giovedì 27 settembre 2018

MI TRATTENGO IN UN BUCO CONFORTEVOLE

Mi trattengo in un buco confortevole: il passato. 

Come può un buco essere confortevole? In effetti, appena mi ci trovo dentro non lo è affatto, ma lo diventa con il tempo, quando mi ci accoccolo per forza di cose e mi abituo a stare tutto raggomitolato su me stesso. Con il passare degli anni non ricordo neanche più la gioia della distensione e dell'apertura e avendo dimenticato quella percezione non tendo a ricercarla.
Ciò che si conosce bene ci fa sentire al sicuro, soprattutto quando non proviamo più lo stimolo ad esplorare altre prospettive. 
Quando ci si trova in un buco, alzare lo sguardo richiede uno sforzo di volontà consapevole e non sempre si ha l'energia, la determinazione e la costanza per compierlo giorno dopo giorno.

Mi trattengo in un buco confortevole: il passato.
E il mio presente non cambia mai.
Tutto si ripete arrotolandosi in quel buco
dove mi sono abituato a stare comodo.





mercoledì 26 settembre 2018

RISPETTO CONFORMISTA

Il rispetto conformista nasce dalle dinamiche educative e sociali con le quali siamo cresciuti. Il rispetto conformista è strettamente vincolato a ciò che "devi fare" o non "devi fare", a ciò che "devi dire" o "non devi dire" per comportarti in modo educato. 
Il rispetto conformista è una valigia che ci trasciniamo al seguito e che si fa sempre più pesante con il passare del tempo. Ci accorgiamo di trasportarla quando per un evento inaspettato e casuale ci cade sui piedi e la vediamo. A quel punto possiamo osservarla e cercare di abbandonarla, ma il filo invisibile che ci lega ad essa non ce lo permetterà obbligandoci prima o poi ad aprirla e a vagliarne il contenuto.  Solitamente la cernita scatena quella rabbia che per reazione ci trasforma in pugili provetti e provocatori. Passata la fase reattiva inizia la sedimentazione: osservo pezzo per pezzo il contenuto per valutare se mi appartiene oppure no. Un primo seme di consapevolezza è  piantato alla luce dell'oggettività che il rispettare chi non ti rispetta è assai scomodo. Le domande sorgono spontanee come bucanevi in primavera: "Perchè allora lo faccio?". Le vena autolesionistica emerge in tutto il suo splendore e poco per volta ti svela la mancanza di rispetto verso te stesso. "Acciderboli" è l'esclamazione di fronte all'immenso lavoro necessario a disgregare questo schema comportamentale.
I propositi si ergono forti e battaglieri a segnare i limiti del rispetto personale, mentre la schiera dei "devi" attacca spavalda la barricata traballante e ancora in costruzione. Le battaglie si susseguono e la parità è già un buon risultato. Ci vorrà pazienza per giungere al distacco e alla scelta consapevole, ma il percorso è visibile, seppur in salita: le cadute lo allungano, ma la forza di rialzarsi e difendere il proprio spazio lo sostiene. 
Quando la cima è alla portata, la paura sbuca improvvisa con un interrogativo che ci stende letteralmente: "Te lo meriti?". Ma questa è tutta un'altra storia.



mercoledì 19 settembre 2018

OSSERVA IL MONDO CHE GIRA

Osserva il mondo che gira.
Assaporalo.
Scegli.
Se ti va sali a bordo,
se non ti va stai.
Impara a stare con quello che c'è.
Se non ti piace
qualcosa dentro di te deve trovare accettazione.
Restare aperti
è un dono della consapevolezza
che matura giorno dopo giorno
attraversando le difficoltà.





giovedì 13 settembre 2018

IL PRENDERSI CURA

Il prendersi cura della famiglia è un lavoro a tempo pieno.
In silenzio si è presenti.
Una presenza invisibile che ascolta, accompagna, crea benessere.
Un angelo del focolare.

C'è una strana malafede nel disprezzo che circonda la figura femminile che si occupa della cura della famiglia: come se l'angelo del focolare fosse un angelo caduto in terra ad espiare la sua  colpa. Una colpa che cultura e religione hanno somministrato al femminile fin dalla nascita e in dosi massicce. Una colpa che grava sul femminile al punto da ostacolarne la libera espressione. Una colpa che rende il femminile indegno di rispetto. Una colpa creata ad hoc dall'uomo per negare la sua incompletezza.

"La visione femminile del mondo diffida delle nette demarcazioni,
perchè familiari le sono l'aurora e il crepuscolo,
quando il giorno non è solo giorno
e la notte non è solo notte"

Umberto Galimberti, Paesaggi dell'anima




martedì 11 settembre 2018

GIRO GIRO TONDO

Giro giro tondo
casca il mondo
casca la terra
tutti giù per terra.

Un giorno ti accorgi che le cose da fare sono troppe rispetto al tempo a disposizione 
e pensi alla morte 
come a quel punto d'arrivo in cui rimane solo il pensiero. 
Il pensiero delle cose da fare 
e la consapevolezza che non c'è più tempo per farle. 
Di fronte a questa realizzazione 
è più che lecito chiedersi se l'ordine di priorità 
che ha caratterizzato la nostra vita sia stato il frutto maturo di una scelta consapevole. 
Oppure no.

Giro giro tondo
casca il mondo
casca la terra
tutti giù per terra.