martedì 16 luglio 2019

IL LABIRINTO DELLA FOLLIA

Si era persa in un dedalo di vicoli, forme, stanze chiuse.
All’apparenza senza uscita.
Piccole luci spuntavano qua e là a darle speranza e forza.
Due sacche di aria le permettevano di respirare 
e non perdere lucidità.
Tutto quanto sembrava già conosciuto e percorso più volte, 
ma la donna si accorse per caso di poter camminare 
sulle pareti e sui soffitti del labirinto senza problemi.
Cambiò prospettiva.
Le Luci tutte disposte a sinistra 
sembravano illuminare una via precisa verso destra.
Arrivare all’ultima stanza fu naturale. 
L’apertura mostrava l’alba soffusa di un nuovo giorno.
Lasciare ciò che conosceva per lo sconosciuto 
la spaventava un po’, 
ma tempo era giunto per nuove esperienze e avventure.
Mosse un primo passo in quella luce ovattata, 
chiuse gli occhi e si affidò ad essa.

Scrivere una storia lasciandosi trasportare 
dalle immagini delle carte
è un'avventura meravigliosa all'interno di se stessi...



www.ilgiocatoredicarte.it
di Paola Neyroz e Nadia Savoini




sabato 15 giugno 2019

E' LA TRISTEZZA CHE TI AVVOLGE SENZA UN MOTIVO APPARENTE

Sale in silenzio, sommessa.
E' la tristezza che ti avvolge senza un motivo apparente.
Il cuore batte a rilento,
il respiro vibra.
Avanza in silenzio, sommessa.
E' la tristezza che ti sommerge senza un motivo apparente.
La ascolti e la percepisci fin nelle corde più intime del tuo essere.
Non puoi far altro che accoglierla
e disporre l'anima a quello che verrà.
Non ci sono parole nè pensieri nell'attesa.










venerdì 14 giugno 2019

QUEL CHE NON COMPRENDI, LO RIPETI

Vi è mai capitato di ritrovarvi più volte nella stessa situazione?
Quando capita, la tentazione a reagire come si è sempre fatto è potente e spesso ci lasciamo travolgere dalla sua energia ripetendo inconsciamente uno schema profondamente radicato in noi.
Le reazioni sono comportamenti automatici che abbiamo attivato per fronteggiare una situazione che ci ha messo in seria difficoltà in passato. Esse si riattivano di fronte a eventi simili.
Con le reazioni ci difendiamo in due modi: fuggendo o attaccando. In entrambi i casi non cogliamo l'opportunità di elaborare la ferita che abbiamo congelato e la vita tenderà a riproporci la possibilità di farlo per permetterci di crescere ulteriormente prendendo consapevolezza del sentire.
Ogni volta un ostacolo più faticoso servirà a ricordarci che ciò che non si risolve si amplifica.






domenica 9 giugno 2019

LA STANCHEZZA DI VIVERE

La stanchezza di vivere la senti aleggiare nell'aria.
In alcune frasi senza speranza.
In comportamenti tesi a sfidare la vita.
Nella disperazione che porta a inseguire l'illusione di un futuro diverso.
La stanchezza di vivere ha radici interiori profonde
e interessa tante persone.
Persone nel dolore fisico e psicologico,
insoddisfatte e deluse, 
incapaci  di trovare al proprio interno
un significato superiore
in grado di trascendere gli eventi per osservarli con oggettività.
La stanchezza di vivere la senti aleggiare nell'aria.
La ascolti, la percepisci 
e in silenzio
ti affidi al cuore e espandi la sua luce.




mercoledì 29 maggio 2019

IN UN MONDO QUADRATO

In un mondo quadrato i cerchi, le linee sinuose, i triangoli, i parallelogrammi e i poligoni 
non hanno vita facile. 
Non quadrano. 
Molto semplicemente. 
E se non quadri sei escluso. 
I lati devono essere tutti uguali e gli angoli devono essere di novanta gradi.  
Figuriamoci i cerchi che di angoli non ne hanno neppure uno! 
Sono i peggiori. 
Rotolano via che è una meraviglia. 
I triangoli poi con quel vertice supponente all'insù 
che cerca di far quadrare gli estremi
sono gli incompresi per eccellenza.
I parallelogrammi fanno del loro meglio per adeguarsi,
ma tira di qua e tira di là,
imperfetti rimangono.
Le linee sinuose 
scivolano e si intrufolano ovunque: 
sono dei veri catalizzatori di rabbia.
E i poligoni con le loro facce multiple
non sai mai dove metterli.
In un mondo quadrato i cerchi, le linee sinuose, i triangoli, i parallelogrammi e i poligoni
non hanno vita facile. 
Non quadrano.
E quando tutto deve quadrare
tutto deve essere uguale e conforme.
Non c'è spazio per unicità e accettazione.
In un mondo quadrato
la politica è "Il grande fratello" delle stelle.



mercoledì 22 maggio 2019

QUANDO SI ATTRAVERSA UN GRANDE DOLORE

Quando si attraversa un grande dolore
tutta la nostra energia viene convogliata nell'affrontarlo.
Per questo motivo formiamo naturalmente una barriera che ci difenda da ingerenze esterne.
Non abbiamo la forza di fare altro che chiuderci in noi stessi
e galleggiare nel fiume emotivo che ci travolge.
Questo passaggio richiede tempo, pazienza e tanta forza,
fino al giorno in cui ci svegliamo stanchi, ma con uno sguardo diverso,
meno adombrato dalla tempesta che abbiamo attraversato.
Ecco che siamo pronti a dare nuovamente una sbirciatina all'esterno.
Lo facciamo con cautela e con l'inconscia paura di soffrire ancora.
Così chiudiamo il nostro cuore  a doppia mandata in uno scrigno ben custodito.
Avanziamo a passettini e con circospezione
scrutando con la lente d'ingrandimento ogni cosa.
Ci portiamo dietro la barriera che ci siamo costruiti per proteggerci
e senza accorgecene non lasciamo entrare nè uscire nulla.
Siamo inscalfibili e rigidi,
ma, ahimè, anche aridi.
Rendersene conto è importante
per poter abbandonare un approccio alla vita non più funzionale.
Sopravvivere è fondamentale,
ma vivere è un'altra cosa.



martedì 21 maggio 2019

APRIRSI AL MONDO

Sono uscita di casa e ho incontrato rabbia. 
L'ho vista avvicinarsi da lontano, con quel suo fare infuocato 
e ho avuto paura che quel fuoco incendiasse anche me. 
Ho svoltato l'angolo e mi sono trovata davanti tristezza 
e ho avuto paura che la sua nuvola di pensieri cupi avvolgesse la mia anima. 
Sono entrata in un bar e mi sono trovata davanti odio
e ho avuto paura che la sua lama tagliente portasse anche me ad impugnare la spada.
Ho scelto di recarmi ai giardini,
ma li ho trovati spogli di gioia e di amicizia;
anche i bambini facevano giochi di guerra e di esclusione.
Ho avuto paura di dimenticare la spontaneità.
Rientrando ho incontrato dolore, passeggiava a braccetto con invidia.
Ho avuto paura che il virus della loro disperazione mi contagiasse.
Quando ho richiuso la porta di casa 
mi sono sentita al sicuro
e ho compreso che chiudersi in se stessi era naturalmente più semplice
di fronte all'intensità di quelle emozioni.
Solo uno stato di presenza consapevole mi avrebbe permesso 
di camminare in equilibrio nel mondo
senza farmi travolgere dalla sua confusione.
Così ho pensato di mettere salde e forti radici
prima di avventurarmi al suo interno.
Quando sono uscita nuovamente non è stato facile 
e la tentazione di tornare a casa è stata grande.
Ho cercato amore e rispetto per le vie della città senza trovarli,
poi ho guardato nel mio cuore e vi ho trovato due piccoli semi.
Mi sono apparsi così fragili e indifesi 
che ho avuto paura di perderli viaggiando.
Così sono rimasta in stazione per un po'
indecisa se prendere il treno della vita:
sapevo bene che avrei incontrato odio, rabbia, dolore, invidia, tristezza, disperazione.
Fu a quel punto che scorsi il piccolo seme che era rimasto nascosto dagli altri due.
Un piccolo seme scintillante:
il seme della fiducia.