sabato 14 settembre 2019

L'INTEGRITA' DELLA SOLITUDINE

"Quando riconosci l'integrità della tua solitudine e ti abbandoni nel suo mistero,
le tue relazioni con gli altri prendono un nuovo calore, avventura e meraviglia (...).
Se dai coraggio alla tua solitudine,
impari a non avere paura (...).
La solitudine umana è ricca e infinitamente creativa."

O'Donohue, 1997 - poeta e filosofo

Condivido profondamente questa riflessione di O'Donohue nella quale è bene assaporare ogni singolo termine, perchè in ciascuno di essi è celato un mondo non rivelato. L'integrità della solitudine, il mistero della solitudine... quando riconosci te stesso, le tue paure e le tue fragilità, e le accogli senza fuggirle o combatterle, gli altri non possono più ferirti. Quando riconosci te stesso, le tue paure e le tue fragilità, e le accogli senza fuggirle o combatterle, gli altri sono come te. Sono specchi di luce.







venerdì 13 settembre 2019

IL COMPLETAMENTO

Il cerchio si chiude nel punto da cui sei partito,
ma al tuo arrivo non sei più lo stesso.
Il percorso fatto ti ha cambiato:
hai corso, rallentato, sei caduto e ti sei rialzato.
Hai imparato a convivere con le difficoltà,
a conoscere le tue paure e le tue fragilità
e a riscoprire la tua forza e i tuoi talenti.
Spesso hai dubitato,
a volte ti sei lasciato trascinare dall'entusiasmo 
e a volte ti sei fermato affranto di fronte alla tua nudità.
Il cerchio si chiude nel punto da cui sei partito,
ma al tuo arrivo non sei più lo stesso.
Se osservi dove sei
ti sembra di non esserti mosso affatto,
ma se sposti lo sguardo all'interno sai che non è così:
hai la consapevolezza di aver completato un passaggio della tua vita
e di essere pronto per una nuova avventura.
Puoi respirare e riposarti
godendo della gioia che il completamento porta con sè.
Puoi assaporare le mille possibilità 
del nuovo cerchio che sei pronto a percorrere.
La vita, in fondo, è una giostra che non si ferma mai.

Oggi festeggio l'invio del mio primo romanzo alle case editrici.
Fingers crossed.





lunedì 9 settembre 2019

IN EQUILIBRIO TRA CONTINUITA' E FLESSIBILITA'

Sto leggendo un volume molto interessante: "La mente relazionale. Neurobiologia dell'esperienza interpersonale" di Daniel J. Siegel.
Analizzando il cervello come sistema complesso e la sua proprietà auto-organizzativa, l'autore propone uno spunto di riflessione che trovo estremamente attuale.

"La stabilità del sistema è raggiunta con il movimento verso la massimizzazione della complessità. La complessità non deriva da attivazioni casuali, ma è incrementata da un equilibrio fra continuità e flessibilità. La "continuità" è legata alla forza di stati precedentemente acquisiti, e dunque alla probabilità di una loro ripetizione: implica similarità, familiarità, prevedibilità. Con "Flessibilità" si intende invece il grado di sensibilità del sistema  rispetto alle condizioni ambientali; coinvolge variabilità, novità, incertezza. La capacità di operare cambiamenti permette al sistema di adattarsi all'ambiente, ma una variabilità e una flessibilità eccessive possono portare ad attivazioni casuali; d'altra parte, un'adesione troppo rigida a stati precedentemente fissati determina un'eccessiva continuità e riduce le capacità di cambiamento e di adattamento del sistema (Fogel, de Koeyer, Secrist et al. 2002, Anderson, 2002)"

Se rapportiamo le stesse parole al percorso evolutivo del sistema uomo, realizziamo quanto un equilibrio tra continuità e flessibilità sia importante e difficile da raggiungere. Per finire nel caos o bloccarsi basta un attimo di inconsapevolezza. 
Quel meraviglioso mistero chiamato vita consapevole racchiude in sè il segreto di un equilibrio dinamico tra passato e presente in grado di adattarsi al continuo movimento del fiume che scorre. 




martedì 3 settembre 2019

SOGNO DI UNA NOTTE DI FINE ESTATE

Osservo l'orizzonte in silenzio. 
Il mare in tempesta agita le acque. 
Difficile orientarsi.
Il cielo coperto dalle nubi oscura lo sguardo.
L'immobilità è l'unica risposta ai venti contrari.
Un'immobilità attonita, stanca, disillusa.
E' tempo di muoversi e non so dove andare.
Le vie si arrotolano su se stesse.
Cerco la Luna
e trovo Marte.
Depongo l'armatura a terra
e trattengo la spada
per osservare sulla sua lama 
il fuoco riflesso della mia interiorità.
Nello specchio d'acciaio brilla più di una fiamma
in un incendio scomposto
dai mille colori.
Inseguo l'arcobaleno.




giovedì 22 agosto 2019

IL WEB E L'ANNULLAMENTO DELLA DIMENSIONE SPAZIO-TEMPORALE

Non so se sia capitato anche a voi, frequentando i social, di veder riproposte come attuali notizie risalenti a settimane, mesi e anni fa. A me succede spesso e mi sono soffermata a riflettere su questa particolarità del web. La rete offre, infatti, la possibilità di leggere in tempo reale notizie di altri parti del mondo e del passato annullando la dimensione spazio-temporale. Il flusso continuo e sovrabbondante di informazioni di ogni genere crea però, allo stesso tempo, una gran confusione. Soprattutto in chi non applica alla lettura un acuto discernimento volto a verificare, innanzi a tutto, l'autenticità della notizia e, a seguire, la sua collocazione temporale.
Considerando il ripetersi indefesso di bufale di dimensioni cosmiche e di informazioni datate, deduco che il discernimento si sia perso nel grande pentolone della rete offrendole un potere che, a pensarci bene, fa un po' paura.
Siamo ancora noi a gestire la rete o è il web a gestire le nostre menti in vacanza?
Mi piacerebbe conoscere la vostra idea.



venerdì 9 agosto 2019

LA PAURA DELLA MORTE

In questi giorni riflettevo sulla paura della morte e sono giunta alla conclusione che non è il nuovo viaggio che la morte porta con sè a fare paura, ma il bagaglio che ci porteremo dietro alla partenza. A determinare lo stato d'animo con cui affronteremo la morte sarà  infatti il modo in cui avremo vissuto la vita.
Se il nostro bagaglio sarà carico di sospesi, di rimpianti e di attaccamenti, non avremo voglia di partire e di affrontare una nuova esperienza e ci sentiremo impreparati a farlo. Saremo terrorizzati all'idea di abbandonare il corpo e le nostre resistenze renderanno il passaggio molto faticoso.
Se il nostro bagaglio sarà leggero per i semi che abbiamo piantato, cresciuto e coltivato con amore, guarderemo alla vita passata con il cuore. Accoglieremo le tempeste, la siccità e lo scarso raccolto come naturale parte del percorso fatto e affronteremo il cambiamento senza paura.

Se pensassimo di più alla morte, sono convinta vivremmo vite più consapevoli.










giovedì 8 agosto 2019

L'IMPONDERABILE LEGGEREZZA DEL CIELO

Imponderabile presenza al mio fianco
che mi offri sguardi leggeri sulla vita e le sue complicazioni
accompagna i miei passi
donando loro consapevolezza e totalità.
Risalire la china delle mie debolezze e delle mie paure
è un percorso impegnativo
come lo è il lasciar andare e il perdono.
Poco per volta riscopro i miei talenti 
e li perfeziono tra i tanti dubbi che la mia umanità confeziona. 
E imparo a non temere la mia unicità e a valorizzarla.
Imponderabile presenza al mio fianco
che mi offri sguardi leggeri sulla vita e le sue complicazioni
accompagna i miei passi 
donando loro consapevolezza e totalità.






lunedì 5 agosto 2019

CAMBI DI PROSPETTIVA

Con l'aumentare dell'età le prospettive di osservazione cambiano radicalmente.
Da bambini si guarda al mondo con stupore e meraviglia, forti del fuoco della vita che ci rende invincibili. Si è in una piana sconfinata di possibilità.
Da adolescenti si inizia a  salire la china della montagna: si incontrano le prime ripide salite, la fatica, il confronto con chi percorre lo stesso percorso. Si desidera essere parte di un gruppo pur nella consapevolezza di doversi comunque muovere con le proprie gambe. Ci si scontra con l'insicurezza, i dubbi, la paura. Per questo si sfida se stessi nel tentativo di comprendersi, conoscersi, fare esperienza.
Da giovani si arriva al primo campo base. Si ha voglia di costruire, di costruirsi. Si pongono le fondamenta del progetto uomo che vorremmo diventare. L'entusiasmo ci induce a inseguire le immagini di noi che sentiamo di voler realizzare e mattone su mattone proviamo a renderle reali.
Con la maturità e il terzo campo base abbiamo fatto i conti con le intemperie e le difficoltà. Siamo caduti e ci siamo rialzati più volte. Abbiamo visto crollare illusioni e ideali. Ci siamo abituati ad accogliere i compromessi come parte del gioco della vita. Quel fuoco che da bambini ci rendeva onnipotenti a volte si affievolisce, altre volte si infiamma nell'ottovolante delle circostanze.
A questo punto del percorso scorgiamo la cima della montagna, ma i passi che ci separano da essa attirano la nostra attenzione più di quelli già percorsi.
Procedendo con gli anni, lo zaino che ci portiamo sulle spalle ci piega sotto il peso delle responsabilità. A volte vorremmo proprio mollarlo per strada per procedere con più leggerezza (C'è chi lo fa... in effetti. Sono quelli che girano inconcludenti su se stessi come trottole impazzite. Che si divertano, non mi è dato sapere). Ogni passo ci pone di fronte ad una scelta e i sentieri seppur limitati si fanno sempre più scoscesi. Non so se per la fatica della salita o per  maggiore consapevolezza. Molte illusioni si sono sgretolate aumentando oggettività e realismo. Ci siamo inevitabilmente irrigiditi e l'abitudine ci ha resi poco propensi alla flessibilità. Pensiamo di aver capito chi siamo e cosa vogliamo, o almeno lo crediamo, e percorriamo la nostra strada rispettandoci maggiormente. A volte trascendiamo nell'egoismo come atto dovuto a rivendicare la nostra identità. Abbiamo maturato il coraggio di riposarci se siamo stanchi e di stare soli e in silenzio quando il brusio del mondo ci ha annoiato. Osserviamo di più e parliamo di meno. Ci perdiamo a fare bilanci e controbilanci nei ritagli di tempo che possiamo dedicarci al di fuori della rete delle relazioni che inevitabilmente con gli anni si è infittita limitando la nostra libertà. 
La vetta è alla portata e guardare al cammino fatto è inevitabile. I compagni di viaggio con cui abbiamo condiviso parte della nostra vita iniziano a scomparire e il nostro stesso corpo ci ricorda l'impermanenza a cui tendiamo.
Il nostro sguardo si focalizza più spesso sul cielo che sulla cima della montagna e in esso ritroviamo la piana sconfinata che abbiamo amato da bambini.
La sofferenza e il dolore ci preparano al passaggio dimensionale aprendo le porte ad un'interiorità troppo spesso dimenticata. Il nostro sguardo cambia prospettiva e relativizza molte delle cose che ritenevamo importanti. Nudi con noi stessi facciamo i conti con le nostre paure e con il passato. Non possiamo più trattenere nulla e questo ci spaventa o ci libera per sempre.
Il profumo di un petalo di rosa ed è nuovamente primavera.










domenica 4 agosto 2019

QUANDO LA MORTE BUSSA ALLA PORTA

Quando la morte bussa alla porta ci trova sempre spiazzati, anche quando si tratta di una visita di cortesia.
L'altro giorno ero affaccendata in tutt'altri pensieri, quando un lieve tocco mi fece sobbalzare.
Mi girai  e, attonita, osservai la figura eterea che stazionava a pochi passi da me.
"Buongiorno..." dissi incerta sulla necassità di aprire una conversazione con una così inusuale presenza.
"'giorno..." mi rispose la morte senza esitazione e continuò "che sia buono, non mi è dato sapere..."
Un brivido mi percorse la schiena. "Già" pensai tra me e le gambe iniziarono a tremarmi.
"Come mai da queste parti?" la apostrofai diretta. Inutile nascondersi in certi frangenti.
"Me lo dica lei" mi rispose in modo altrettanto trasparente e poi riprese: "sento aleggiare un richiamo qui intorno..."
Scrutai l'ambiente annusando l'aria. In effetti non potevo darle torto. 
"Non ci avevo fatto caso" replicai candidamente.
"Lo so" esordì annoiata "è sempre la stessa storia: voi umani siete così occupati a sopravvivere da dimenticarvi di me".
In effetti. Non potevo darle torto... per la seconda volta. 
Il che non mi mise affatto a mio agio.
In un battibaleno vidi sfilare davanti ai miei occhi la lista ottusa delle banalità e delle preoccupazioni. Lasciavano poco spazio ad altro. Mi osservai le mani vuote e percepii lo stesso vuoto dentro di me. Istintivamente guardai al passato e vidi un sentiero scosceso tra le rocce e qualche petalo di rosa delicatamente appoggiato qua e là. Forse non tutto era perduto. Il profumo di quei rari petali mi donò leggerezza e serenità. 
Fu in quel momento che mi accorsi che la morte mi stava fissando. Sorridendo.
Le sorrisi a mia volta e la ringraziai per la visita.
Vidi la sua figura disperdersi all'orizzonte.
Mi recai nel giardino delle rose con acqua, guanti e cesoie.
Potai i rami secchi facendo attenzione alle spine, pulii il terreno dalle erbacce e con amore innaffiai le piantine. Nuovi boccioli di rosa si sarebbero presto trasformati in petali profumati. 
Li avrei visti sbocciare? Avrei coltivato nuovi boccioli? Avrei estirpato altre erbacce e potato altri rami secchi?
Non mi era dato sapere, ma non mi sarei mai più dimenticata di lei.











venerdì 2 agosto 2019

L'EREMITA

Ci sono periodi in cui la solitudine è una fedele compagna.
Periodi silenziosi
in cui l'anima ritrova se stessa
specchiandosi nella bellezza della natura.
Periodi avari di parole, di amicizie e di chiacchiere.
Periodi in cui l'osservazione
potenzia l'ascolto del taciuto, del non detto, del nascosto.
Periodi di trasformazione e cambiamento
intensi di emozioni e di scelte.
Periodi accoglienti e maturi.
Periodi necessari.
Abbraccio me stessa
per ritrovarmi, riscoprirmi, comprendermi.

Tempo verrà per la manifestazione.






mercoledì 24 luglio 2019

SENZA RADICI NON SI VOLA

I voli pindarici sono rischiosi,
soprattutto in ambito spirituale.
I voli pindarici in altre dimensioni
attraggono e incuriosiscono
e spesso direzionano la ricerca interiore
facendoci dimenticare che senza radici non si vola.
Le radici sono scontate e poco ambite
sebbene siano il fondamento della crescita.
E in una realtà sempre più sradicata
le correnti di pensiero dilagano, trasportano, travolgono.
E i più mirano alla luna
perdendosi dietro al dito che la indica.









martedì 16 luglio 2019

IL LABIRINTO DELLA FOLLIA

Si era persa in un dedalo di vicoli, forme, stanze chiuse.
All’apparenza senza uscita.
Piccole luci spuntavano qua e là a darle speranza e forza.
Due sacche di aria le permettevano di respirare 
e non perdere lucidità.
Tutto quanto sembrava già conosciuto e percorso più volte, 
ma la donna si accorse per caso di poter camminare 
sulle pareti e sui soffitti del labirinto senza problemi.
Cambiò prospettiva.
Le Luci tutte disposte a sinistra 
sembravano illuminare una via precisa verso destra.
Arrivare all’ultima stanza fu naturale. 
L’apertura mostrava l’alba soffusa di un nuovo giorno.
Lasciare ciò che conosceva per lo sconosciuto 
la spaventava un po’, 
ma tempo era giunto per nuove esperienze e avventure.
Mosse un primo passo in quella luce ovattata, 
chiuse gli occhi e si affidò ad essa.

Scrivere una storia lasciandosi trasportare 
dalle immagini delle carte
è un'avventura meravigliosa all'interno di se stessi...



www.ilgiocatoredicarte.it
di Paola Neyroz e Nadia Savoini




sabato 15 giugno 2019

E' LA TRISTEZZA CHE TI AVVOLGE SENZA UN MOTIVO APPARENTE

Sale in silenzio, sommessa.
E' la tristezza che ti avvolge senza un motivo apparente.
Il cuore batte a rilento,
il respiro vibra.
Avanza in silenzio, sommessa.
E' la tristezza che ti sommerge senza un motivo apparente.
La ascolti e la percepisci fin nelle corde più intime del tuo essere.
Non puoi far altro che accoglierla
e disporre l'anima a quello che verrà.
Non ci sono parole nè pensieri nell'attesa.










venerdì 14 giugno 2019

QUEL CHE NON COMPRENDI, LO RIPETI

Vi è mai capitato di ritrovarvi più volte nella stessa situazione?
Quando capita, la tentazione a reagire come si è sempre fatto è potente e spesso ci lasciamo travolgere dalla sua energia ripetendo inconsciamente uno schema profondamente radicato in noi.
Le reazioni sono comportamenti automatici che abbiamo attivato per fronteggiare una situazione che ci ha messo in seria difficoltà in passato. Esse si riattivano di fronte a eventi simili.
Con le reazioni ci difendiamo in due modi: fuggendo o attaccando. In entrambi i casi non cogliamo l'opportunità di elaborare la ferita che abbiamo congelato e la vita tenderà a riproporci la possibilità di farlo per permetterci di crescere ulteriormente prendendo consapevolezza del sentire.
Ogni volta un ostacolo più faticoso servirà a ricordarci che ciò che non si risolve si amplifica.






domenica 9 giugno 2019

LA STANCHEZZA DI VIVERE

La stanchezza di vivere la senti aleggiare nell'aria.
In alcune frasi senza speranza.
In comportamenti tesi a sfidare la vita.
Nella disperazione che porta a inseguire l'illusione di un futuro diverso.
La stanchezza di vivere ha radici interiori profonde
e interessa tante persone.
Persone nel dolore fisico e psicologico,
insoddisfatte e deluse, 
incapaci  di trovare al proprio interno
un significato superiore
in grado di trascendere gli eventi per osservarli con oggettività.
La stanchezza di vivere la senti aleggiare nell'aria.
La ascolti, la percepisci 
e in silenzio
ti affidi al cuore e espandi la sua luce.




mercoledì 29 maggio 2019

IN UN MONDO QUADRATO

In un mondo quadrato i cerchi, le linee sinuose, i triangoli, i parallelogrammi e i poligoni 
non hanno vita facile. 
Non quadrano. 
Molto semplicemente. 
E se non quadri sei escluso. 
I lati devono essere tutti uguali e gli angoli devono essere di novanta gradi.  
Figuriamoci i cerchi che di angoli non ne hanno neppure uno! 
Sono i peggiori. 
Rotolano via che è una meraviglia. 
I triangoli poi con quel vertice supponente all'insù 
che cerca di far quadrare gli estremi
sono gli incompresi per eccellenza.
I parallelogrammi fanno del loro meglio per adeguarsi,
ma tira di qua e tira di là,
imperfetti rimangono.
Le linee sinuose 
scivolano e si intrufolano ovunque: 
sono dei veri catalizzatori di rabbia.
E i poligoni con le loro facce multiple
non sai mai dove metterli.
In un mondo quadrato i cerchi, le linee sinuose, i triangoli, i parallelogrammi e i poligoni
non hanno vita facile. 
Non quadrano.
E quando tutto deve quadrare
tutto deve essere uguale e conforme.
Non c'è spazio per unicità e accettazione.
In un mondo quadrato
la politica è "Il grande fratello" delle stelle.



mercoledì 22 maggio 2019

QUANDO SI ATTRAVERSA UN GRANDE DOLORE

Quando si attraversa un grande dolore
tutta la nostra energia viene convogliata nell'affrontarlo.
Per questo motivo formiamo naturalmente una barriera che ci difenda da ingerenze esterne.
Non abbiamo la forza di fare altro che chiuderci in noi stessi
e galleggiare nel fiume emotivo che ci travolge.
Questo passaggio richiede tempo, pazienza e tanta forza,
fino al giorno in cui ci svegliamo stanchi, ma con uno sguardo diverso,
meno adombrato dalla tempesta che abbiamo attraversato.
Ecco che siamo pronti a dare nuovamente una sbirciatina all'esterno.
Lo facciamo con cautela e con l'inconscia paura di soffrire ancora.
Così chiudiamo il nostro cuore  a doppia mandata in uno scrigno ben custodito.
Avanziamo a passettini e con circospezione
scrutando con la lente d'ingrandimento ogni cosa.
Ci portiamo dietro la barriera che ci siamo costruiti per proteggerci
e senza accorgecene non lasciamo entrare nè uscire nulla.
Siamo inscalfibili e rigidi,
ma, ahimè, anche aridi.
Rendersene conto è importante
per poter abbandonare un approccio alla vita non più funzionale.
Sopravvivere è fondamentale,
ma vivere è un'altra cosa.



martedì 21 maggio 2019

APRIRSI AL MONDO

Sono uscita di casa e ho incontrato rabbia. 
L'ho vista avvicinarsi da lontano, con quel suo fare infuocato 
e ho avuto paura che quel fuoco incendiasse anche me. 
Ho svoltato l'angolo e mi sono trovata davanti tristezza 
e ho avuto paura che la sua nuvola di pensieri cupi avvolgesse la mia anima. 
Sono entrata in un bar e mi sono trovata davanti odio
e ho avuto paura che la sua lama tagliente portasse anche me ad impugnare la spada.
Ho scelto di recarmi ai giardini,
ma li ho trovati spogli di gioia e di amicizia;
anche i bambini facevano giochi di guerra e di esclusione.
Ho avuto paura di dimenticare la spontaneità.
Rientrando ho incontrato dolore, passeggiava a braccetto con invidia.
Ho avuto paura che il virus della loro disperazione mi contagiasse.
Quando ho richiuso la porta di casa 
mi sono sentita al sicuro
e ho compreso che chiudersi in se stessi era naturalmente più semplice
di fronte all'intensità di quelle emozioni.
Solo uno stato di presenza consapevole mi avrebbe permesso 
di camminare in equilibrio nel mondo
senza farmi travolgere dalla sua confusione.
Così ho pensato di mettere salde e forti radici
prima di avventurarmi al suo interno.
Quando sono uscita nuovamente non è stato facile 
e la tentazione di tornare a casa è stata grande.
Ho cercato amore e rispetto per le vie della città senza trovarli,
poi ho guardato nel mio cuore e vi ho trovato due piccoli semi.
Mi sono apparsi così fragili e indifesi 
che ho avuto paura di perderli viaggiando.
Così sono rimasta in stazione per un po'
indecisa se prendere il treno della vita:
sapevo bene che avrei incontrato odio, rabbia, dolore, invidia, tristezza, disperazione.
Fu a quel punto che scorsi il piccolo seme che era rimasto nascosto dagli altri due.
Un piccolo seme scintillante:
il seme della fiducia.











lunedì 20 maggio 2019

CI SONO MOMENTI E MOMENTI

Ci sono momenti e momenti. 
Ci sono i  momenti in cui senti il bisogno di stare solo, 
di chiuderti in te stesso per poterti ascoltare e comprendere nel silenzio della tua interiorità. 
Ci sono i momenti in cui hai voglia di leggerezza e di due risate senza impegno. 
Ci sono i momenti in cui il tuo corpo reclama attenzioni e ha la priorità. 
Ci sono i momenti in cui la famiglia non lascia spazio a nient'altro. 
Ci sono i momenti in cui il dolore è parte di te e non ci puoi fare nulla. 
Ci sono i momenti in cui il tempo con gli amici è prezioso.
Poi ci sono i momenti in cui ti senti pronto a condividere quello che hai imparato.
E io ci sono dentro.
Non so come si manifesterà la mia condivisione:
saranno gli eventi ad indicarmi la via. 
 In apertura di cuore, accolgo.








martedì 14 maggio 2019

LE ESPERIENZE SI ALTERNANO

Quando viviamo una bella esperienza vorremmo non finisse mai.
Quando viviamo un'esperienza dolorosa vorremmo finisse al più presto.
E la vita fa quello che vuole.
Esperienze belle e dolorose si alternano inseguendo un percorso segreto
la cui comprensione ci è preclusa.
A volte il significato di quanto viviamo ci si svela con il tempo,
altre volte no.
Noi ci arrabbiamo, ci disperiamo, ci ribelliamo o ci deprimiamo
di fronte alle svolte del destino
e sfoderiamo tutto il nostro campionario di resistenze al cambiamento.
Il rimetterci in discussione è faticoso,
fare i conti con l'instabilità anche,
crescere lo è ancor di più.
Eppure ogni esperienza ha un inizio e una fine
così che la vita sia una meravigliosa avventura 
tutta da sperimentare.



lunedì 6 maggio 2019

LA CALMA DEL CUORE

Abituati a correre, a pensare e a parlare troppo, ci siamo ritrovati con un'irrequietezza di fondo che non ci abbandona mai. Anche quando ci fermiamo o possiamo riposare.
Il corpo è teso e fatica a rilassarsi e la mente ci inonda di ogni sorta di  rimuginazioni.
Rallentare il respiro per ampliare uno spazio di apertura non è più naturale, ma ci richiede concentrazione. Una concentrazione a cui non siamo più adusi e che svapora velocemente annegata dal fiume di pensieri che la inonda. Anche il corpo ci rimanda a gran voce il suo disagio quando tentiamo di approfondire il respiro ed evidenzia lo stato di rigidità che lo immobilizza.
Percepiamo il battito del cuore quando siamo agitati o in apnea, ma abbiamo smesso di percepire il suo ritmo naturale.
Abbiamo dimenticato la calma del cuore e con essa abbiamo dimenticato la nostra individualità.



giovedì 2 maggio 2019

INSEGUENDO IL SOGNO DI ESSERE SE STESSI

Capita a volte di fermarsi e di rendersi conto che ci si comporta in funzione dell'idea che si ha di se stessi. Un'idea maturata nel tempo a seguito dell'esperienza.
L'esperienza infantile ci ha indotto ad assomigliare ai modelli che ai nostri occhi di bambini  ci sembravano migliori e, allo stesso tempo, ad allontanarci da quelli che ci apparivano come deludenti.
L'esperienza adolescenziale ci ha buttato nella mischia confondendoci le idee nel tentativo di essere accettati dal gruppo.
In ambito lavorativo abbiamo imparato il compromesso e abbiamo fatto i conti con il controllo.
Insomma, può capitare che l'immagine che vogliamo trasmettere non ci appartenga, ma sia un patchwork di tessere che ci siamo cuciti addosso crescendo. E quando lo si realizza si inizia a percepire il peso della coperta di Linus che ci trasciniamo dietro.
E alla fatidica domanda: "Ma chi sono veramente?" ecco arrivare la crisi.
E' difficile depurare il sentimento dal filtro della razionalità. Se ci si focalizza su una scelta in particolare, ad esempio, ci si rende conto di quanto essa sia condizionata dalle nostre paure, dalle nostre fragilità e dalle nostre aspettative. Se potessimo decidere di pancia probabilmente andremmo da tutt'altra parte. E perchè non abbiamo il coraggio di seguire il sentire? 
Perchè siamo dei cagasotto diamantati. Amiamo la quiete dell'abitudine e guai a chi ci tocca la parvenza di stabilità che essa ci trasmette. 
Mettersi in gioco è faticoso. Essere se stessi lo è ancor di più.







venerdì 26 aprile 2019

NUOVE PRIORITA' COMPORTANO SCELTE E CAMBIAMENTI

Capita spesso che la vita ci ponga di fronte ad ostacoli importanti. 
Passato il primo momento di rabbia e smarrimento, ci renderemo conto che una scelta si profila sempre all'orizzonte. 
Sì, proprio così, perchè anche il subire passivamente l'arresto e sedersi a osservare l'ostacolo piangendosi addosso è una scelta. Potremmo considerarla la scelta di una non scelta.
Gli ostacoli ci inducono a riportare l'attenzione sulla nostra vita: su ciò che non ci piace, su ciò che richiede un maggior impegno, sulle zavorre che ci trasciniamo dietro, sui sogni che teniamo chiusi a doppia mandata nel cassetto, sulle nostre paure e abitudini, sui nostri talenti inespressi e sui compromessi ... 
Insomma, gli ostacoli sono un dono prezioso che ci dicono: "E' arrivato il momento di crescere e andare oltre".
Questo non significa immediatezza di movimento manifesto, ma se troviamo il coraggio di restare aperti al flusso degli eventi sarà l'inizio di un percorso di trasformazione.
E il cambiamento parte sempre dall'interiorità: dal nostro modo di guardare le cose.
Di fronte agli ostacoli le nostre fragilità vengono messe a nudo e siamo indotti a rimetterci in discussione e ad abbandonare i filtri che hanno adombrato la nostra percezione fino a quel momento.
Togliersi le lenti scure apre nuovi orizzonti di osservazione. 
W l'avventura.




mercoledì 17 aprile 2019

VIAGGIARE CONTROMANO

Spesso capita di aver l'impressione di avanzare contromano. Si guardano gli altri sfrecciare in avanti e ci sembra di retrocedere irrimediabilmente o di restare al palo. Spesso ho sentito ripetere alle persone di aver perso tempo. Personalmente sono dell'idea che il tempo vissuto non sia mai perso. Anche quando ci sembra di essere fermi o ci capita di ripetere esperienze similari ad altre già sperimentate. 
Ognuno di noi ha un proprio tempo di maturazione e questo tempo non può essere accelerato. Forse può essere rallentato dalle nostre paure o debolezze, ma proprio per offrirci la possibilità di confrontarci con esse e crescere oltre. 
A volte pensiamo di essere delle duracell eterne, ma non è così e anche l'energia a nostra disposizione, se dispersa all'esterno, non può essere utilizzata all'interno. Per questo quando la vita ci ferma non siamo bloccati, ma stiamo semplicemente lavorando con la nostra interiorità per integrare il vissuto ed elaborarlo. Il tempo che ci metteremo dipende da noi, ma dobbiamo smitizzare l'idea di dover arrivare da qualche parte. La nostra realizzazione ci sarà oscura fintanto che non la raggiungeremo.



martedì 16 aprile 2019

IN UN MONDO DI GRIGI IL FUOCO COLORA LA REALTA'

Grigio perla, antracite, argento, tortora, grigio fumo.
Il fuoco divampa, distrugge e trasforma.
Gli umori si fanno ancora più grigi
e lacrime di tristezza solcano i volti di cera.
La bellezza dell'arte
si dissolve in un attimo
come l'effimero istante di felicità 
che riesce a risvegliare nelle anime sopite.
Il gobbo di Notre Dame
urla la sua deformità in un mondo colorato di grigio.

Donatella Coda Zabetta

www.ildiamantearcobaleno.com


domenica 14 aprile 2019

CUORI DISORIENTATI

C'è un gran via vai di cuori aperti e chiusi. 
Fanno eco le bocche spalancate e le orecchie tappate.
Puoi girarti senza fretta
e in silenzio osservare quanto tutto quel movimento 
sia illusorio.
Le azioni non seguono le parole,
i pensieri rotolano disordinati giù per le chine delle opportunità.
In un mondo di aspettative
la realtà si immobilizza
per inseguire le immagini virtuali di sogni ad occhi aperti.
Oggettività e distacco si perdono
nei mari in tempesta dell'emotività.
Ego alla ricerca di ricchezza e popolarità
solcano le acque
impugnando la spada e falciando senza pietà
chi ostacola il cammino.
Le responsabilità si volatilizzano 
in una nube grigia che tutto adombra.




giovedì 21 febbraio 2019

NON HO SCELTA

Quante volte ci capita di pensare di non avere scelta? 

Troppe di questi tempi. Ci troviamo spesso di fronte ad alternative il cui prezzo evidenzia il peso della scelta che dobbiamo affrontare. Scelta come assunzione di responsabilità personale, impegno e sacrificio. 
Il pensare di non avere scelta è un'ottima via di fuga per giustificare una mancata presa di posizione.
Perchè prendere posizione fa paura. Perchè prendere posizione ci rende vulnerabili e passibili di errore. Perchè prendere posizione significa affrontare le conseguenze che una scelta inevitabilmente comporta.
Il pensare di non avere scelta ci autorizza a rimanere nel gregge. Il sentirci parte di un gruppo diminuisce il nostro senso di responsabilità e ci autorizza a non scegliere. Anche questa scelta, però, ha un prezzo molto alto. Ben presto e senza accorgercene, perderemo la capacità di discernere, e con essa il nostro potere personale. Affideremo la nostra vita ad un'ideale, ad un movimento, al conformismo, appiattendo irrimediabilmente la nostra unicità.
Il pensare di non avere scelta è di una vigliaccheria totale ed è giusto farci i conti, guardandosi allo specchio e osservando la propria fragilità e il proprio egoismo.
Abbiamo sempre una scelta, ma spesso non ci piace.




sabato 9 febbraio 2019

LA SVOLTA

Ci sono momenti in cui la tua vita sembra arenarsi. 
Quando questo accade vi possono essere molteplici ragioni. 
Puoi aver esaurito le energie per aver chiesto al tuo corpo più di quanto fosse in grado di darti e in tal caso il riposo è fisiologicamente necessario per recuperare le forze. Se questo bisogno essenziale non viene ascoltato si trasformerà in malattia rendendo il fermo oltre che forzato, anche molto doloroso. 
La vita stessa può fermarti, facendo tracollare la tua realtà (perdita del lavoro o finanziaria, separazione, lutto). In questo caso il mondo esterno si ferma per permetterti di portare l'attenzione all'interno. Sono i momenti più difficili a farti crescere ponendoti di fronte alle tue paure, fragilità, ferite irrisolte, emozioni.
Oppure puoi fermarti per scelta, per inerzia o per abitudine. Scegli l'immobilità di fronte alle difficoltà o rinunci al movimento per tutelare la tua stabilità (si fa per dire, ovviamente) senza infamia e senza lode, per comodità.
Ci sono momenti in cui la tua vita sembra arenarsi.
Sono i momenti della svolta.
Se hai il coraggio di accoglierla.




martedì 5 febbraio 2019

IL DUBBIO

Il dubbio si insinua insistente tra le molecole della tua mente
e la blocca.
Quando la direzione non è chiara
lo stare è inevitabile
e arrovellarsi non conviene.
Ascolta il corpo
di fronte al tuo dubbio
e fidati di lui.
Il tuo star bene non sempre dipende
da ruoli, immagini, aspettative, desideri soddisfatti.
Non si può perdere altro che se stessi.




domenica 27 gennaio 2019

ASCOLTANDO IL SILENZIO

Ascoltando il silenzio
ricordo.
Ricordo il grido umano avvolgere l'etere.
Ricordo l'indifferenza.
Ricordo l'odio, l'illusione, la rabbia, l'invidia, l'egoismo.
Ricordo la follia
che come un virus ha contagiato le menti
pietrificando i cuori.
Ricordo il dolore, la paura, 
la percezione di impotenza e la disperazione.
Nel giorno della memoria,
ricordo.
Oggi mi guardo intorno
e vedo nuovamente l'uomo perso nei suoi deliri di onnipotenza
e nei suoi sogni infranti di una vita più facile
inseguire un potere che mai gli apparterrà veramente
fintanto che lo cercherà intorno a sè
e non dentro di sè.
Ascoltando il silenzio 
ricordo.
E mi chiedo se le parole potranno mai aprire varchi
nei cuori congelati dalla freddezza del giudizio.
Mi chiedo se un gesto potrà mai fare la differenza 
e incrinare un sistema.
Non credo nella possibilità di salvare il mondo
Non credo nella possibilità di salvare l'altro da se stesso.
Credo nella possibilità di crescita e maturazione individuale
che appartiene a ciascuno di noi.
Ascoltando il silenzio 
ricordo.
Chiedo al cuore 
di indicarmi la via,
il  percorso, i gesti, le parole
per uscire dall'indifferenza e non smettere di amare.




mercoledì 23 gennaio 2019

VIVO MORTO O X

Una linea sottile separa vita e  morte.
Un confine di densità, di movimento, di definizione.
Strano è osservare quella linea sottile sfumare fino a scomparire.
X
I morti prendono forma,
i vivi si immobilizzano nelle loro prigioni.
L'ombra della terra oscura la pienezza della luna
tingendola di rosso.



venerdì 18 gennaio 2019

POVERINO!

Mi è capitato spesso di sentire esclamare un
"Poverino!"
frutto di ignoranza, confronto e giudizio
giunti a maturazione.

Ignorare ciò che non si conosce,
confrontarlo con ciò che si conosce e si ritiene "normale"
 e giudicarlo sulla base delle mancanze che lo separano dalla "normalità"
è usanza diffusa.

Così, giusto per riflettere
sulla normalità di un mondo di cloni.








mercoledì 9 gennaio 2019

RITROVARE L'ENTUSIASMO

Ci sono periodi in cui tutto sembra andare storto. 
Ci sono periodi in cui il tempo sembra essersi fermato
in una piazzola dell'autostrada per sempre.
Osservi gli altri sfrecciare davanti ai tuoi occhi
(quello che vedi è solo che si stanno muovendo e tu sei irrimediabilmente fermo!)
e il tuo corpo in panne annaspa tra una marea di problemi.
Ci sono periodi tosti, tossici, necessari.
Sono i periodi in cui ti sembra di essere caduto in un burrone
senza alcuna possibilità di risalirlo.
Sono i periodi della sopravvivenza a tutti i costi.
Mantenere l'umore a livelli accettabili è già un traguardo.
Tieni duro, coltivi la speranza e ti arrendi alla vita e ai suoi labirintici capricci.
Smetti di guardare fuori e ti concentri su te stesso
per risparmiare energie e forze per quanto è indispensabile.
Poi un giorno compare una fune al fondo del burrone
e ti chiedi se prima fosse presente e tu non l'avessi vista.
No, sei sicuro, non c'era, hai fissato quella scarpata miliardi di volte.
Inizi a sbirciarla da lontano e ti avvicini cauto per paura che possa scomparire.
Quella fune è ancora lì e puoi toccarla.
Wow.
Senza esitazione provi ad arrampicarti e dopo pochi metri precipiti a terra.
E ricominci ad arrampicarti con le mani insanguinate
facendo tesoro dell'esperienza per non cadere nuovamente.
Il primo sperone è raggiunto: 
non ha importanza che il tuo traguardo sia a pochi metri dal fondo del burrone,
innalzi la tua fiaccola perchè ti sembra di aver conquistato New York.
E poco per volta continui a salire:
cadi, ti rialzi, riprendi, scivoli, ti sbucci.
La piazzola dell'autostrada è un ricordo lontano
mentre vivi il tuo movimento, lo assapori, lo scopri 
e in esso ritrovi gioia ed entusiasmo.
Sei in cammino.
Sei pronto per esplorare nuovi orizzonti,
per imparare, crescere, metterti in gioco e non desideri altro che quello.
Di colpo realizzi che quella scalata è una parte importante della tua vita 
e ringrazi i periodi bui che ti hanno preparato ad affrontarla.
Ringrazi te stesso per aver trovato il coraggio di attraversarli,
ringrazi il tuo cuore per non averti mai abbandonato
e ringrazi la piazzola, il fondo del burrone, la scarpata 
e, soprattutto, il cielo blu che sempre li sovrastava, anche quando non eri in grado di vederlo.

La nascita di un romanzo.
Donatella