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venerdì 7 luglio 2023

ASPETTATIVE

Le aspettative agiscono da filtri 
e chiudono la visione riducendola all'atteso.
Non è efficace agire precludendosi la possibilità della scoperta 
e la gioia dell'esplorazione.
Non occorre fare grandi cose nella vita, 
ma è importante muoversi 
con la piacevole consapevolezza dell'essere in viaggio, 
in un viaggio di riscoperta che cela al suo interno 
la grandezza dell'universo intero.
Per questo è importante essere gentili e in apertura.



Foto Donatella Coda Zabetta - Brescia


domenica 19 marzo 2023

CAMBIAMENTI

 Apriti al cambiamento senza nutrire aspettative.
Non è possibile direzionare gli eventi,
ma è possibile aprirsi ad essi con fiducia e disponibilità.
Sii fier* di chi sei 
e mostra i tuoi talenti senza ostentarli.
C'è chi è pronto a riconoscerli.



Foto Donatella Coda Zabetta


lunedì 17 dicembre 2018

RISPONDERE ALLE ASPETTATIVE

Uno degli ostacoli più gravosi all'essere se stessi è quello di rinunciare a soddisfare la raffica di aspettative che l'essere sociali ci impone per via delle nostre fragilità.
Ci sono le aspettative di coloro che abbiamo abituato a conoscerci in un certo modo (come quello sempre disponibile o quello che non dice mai no, ad esempio) e poi ci sono le nostre stesse aspettative, quelle che sostengono l'immagine barriera ideale di ciò che vorremmo essere (e non siamo).
Sotto le feste il livello di aspettative si innalza in maniera vertiginosa e con esso il nostro livello di stress. Lo stare insieme diviene un gioco di equilibri, di ciò che si può o non si può fare, di ciò che si deve o non si deve fare: una volta nel gorgo è veramente difficile uscirne. Bisogna aggrapparsi con tutte le proprie forze "al bordo vertiginoso delle cose" (bravissimo Carofiglio) e resistere strenuamente alle reazioni automatiche dell'abitudine. Occorre una massiccia dose di coraggio per farlo e anche un efficace set di tappi auricolari: gli altri non apprezzeranno affatto la nostra trasformazione e noi stessi la vivremo serpeggiando tra uno slalom di sensi di colpa inimmaginabili. Eppure la libertà si costruisce poco per volta e presenta sempre un conto da pagare.
Quindi, se riusciremo a cavalcare l'aria come le renne di Babbo  Natale osservando dall'alto la famiglia riunita, nella slitta avremo con noi il dono più prezioso di tutti: la leggerezza dell'essere.

Inizia il conto alla rovescia: - 7 a Natale.
Inizia la sfida: - 7 aspettative in 7 giorni. Non sono molte, ma è un ottimo inizio.
Auguri!!!




venerdì 29 giugno 2018

PROCEDERE CON LEGGEREZZA

Il peso della vita qual è?
Giudizi, aspettative e controllo
zavorrano il sentire, 
annebbiano lo sguardo
e ci affogano nel mare emotivo delle nostre insicurezze.

Procedi con leggerezza,
a piccoli passi e senza sforzo,
ascoltandoti e vivendo il momento
senza appensantirlo del passato e del futuro.


Procedi con leggerezza
a piccoli passi e senza sforzo
imparando la tolleranza, la pazienza e la compassione
verso te stesso, prima di tutto.

Procedi con leggerezza
a piccoli passi e senza sforzo
assaporando l'esperienza del tuo viaggio
e facendone tesoro.







mercoledì 25 aprile 2018

TRASPARENZA

Osserva lo specchio della tua anima.
Il suo riflesso ti corrisponde?
I suoi contorni sfumati si perdono nella precisione dei tuoi tratti
a definire la forma.
Una forma troppo spesso statica e illusoria
costruita per rispondere a bisogni e aspettative.
Osserva lo specchio della tua anima
svanire nell'ombra di chi vorresti essere.
Osserva lo specchio della tua anima
la sua trasparenza è bellezza manifestata.







martedì 2 gennaio 2018

NON HO VOGLIA DI FARE NIENTE

Non ho voglia di fare niente.
Scelgo di stare.
Non mi sento in colpa, non nutro aspettative, non penso.
Il corpo si rilassa
cullato dal respiro:
nessun luogo dove andare.
La salivazione aumenta 
e mi trasforma 
allagando il sentire.
Mi espando:
 il silenzio mi accoglie.
Un silenzio pieno di sfumature
e di libertà.



Makunudu Island 


venerdì 6 ottobre 2017

APRIRSI AL SENTIRE

La mente analizza, seziona, soppesa.
Sono i momenti in cui tutto sembra confuso.
Il cuore paziente osserva
e, poco per volta,
espande il suo spazio.
Il corpo si rilassa, il respiro si amplia.
Nel silenzio 
 si manifesta un'apertura
libera da pensieri, aspettative, preoccupazioni.
I colori del cuore
dipingono la tela del sentire
di sfumature mai immaginate:
le osservo attenta
e mi lascio andare al loro fluire.



mercoledì 4 ottobre 2017

STARE NELLE DIFFICOLTA'

Imparare a stare nelle difficoltà è una pratica importante per conoscersi. Istintivamente ci si chiude o si scappa dalle difficoltà: rimanere in apertura ed ascolto è molto faticoso. 
Le difficoltà. nel momento in cui le viviamo come tali, hanno il potere di mostrarci le nostre paure, ferite, debolezze. Esse hanno il potere di metterci a nudo e farci sentire impotenti. Questo potere  indotto è frutto del nostro tentativo di controllare la vita e il suo fluire. 
Le difficoltà disgregano l'illusione del controllo e ci creano sofferenza fintanto che rifiutiamo questa presa di coscienza. Una consapevolezza che parte dalla nostra umanità per immergersi in un  percorso di crescita evolutiva volto a renderci più oggettivi. 
Il mondo non ruota intorno a noi, ma con noi: tanti fili invisibili ci legano agli altri come una grande ragnatela di cui facciamo parte e di cui scorgiamo solo i particolari e non la visione d'insieme. Questa ristrettezza di vedute ci induce a sentirci separati e a vivere soggettivamente ogni evento, identificando nelle difficoltà un ostacolo da superare o da eliminare. 
Perchè si creano le difficoltà? Per renderci coscienti di una mancata accettazione che ha radici profonde all'interno di noi stessi. Per questo è importante stare nelle difficoltà: perchè attraverso di esse abbiamo la possibilità di vedere qualcosa che ci appartiene, accoglierlo e crescere in consapevolezza.
Accettarsi non significa lottare per essere perfetti, ma accogliere la propria imperfezione senza giudizio e farne un punto di partenza.
Faccio un esempio pratico. Ho difficoltà a relazionarmi con gli altri. Istintivamente cerco di relazionarmi comunque per essere accettato, per non venir escluso, per tener fede al ruolo che ho scelto... i motivi per cui cerco di vincere le mie difficoltà possono essere svariati, ma il mio sforzo  non farà che crearmi disagio. Provo allora a  essere presente in mezzo agli altri e invece di agire, ascolto, osservo, vivo il momento. Questo nuovo approccio mi aiuterà a rendere più oggettiva la situazione e mi mostrerà quanto l'evitare lo sforzo titanico di relazionarmi indistintamente con tutti per soddisfare un'aspettativa mia o altrui,  lasci spazio ad una percezione di benessere. Il diventare invisibile mi dona la possibilità di osservare le relazioni con distacco e, quindi, di sviscerarne le dinamiche sottese e grazie ad esse scoprire le mie.  Se continuo a stare nella presenza, riesco ad approfondire ulteriormente l'ascolto e a rendermi conto di quanto l'accettazione delle mie difficoltà e l'astensione dalla reazione inconsapevole ad esse siano fonte di libertà. Libertà che potrebbe essere sinonimo di scelta consapevole. Ci sono, infatti, relazioni che risuonano con me e con cui non ho difficoltà ad interagire e ci sono relazioni che non mi interessano e con le quali si creano grandi difficoltà: questa consapevolezza riporta in luce la mia ricerca di controllo tesa a sostenere l'immagine che vorrei mi rappresentasse. E' proprio questo continuo sforzo verso l'esteriorità a sacrificare la mia interiorità e a generare difficoltà. La realtà mi ha fatto da specchio, gli altri mi hanno fatto da specchio e mi hanno mostrato quell'immagine evidenziando gli sforzi enormi che devo fare per il suo mantenimento. Le difficoltà sempre più grandi l'hanno fatta crollare e dalle sue macerie è nata la mia libertà di essere imperfetta, unica. Sono solo una microbica parte di quella ragnatela e mi è richiesto essere semplicemente così come sono e lì dove mi trovo per partecipare all'armonia del tutto.

PS:
Non è un messaggio di autofustigazione individuale! ;-)




lunedì 2 ottobre 2017

ESSERE PRESENTE

Essere presente a se stessi.
Senza aspettative, senza obiettivi, senza fretta.
Essere presente a se stessi.
Donandosi con semplicità e naturalezza,
 fluendo con le situazioni
e partecipandovi con totalità.
Essere presente a se stessi.
Accogliendo i propri limiti, le proprie paure
in apertura di cuore.
Essere presenti a se stessi.
Semplicemente.


Lord of the Night - 1918




venerdì 7 luglio 2017

OSCILLAZIONI

Oscillo dal centro verso la periferia di me stessa.
Osservo le mie difficoltà,
le mie emozioni,
le mie paure.
Le accolgo con consapevolezza
e comprensione,
senza aspettative e senza pretese.
Sciolgo le tensioni
che sento manifestarsi nel mio corpo
e resto aperta.
Oscillo dalla periferia al centro di me stessa.
Osservo la pace, 
la coerenza,
e l'armonia  con il mio essere interiore.
Le accolgo con consapevolezza
e gratitudine,
senza aspettative e senza pretese.
Mi lascio andare 
 al dispiegarsi del tempo
oscillando in apertura 
verso il centro di me stessa.





sabato 1 luglio 2017

PASSI IN SOLITUDINE

Vi sono passi nel percorso
che devono essere compiuti in solitudine.
Sono i passi della scelta,
della crescita,
della consapevolezza.
Sono i passi che ci allontanano
dai desideri,
dagli attaccamenti,
dalle aspettative.
Sono i passi del riconoscimento interiore,
quelli che ci aprono a nuove dimensioni.
Sono i passi solitari
che ci allontanano dalla folla 
e che segneranno per sempre la nostra vita,
facendole intraprendere un percorso al di là delle cose.



Dipinto di Nicholas Roerich - Song of Shambhala 


martedì 20 giugno 2017

IRREQUIETEZZA

L'irrequietezza del dubbio
ferma l'istante.
Le gambe indecise
si immobilizzano.
L'energia vortica frenetica al loro interno.
Stare.
Ascoltare.
Aprirsi all'impasse.
Accogliere il vuoto, la mancanza, le emozioni.
Vedere i desideri e le aspettative.
Intuire la via del cuore
in bilico su un precipizio.
Il salto nel vuoto.
Aprire le ali e imparare a volare.

La gabbianella e il gatto - Sepulveda


venerdì 10 febbraio 2017

DECISAMENTE I GRANDI SONO BEN BIZZARRI

"Decisamente i grandi sono ben bizzarri" diceva con semplicità a se stesso il Piccolo Principe.
"Decisamente i grandi sono ben bizzarri" mi ripeto continuamente osservando la quotidianità con gli occhi di mia figlia. I grandi vivono al passato o al futuro e per un bambino questa è una grande assurdità.
Il riconoscimento e la gratificazione sono ormai offuscati dal rimpianto, dalle aspettative e dalle pretese.
"Puoi fare meglio... non ti dico bravo così ti impegni di più ... hai preso un bel voto, ma nei mesi passati hai preso un 4, mi devo fidare? " sono frasi proferite da grandi bizzarri.
Come può reagire un bambino che fa del presente la sua unica realtà? Come può un bambino comprendere i contorti calcoli di un adulto? Egli prende semplicemente atto del fatto che il suo agire non è stato all'altezza. Nonostante l'impegno e l'amore che vi ha infuso.
Il bambino si trova così di fronte ad un grande dilemma: entro a far parte del contorto mondo degli adulti e mi adeguo, sopravvivendo alle aspettative dei modelli che amo  e che stimo, o urlo a gran voce il mio diritto ad essere un bambino e divento un ribelle?
Nel primo caso l'adulto di turno sarà gratificato dagli sforzi del bambino e riterrà la sua tattica vincente. Come dice il Piccolo Principe l'essenziale è invisibile agli occhi ed, infatti, l'adulto non noterà il graduale dissolversi della spontaneità e creatività infantile nel maldestro tentativo di corrispondere ad aspettative adulte.
Nel secondo caso l'adulto andrà in crisi e diverrà ancora più rigido di fronte al piccolo ribelle che "non vuol crescere". Si creerà una frattura e il piccolo ribelle verrà catalogato come resistente al controllo adulto e, di conseguenza, problematico.
Non è raro sentire grandi bizzarri confrontarsi tra loro in merito ai bambini in questi termini: 
"I bambini di oggi crescono troppo in fretta ... oppure ... i bambini di oggi hanno sempre più problemi."
Il Piccolo Principe non avrebbe dubbi: è per via della convivenza con grandi bizzarri.