sabato 5 giugno 2021

LEILA & CO

Oggi pensavo a Leila. Alla sua uscita in pandemia. Alla sua invisibilità. 
Forse il libro si è portato dietro l'energia della protagonista e quella dei temi trattati. 
L'intento che ne ha diretto la stesura era quello di rendere visibili storie di violenza troppo spesso taciute o messe a tacere.
Non dovrebbe quindi stupirmi il fatto di aver intrapreso una via in salita.
A otto mesi dalla sua uscita è stato letto da pochi, sebbene sia stato apprezzato e abbia ottenuto ottime recensioni.
Da qui nasce la mia riflessione.
I percorsi desueti mi appartengono da sempre. 
Quando osservi e ascolti con attenzione, le vie che devi percorrere si manifestano naturalmente e non puoi esimerti dal farne esperienza.
Quando scrissi "Il coraggio di ascoltarsi" misi su carta pensieri e riflessioni senza filtrare l'esperienza vissuta. Il titolo accattivante e le tante presentazioni ne promossero la diffusione. A volte qualcuno condivideva con me le difficoltà della lettura per poi confermarmi di averlo compreso a distanza di anni.
Ad oggi "Il coraggio di ascoltarsi" continua a vendere ed essere ristampato. Forse era solo in anticipo con i tempi.
"Il ritmo del corpo" fu un'ulteriore passo avanti nel mio percorso e la sua diffusione sebbene più rallentata, continua pian pianino a farsi strada. 
Credo molto in questo volume: ritengo la consapevolezza del corpo un passaggio essenziale nella crescita personale. In una realtà in cui il corpo è diventato un semplice mezzo di sussistenza, tornare a vivere la fisicità come alleata inscindibile della nostra presa di coscienza è un passo quanto mai necessario, sebbene molto faticoso.
Il mio percorso non è mai stato esente dalla fatica che comportano le difficoltà: i miei scritti non possono esserne liberi e forse per questo, a modo loro, sono terapeutici. 
Con Leila la scelta è stata ancora più azzardata: mettere su carta l'indicibile.
Quando si prende contatto con il corpo, non si può non ascoltarne le memorie.
Il filo invisibile che traccia i miei passi si inerpica sempre più, scavando nelle radici della natura umana.
Spesso mi viene chiesto a cosa stia lavorando, se abbia ripreso a scrivere.
Non ancora, è la mia risposta.
Mi manca il passaggio della condivisione che con Leila non ha ancora potuto manifestarsi. 
Il mio percorso in solitaria non si è mai fermato. 
Tante sono le comprensioni maturate in questi anni di lavoro introspettivo. E sono state arricchite dal percorso universitario di Scienze e Tecniche Psicologiche.
A mancarmi è la direzione in cui svolgerle. La condivisione è un dono per chi lo offre e per chi lo riceve.
Un dono ha maggior valore se è cucito su misura su chi lo riceve.
E Leila, a suo modo, mi sta inviando dei segnali: "Prendi nuovamente contatto con i lettori: ascoltali, osservali, comprendili".
E questo è il mio intento attuale. Sono in apertura.

Per chi fosse interessato ai volumi di cui parlo in questo post: Il giardino dei libri - Donatella Coda Zabetta






giovedì 20 maggio 2021

AGGRESSIVITA' E DIRITTI

 Si respira tanta aggressività nelle relazioni. Il distanziamento ha fortificato le nostre barriere e potenziato i nostri sistemi difensivi. Si guarda all'altro come ad un estraneo, senza sforzarsi di ascoltarlo o comprenderlo. La tendenza ad essere centrati solo sui propri bisogni ha annullato empatia e compassione, facendoci dimenticare che la libertà individuale finisce dove inizia quella dell'altra persona. 
Un IO di proporzioni giganti ha preso il posto del noi.  Le parole aleggiano come spade affilate a infilzar nemici e a emettere giudizi: hanno perso il loro valore comunicativo.  Capita spesso di sentire monologhi al posto di dialoghi. Si è perso il coraggio di ascoltare: aprirsi all'altro fa paura, perché aprirsi a se stessi è ancora più terrificante. E per non correre il rischio di scoprire le nostre fragilità e doverci fare i conti, abbiamo annebbiato anche la vista. L'altro è diventato uno specchio opaco: l'abbiamo spersonalizzato e  trasformato nella discarica dei nostri problemi. 
Non mi è dato conoscere l'evoluzione della trasformazione che sto osservando, ma ho fiducia nell'uomo  e nella sua capacità di rinascita.





mercoledì 19 maggio 2021

APPARTENENZA

 Ci sono persone che con le loro visioni sono in grado di svelare il filo invisibile che ci unisce al Cielo segnando una via e risuonando con il cuore.  Sono le persone che si incarnano in un corpo fisico senza dimenticare la loro natura e che con le loro parole sanno risvegliare la nostra stella interiore. 
Dalla e Battiato sono state le mie persone di Cielo. E quando hanno lasciato il corpo, la realtà mi è  apparsa più buia. Guardando le stelle ho provato una profonda nostalgia e ho percepito la fatica della mia appartenenza.
Ieri ho ascoltato più volte la canzone di Battiato che preferisco: "Le aquile non volano a stormi" e mi sono persa tra le sue parole lasciando spazio al dolore.
Oggi so che devo saltare sul mio cavallo alato prima che l'incostanza offuschi lo splendore...







venerdì 30 aprile 2021

IL VELO DELL' ILLUSIONE

Siamo così abituati a credere alle nostre stesse illusioni che facciamo fatica a restare oggettivi.
Abbiamo smesso di sentire il corpo, trascurando i suoi segnali a favore di ciò che consideriamo prioritario, e, in questo modo, ci siamo allontanati da quel filtro così importante per mantenere i piedi ben radicati a terra. 
Veleggiamo vuoti tra le nuvole, sospesi in mezzo alle maschere e agli attori delle nostre illusioni, recitando la parte che riteniamo più funzionale. 
Uno, nessuno, centomila.  Ondeggiamo da una parte all'altra senza sosta, insoddisfatti, arrabbiati, tristi, demotivati.
E quando la realtà irrompe con durezza a squarciare il velo collassiamo e, senza arrenderci, tentiamo di ripararlo, una volta ancora. 
La realtà non ci piace e forse anche noi non ci siamo mai piaciuti.
Il web ci ha offerto la possibilità di navigare nell'illusione e così la rete si è trasformata in un mercato libero dove manifestare emozioni e frustrazioni senza limiti, dove esplorare ciò che ci aggrada e cancellare ciò con cui non vogliamo confrontarci. Dove l'altro assume la forma delle nostre aspettative, non esistendo di per sé, ma solo per l'immagine che noi gli incolliamo addosso.
Il velo dell'illusione si ispessisce ogni giorno un po' di più e la stanchezza si amplifica con il nostro lento svaporare.
Nell'immobilità e nella chiusura abbiamo dimenticato il corpo: troppo indaffarati a vagare con la mente cercando di sopravvivere a noi stessi. E invece di andare dentro siamo finiti in rete riempiendo il nostro contenitore fisico di emozioni e informazioni, per poi scappare dal suo peso in una bolla illusoria di invulnerabilità e controllo.
Sospiro e osservo. Osservo e respiro. Respiro e ascolto. Ascolto e accolgo. Accolgo e vedo. Vedo e allungo le mani. Allungo le mani e tocco il limite del mio sguardo. 
Da qualche parte bisogna pur iniziare.
Nulla dura per sempre. 






mercoledì 28 aprile 2021

LA SPERANZA

 La speranza era finita in fondo ad un taschino.

Di quelli cuciti, difficili da esplorare.

Lo sguardo aveva perso la sua curiosità

annoiato dall'abitudine e dalla mancanza di prospettive.

Le notti senza sogni

spegnevano le stelle e la luna.

Una piccola candela dimenticata 

diffondeva la sua luce

incurante di tutto.

Un sorriso.

Donatella Coda Zabetta


Foto di freestocks.org da Pexels