giovedì 11 giugno 2026

LA SINTESI DEGLI OPPOSTI

Wolfgang Pauli scrisse che al giorno d'oggi "solo una concezione che riconosca come compatibili e abbracci unilateralmente i due aspetti della realtà (il quantitativo e il qualitativo, la realtà fisica e quella psichica) sembra essere accettabile per noi."(W.Pauli, L'influsso delle immagini archetipiche sulla formazione delle teorie scienttifiche di Keplero, in Id. Psiche e Natura, Adelphi, Milano, 2006).
Il punto di vista di Pauli è quello della psicologia junghiana e lo ritroviamo anche nella medicina odierna se pensiamo alla psicosomatica, che considera i tradizionali opposti di "corpo" e "anima" come aspetti complementari di una totalità. (A. Jaffè, Il mito del senso nell'opera di C.G.Jung, Bollati Boringhieri, Torino, 2025).
Se osserviamo la realtà dell'uomo ci accorgiamo che "il collegamento tra gli opposti" è una meta ancora lontana. Malgrado la nostra aspirazione all'unità, fatichiamo a prendere coscienza degli opposti in noi stessi e a elevarli per conciliarli in una sintesi.
Fatichiamo a osservarci e ascoltarci con distacco: siamo fagogitati dal ritmo frenetico della quotidianità e raramente troviamo spazi di silenzio e solitudine da dedicare all'interiorità.
Viviamo come acrobati provetti in corsa lungo la fune degli obiettivi. Caracolliamo da un punto all'altro in equilibrio precario e sfarfalliamo le braccia nell'illusorio tentativo di avere tutto sotto controllo. 
Basta un soffio di vento a riportarci a terra e a donarci l'opportunità di ricalibrare impegni e priorità per far spazio alla nostra natura più profonda dimenticata sotto una carrellata di maschere e ruoli teatrali che amiamo vestire.
Il risveglio dell'anima è illuminante: ci mostra pièce teatrali di cui siamo i fieri protagonisti.
Quando l'anima si risveglia, il senso dell'umorismo è un alleato prezioso.
Una scrollatina dalla polvere, una grassa risata e si ricomincia da capo, fissando la fune un poco più in alto.












mercoledì 6 maggio 2026

IL VOLO DEL TACCHINO - Marina Viola

Ho appena terminato la lettura del volume di Marina Viola: "Il volo del tacchino".
L'autrice racconta la sua esperienza a fianco del figlio autistico mettendo in luce i sacrifici, le difficoltà, le emozioni, ma anche la bellezza e la forza di un legame d'amore che trascende la normalità per aprire nuove prospettive di osservazione e stabilire differenti priorità.
Mi ha particolarmente colpito la scrittura diretta e, a tratti ironica, dell'autrice che descrive con trasparenza pensieri, riflessioni e stati d'animo. 
Dopo ben 27 anni di vita in simbiosi con il figlio, la famiglia sceglie di lasciarlo libero di trovare una propria autonomia in una casa per autistici adulti a basso funzionamento: una scelta faticosissima e generatrice di dubbi, sensi di colpa, paure...
Come scrive Elio (de Le Storie Tese) nella prefazione, il superpotere di Marina è la sua capacità di razionalizzare la realtà per quanto dura possa essere, senza mai perdere di vista l'obiettivo: l'autonomia e l'indipendenza dei propri figli, per quanto possibile, come chiave per una vita degna di essere vissuta.






lunedì 4 maggio 2026

IL CORAGGIO DI ESSERE CONSAPEVOLI. La via del fuoco.

Un anno fa, proprio in questi giorni, vedeva la luce il mio quarto volume: "Il coraggio di essere consapevoli" edito da Om Edizioni.
Un libro al quale tengo molto in quanto descrive un periodo della mia vita di profonda trasformazione. Difficoltà, ostacoli e salute fecero crollare le mie certezze e scardinarono radicati schemi di pensiero, stimolando un'importante presa di coscienza e un faticoso e continuativo lavoro interiore.
Restare in apertura e accogliere il cambiamento non fu semplice e richiese molto coraggio. L'elemento fuoco con la sua intensa capacità trasformativa segnò la via verso la consapevolezza e la libertà.
Oggi osservo quel passaggio con gratitudine. 
Da allora ho continuato a camminare sperimentando quanto avevo appreso lavorando con I Bambini delle Fate alla creazione di reti di aziende a sostegno di importanti progetti sociali  realizzati da enti del Terzo Settore territoriali.
Una rete invisibile ci lega gli uni agli altri: questa interconnessione espande i confini individuali includendo l'ambito relazionale e il suo equilibrio nel percorso di crescita per una trasformazione culturale quanto mai necessaria.






domenica 3 maggio 2026

ACCENDERE I FUOCHI - GIANRICO CAROFIGLIO

Una lettura piacevolissima, veloce e profonda allo stesso tempo, che stimola un'attenta riflessione sul proprio vivere... o lasciarsi vivere.
L'autore si rivolge alle ragazze e ai ragazzi, ma le sue parole sono attuali e centrate anche per il mondo degli adulti.
Mi ha colpito molto il passaggio sulla speranza: non è nè ingenuità nè ottimismo a buon mercato, ma una responsabilità che ci si assume consapevolmente. La responsabilità di immaginare un futuro che ancora non si conosce e di crederci abbastanza da iniziare a costruirlo, anche quando i risultati tardano ad arrivare.
E gli spunti di riflessione fioriscono con la lettura quando l'autore affronta il tema del cambiamento, della condivisione di intenti e non solo.
L'autore invita a una ribellione coraggiosa e gentile che crei nuove visioni e opportunità di costruzione partendo dalla quella spinta interiore che porta a non accettare il mondo così com'è quando appare ingiusto.
Consigliatissimo.





LA MORTE

 La sento camminarmi al fianco, 
leggera e impalpabile, ma presente,
dall'odore inconfondibile del mio corpo
che urla alla vita la sua tenace resistenza.

La sento camminarmi al fianco:
osserva, circonda, sospira,
mentre anelo a una comprensione che non arriva.

La sento camminarmi al fianco,
in silenzio, solo io e lei.
Annuso l'odore del mio corpo che si lascia invadere:
non mi piace.
Vorrei lavarlo via,
ma so bene non se ne andrà.
Questo cammino è nostro
e dobbiamo percorrerlo insieme.
Ascolto il ritmo anomalo del mio cuore:
lo vivo.
È lui a indicare la via.
Una via in salita, di ricerca, di percezioni amplificate,
di fragilità e fatica.
L'unica via dinnanzi a me.

La sento camminarmi al fianco
e non ha senso fuggire la sua compagnia.
Sarà lei a decidere se trattenere il mio corpo
o lasciarlo correre libero, ancora.

Come mi sento?
Arresa, accogliente.
Diverremo amiche io e lei.
Impareremo a conoscerci e apriremo nuovi varchi di luce,
spiragli di speranza e aperture di consapevolezza.

La sento camminarmi al fianco
e mi lascio avvolgere dall'acqua.
Per un attimo voglio tornare a respirare il profumo della vita,
anche se so che lei continuerà a camminarmi al fianco.






giovedì 12 marzo 2026

LA RETE - INSIEME SI VINCE

Vittorino Andreoli, psichiatra di fama internazionale, nel suo volume "Insieme si vince. La forza della cooperazione nella nostra vita" scrive:

Abbiamo bisogno di superare le difficoltà attraverso l'aiuto reciproco.
Non attraverso la lotta che è fatta per morire, non per vivere.

All'interno del volume continua definendo la cultura dominante del tempo presente, la cultura del nemico, a significare che qualsiasi persona incontri è fino a prova contraria un nemico. La cultura del nemico genera il nemico.
Nel mondo classico dominava la cultura dello straniero, di chi non si conosce ed è estraneo ma, proprio per questo, viene accolto come gradito ospite foriero di notizie da luoghi lontani in grado di ampliare il sapere. La cultura dell'ospite promuove l'amicizia e il legame.
La cooperazione è un prodotto della mente - del cervello plastico - (continua Andreoli), la stessa che può promuovere, al contrario, la lotta.
Scegliere consapevolmente di cooperare è un atto di coraggio.
Bromberg (psicologo americano che cito nel mio ultimo libro) fa un’interessante distinzione tra i concetti di scelta e decisione: 
“Il termine decisione comporta un controllo personale; un controllo autosufficiente sulla realtà oggettiva e sulle diverse opzioni, che garantisce la possibilità di scegliere quella “giusta”. Il termine scelta comunica un difficile processo in cui si guadagna qualcosa di valore solo al costo di qualcos’altro. Comporta la capacità di riconoscere che la propria padronanza della situazione non è perfetta, e che il conflitto è una parte dolorosa, ma tollerabile dell’essere umano.”
Personalmente ho scelto di cooperare, lavorando per I Bambini delle Fate.
Mi sono domandata quale fosse il valore dei progetti de I Bambini delle Fate in grado di fare la differenza a fronte di un lavoro così sfidante.
La risposta è stata immediata: la capacità di fare rete e unire energie e competenze per la realizzazione di progetti strutturati e continuativi a favore di disabilità e autismo. La trasformazione culturale inizia da un primo passo, scelto consapevolmente da ciascuno di noi, nella direzione di una società in grado di cooperare e valorizzare l'unicità individuale come ricchezza per la comunità.







lunedì 26 gennaio 2026

VINCENTE O PERDENTE

Mi piace moltissimo leggere biografie. Imparo sempre qualcosa. 
Ieri ho letto d'un fiato quella di Ornella Vanoni scritta in collaborazione con Pacifico. 
L'unicità di Ornella, la sua umanità, la sua sottile ironia e schiettezza mi hanno sempre affascinato. Le ho ritrovate nelle sue parole, in un testo intimo e coinvolgente, spunto di riflessione e introspezione.