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martedì 22 maggio 2018

UNA VITA, TANTE VITE

Camminano nella vita tante parti di me:
la bambina che sono stata,
l'adolescente,
la donna.
Camminano nella vita tante parti di me
immerse nei ruoli che nel tempo ho ricoperto.
Camminano nella vita tante parti di me:
voltandomi indietro le osservo 
riconoscendo le cadute, le esperienze, i successi.
Camminano nella vita tante parti di me
e nel presente le accolgo
insieme alle fragilità, alle paure e al dolore.
A camminare nella vita ora sono io
con il mio passato 
e con la consapevolezza che grazie ad esso ho maturato.
Ogni passo è un movimento verso il mio  centro
e il cuore lo sa.




giovedì 14 dicembre 2017

OSSERVO O ASCOLTO?

Ci sono momenti in cui l'osservazione della realtà cattura tutta la nostra attenzione stimolando in noi l'emersione di emozioni, ricordi, immagini. La curiosità dirige l'energia all'esterno e il corpo e le percezioni la riportano all'interno. Non possiamo essere ubiquitari e, quindi, ci tocca scegliere una direzione per poterla approfondire. Se restiamo proiettati all'esterno rischiamo di incrementare il flusso emotivo e la conseguente confusione che una mancata elaborazione dello stesso può determinare. Il ritorno all'ascolto, di primo acchito, ci può apparire bloccante, soprattutto quando ci pone di fronte a troppe informazioni tutte insieme ed è difficile scandagliarle per arrivare a comprenderne la fonte, che è sempre di natura interiore sebbene la realtà abbia risuonato con essa tanto da travolgerci. Riuscire a fare silenzio e rimanere aperti nella tempesta è l'approccio migliore: lascare o cazzare le vele della nostra barchetta in un mare in burrasca non serve, dobbiamo aspettare che il vento emotivo si calmi per incanalarne l'energia in modo costruttivo. Disidentificarsi con le emozioni è il primo passo e per farlo è importante lasciare il ruolo di attore protagonista, sedersi in platea, respirare e guardare alle cose cambiando prospettiva. Non bisogna avere fretta e quando meno ce l’aspettiamo un’immagine o un’intuizione prenderà forma e ci svelerà una direzione da seguire. Il rischio maggiore, a questo punto, è analizzare razionalmente quanto accade filtrandone l’energia e bloccandone  la manifestazione spontanea. In questo processo siamo gli artisti delle conclusioni affrettate, dei giudizi emanati e dell’astrazione concettuale: l’esserne consapevoli ci evita di salire sul primo freccia rossa che passa e finire nella stazione sbagliata, ma che ci piacerebbe di più. Sì, perché, ahimè, capita spesso e volentieri di finire esattamente nei sobborghi periferici e malfamati che avremmo voluto evitare. Paure e debolezze si trovano a loro agio nel fango del nostro dimenticatoio ed è proprio lì che ci tocca riscoprirle. Un bel viaggio arzigogolato, quello all’interno di noi stessi, tanto che ci sembra di macinare km di salite ripidissime e discese vertiginose senza aver mosso neanche un passo, o almeno così ci sembra.




martedì 7 novembre 2017

COMPASSIONE VERSO NOI STESSI

La compassione (dal latino cum patior - soffro con - e dal greco συμπἀθεια , sym patheia - "simpatia", provare emozioni con..) è un sentimento per il quale un individuo percepisce emozionalmente la sofferenza altrui desiderando di alleviarla. 

Luigi Volpicelli, Lessico delle scienze dell'educazione, ed. Vallardi 1978, p.191

Quante volte abbiamo permesso alla realtà di coinvolgerci così profondamente 
da dimenticarci di noi stessi? 
Quante volte ci siamo dispiaciuti per gli altri 
 ignorando il nostro dolore? 
Quante volte abbiamo chiesto al nostro corpo più energia
di quanta fosse in grado di offrirci?
Quante volte abbiamo percepito il bisogno di isolarci e mollare il tiro e non l'abbiamo fatto? 
Quante volte il corpo sfinito ci ha  forzatamente fermato
e invece di trarre giovamento dalla pausa ci siamo giudicati e colpevolizzati?
Perchè è così difficile provare compassione per noi stessi?

Bella domanda. E bella la risposta. Ciò che risulta evidente è una scala di priorità che predilige un atteggiamento diretto all'esterno prima che all'interno. Una scala di priorità sostenuta dalle aspettative che nutriamo verso noi stessi o più precisamente verso l'immagine di noi stessi.
Il prezzo da pagare per soddisfare queste aspettative non ha importanza: a quanto pare siamo dell'idea che il crollo dell'immagine o del ruolo che ci siamo prefissati ci costi assai di più.
In effetti il sacrificio richiesto per essere coerenti con noi stessi è l'accettazione di chi siamo, paure e debolezze incluse. 
Il nascondere ad altri la nostra vulnerabilità diviene essenziale per non potenziare il nostro stesso giudizio già di per sè così pesante. 
E quando il corpo dichiara la resa? Che rabbia! Un ostacolo che non ci voleva: e così, a poco a poco, ci dividiamo in pezzi, il corpo con le sue debolezze da una parte e noi dall'altra, a specchiare l'incoerenza che non vogliamo vedere.
Per approfondire questi temi: IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI guardare alle cose cambiando prospettiva.









lunedì 2 ottobre 2017

ESSERE PRESENTE

Essere presente a se stessi.
Senza aspettative, senza obiettivi, senza fretta.
Essere presente a se stessi.
Donandosi con semplicità e naturalezza,
 fluendo con le situazioni
e partecipandovi con totalità.
Essere presente a se stessi.
Accogliendo i propri limiti, le proprie paure
in apertura di cuore.
Essere presenti a se stessi.
Semplicemente.


Lord of the Night - 1918




sabato 12 agosto 2017

GUARDARE OLTRE

Imparare a guardare oltre
è parte del percorso.
Guardare oltre gli inganni, le illusioni, i tradimenti.
Guardare oltre le maschere, i gesti, le parole.
Guardare oltre le emozioni, le paure, le debolezze.
Guardare oltre per imparare a vedere,
vedere le cose per quelle che sono:
i cammini, le unicità, la mancata accettazione,
l'impotenza, la fragilità, il cambiamento,
l'assenza di controllo.
Imparare a guardare oltre
richiede umiltà, tempo, pazienza, 
osservazione attenta, oggettività, distacco.
Imparare a guardare oltre per vedere e vedersi,
in profondità.
Imparare a guardare oltre 
per conoscersi sempre meglio
e crescere.


Great Spirit of Himalayas - N. Roerich

venerdì 23 giugno 2017

LEGGEREZZA

Quando le tue radici sono profonde
puoi volare con leggerezza:
il centro è dentro di te.
Puoi accogliere il cambiamento
sicuro delle tue capacità
e consapevole delle tue paure e debolezze.
Puoi scegliere con il cuore,
liberamente,
assecondando i bisogni fisiologici del tuo corpo ed il sentire.
Non ci sono ancore
a fermare il tuo viaggio
nè punti d'arrivo a determinarne il percorso.
Il presente è vita che si dispiega
ogni esperienza è fonte di maturazione e crescita.
La bellezza del volo è la sua libertà.






martedì 2 maggio 2017

PROVARE GRATITUDINE VERSO LE DIFFICOLTA'

"Ciò che rimette in questione le vostre abitudini vi fa crescere.
Ciò che rimette in questione le vostre pretese vi fa maturare.
Ciò che soddisfa il vostro ego stimola la vostra stupidità.
La vita è per servire, non per possedere."






Eric Baret ci offre un bel cambio di prospettiva. Se ci riflettiamo profondamente, possiamo intuire quanta vita sia presente nelle difficoltà. Vita intesa come movimento, come apertura all'universo. Nelle sicurezze stiamo molto bene, certo, ma restiamo immobili, fedeli all'immagine di noi stessi, ai nostri schemi mentali, alle nostre abitudini. E nella cristallizzazione non può esservi maturazione nè crescita.
Il dispiegarsi della vita come scuola esperienziale diviene efficace quando ci porta a rimetterci in discussione, a osservarci, a comprenderci. Le difficoltà evidenziano i nostri attaccamenti, puntano i riflettori sulle nostre paure e aprono il confronto con le nostre debolezze affinchè, attraverso la visione, sia possibile accoglierle, elaborarle, trascenderle. Provare gratitudine verso le difficoltà è, in quest'ottica, un primo passo verso la consapevolezza di chi siamo, al di là di quello che pensiamo di essere. 

martedì 4 aprile 2017

L'ESCLUSIONE

Essere fedeli a se stessi richiede coraggio.
Il coraggio della coerenza e della fiducia.
Fiducia nel proprio corpo, nel proprio sentire,
fiducia in se stessi.
Una fiducia così salda che quando il mondo intorno ti esclude
resta la pienezza della solitudine.
Al di là delle paure e delle debolezze
nasce una profonda accettazione di chi sei
e la consapevolezza che non tutti sono pronti a vedere.


sabato 4 febbraio 2017

PEACE AND LOVE

Peace and love. Queste parole risuonano nel web a contrastare tutte le altre e a segnare un cammino di tolleranza e compassione senza limiti di sorta. Per essere cuore devi saper accogliere ed accettare, così divieni consapevole.
Mi dissocio. La consapevolezza è uno stato di presenza e la maturazione di un'osservazione sempre più oggettiva e distaccata. 
Quante volte i nostri comportamenti sono dettati dalle nostre paure, dalle nostre debolezze o dai nostri sensi di colpa? 
Quante volte il nostro corpo rimanda segnali forti e chiari ad esprimere un disagio di fronte a questi comportamenti?
Quante volte la nostra apertura è indotta e la nostra accettazione una manifestazione del nostro desiderio di essere accettati a nostra volta? 
Quante volte sono i nostri attaccamenti a definirci?
Quando il mio comportamento sarà quasi completamente libero da queste zavorre, lo stato di presenza sarà diretto dal sentire e saprà porre i sani limiti del rispetto verso se stessi. L'osservazione oggettiva svelerà il processo di identificazione che spesso ci vincola e ci permetterà di accogliere e accettare con distacco ciò che ha senso accogliere ed accettare, mentre ci permetterà di allontanarci, senza giudicarlo, da ciò che non fa parte del nostro percorso. Il servizio non è immolarsi per una causa fino ad autodistruggersi, ma saper discernere con saggezza il proprio percorso di crescita e non smettere mai di lavorarci. Questo non significa fuggire di fronte agli ostacoli o ritirarsi dalla quotidianità, ma saperla vivere senza esser travolti dal flusso emotivo, dalla reazioni scatenate dalla memoria, dai comportamenti diretti dalla paura, dalle debolezze e dagli attaccamenti. 
Si tratta di un viaggio ininterrotto verso la libertà dell'essere che parrà richiedere ad ogni passaggio prezzi sempre più alti dal punto di vista materiale, emotivo e psico-fisico per via delle nostre resistenze al dispiegarsi del processo.
Quando fluiremo con la vita senza opporre strenua resistenza potremo dire di essere in cammino verso la consapevolezza.