mercoledì 26 giugno 2024

PIÙ DI UN DONO - BIELLA SCARPE ConTe'

Baron-Cohen, nel suo volume "I geni della creatività" scrive che la neurodiversità è semplicemente un dato di fatto, così come lo è la biodiversità e diversi tipi di cervello si sono probabilmente evoluti per adattarsi meglio a particolari nicchie ambientali. Per dirla con Einstein: "Tutti sono dei geni, ma se si giudica un pesce dalla sua capacità di arrampicarsi su un albero, si passerà la vita credendo che sia stupido." Come ribadisce Baron-Cohen ognuno di noi dovrebbe essere giudicato per quello che può fare, non per quello che non può fare.
La visita per l'iniziativa Più di Un Dono a BIELLA SCARPE S.P.A. | Conte' Scarpe Moda, mi ha indotto a riflettere profondamente su queste parole.
In primis, gli splendidi ragazzi della Banca del Tempo Sociale.
Andrea ha stupito tutti per la sua capacità di ricordare perfettamente i nomi , sentiti una sola volta, delle tante persone conosciute durante la visita. (Per me non è così facile, anzi, spesso, chiedo cortesemente di ripeterli quando mi vengono presentate più persone contemporaneamente.) Ha condiviso la sua bravura negli sport, lo sci in particolare, proprio durante la visita al reparto sportivo di Biella Scarpe Con Te', mostrandoci orgoglioso la sua medaglia d'oro.
Nicolò mi ha commosso quando ha raccontato la sua esperienza all'interno della Banca del Tempo Sociale: la sua voglia di mettersi in gioco e di fare del bene, gli ha offerto, di rimando, la possibilità di fare nuove e preziose amicizie su Biella, colmando il senso di solitudine generato dalla frequenza di una scuola lontana da casa. La scelta di impegnarsi nel progetto anche il prossimo anno è già una certezza. Ho ammirato il suo coraggio e la sua consapevolezza.
Giada è stata partecipe e interessata. I suoi piccoli gesti di gentilezza nei confronti di Andrea e Nicolò mi hanno scaldato il cuore.
Le referenti di Biella Scarpe ConTe' che ci hanno accompagnato, Margherita, Laura e Micaela, sono state accoglienti, attente e disponibili come tutte le persone che abbiamo avuto modo di incontrare all'interno dell'azienda. Ognuna nella sua unicità ci ha donato il tempo, ascolto e apertura.
La parte finale della visita è stata splendida. Tutti i dipendenti al fianco di Mariella, la titolare, si sono riuniti per accoglierci in un abbraccio condiviso: dopo essersi raccontati svelandoci la complessità della gestione aziendale, ci hanno offerto la possibilità di raccontarci a nostra volta.
Sono convinta che l'iniziativa Più di Un Dono de i Bambini delle Fate sia un generatore di ricchezza, oltre ad essere concreta manifestazione della meravigliosa rete territoriale biellese che insieme a Domus Laetitiae abbiamo creato e che unisce imprese, scuole, famiglie, ragazzi e Provincia di Biella.




lunedì 24 giugno 2024

PIÙ DI UN DONO - MOLLE INDUSTRIALI CONTE SRL

Simon Baron-Cohen dirige il Centro di ricerca sull'Autismo presso l'Università di Cambridge. Nel suo volume "I geni della creatività. Come l'autismo guida l'invenzione umana" approfondisce il concetto di "neurodiversità" definendolo rivoluzionario, in quanto introduce una concezione del mondo radicalmente nuova che postula una grande varietà di cervelli, tutti ugualmente naturali, al posto della vecchia, scorretta visione binaria che contrappone normalità ad anormalità.
Ho apprezzato la bellezza della "neurodiversità" durante la visita allo stabilimento Molle Industriali Conte Srl di Torino, in occasione dell'iniziativa Più di Un Dono de i Bambini delle Fate con la Cooperativa Sociale f.i.ABA TORINO, con Salvatore, Lorenzo, Nicolò e Andrea. Grazie a Paola e Massimo, imprenditori illuminati, i ragazzi hanno potuto esplorare un mondo a loro estraneo in un contesto aperto, accogliente e attento alle loro esigenze. Insieme abbiamo osservato come nascono le molle e vengono collaudate, abbiamo compreso i loro diversi utilizzi e conosciuto persone splendide che hanno azionato i macchinari per offrirci la possibilità di sperimentare concretamente le loro parole. La visita si è conclusa nella zona ricreativa dell'azienda dove al rinfresco è seguito un momento di svago condiviso.
Riporto i commenti dei ragazzi durante il viaggio di rientro perché sono in grado di esprimere appieno la gioia, la felicità e la bellezza che hanno contraddistinto questa esperienza.
Lorenzo, ragazzo di 13 anni carinissimo e attento, ha detto di aver sentito e risentito gli odori del film della Fabbrica di Cioccolato di Tim Burton proprio come quei bambini che erano stati invitati a visitare lo stabilimento di Willy Wonka. I cicli di produzione delle molle lo hanno entusiasmato.
Nicolò, bambino di 10 anni, ha trovato in Giulia, la figlia di Paola, un’amica accogliente con la quale esprimersi liberamente. Ha riportato di essersi sentito coinvolto e gentilmente inserito in una relazione calda fatta di reciprocità e condivisione.
Andrea, bambino di 9 anni, ha riferito con leggerezza ed entusiasmo di aver trovato in azienda tutte persone simpatiche che gli hanno permesso di sentirsi parte di una grande famiglia.
Salvatore, ragazzo di quasi 18 anni, ha trovato nella relazione con Paola e Massimo un luogo ideale dove sentirsi se stesso. A più riprese ha espresso il desiderio di voler, in futuro, lavorare in un clima analogo dove tutti sono rispettati e amati.
Infine, i ragazzi tutti hanno espresso con entusiasmo sentimenti di gioia e felicità legati all’esperienza positiva dell’accoglienza in azienda. Hanno insieme condiviso la scoperta reciproca ed espresso la volontà di tornare presto a salutare Paola e Massimo, con la consapevolezza ormai di ritrovare degli amici.





martedì 11 giugno 2024

BUONGIORNO NELLA CONSAPEVOLEZZA

Oggi il giorno si apre con una riflessione di Stefania Andreoli, tratta dal suo ultimo volume: 

- Io,te, l'amore.Vivere le relazioni nell'era del narcisismo -

"Chi metaforicamente spariglia le carte sollecita la sonnolenza di chi vive di abitudini."

Da questo breve spunto dalle infinite sfumature, auguro a tutti il buongiorno.


Foto Donatella Coda Zabetta










lunedì 10 giugno 2024

PRENDERSI CURA

Sabato scorso, durante una passeggiata, ho visto questa femmina di svasso maggiore che, insieme al maschio, si prendeva cura delle uova  ed è stato naturale riflettere sul valore e sulla bellezza del prendersi cura come atto d'amore. Un atto d'amore che, per manifestarsi, richiede tempo, impegno, dedizione, perseveranza e sacrificio.
Il prendersi cura ha molte sfumature, ma affonda le sue radici nella cura di sè. In un mondo in corsa e continuamente focalizzato al raggiungimento di un risultato, lo spazio del prendersi cura si è irrimediabilmente contratto mettendo a rischio il nostro stesso benessere psico-fisico. Così osserviamo la realtà che ci circonda con la stessa inconsapevolezza con cui affrontiamo i nostri malesseri.
La natura è sempre una splendida maestra di vita e osservarla scalda il cuore e illumina lo sguardo.



Foto Donatella Coda Zabetta -  Lago di Viverone

sabato 8 giugno 2024

Tutta la vita che resta

Ho appena terminato di leggere il libro di esordio di Roberta Recchia. 
Una storia che ti cattura fin dalle prime pagine per poi trascinarti in una lettura a perdifiato fino alla fine. 
È un libro intenso, a tratti feroce, denso di spunti di riflessione, carico di emozioni, profondo, che ti ancora al sentire e lo rimette in discussione continuamente. Come lettrice ho osservato il dispiegarsi della storia e più di una volta mi sono chiesta quale sarebbe stato il mio comportamento in situazioni così sfidanti. Calandomi di volta in volta nei personaggi ne ho assaporato la forza e la fragilità, sono entrata in risonanza con le loro emozioni e il loro dolore, ne ho ammirato la pazienza e l'apertura.
Un filo invisibile e luminoso ha sempre illuminato le parole di fiducia e di speranza, anche quando il buio sembrava collassare la narrazione in un baratro infinito.


lunedì 22 aprile 2024

DECISIONE O SCELTA?

Bromberg offre, a questo proposito, un interessante spunto di riflessione nel suo volume "Clinica del trauma e della dissociazione. Standing in the Spaces" (pag. 232-233):
"Il termine decisione comporta un controllo personale; un controllo autosufficiente sulla realtà oggettiva e sulle diverse opzioni, che garantisce la possibilità di scegliere quella "giusta". Il termine scelta comunica un difficile processo in cui si guadagna qualcosa di valore solo al costo di qualcos'altro. Comporta la capacità di riconoscere che la propria padronanza della situazione non è perfetta e che il conflitto è una parte dolorosa, ma tollerabile dell'essere umano".

Nella nostra vita siamo più propensi a prendere decisioni o ad attuare scelte consapevoli?



martedì 2 aprile 2024

I vizi capitali e i nuovi vizi

Ho letto un altro interessante volume di Umberto Galimberti: "I vizi capitali e i nuovi vizi". Desidero citarne un estratto, consigliandone la lettura per ulteriore approfondimento:
"A nessuno è data la possibilità di scegliersi l'epoca in cui vivere, nè la possibilità di vivere senza l'epoca in cui è nato, non c'è uomo che non sia figlio del suo tempo e quindi in qualche modo omologato.
Accade però che, rispetto alle epoche che l'hanno preceduta, la nostra epoca è la prima a chiedere l'omologazione di tutti gli uomini come condizione della loro esistenza. Non dunque un'omologazione come dato di fatto, ma un'omologazione di principio, le cui ragioni vanno ricercate in quella condizione per cui, nell'età della tecnica e dell'economia globale, lavorare significa
col-laborare all'interno di un apparato, dove le azioni di ciascuno sono già anticipatamente descritte e prescritte dall'organigramma per il buon funzionamento dell'apparato stesso." (pag. 75)
In queste poche righe, che sono esaurientemente spiegate nelle pagine successive del libro, Galimberti evidenzia un nodo cruciale della nostra civiltà: l'atto di nascita della coscienza conformista e l'accettazione indiscussa dell'esistente senza la minima cura della sua qualità morale.
Questa consapevolezza mette in luce "l'illusione di libertà" che ci caratterizza e ci incatena.
Per guardare alle cose cambiando prospettiva è fondamentale trovare il coraggio di ascoltarsi e tornare a fare esperienza rispettando la propria unicità e accogliendo quella dell'altro.
Oggi 2 Aprile nella Giornata Mondiale della Consapevolezza sull'Autismo mi piace riflettere sull'importanza di altri scenari possibili a scardinare gli schemi ai quali siamo abituati.
Quando propongo i progetti de i Bambini delle Fate mi è capitato spesso di scorgere l'emersione di paure inconsce e intense emozioni in chi ascolta qualcosa che esula dal suo conosciuto: la reazione più immediata è la chiusura. Ci vuole coraggio per aprirsi a uno scenario che la realtà del conformismo pone ai margini stigmatizzandolo. Scegliere consapevolmente di farne parte rappresenta un atto di libertà.
La trasformazione della società descritta da Galimberti può realizzarsi solo con la manifestazione di altri scenari possibili e la maturazione interiore necessaria a vederli.