noi a prendersi l'impegno di non trattenersi e di non accettare supinamente l'idea che altri hanno di ciò che possiamo o non possiamo fare. 
Un monito a progettare e costruire il proprio futuro trascendendo le categorie e le limitazioni culturali di una società inchiodata dagli stereotipi.

Se non avete ancora scelto la lettura per le vacanze, questo libro porterà una ventata di aria fresca ad alleviare la calura estiva.







martedì 23 luglio 2024

CHE COS'È L'AUTISMO

 Oggi voglio proporre una riflessione prendendo spunto dal volume di Steve Silberman: "Neurotribù. I talenti dell'autismo e il futuro della neurodiversità"

Silberman nel suo volume riporta che in anni recenti, i ricercatori hanno determinato che gran parte dei casi di autismo affonda le sue radici in geni molto antichi e ampiamente condivisi dalla popolazione generale, anche se maggiormente concentrati in alcune famiglie. Non si tratta, quindi, di rare mutazioni o di un prodotto della civiltà moderna, ma di uno "strano dono" del nostro passato profondo, tramandato attraverso milioni di anni di evoluzione.
Secondo i sostenitori della neurodiversità, la società non dovrebbe guardare all'autismo come un errore di natura, ma come una parte preziosa del patrimonio genetico dell'umanità di cui prendersi cura, migliorando gli aspetti che possono essere profondamente disabilitanti in mancanza di adeguate forme di supporto. Elaborare forme opportune di sostegno e accoglienza è una responsabilità sociale e parte dal presupposto che "dobbiamo imparare a pensare in un modo più intelligente a chi pensa diversamente".

Questa riflessione riporta il focus all'importanza di un'azione consapevole volta a sostenere e accogliere la neurodiversità più che tentare di risolverla. 
La società dovrebbe aiutare le persone autistiche e le loro famiglie a vivere vite più felici, sane, produttive e sicure nel presente. 
In questo passaggio è, a mio avviso, racchiuso il seme di una profonda trasformazione sociale da un punto di vista valoriale ed evolutivo.
Il mio impegno con I Bambini delle Fate nasce da questa consapevolezza.
Il mio sogno nel cassetto è quello di creare una rete di competenze che unisca profit e no profit a beneficio della collettività nel rispetto della sua neurodiversità.
Un sogno importante che per la sua realizzazione richiede apertura e la presenza di molti altri coraggiosi sognatori a condividerne la bellezza.
A Biella, Novara-Vercelli e Torino abbiamo iniziato a sognare e a mettere radici. 
Sono a disposizione delle aziende piemontesi per coinvolgerle in questo prezioso viaggio di crescita condiviso.
Contattatemi.


Oropa - foto Donatella Coda Zabetta





lunedì 10 giugno 2024

PRENDERSI CURA

Sabato scorso, durante una passeggiata, ho visto questa femmina di svasso maggiore che, insieme al maschio, si prendeva cura delle uova  ed è stato naturale riflettere sul valore e sulla bellezza del prendersi cura come atto d'amore. Un atto d'amore che, per manifestarsi, richiede tempo, impegno, dedizione, perseveranza e sacrificio.
Il prendersi cura ha molte sfumature, ma affonda le sue radici nella cura di sè. In un mondo in corsa e continuamente focalizzato al raggiungimento di un risultato, lo spazio del prendersi cura si è irrimediabilmente contratto mettendo a rischio il nostro stesso benessere psico-fisico. Così osserviamo la realtà che ci circonda con la stessa inconsapevolezza con cui affrontiamo i nostri malesseri.
La natura è sempre una splendida maestra di vita e osservarla scalda il cuore e illumina lo sguardo.



Foto Donatella Coda Zabetta -  Lago di Viverone

martedì 2 aprile 2024

I vizi capitali e i nuovi vizi

Ho letto un altro interessante volume di Umberto Galimberti: "I vizi capitali e i nuovi vizi". Desidero citarne un estratto, consigliandone la lettura per ulteriore approfondimento:
"A nessuno è data la possibilità di scegliersi l'epoca in cui vivere, nè la possibilità di vivere senza l'epoca in cui è nato, non c'è uomo che non sia figlio del suo tempo e quindi in qualche modo omologato.
Accade però che, rispetto alle epoche che l'hanno preceduta, la nostra epoca è la prima a chiedere l'omologazione di tutti gli uomini come condizione della loro esistenza. Non dunque un'omologazione come dato di fatto, ma un'omologazione di principio, le cui ragioni vanno ricercate in quella condizione per cui, nell'età della tecnica e dell'economia globale, lavorare significa
col-laborare all'interno di un apparato, dove le azioni di ciascuno sono già anticipatamente descritte e prescritte dall'organigramma per il buon funzionamento dell'apparato stesso." (pag. 75)
In queste poche righe, che sono esaurientemente spiegate nelle pagine successive del libro, Galimberti evidenzia un nodo cruciale della nostra civiltà: l'atto di nascita della coscienza conformista e l'accettazione indiscussa dell'esistente senza la minima cura della sua qualità morale.
Questa consapevolezza mette in luce "l'illusione di libertà" che ci caratterizza e ci incatena.
Per guardare alle cose cambiando prospettiva è fondamentale trovare il coraggio di ascoltarsi e tornare a fare esperienza rispettando la propria unicità e accogliendo quella dell'altro.
Oggi 2 Aprile nella Giornata Mondiale della Consapevolezza sull'Autismo mi piace riflettere sull'importanza di altri scenari possibili a scardinare gli schemi ai quali siamo abituati.
Quando propongo i progetti de i Bambini delle Fate mi è capitato spesso di scorgere l'emersione di paure inconsce e intense emozioni in chi ascolta qualcosa che esula dal suo conosciuto: la reazione più immediata è la chiusura. Ci vuole coraggio per aprirsi a uno scenario che la realtà del conformismo pone ai margini stigmatizzandolo. Scegliere consapevolmente di farne parte rappresenta un atto di libertà.
La trasformazione della società descritta da Galimberti può realizzarsi solo con la manifestazione di altri scenari possibili e la maturazione interiore necessaria a vederli.





lunedì 11 marzo 2024

Lo Sviluppo Transpersonale - Roberto Assagioli

Ieri ho visto con piacere il film documentario: "Roberto Assagioli - Lo scienziato dello spirito" ed è stato naturale riprendere in mano alcuni volumi di questo importante autore. Ho trovato molto interessante la psicosintesi e considero la sua meta di armonizzazione della personalità e di integrazione nel mondo esterno quanto mai attuale. Vi sono sempre più persone che, consciamente o inconsciamente, aspirano a entrare in contatto con un'interna dimensione superiore attraverso uno sviluppo transpersonale.
Condivido un estratto tratto dal volume di Assagioli "Lo sviluppo transpersonale" per uno spunto di riflessione:

Troppo spesso dimentichiamo che, non  la quantità delle opere ha valore, bensì la qualità dell'azione e che, anche verso gli altri e per il loro bene, il primo e più urgente dovere è quello di migliorare noi stessi.
"Ogni anima che si eleva, eleva il mondo", ha detto una mistica moderna, Elisabetta Leseur. Ogni passione domata, ogni errore corretto, significano un pericolo in meno per tutti; ogni nuova luce di saggezza che risplende in noi, ogni nuova forza morale sviluppata, ogni sentimento superiore suscitato, costituiscono già di per se stessi un beneficio per l'umanità. Questi tesori spirituali tendono da sé a diffondersi in mille modi, senza sforzo cosciente, anche a nostra insaputa, manifestandosi in ogni parola, in ogni atto, con una irradiazione invisibile, ma potente. Invece, di solito, trascuriamo questo dovere fondamentale e presuntuosi, impazienti e leggeri ci sobbarchiamo senza esitare l'arduo compito di migliorare...gli altri.
... come dice Tagore in uno dei suoi fini e saggi aforismi "Chi è troppo assorto nel fare il bene, non ha tempo per essere buono" (pagg. 204/205).






martedì 20 febbraio 2024

L' ENERGIA DELLA RETE - BANCA DEL TEMPO SOCIALE: LEGAMI OLTRE LE DIFFERENZE

Da un paio d'anni percepivo la spinta a investire energie nelle relazioni. La pandemia aveva stimolato in me una profonda introspezione e, di fronte alla chiusura da essa determinata, sentivo quanto fosse importante fare rete e unire le energie in un intento comune. Nutrivo nel cuore questa visione e, sebbene i miei tentativi razionali di canalizzarla non avessero dato frutti, ero restata in apertura e ascolto. Quando arrivò la proposta de "I Bambini delle Fate" la accolsi con stupore: si trattava di un lavoro che non avevo mai considerato, in grado di unire le competenze imprenditoriali che avevo acquisito in passato alla visione del presente. 
Il mio cuore aveva illuminato la via ed ero pronta a fluire con l'esistenza, lasciando scorrere l'energia in sintonia con gli eventi.
Immaginai un’onda e le correnti che la generano come un insieme coeso. Ogni goccia si muove con le altre seguendo il ritmo e la direzione delle correnti abbandonandosi a esse e al movimento dell’insieme “onda”. In questo modo l’onda ammortizza l’impatto con la scogliera e torna a esistere in una dimensione differente.

Mi immaginai come parte di una totalità che ci comprende e allo stesso tempo ci trascende: l’energia rete. In questa rete noi ritroviamo la nostra unicità, ma anche la forza della totalità. 

Compresi quanto fosse importante allargare la visione all’insieme invece di focalizzarla su un fotogramma personale limitato: l’onda è parte dell’oceano, ma rappresenta l’oceano stesso nel momento in cui si muove, si adatta e si trasforma con esso.


Iniziai a lavorare per I Bambini delle Fate 9 mesi fa e oggi osservo con gioia la manifestazione della prima rete-onda.

Giovedì 22 febbraio 2024 I Bambini delle Fate insieme ad imprenditrici e imprenditori del territorio e la Provincia di Biella, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Domus Laetitiae, le Associazioni A.gen.da., Angsa e la Cooperativa Big Picture Learning, presentano la Banca del Tempo Sociale - Legami oltre le differenze: un progetto dedicato all'inclusione sociale.


Grazie di cuore a tutti coloro che partecipano a questo importante progetto.

I sogni sono importanti tanto quanto il coraggio del sognatore di immaginarne la realizzazione. 

Donatella


Foto Donatella Coda Zabetta




mercoledì 14 febbraio 2024

NON TI MANCHI MAI LA GIOIA

Ho letto l'ultimo volume di Vito Mancuso "Non ti manchi mai la gioia. Breve itinerario di liberazione" e ne consiglio la lettura: evidenzia le trappole che ci attanagliano e stimola una profonda analisi sul processo di liberazione che ognuno di noi è in grado di attivare quando ne diviene consapevole.
Un estratto in particolare ha catturato la mia attenzione e ho scelto di riportarlo integralmente anche se il suo significato è meglio comprensibile all'interno del contesto in cui è inserito.

"La guarigione? Io credo che essa possa arrivare solo da un concerto di forze, di tutte le forze sane della politica, della scienza, della cultura, delle religioni. Credo però che il ruolo principale spetti all'economia, perché proprio da dove ha origine la malattia può scaturire la guarigione, come insegna l'etimologia del termine greco phármakon che significa sia "veleno" sia "medicinale". Alle aziende sane a partecipi del bene comune spetta un grande compito; correndo il rischio della retorica, direi una missione." (pag.44)

Condivido questa riflessione e con I Bambini delle Fate vivo ogni giorno la bellezza della rete di responsabilità sociale che sta coinvolgendo tante aziende di tutti settori, illuminate e partecipi del bene comune. È una grande gioia essere parte di questa trasformazione.