martedì 21 maggio 2019

APRIRSI AL MONDO

Sono uscita di casa e ho incontrato rabbia. 
L'ho vista avvicinarsi da lontano, con quel suo fare infuocato 
e ho avuto paura che quel fuoco incendiasse anche me. 
Ho svoltato l'angolo e mi sono trovata davanti tristezza 
e ho avuto paura che la sua nuvola di pensieri cupi avvolgesse la mia anima. 
Sono entrata in un bar e mi sono trovata davanti odio
e ho avuto paura che la sua lama tagliente portasse anche me ad impugnare la spada.
Ho scelto di recarmi ai giardini,
ma li ho trovati spogli di gioia e di amicizia;
anche i bambini facevano giochi di guerra e di esclusione.
Ho avuto paura di dimenticare la spontaneità.
Rientrando ho incontrato dolore, passeggiava a braccetto con invidia.
Ho avuto paura che il virus della loro disperazione mi contagiasse.
Quando ho richiuso la porta di casa 
mi sono sentita al sicuro
e ho compreso che chiudersi in se stessi era naturalmente più semplice
di fronte all'intensità di quelle emozioni.
Solo uno stato di presenza consapevole mi avrebbe permesso 
di camminare in equilibrio nel mondo
senza farmi travolgere dalla sua confusione.
Così ho pensato di mettere salde e forti radici
prima di avventurarmi al suo interno.
Quando sono uscita nuovamente non è stato facile 
e la tentazione di tornare a casa è stata grande.
Ho cercato amore e rispetto per le vie della città senza trovarli,
poi ho guardato nel mio cuore e vi ho trovato due piccoli semi.
Mi sono apparsi così fragili e indifesi 
che ho avuto paura di perderli viaggiando.
Così sono rimasta in stazione per un po'
indecisa se prendere il treno della vita:
sapevo bene che avrei incontrato odio, rabbia, dolore, invidia, tristezza, disperazione.
Fu a quel punto che scorsi il piccolo seme che era rimasto nascosto dagli altri due.
Un piccolo seme scintillante:
il seme della fiducia.











lunedì 20 maggio 2019

CI SONO MOMENTI E MOMENTI

Ci sono momenti e momenti. 
Ci sono i  momenti in cui senti il bisogno di stare solo, 
di chiuderti in te stesso per poterti ascoltare e comprendere nel silenzio della tua interiorità. 
Ci sono i momenti in cui hai voglia di leggerezza e di due risate senza impegno. 
Ci sono i momenti in cui il tuo corpo reclama attenzioni e ha la priorità. 
Ci sono i momenti in cui la famiglia non lascia spazio a nient'altro. 
Ci sono i momenti in cui il dolore è parte di te e non ci puoi fare nulla. 
Ci sono i momenti in cui il tempo con gli amici è prezioso.
Poi ci sono i momenti in cui ti senti pronto a condividere quello che hai imparato.
E io ci sono dentro.
Non so come si manifesterà la mia condivisione:
saranno gli eventi ad indicarmi la via. 
 In apertura di cuore, accolgo.








martedì 14 maggio 2019

LE ESPERIENZE SI ALTERNANO

Quando viviamo una bella esperienza vorremmo non finisse mai.
Quando viviamo un'esperienza dolorosa vorremmo finisse al più presto.
E la vita fa quello che vuole.
Esperienze belle e dolorose si alternano inseguendo un percorso segreto
la cui comprensione ci è preclusa.
A volte il significato di quanto viviamo ci si svela con il tempo,
altre volte no.
Noi ci arrabbiamo, ci disperiamo, ci ribelliamo o ci deprimiamo
di fronte alle svolte del destino
e sfoderiamo tutto il nostro campionario di resistenze al cambiamento.
Il rimetterci in discussione è faticoso,
fare i conti con l'instabilità anche,
crescere lo è ancor di più.
Eppure ogni esperienza ha un inizio e una fine
così che la vita sia una meravigliosa avventura 
tutta da sperimentare.



lunedì 6 maggio 2019

LA CALMA DEL CUORE

Abituati a correre, a pensare e a parlare troppo, ci siamo ritrovati con un'irrequietezza di fondo che non ci abbandona mai. Anche quando ci fermiamo o possiamo riposare.
Il corpo è teso e fatica a rilassarsi e la mente ci inonda di ogni sorta di  rimuginazioni.
Rallentare il respiro per ampliare uno spazio di apertura non è più naturale, ma ci richiede concentrazione. Una concentrazione a cui non siamo più adusi e che svapora velocemente annegata dal fiume di pensieri che la inonda. Anche il corpo ci rimanda a gran voce il suo disagio quando tentiamo di approfondire il respiro ed evidenzia lo stato di rigidità che lo immobilizza.
Percepiamo il battito del cuore quando siamo agitati o in apnea, ma abbiamo smesso di percepire il suo ritmo naturale.
Abbiamo dimenticato la calma del cuore e con essa abbiamo dimenticato la nostra individualità.



giovedì 2 maggio 2019

INSEGUENDO IL SOGNO DI ESSERE SE STESSI

Capita a volte di fermarsi e di rendersi conto che ci si comporta in funzione dell'idea che si ha di se stessi. Un'idea maturata nel tempo a seguito dell'esperienza.
L'esperienza infantile ci ha indotto ad assomigliare ai modelli che ai nostri occhi di bambini  ci sembravano migliori e, allo stesso tempo, ad allontanarci da quelli che ci apparivano come deludenti.
L'esperienza adolescenziale ci ha buttato nella mischia confondendoci le idee nel tentativo di essere accettati dal gruppo.
In ambito lavorativo abbiamo imparato il compromesso e abbiamo fatto i conti con il controllo.
Insomma, può capitare che l'immagine che vogliamo trasmettere non ci appartenga, ma sia un patchwork di tessere che ci siamo cuciti addosso crescendo. E quando lo si realizza si inizia a percepire il peso della coperta di Linus che ci trasciniamo dietro.
E alla fatidica domanda: "Ma chi sono veramente?" ecco arrivare la crisi.
E' difficile depurare il sentimento dal filtro della razionalità. Se ci si focalizza su una scelta in particolare, ad esempio, ci si rende conto di quanto essa sia condizionata dalle nostre paure, dalle nostre fragilità e dalle nostre aspettative. Se potessimo decidere di pancia probabilmente andremmo da tutt'altra parte. E perchè non abbiamo il coraggio di seguire il sentire? 
Perchè siamo dei cagasotto diamantati. Amiamo la quiete dell'abitudine e guai a chi ci tocca la parvenza di stabilità che essa ci trasmette. 
Mettersi in gioco è faticoso. Essere se stessi lo è ancor di più.







venerdì 26 aprile 2019

NUOVE PRIORITA' COMPORTANO SCELTE E CAMBIAMENTI

Capita spesso che la vita ci ponga di fronte ad ostacoli importanti. 
Passato il primo momento di rabbia e smarrimento, ci renderemo conto che una scelta si profila sempre all'orizzonte. 
Sì, proprio così, perchè anche il subire passivamente l'arresto e sedersi a osservare l'ostacolo piangendosi addosso è una scelta. Potremmo considerarla la scelta di una non scelta.
Gli ostacoli ci inducono a riportare l'attenzione sulla nostra vita: su ciò che non ci piace, su ciò che richiede un maggior impegno, sulle zavorre che ci trasciniamo dietro, sui sogni che teniamo chiusi a doppia mandata nel cassetto, sulle nostre paure e abitudini, sui nostri talenti inespressi e sui compromessi ... 
Insomma, gli ostacoli sono un dono prezioso che ci dicono: "E' arrivato il momento di crescere e andare oltre".
Questo non significa immediatezza di movimento manifesto, ma se troviamo il coraggio di restare aperti al flusso degli eventi sarà l'inizio di un percorso di trasformazione.
E il cambiamento parte sempre dall'interiorità: dal nostro modo di guardare le cose.
Di fronte agli ostacoli le nostre fragilità vengono messe a nudo e siamo indotti a rimetterci in discussione e ad abbandonare i filtri che hanno adombrato la nostra percezione fino a quel momento.
Togliersi le lenti scure apre nuovi orizzonti di osservazione. 
W l'avventura.




mercoledì 17 aprile 2019

VIAGGIARE CONTROMANO

Spesso capita di aver l'impressione di avanzare contromano. Si guardano gli altri sfrecciare in avanti e ci sembra di retrocedere irrimediabilmente o di restare al palo. Spesso ho sentito ripetere alle persone di aver perso tempo. Personalmente sono dell'idea che il tempo vissuto non sia mai perso. Anche quando ci sembra di essere fermi o ci capita di ripetere esperienze similari ad altre già sperimentate. 
Ognuno di noi ha un proprio tempo di maturazione e questo tempo non può essere accelerato. Forse può essere rallentato dalle nostre paure o debolezze, ma proprio per offrirci la possibilità di confrontarci con esse e crescere oltre. 
A volte pensiamo di essere delle duracell eterne, ma non è così e anche l'energia a nostra disposizione, se dispersa all'esterno, non può essere utilizzata all'interno. Per questo quando la vita ci ferma non siamo bloccati, ma stiamo semplicemente lavorando con la nostra interiorità per integrare il vissuto ed elaborarlo. Il tempo che ci metteremo dipende da noi, ma dobbiamo smitizzare l'idea di dover arrivare da qualche parte. La nostra realizzazione ci sarà oscura fintanto che non la raggiungeremo.