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giovedì 5 agosto 2021

LA CONFUSIONE

 Difficile non essere confusi in questo periodo. 
Si legge di tutto e il contrario di tutto. 
Le parole si incrociano, si scontrano, si annullano.
La mente è un'accozzaglia di pensieri, dubbi, perplessità.
Ricerco il silenzio e un respiro che ossigeni polmoni e cervello.
La stanchezza sopravviene improvvisa a imporre una sosta,
una deviazione, una caverna.
Tra tanti colori mi è di conforto il buio della notte.
Le nuvole oscurano le stelle
e amplificano la pace dello stare.
Nessun rumore, nessuna distrazione: il silenzio.
Nella solitudine mi osservo.
Fatico a riconoscermi.
Chi sono? Dove sto andando?
Lascio andare orpelli e maschere:
il loro peso mi è insopportabile.
Accolgo il vuoto delle mille possibilità,
senza paura.
Resto in ascolto.




Foto di Francesco Ungaro da Pexels



martedì 3 settembre 2019

SOGNO DI UNA NOTTE DI FINE ESTATE

Osservo l'orizzonte in silenzio. 
Il mare in tempesta agita le acque. 
Difficile orientarsi.
Il cielo coperto dalle nubi oscura lo sguardo.
L'immobilità è l'unica risposta ai venti contrari.
Un'immobilità attonita, stanca, disillusa.
E' tempo di muoversi e non so dove andare.
Le vie si arrotolano su se stesse.
Cerco la Luna
e trovo Marte.
Depongo l'armatura a terra
e trattengo la spada
per osservare sulla sua lama 
il fuoco riflesso della mia interiorità.
Nello specchio d'acciaio brilla più di una fiamma
in un incendio scomposto
dai mille colori.
Inseguo l'arcobaleno.


Foto di Matt Hardy da Pexels

martedì 29 maggio 2018

CONFUSIONE

Quando la confusione ci circonda
è difficile non esser confusi.
In fondo quello che è intorno a noi è dentro di noi.
In questo momento di grande instabilità
la chiarezza interiore fa la differenza.

Le domande che ci possono aiutare a comprenderci meglio sono semplici:

Cosa voglio io?
Quali sono le mie priorità?
Cosa sono disposto a fare per perseguirle?
Le mie scelte tutelano solo me stesso o anche gli altri?

Le risposte possono essere immediate o mandarci in crisi.
Se sono immediate è bene scriverle e osservarle:
sono coerenti?
Se non sappiamo cosa rispondere è bene rifletterci.

Quando si hanno le idee chiare
una realtà confusa
diventa un esercizio di consapevolezza
volto a mantenere oggettività e coerenza con se stessi.

"Sii il cambiamento che vuoi veder avvenire nel mondo"
diceva Gandhi.



Ad uso gratuito (CCO) - Pexels



martedì 16 maggio 2017

IL PROBLEMA E' LA TORTA

Immaginiamo di avere un problema che richiama continuamente la nostra attenzione, che ci inonda di pensieri e preoccupazioni. Immaginiamo che il problema sia una torta.
Una torta che la mente minuziosamente analizza, seziona, divide, spezzetta, riflettendo sulla soluzione migliore per risolvere il problema.
Ad un certo punto ci accorgiamo che la torta, a seguito delle nostre elucubrazioni, si è trasformata in un pasticcio di torta.
Realizziamo così che il nostro pensiero ci ha talmente inglobati da farci perdere la visione d'insieme e da immergerci in un labirinto di supposizioni, aspettative, giudizi ininfluenti su come la torta potrebbe essere.
Il pasticcio di torta è la confusione della nostra mente di fronte al problema.

Immaginiamo di avere un problema che richiama continuamente la nostra attenzione, che ci inonda di pensieri e preoccupazioni. Immaginiamo che il problema sia una torta.
Immaginiamo di prendere un cucchiaino e di assaggiare la torta, immergendoci nel problema. Immaginiamo di assaporarne il gusto, annusarne l'odore, percepirne la consistenza. Ascoltiamo il nostro corpo. Potremmo realizzare che la torta non è così terribile  come ci aspettavamo e che potremmo anche mangiarla senza sforzarci troppo. Oppure potremmo realizzare che la torta non ci piace affatto elaborando le percezioni scatenate da quel primo boccone. L'assaggio avrà sicuramente portato maggiore chiarezza in noi rendendo il problema concreto e aprendo le porte ad una soluzione pratica. 

Il problema è la torta. Dolce, amara, salata, acida, dura, croccante, morbida, profumata, puzzolente ... finchè passeremo il tempo ad immaginare come possa essere, non lo scopriremo mai.