Visualizzazione post con etichetta apertura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta apertura. Mostra tutti i post

lunedì 28 agosto 2023

RIENTRARE IN ATTIVITÀ CAMBIANDO PROSPETTIVA

Riprendere le attività dopo un periodo di riposo ci riporta all'impegno e alla dedizione. 
Essere pronti a ricominciare significa aprirsi al proprio percorso con gioia ed entusiasmo rinnovati.
Ogni passo mosso nella direzione della propria realizzazione è fonte di vicinanza a noi stessi e, come tale, foriero di energia e consapevolezza.
I passi compiuti sono esperienze di vita importanti, in grado di farci comprendere sempre meglio cosa siamo pronti a intraprendere per incontrare la nostra natura più profonda.



Foto Donatella Coda Zabetta - Passo del Sempione


domenica 19 marzo 2023

CAMBIAMENTI

 Apriti al cambiamento senza nutrire aspettative.
Non è possibile direzionare gli eventi,
ma è possibile aprirsi ad essi con fiducia e disponibilità.
Sii fier* di chi sei 
e mostra i tuoi talenti senza ostentarli.
C'è chi è pronto a riconoscerli.



Foto Donatella Coda Zabetta


giovedì 16 febbraio 2023

FIDUCIA


Apriti al presente con consapevolezza e senza paura.
La fiducia nell'universo non deve mai vacillare. 
Ogni cosa arriva quando siamo pronti a riceverla.



Foto Donatella Coda Zabetta


 

sabato 4 gennaio 2020

TUTTO E' POSSIBILE ALL'ALBA

Osservo il sorgere del nuovo giorno.
La luce si diffonde colorando l'orizzonte.
Tutto è possibile all'alba.
Mi fermo 
respirando l'aria fredda,
e sento la magia della bellezza
permeare il mio essere 
per espanderlo oltre i confini del corpo.
Tutto è possibile all'alba.
Mille sentieri si dispiegano davanti a me
sotto la luce del sole che nasce.
Il completamento lascia spazio ad un nuovo inizio.
Un cerchio si chiude per tornare ad aprirsi: 
cammino sulla sua circonferenza
partendo dal centro
per esplorare le infinite pieghe della mia anima
 nella manifestazione dell'esperienza.
Tutto è possibile all'alba.
Anche volare alto nel cielo rosso fuoco
senza paura.


Foto Donatella Coda Zabetta





venerdì 23 marzo 2018

SOLE DI PRIMAVERA

La luce inonda la stanza
e il sole primaverile illumina lo sguardo.
I colori della natura
disegnano il cambiamento.
La quercia trattiene le ultime foglie secche 
mentre l'olmo mostra le prime gemme.
Ognuno  percepisce questa  apertura alla vita
a suo modo
esprimendo le infinite sfumature della bellezza.




mercoledì 21 febbraio 2018

SMETTI DI PENSARE E LASCIATI ANDARE

Smetti di pensare e lasciati andare. 
Smetti di preoccuparti e vivi.
Non limitarti a pensare di vivere.
Vivi con la disponibilità d'animo
all'ascolto e alla manifestazione.
Vivi con creatività.
Abbandonati, 
scorri,
segui il flusso.
Lascia che sia.
Con amore.





lunedì 15 gennaio 2018

IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI AL FESTIVAL DELL'ORIENTE DI MILANO

VENERDI' 2 FEBBRAIO 2017

sarò a Milano 

al FESTIVAL DELL'ORIENTE

Alle ore 15,00 - SALA 1 - ho il piacere di presentare una cara amica scrittrice,
che parlerà della sua esperienza con BABA BEDI
con particolare attenzione all'espressione di sè
attraverso la scrittura e l'immaginazione.

Alle ore 16,00 - SALA 1 - sarà Paola ad introdurmi.
Ho scelto di parlare della mia esperienza
in movimento dal "CORAGGIO DI ASCOLTARSI" al "RITMO DEL CORPO"
come via verso la consapevolezza
grazie all'ascolto, all'osservazione e all'apertura di cuore nel vivere la quotidianità.

Per il programma completo delle conferenze



venerdì 1 dicembre 2017

PIACERSI PER PIACERE

Stare bene con se stessi
è fondamentale per raggiungere il piacere.
Essere in armonia con se stessi
apre le porte al sentire e al mondo.
Quando non mi piaccio,
fisicamente o caratterialmente,
e rifiuto una parte di me, 
sono in disarmonia con me stesso.
Il piacere non trova spazio nel disequilibrio:
ogni energia viene canalizzata 
nel soddisfacimento di bisogni illusori
(come, ad esempio, un'alimentazione sregolata volta a colmare un vuoto interiore).
e il piacere raggiunto è effimero 
perchè non corrisponde ad uno stato di benessere corporeo.
Si crea un circolo vizioso di disagio e compensazioni volte a risolverlo
che ci allontana sempre più dal centro di noi stessi
rendendoci parziali e insoddisfatti.
Stare bene con se stessi
è piacersi per piacere.














lunedì 6 novembre 2017

DOMANDE E RISPOSTE


"La domanda non formulata diventa offerta alla nostra vera natura. 
Una domanda concettualizzata ed espressa è in qualche modo una fuga davanti alla nostra intimità.

La vera domanda sorge dalla risposta e la sua risoluzione viene dalla nostra apertura a lasciarla riassorbirsi. Fare una domanda indica che abbiamo già l'intuizione della risposta.

"La nostra medesima natura conosce se stessa attraverso se stessa.
E' essa stessa nella sua unità essenziale, attraverso domande e risposte, che è contemplata come "Io".
Questo "essere" crea il meravigliarsi che si esprime sottoforma di domande e risposte."

Abhinavagupta, Paratrisika Vivarana

... Quando vi rendete conto che il bisogno di comprendere viene dalla persona, c'è chiarezza. Voler comprendere, è riportare ai propri limiti quello che è illimitato. E' una rassicurazione che rimane sempre nel quadro del conosciuto. Non si può comprendere lo sconosciuto, il nuovo. L'accumulazione di un sapere, di nozioni sulla tradizione, viene dalla paura e vi mantiene nell'insicurezza. Rendetevi conto che nulla può mai essere compreso.

.... ogni bisogno di condurre a sè il cammino da un punto di vista concettuale,
non fa che ostacolare il vostro vissuto.

Rimangono solo le carezze, i movimenti d'energia, in rapporto alle quali rimanete liberi, aperti ad ogni possibilità. Nella non paura, vivete sul piano della percezione. Non c'è niente da pensare. Tutto è presentito: tonalità, odore, sonorità, carezze.
L'inevitabile può solo compiersi. Lasciatevi portare. Il vero "io so" può presentarsi solo in un "io non so" totalmente abitato.
Quando vivete la vita di ogni giorno da un punto di vista di un "io non so", siete apertura. Ogni cosa è possibile. Vivete d'istante in istante, senza volontà di comprensione, senza confronti con il passato nè anticipazioni."




mercoledì 11 ottobre 2017

RESPIRO

Ascolto il respiro.
Mi accorgo che non è fluido e libero di espandersi.
Ascolto il respiro.
Muovo il corpo e predispongo il mio essere all'apertura.
Le spalle sono tese
e manifestano la loro tensione alla chiusura.
Ascolto il respiro.
Emerge la paura.
Paura di meritarsi la libertà.
Paura di rimettersi in gioco.
Paura di ammettere le proprie debolezze.
Paura di accogliere il senso di non attaccamento
che sta prendendo forma dentro di me.
Paura a lasciar andare il senso di responsabilità espanso che mi definisce.
Paura a riconoscermi nell'ombra che mi appartiene.
Paura a seguire il sentire
lungo la via solitaria del cuore.
Ascolto il respiro.
E' più sciolto.
Ho fatto luce sui miei demoni.
Ascolto il respiro,
lo espando
e mi apro alla vita.

www.ildiamantearcobaleno.com

Creazione di Eddy Seferian


venerdì 6 ottobre 2017

APRIRSI AL SENTIRE

La mente analizza, seziona, soppesa.
Sono i momenti in cui tutto sembra confuso.
Il cuore paziente osserva
e, poco per volta,
espande il suo spazio.
Il corpo si rilassa, il respiro si amplia.
Nel silenzio 
 si manifesta un'apertura
libera da pensieri, aspettative, preoccupazioni.
I colori del cuore
dipingono la tela del sentire
di sfumature mai immaginate:
le osservo attenta
e mi lascio andare al loro fluire.



lunedì 2 ottobre 2017

ESSERE PRESENTE

Essere presente a se stessi.
Senza aspettative, senza obiettivi, senza fretta.
Essere presente a se stessi.
Donandosi con semplicità e naturalezza,
 fluendo con le situazioni
e partecipandovi con totalità.
Essere presente a se stessi.
Accogliendo i propri limiti, le proprie paure
in apertura di cuore.
Essere presenti a se stessi.
Semplicemente.


Lord of the Night - 1918




martedì 25 luglio 2017

RIFLESSIONI GRECHE

In passato ho spesso pensato a questa vita come ad un tempo determinato con un obiettivo da raggiungere: ora sento che è solo una grande illusione. 
E’ il presente a contare, sono le scelte che compiamo ogni giorno e sono l’impegno e la coerenza che mettiamo nei pensieri e nelle azioni che portiamo avanti a fare la differenza. 
Sovente mi è capitato di vivere la frenesia di dover portare a compimento tutto quello che incontravo (studi, ricerche, lavori, progetti, relazioni) per non dover sostenere il senso di vuoto dei sospesi. Così ho sempre ricercato la trasparenza e la chiarezza e ho chiuso porte e cambiato percorsi con diligente attenzione. 
Poi qualche anno fa ho imparato ad accogliere anche l'incompletezza, facendo i conti con la mia umanità, riconoscendo le mie debolezze e sono arrivate leggerezza, apertura, flessibilità e un rimasuglio di senso di colpa difficile da estirpare.
Avete presente quando acquistate un libro e dopo 80 pagine di rantolante lettura vorreste buttarlo dalla finestra e prendendo coraggio lo fate, ma le mani vi rimangono pesanti? Avete la materia prima (il libro), la predisposizione alla lettura, la capacità intellettiva per interiorizzarlo, ma anche la consapevolezza che quel libro vibra ad un livello troppo differente dal vostro per stimolare una qualsivoglia relazione?
Beh, gli esperti di pippe mentali come me al proposito si sarebbero scatenati: "E se lo sforzo richiesto fosse proprio quello di cui ho bisogno? Cosa mi annoia della lettura? Cosa mi infastidisce? Perchè? E via di seguito..."
Tutto perchè brucia da matti lasciare il libro a metà e si finisce per struggersi a rileggere la stessa pagina per mesi (poi solitamente ci si addormenta sfiniti ...), pur di non arrendersi.
Poi un giorno tutto cambia.
E si impara, gradatamente, a scegliere la trasformazione prima di divenire larve erudite. E cresce la consapevolezza e la conoscenza di sè.
Si impara a fare scelte che richiedono grandi sacrifici e grandi sforzi per essere mantenute e che solo l'oggettività può supportare. Quell'oggettività che il flusso emotivo può talvolta intralciare ed offuscare, creando ripensamenti e una sorta di chiusura difensiva al lasciar andare.
E' a quel punto che un evento può cambiare nuovamente prospettiva di osservazione: la  traversata in traghetto da Mykonos a Naxos ha attivato in me una strana tristezza e come solitamente faccio di fronte alle emozioni l'ho accolta senza identificarmi. La tristezza ha colmato la mia anima e osservando le onde, lo sguardo ha oltrepassato il varco temporale, proponendomi le immagini di una nave in legno a vele spiegate. Di colpo mi trovo su quella nave a guardare le coste, lontane e irraggiungibili di fronte a onde sempre più alte, a nubi scure e al vento sempre più forte che rende la navigazione pericolosa. La tempesta e il naufragio  non tardano a manifestarsi. La morte e la vita mi sono compagne di viaggio in uno stato di consapevolezza espansa che annulla la dimensione spazio-tempo: i ricordi di quelle terre riemergono vividi ed intensi;  presente e passato si integrano e il completamento prende forma aprendo le porte alla comprensione. L'orizzonte si amplia e una presa di coscienza allaga il mio cuore.
Non ci sono mete da raggiungere, perché le mete sono al di fuori della mia portata: nella mia limitatezza non le posso realizzare nè comprendere ed è la vita stessa a stabilire il campo di gioco per il quale sono pronta ed anche la fine della partita. E’ molto arrogante e presuntuoso pretendere di averne il controllo e questo è l’atto di umiltà e di fede più grande che mi compete e mi rende presente a me stessa. 

                                                     www.ildiamantearcobaleno.com


"Il primo passo nell'acquisizione della consapevolezza 
sta nel rendersi conto che non siamo consapevoli.
Ma questa illusione non può essere cambiata da sola perchè ce ne sono parecchie altre.
..., la peggiore di esse è l'illusione che possiamo "fare".
Pensiamo sempre che stiamo facendo mentre, in realtà,
non stiamo facendo nulla: tutto accade."



 Cicladi

martedì 31 gennaio 2017

LA NON AUTONOMIA

Il tantrismo è percepire la non-autonomia.
E' rendersi conto che la corporeità, il respiro, il mentale 
sono continuamente in reazione,
che si interpongono costantemente davanti all'azione giusta.



Aamaya Hills - Sri Lanka

Eric Baret descrive il tantrismo come il presentimento di ciò che sta dietro gli stati. 
Gli stati vanno e vengono continuamente, ma li accompagna il silenzio, 
la tela di fondo sulla quale si manifestano. 
Se focalizziamo l'attenzione su questi stati, avremo solo una percezione frammentaria 
e non saremo in grado di cogliere l'insieme.  
Unicamente nell'assenza di desiderio,
 nell'apertura vuota di paura ed avidità, 
l'energia è disponibile a riflettere la coscienza. 
La percezione si avvicina allora al silenzio, all'ascolto e all'apertura. 

martedì 17 gennaio 2017

LA CULTURA

"La cultura è ciò che resta quando si dimentica tutto"
ha detto Emile Henriot.

Mi piace, ma lo integrerei così: puoi avere piena coscienza di ciò che sai, ma devi sempre tener presente che ciò che ignori è ancora più vasto. In un mondo in continua trasformazione, credo che la miglior cultura si manifesti quando si è consapevoli di non sapere. 
Spesso accumuliamo conoscenza e doniamo ad essa immobilità catalogandola negli schemi mentali che ci appartengono. Questo atteggiamento supporta chiusura mentale e giudizio.
Personalmente, trattengo  quanto ho imparato attraverso l'esperienza fino al momento in cui una nuova esperienza non lo mette in discussione e ne varia i contenuti. 
Spesse volte, in passato, ho pensato quanto fosse importante essere pronti per determinate esperienze.
Poi un paio di mesi fa, un amico e maestro di vita, Eddy Seferian, mi ha donato questo insegnamento operando nel mio cuore una vera rivoluzione copernicana: "Non si tratta di essere pronti, ma aperti".
Ho accolto il suo insegnamento, l'ho interiorizzato, sperimentato e ho compreso che solo la chiusura può fermare la mia consapevolezza; una chiusura (non ha importanza se determinata dalla paura, da una debolezza o, anche semplicemente, dal giudizio) in grado di bloccare e annullare l'esperienza. Una chiusura che mi rende incapace di aprirmi alla vita, al suo mistero e alla sua bellezza. 
Così, ora, quando percepisco in me un blocco, centro tutto il mio lavoro sull'apertura.
Non è mai semplice superare un blocco che ci appartiene in quanto presuppone un grande lavoro di scavo e di pulizia.
Si tratta, infatti, di entrare nel mare in tempesta di un'interiorità in subbuglio mantenendosi aperti all'esperienza. 
E' facile perdersi nel buio delle proprie resistenze e agitarsi: l'apertura è ascolto, è capacità di affondare nell'esperienza per osservarla, comprenderla, elaborarla e trascenderla.
Il movimento è  interiore e  l'immobilità esteriore ne è il corollario: l'apertura è esperienza che si manifesta, è vita che prende forma.