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lunedì 4 maggio 2026

IL CORAGGIO DI ESSERE CONSAPEVOLI. La via del fuoco.

Un anno fa, proprio in questi giorni, vedeva la luce il mio quarto volume: "Il coraggio di essere consapevoli" edito da Om Edizioni.
Un libro al quale tengo molto in quanto descrive un periodo della mia vita di profonda trasformazione. Difficoltà, ostacoli e salute fecero crollare le mie certezze e scardinarono radicati schemi di pensiero, stimolando un'importante presa di coscienza e un faticoso e continuativo lavoro interiore.
Restare in apertura e accogliere il cambiamento non fu semplice e richiese molto coraggio. L'elemento fuoco con la sua intensa capacità trasformativa segnò la via verso la consapevolezza e la libertà.
Oggi osservo quel passaggio con gratitudine. 
Da allora ho continuato a camminare sperimentando quanto avevo appreso lavorando con I Bambini delle Fate alla creazione di reti di aziende a sostegno di importanti progetti sociali  realizzati da enti del Terzo Settore territoriali.
Una rete invisibile ci lega gli uni agli altri: questa interconnessione espande i confini individuali includendo l'ambito relazionale e il suo equilibrio nel percorso di crescita per una trasformazione culturale quanto mai necessaria.






martedì 23 luglio 2024

CHE COS'È L'AUTISMO

 Oggi voglio proporre una riflessione prendendo spunto dal volume di Steve Silberman: "Neurotribù. I talenti dell'autismo e il futuro della neurodiversità"

Silberman nel suo volume riporta che in anni recenti, i ricercatori hanno determinato che gran parte dei casi di autismo affonda le sue radici in geni molto antichi e ampiamente condivisi dalla popolazione generale, anche se maggiormente concentrati in alcune famiglie. Non si tratta, quindi, di rare mutazioni o di un prodotto della civiltà moderna, ma di uno "strano dono" del nostro passato profondo, tramandato attraverso milioni di anni di evoluzione.
Secondo i sostenitori della neurodiversità, la società non dovrebbe guardare all'autismo come un errore di natura, ma come una parte preziosa del patrimonio genetico dell'umanità di cui prendersi cura, migliorando gli aspetti che possono essere profondamente disabilitanti in mancanza di adeguate forme di supporto. Elaborare forme opportune di sostegno e accoglienza è una responsabilità sociale e parte dal presupposto che "dobbiamo imparare a pensare in un modo più intelligente a chi pensa diversamente".

Questa riflessione riporta il focus all'importanza di un'azione consapevole volta a sostenere e accogliere la neurodiversità più che tentare di risolverla. 
La società dovrebbe aiutare le persone autistiche e le loro famiglie a vivere vite più felici, sane, produttive e sicure nel presente. 
In questo passaggio è, a mio avviso, racchiuso il seme di una profonda trasformazione sociale da un punto di vista valoriale ed evolutivo.
Il mio impegno con I Bambini delle Fate nasce da questa consapevolezza.
Il mio sogno nel cassetto è quello di creare una rete di competenze che unisca profit e no profit a beneficio della collettività nel rispetto della sua neurodiversità.
Un sogno importante che per la sua realizzazione richiede apertura e la presenza di molti altri coraggiosi sognatori a condividerne la bellezza.
A Biella, Novara-Vercelli e Torino abbiamo iniziato a sognare e a mettere radici. 
Sono a disposizione delle aziende piemontesi per coinvolgerle in questo prezioso viaggio di crescita condiviso.
Contattatemi.


Oropa - foto Donatella Coda Zabetta





martedì 20 febbraio 2024

L' ENERGIA DELLA RETE - BANCA DEL TEMPO SOCIALE: LEGAMI OLTRE LE DIFFERENZE

Da un paio d'anni percepivo la spinta a investire energie nelle relazioni. La pandemia aveva stimolato in me una profonda introspezione e, di fronte alla chiusura da essa determinata, sentivo quanto fosse importante fare rete e unire le energie in un intento comune. Nutrivo nel cuore questa visione e, sebbene i miei tentativi razionali di canalizzarla non avessero dato frutti, ero restata in apertura e ascolto. Quando arrivò la proposta de "I Bambini delle Fate" la accolsi con stupore: si trattava di un lavoro che non avevo mai considerato, in grado di unire le competenze imprenditoriali che avevo acquisito in passato alla visione del presente. 
Il mio cuore aveva illuminato la via ed ero pronta a fluire con l'esistenza, lasciando scorrere l'energia in sintonia con gli eventi.
Immaginai un’onda e le correnti che la generano come un insieme coeso. Ogni goccia si muove con le altre seguendo il ritmo e la direzione delle correnti abbandonandosi a esse e al movimento dell’insieme “onda”. In questo modo l’onda ammortizza l’impatto con la scogliera e torna a esistere in una dimensione differente.

Mi immaginai come parte di una totalità che ci comprende e allo stesso tempo ci trascende: l’energia rete. In questa rete noi ritroviamo la nostra unicità, ma anche la forza della totalità. 

Compresi quanto fosse importante allargare la visione all’insieme invece di focalizzarla su un fotogramma personale limitato: l’onda è parte dell’oceano, ma rappresenta l’oceano stesso nel momento in cui si muove, si adatta e si trasforma con esso.


Iniziai a lavorare per I Bambini delle Fate 9 mesi fa e oggi osservo con gioia la manifestazione della prima rete-onda.

Giovedì 22 febbraio 2024 I Bambini delle Fate insieme ad imprenditrici e imprenditori del territorio e la Provincia di Biella, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Domus Laetitiae, le Associazioni A.gen.da., Angsa e la Cooperativa Big Picture Learning, presentano la Banca del Tempo Sociale - Legami oltre le differenze: un progetto dedicato all'inclusione sociale.


Grazie di cuore a tutti coloro che partecipano a questo importante progetto.

I sogni sono importanti tanto quanto il coraggio del sognatore di immaginarne la realizzazione. 

Donatella


Foto Donatella Coda Zabetta




mercoledì 14 febbraio 2024

NON TI MANCHI MAI LA GIOIA

Ho letto l'ultimo volume di Vito Mancuso "Non ti manchi mai la gioia. Breve itinerario di liberazione" e ne consiglio la lettura: evidenzia le trappole che ci attanagliano e stimola una profonda analisi sul processo di liberazione che ognuno di noi è in grado di attivare quando ne diviene consapevole.
Un estratto in particolare ha catturato la mia attenzione e ho scelto di riportarlo integralmente anche se il suo significato è meglio comprensibile all'interno del contesto in cui è inserito.

"La guarigione? Io credo che essa possa arrivare solo da un concerto di forze, di tutte le forze sane della politica, della scienza, della cultura, delle religioni. Credo però che il ruolo principale spetti all'economia, perché proprio da dove ha origine la malattia può scaturire la guarigione, come insegna l'etimologia del termine greco phármakon che significa sia "veleno" sia "medicinale". Alle aziende sane a partecipi del bene comune spetta un grande compito; correndo il rischio della retorica, direi una missione." (pag.44)

Condivido questa riflessione e con I Bambini delle Fate vivo ogni giorno la bellezza della rete di responsabilità sociale che sta coinvolgendo tante aziende di tutti settori, illuminate e partecipi del bene comune. È una grande gioia essere parte di questa trasformazione.







lunedì 23 ottobre 2023

La performance di Andrea Antonello Andrea Antonello - Ballando con le S...


Ci sono emozioni che colmano il cuore, che lo infiammano, 

che lo fanno fermare e battere più forte ancora. 

E poi ci sono emozioni che sanno far volare il cuore, 

elevandolo alla sua dimensione più pura, 

così che risuoni con tanti altri cuori all'unisono.

La tua magia, 

Andrea, 

ci ha regalato un momento indimenticabile 

di fiducia, speranza, meraviglia, bellezza, apertura, unione e condivisione.

Grazie 🙏

Con i Bambini delle Fate ognuno di noi può far parte di questa magia e ballare con le stelle.

Sono a disposizione per coinvolgervi nel nostro straordinario viaggio.

Donatella
335 6101272
donatella.codazabetta@ibambinidellefate.it

mercoledì 18 ottobre 2023

FAME D'ARIA

Ieri sono stata a Biella alla presentazione di Daniele Mencarelli di "Fame d'aria".
Da tempo non tengo presentazioni o vi partecipo ed è stato emozionante vedere l'abbraccio corale dei biellesi per questo prezioso autore. I tanti posti a sedere della biblioteca erano tutti occupati.
Avevo letto "Fame d'aria" mesi fa e ne consiglio caldamente la lettura: è un libro impetuoso, a tratti destabilizzante, ma profondamente vero. Ero molto curiosa di sentirne la presentazione.
Il volume tratta il tema dell'autismo a basso funzionamento e quello dell'amore genitoriale osservando entrambi con cruda oggettività.
Durante la presentazione due spunti in particolare hanno catturato la mia attenzione.
Il primo ha portato consapevolezza sulla diffusione dell'autismo in Italia e su quella mancanza di servizi e sostegno pubblici che costringe le famiglie a far fronte ai dispendiosi costi delle terapie e ad assumersi a tempo pieno la responsabilità di caregiver. Questa responsabilità comporta spesso la rinuncia al lavoro da parte di uno dei genitori e incrementa ulteriormente le difficoltà finanziarie della famiglia.
Il secondo spunto, che ritroviamo nella narrazione di Mencarelli quando il dolore di Pietro, il papà, incontra inaspettatamente Agata, Gaia e Oliviero, nasce dall'osservazione dell'umanità che ancora resiste, quella capace di fare rete, accogliere e sostenere.
Quando ho parlato della Banca del Tempo Sociale de "I Bambini delle Fate" alle aziende biellesi ho toccato con mano questa meravigliosa capacità.
Grazie al coraggio di imprenditrici e imprenditori illuminati sta prendendo forma sul nostro territorio un progetto ancor più rilevante di quanto mi aspettassi (vi è un'importante novità ad arricchirlo ulteriormente) perchè i semi della responsabilità sociale quando trovano terreno fertile germogliano e fruttificano generando bellezza e innovazione.








sabato 2 settembre 2023

IL CORAGGIO DI FARE RETE

Fare rete significa essere nodo e fondamento di una struttura più complessa nella quale ognuno costruisce la sua parte in collaborazione con gli altri.
La rete è solida se i vari nodi che la compongono stringono tenaci associazioni gli uni con gli altri in modo da sostenere in modo unificato e uniforme il peso degli eventi. Questa integrazione comporta la responsabilità sociale e la consapevolezza di quanto la parte sia essenziale al benessere globale. 
Compensazioni e rotture sono inevitabili, ma è l'intento stesso della rete a sopperirvi.
Una rete è un abbraccio a 360°, interiore ed esteriore in quanto opera su più dimensioni e come tale è in grado di donare tenacità e coesione anche nei momenti più sfidanti.
La rete annulla la competizione per favorire il lavoro di squadra e aprire le porte ad una visione più ampia e unificata.

Scrutare l'orizzonte e riconoscersi in esso è il segreto della rete.



Stella. 


giovedì 17 agosto 2023

I GIORNI DI TRANSIZIONE

 I giorni di transizione
sono i giorni dell'attesa.
Un'attesa partecipata e sentita.
Sono i giorni dedicati allo stare con se stessi,
quelli aperti all'ascolto e al silenzio.
Il movimento esterno si ferma
per far spazio a quello interiore.
Sono giorni impegnativi,
quelli ai quali non siamo abituati.
Sono i giorni dei bilanci e della trasformazione:
i germogli di quanto abbiamo seminato prendono forma
mostrandoci la direzione del nostro percorso.


Lago di Antrona - Foto di Donatella Coda Zabetta



giovedì 10 agosto 2023

FARE ESPERIENZA

 L'esperienza nasce dalla capacità di mettersi in gioco.
Non si può fare esperienza mantenendosi nella propria zona di comfort: occorre uscire dagli schemi abituali per avventurarsi oltre ciò che si conosce  e si può controllare. Si fa esperienza quando si ha la capacità di lasciar andare il controllo e ci si affida al proprio sé con consapevolezza.
Ogni passo compiuto in una direzione inesplorata ci permette di conoscerci meglio, di sperimentare la nostra forza e di prendere coscienza delle nostre paure e fragilità. Ogni passo è foriero di esperienze utili alla nostra crescita e ogni esperienza è foriera di insegnamenti e lezioni utili alla nostra formazione. Ci si forma plasmando sé stessi e i propri confini nel confronto con il reale, specchio invisibile della nostra interiorità.



Foto Donatella Coda Zabetta


lunedì 31 luglio 2023

CON I BAMBINI DELLE FATE

A fine maggio ho iniziato il mio impegno con I Bambini delle Fate per le province di Biella e di Vercelli.
A fine luglio sono arrivata a sostenibilità per il progetto di Biella e sto lavorando sodo per raggiungere lo stesso risultato a Vercelli. 
Se guardo ai mesi appena trascorsi provo un'immensa gratitudine. 
L'inizio del percorso non è stato semplice, ma sono grata alle difficoltà incontrate perché mi hanno fatto crescere e insegnato moltissimo.
Ho imparato a non fossilizzarmi di fronte agli ostacoli, ma, come l'acqua, ad abbracciarli per scivolare oltre.
Ho imparato a non nutrire aspettative e a restare aperta anche di fronte alla chiusura.
Ho imparato a non farmi travolgere dal carico emotivo del rifiuto facendomene carico.
Ho imparato la pazienza e l'importanza del nutrire la fiducia quotidianamente.
Ho imparato a risuonare con i cuori, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accoglierne l'unicità.
Ho imparato a seguire gli sguardi per vedere nuovi orizzonti.
Ho imparato a camminare in compagnia, a moltiplicare la gioia e ad alleggerire la tristezza grazie alla costante e attenta presenza delle Fate.
La mia gratitudine si espande quando ripenso alle imprenditrici e agli imprenditori, alle amministratrici e agli amministratori delegati, alle/ai responsabili marketing o risorse umane, alle segretarie di direzione, alle/ai centraliste/i che hanno condiviso il mio entusiasmo e hanno dedicato parte del loro tempo ad ascoltarmi.
Ogni incontro ha generato ricchezza: le collaborazioni hanno illuminato la trasformazione in atto verso una realtà più inclusiva, le aperture hanno rinsaldato la fiducia che con il tempo la responsabilità sociale sarà una priorità condivisa, i dinieghi hanno mostrato l'importanza dell'apertura e del coraggio.
Oggi ho veramente moltissimo di cui essere grata.
La gratitudine è sempre un dono, per chi la prova e per chi la riceve.
Non vi è atto d'amore più puro e intenso dell'essere grati, riconoscendo la bellezza dell'altro per risuonare con essa.








giovedì 15 giugno 2023

I PONTI LEVATOI

 La scorsa settimana ho visitato il Castello di Brescia. Sono rimasta affascinata dalla presenza del ponte levatoio e non ho potuto fare a meno di riflettere sulla sua funzione di collegamento tra il Falcone d'Italia, come viene chiamata la fortezza arroccata sul monte Cidneo, e tutto ciò che la circonda. 
Affrontando la salita per giungere al Castello è stato naturale fare un parallelismo con la mia attuale attività con I Bambini delle Fate. 
A piedi mi avvicino a imponenti e bellissimi castelli protetti da alte mura e torrette di guardia. A volte i fossati sono così profondi da non permettermi un avvicinamento. Altre volte il ponte si abbassa, ma il portone di accesso resta chiuso al suono della mia voce. Altre ancora le porte si spalancano mostrandomi splendide sale affrescate e osservo con commozione tanta bellezza. Sono queste ultime visite a farmi dimenticare la fatica e a rinsaldare la mia motivazione. Con lo sguardo torno a scrutare il paesaggio in cerca di manieri inesplorati e sotto il Sole riprendo il cammino.

Ci sono ponti che si attraversano e ci sono ponti che non si possono attraversare.
La differenza tra i primi e i secondi risiede nella loro consistenza. I primi sono solidi passaggi di entrata, i secondi sono labili confini di divisione.
Non vi è una regola che stabilisce la solidità di un ponte. Un ponte rappresenta il filo invisibile che unisce il cuore a ciò che lo circonda. Questo filo può estendersi o contrarsi, può evidenziare la propensione all'amore o quella alla chiusura. Le barriere che si ergono maestose a segnare confini sono stati della mente e dell'ego. Lo sguardo si volge all'interno invece di spaziare luminoso verso più ampi orizzonti. Paura di perdersi, di non essere visti, riconosciuti.
Non vi è paura più grande di quella che riduce lo sguardo in direzione dei propri piedi e delle proprie radici. Radici spesso sottili e poco profonde che sostengono una visione preoccupata e limitata alla propria precaria stabilità.
Non vi è colpa, ma crescita a trasformare il sentire e ampliarlo oltre i confini dell'Io.


Foto Donatella Coda Zabetta - Castello di Brescia








venerdì 26 maggio 2023

LA STANZA BUIA

Mi piace scrivere e oggi è scaturita una storia, dai primi passi compiuti con "I Bambini delle Fate".

Entro in una stanza buia con una candela accesa. Subito mi accorgo che la stanza è affollata, ma la luce della candela è in grado di illuminare solo lo spazio circostante. Devo proteggerne la fiamma con le mani affinché non si spenga.
Mi guardo intorno con attenzione cercando di incontrare lo sguardo di chi mi è accanto. Il mio volto è illuminato e i miei occhi sorridono. Incrocio sguardi curiosi, altri interessati, altri ancora infastiditi o indifferenti. Mantenere il sorriso nello sguardo a volte è difficile, così mi focalizzo sulla fiamma della candela per il tempo necessario a ritrovare la Luce nel cuore.
Mi muovo per la stanza e mi avvicino alle persone. È bello conoscere nuove vie e guardare alle cose cambiando prospettiva. Ascolto, accolgo e condivido con loro la luce della candela.
Ognuno di loro ha una candela in mano: alcuni la accendono avvicinando lo stoppino alla mia fiamma, altri la ripongono in tasca senza pensarci, altri ancora si sono dimenticati di averla.
Ognuno di loro osserva la mia candela accesa; le emozioni che questa osservazione scatena sono molte: gioia, tenerezza, compassione, tristezza, rabbia, disgusto. Ogni emozione sarà un seme che scioglierà l'indifferenza.
Perché l'indifferenza è pericolosa: è il vento freddo che può spegnere la fiamma della candela e farne dimenticare la bellezza, nel buio di una stanza chiusa.










domenica 21 maggio 2023

IN APERTURA

Ho iniziato da pochi giorni a collaborare con I Bambini delle Fate. 
Dopo anni di studio e di introspezione ero pronta a tornare sul campo. Terminata la stesura del  libro, a febbraio ho aperto il cuore al presente e ai suoi segnali.  In attesa.
Non avevo aspettative, né direzioni.
La scrittura degli ultimi mesi mi aveva mostrato come l'apertura dovesse essere totale e dispiegarsi non solo a livello materiale, ma anche spirituale. Così nutrivo entrambe le dimensioni, in meditazione e nella quotidianità.
E, come un fulmine a ciel sereno, mi è apparsa una rete.
Una rete di semi di Luce pronti a germogliare e a fruttificare grazie all'impegno collettivo. 
Un progetto in cui ogni parte è essenziale affinché la rete possa attivarsi e illuminarsi. 
L'apertura di cuore ha incontrato la consapevolezza e la responsabilità. Insieme hanno attivato il fuoco della motivazione e dell'impegno.
La paura e il coraggio hanno accompagnato i primi passi.

Il risveglio passa sempre attraverso la presa di coscienza della propria fallibilità.


Foto Donatella Coda Zabetta - Castelfranco Veneto