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mercoledì 11 aprile 2018

FRAGILITA'

Un giorno ti alzi e ti scopri fragile.
Osservi la tua fragilità del presente 
e guardi al passato per scoprirne le tracce.
Segui le orme impresse nel tempo da quella fragilità :
a volte sono profonde, altre volte più lievi.
Sono sempre state presenti,
ma non erano così importanti
perchè la tua energia era grande a sostenere la fiducia nei tuoi ideali.
Un giorno ti alzi e ti scopri fragile.
Osservi la tua fragilità del presente
e ti chiedi cosa è cambiato in te.
Ascolti il tuo corpo e ne percepisci l'umanità:
alcuni giorni è più ingombrante, altri giorni meno.
E' sempre stata presente,
ma spesso l'hai dimenticata
troppo concentrato a correre dietro alla vita.
Un giorno ti alzi e ti scopri fragile.
Osservi la tua fragilità del presente
e provi una grande tenerezza
per aver maturato la consapevolezza di essere in viaggio.
Un viaggio a ritmi rallentati
che ha smesso di inseguire la luna
per assaporare la gioia delle piccole cose,
anche quella della fragilità.








sabato 23 dicembre 2017

CHE L'AVVENTURA ABBIA INIZIO

Quando si prende un aereo per andare lontano è sempre una grande emozione. Lasciare ciò che si conosce e l’abitudine della quotidianità per aprirsi al mondo, ci rimette in gioco e ci offre nuove prospettive di ascolto.
Ieri è iniziata la mia avventura per un Natale alternativo, al sole delle Maldive: Makunudu, la destinazione.  Dopo un viaggio aereo lungo, ma senza disagi (con l’età si tende a prediligere compagnie di linea ai charter low cost) sono arrivata a Male. 
L’impatto con il clima è stato immediato, da qualche grado sopra lo 0° C a 27° C, ed il corpo ha sentito il contraccolpo: il vento lo ha alleggerito, ma ha reso il viaggio in barca veloce un’esperienza indimenticabile  e saltellante tra le onde. L’approdo a Makunudu è avvenuto dopo circa 45 minuti e la gentilezza maldiviana lo ha reso speciale, al di là dello sguardo velato di stanchezza.
La naturale bellezza dell’isola ed il suo silenzio, rotto solo dall’infrangersi delle onde sulla battigia, dal frusciare del vento tra le foglie e dallo stridio dei gabbiani, l’intimità e la riservatezza delle stanze avvolte dalla vegetazione con la loro spiaggetta riservata, il mare con i suoi colori sfumati dal turchese al blu, hanno svelato il paradiso che avrebbe accolto la mia settimana.
Ho scelto quest’isola proprio per la sua semplicità. Non amo la vivacità dei grandi resort .
Svegliarsi tra i colori della natura è meraviglioso, la sua intimità lo è. Assaporare la cucina di un’altra cultura, aprirsi ad idiomi non abituali, a sorrisi e volti sconosciuti, rende il buongiorno ricco e piacevole.
Il tempo si dilata disperdendo i ritmi frenetici della quotidianità e lo spazio si espande con i suoi fili invisibili a creare armonia e pace.





martedì 19 dicembre 2017

I FILI INVISIBILI

Un filo invisibile mi sfiora:
lo osservo, lo sento, mi piace.
D'un tratto mi trovo a seguirlo
e scopro un sentiero, una possibilità,
che risuona con me,
che non conoscevo
e mi incuriosisce.
Proseguo con attenzione lungo il filo invisibile
e mi ascolto:
vedo ombre che non pensavo di avere,
vedo potenzialità che non ho sviluppato.
Un altro filo invisibile mi sfiora:
lo osservo, lo sento, mi piace.
Lascio andare il filo precedente
per accogliere l'invito di una nuova via
più coerente con la mia trasformazione.
Il viaggio nella profondità del mio essere
è un intrecciarsi di fili
che mi legano al mondo 
 e che mi allontanano da esso 
in un dolce fluttuare tra gli specchi di ciò che sono.







giovedì 14 dicembre 2017

OSSERVO O ASCOLTO?

Ci sono momenti in cui l'osservazione della realtà cattura tutta la nostra attenzione stimolando in noi l'emersione di emozioni, ricordi, immagini. La curiosità dirige l'energia all'esterno e il corpo e le percezioni la riportano all'interno. Non possiamo essere ubiquitari e, quindi, ci tocca scegliere una direzione per poterla approfondire. Se restiamo proiettati all'esterno rischiamo di incrementare il flusso emotivo e la conseguente confusione che una mancata elaborazione dello stesso può determinare. Il ritorno all'ascolto, di primo acchito, ci può apparire bloccante, soprattutto quando ci pone di fronte a troppe informazioni tutte insieme ed è difficile scandagliarle per arrivare a comprenderne la fonte, che è sempre di natura interiore sebbene la realtà abbia risuonato con essa tanto da travolgerci. Riuscire a fare silenzio e rimanere aperti nella tempesta è l'approccio migliore: lascare o cazzare le vele della nostra barchetta in un mare in burrasca non serve, dobbiamo aspettare che il vento emotivo si calmi per incanalarne l'energia in modo costruttivo. Disidentificarsi con le emozioni è il primo passo e per farlo è importante lasciare il ruolo di attore protagonista, sedersi in platea, respirare e guardare alle cose cambiando prospettiva. Non bisogna avere fretta e quando meno ce l’aspettiamo un’immagine o un’intuizione prenderà forma e ci svelerà una direzione da seguire. Il rischio maggiore, a questo punto, è analizzare razionalmente quanto accade filtrandone l’energia e bloccandone  la manifestazione spontanea. In questo processo siamo gli artisti delle conclusioni affrettate, dei giudizi emanati e dell’astrazione concettuale: l’esserne consapevoli ci evita di salire sul primo freccia rossa che passa e finire nella stazione sbagliata, ma che ci piacerebbe di più. Sì, perché, ahimè, capita spesso e volentieri di finire esattamente nei sobborghi periferici e malfamati che avremmo voluto evitare. Paure e debolezze si trovano a loro agio nel fango del nostro dimenticatoio ed è proprio lì che ci tocca riscoprirle. Un bel viaggio arzigogolato, quello all’interno di noi stessi, tanto che ci sembra di macinare km di salite ripidissime e discese vertiginose senza aver mosso neanche un passo, o almeno così ci sembra.




martedì 28 novembre 2017

I LIBRI

Mi piacciono i libri che si fanno divorare: quelli che non riesci a smettere di leggere. I libri capaci di  accompagnarti in un viaggio che vorresti continuare per sempre. I libri capaci di farti sognare; quelli capaci di metterti ali per volare in alto o per scendere in picchiata all'interno di te stesso. Quei libri racchiusi in una frase o in un momento che ti rimarrà per sempre nel cuore. Quei libri così vivi da farti emozionare, piangere e ridere di gusto. Mi piacciono i libri specchio: quelli in grado di rimandarti parti di te  che avevi dimenticato o di capovolgere gli schemi a cui sei abituato.
Mi piacciono i libri scritti bene. Quei libri che scorrono lievi e intriganti allo stesso tempo. I libri che ti incuriosiscono al punto da voler conoscere meglio l'autore.
Mi piace leggere e mi piace scrivere. Se penso alla scrittura e osservo i libri che ho scritto, sento un cambiamento prendere forma in me, un seme di leggerezza, di sogno, di avventura. Un seme che ancora deve germogliare, ma che sto seguendo con cura e dedizione. E' un seme di fiducia, di cieli aperti e di sentimenti. Un seme che darà frutti.





martedì 31 ottobre 2017

UN VIAGGIO, MILLE VIAGGI

“Io non ho segreti da svelarti, né tu devi rinunciare alla tua vita per cercare me. Ognuno di noi deve vivere se stesso. Deve svolgere il proprio compito. Io non sono frenetico, sei tu che ti proietti su di me. Io ho una strada che devo e voglio compiere.  Non è fretta la mia, ma urgenza. Ora va’. Va’ e occupati di te stesso. La notte è fatta per riposare. Il giorno per vegliare. L’acqua deve scorrere dalle sorgenti al mare, così come il sole deve seguire il movimento dall’alba al tramonto. Tu devi occuparti di te, di ciò che senti. Io devo essere libero di occuparmi di me, di quello che sento. Hai anche tu dei compiti da svolgere. Che siano davvero i tuoi, non quelli degli altri.”

 Estratto da "YANEZ ovvero il possibile"


"E' la fiaba. Immaginazione che spazia libera e profonda.
Un viaggio, mille viaggi.
Un cambiamento, mille cambiamenti.
Dentro di noi." 
scrive Paola Neyroz. 

Grazie a Paola ho imparato la bellezza del lasciarsi andare alla fantasia inseguendo storie e immagini in un mondo dove tutto è possibile. In questo viaggio ho scoperto con meraviglia quanto sia semplice trovare soluzioni, aprirsi a nuove esperienze e crescere, ritrovando la magia dell'essere se stessi.