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lunedì 10 luglio 2017

MI SI E' RISTRETTO IL CORPO

Vi è mai capitato di svegliarvi al mattino  e, stiracchiandovi nel letto,  avere la sensazione di essere finiti  in una taglia 38 quando avreste bisogno almeno di una 44? Non intendo con il corpo dentro un vestito, ma con voi stessi dentro il corpo?
E' una strana percezione quella che coinvolge il corpo e ce lo fa vivere come un limite alla nostra espansione.  Nei sogni della notte abbiamo viaggiato, volato ed esplorato e tutto a un tratto eccoci tornati a terra nella nostra navicella attrezzata per la dimensione spazio-temporale.
Ad un primo momento di sgomento segue la riflessione. Come mai mi sento così ristretto di punto in bianco? Che problemi ho con il mio corpo? Dove sono finite quelle profonde e salde radici che pensavo di avere? Perchè non ho digerito l'atterraggio? 
Il cuore paziente e con un gran sospiro, tranquillo risponde: "Ti sei dimenticata proprio tutto?"
La mente imbarazzata per il rumore delle rotelle in movimento : "Ehm, sì, a quanto pare." E come un vecchio calcolatore IBM macina dati in fortran alla ricerca di risposte.
Intanto il corpo urla il suo disagio attirando l'attenzione: "A me nessuno chiede niente? Mi sembra di aver diritto a dire la mia, visto che si sta complottando alle mie spalle ...".
Il cuore sorride e la mente ringhia rivolta al corpo: "Taci e torna al tuo posto, che già sei scomodo."
Corpo e cuore  si guardano, risuonano, e in coro rispondono: "Se noi smettiamo di muoverci, grande e prepotente mente, cosa pensi di poter combinare?".
Minuto di silenzio apparente dovuto al loop del sistema mente in overdose emotiva e solo un grugnito trattenuto fende l'aria.
La mente di fronte a se stessa è vuota. Senza cuore e senza corpo non ha significato.
Fa il suo ingresso l'Io, richiamato da tanto blaterare, e sospirando ad alta voce: "Uhuhu, ci risiamo con l'ego."
Cuore e corpo confermano.
La mente ogni tanto dimentica, si sa, e bisogna riportarla al suo posto.
Il corpo si concede un ampio respiro, il cuore rallenta il battito e la mente china il capo: ogni strumento è esattamente dove e come deve essere, l'uno in armonia con l'altro.

Ha inizio una nuova e solare giornata: pronti per il ritmo spazio-temporale ;-)?




venerdì 23 giugno 2017

LEGGEREZZA

Quando le tue radici sono profonde
puoi volare con leggerezza:
il centro è dentro di te.
Puoi accogliere il cambiamento
sicuro delle tue capacità
e consapevole delle tue paure e debolezze.
Puoi scegliere con il cuore,
liberamente,
assecondando i bisogni fisiologici del tuo corpo ed il sentire.
Non ci sono ancore
a fermare il tuo viaggio
nè punti d'arrivo a determinarne il percorso.
Il presente è vita che si dispiega
ogni esperienza è fonte di maturazione e crescita.
La bellezza del volo è la sua libertà.






martedì 28 febbraio 2017

L'ALBERO AL CONTRARIO

L'albero al contrario era nato così.
Con le radici in cielo
ed i rami immersi nella terra.
Era un albero strano davvero: 
aveva i colori dell'arcobaleno 
le radici blu
e i rami verdi con tante foglioline.
L'albero al contrario
aveva uno strano modo di osservare le cose:
sottosopra.
Per questo basso, alto,
destra, sinistra,
cielo e terra
non corrispondevano alla visione degli altri alberi.
L'albero rifletteva spesso su questo;
la sua conclusione era semplice:
si trattava solo di parole.
Allungava le radici al cielo a sfiorare una nuvola
e una nuova fogliolina prendeva forma.
Bastava così poco
per essere felici.

sabato 30 agosto 2014

PERCHE' SI HA PAURA DI CAMBIARE?

Ci avete mai pensato? 
Spesso si fissa il proprio equilibrio su punti di riferimento esterni, quali la famiglia, il lavoro, le amicizie ... e quando qualcosa cambia ci troviamo persi e confusi.
Il cambiamento è insito nella vita stessa: la crescita e l'evoluzione si sviluppano proprio attraverso di esso. Il pensiero di poter controllare la realtà che si dispiega si basa sull'illusione di poter controllare la vita stessa avendo la capacità di dirigerne il flusso. Questo atteggiamento è molto presuntuoso, e sottende un inconscio desiderio di onnipotenza ;-)
Partendo dal presupposto che tutto fluisce, indipendentemente da noi, cosa ci rende così instabili nel vivere il cambiamento?
La mancanza di centratura interiore è sicuramente determinante: se fissiamo il nostro equilibrio all'esterno siamo come le foglie di un albero ... basta una folata di vento un po' più forte del solito e ci troviamo per terra. Se ricerchiamo la nostra stabilità affondando profonde radici nella terra, il nostro albero crescerà equilibrato e forte, perché trarrà la sua energia dall'interno e quando l'autunno arriverà, lascerà andare le sue foglie accogliendo il susseguirsi delle stagioni con naturalezza.
Analizziamo a questo punto anche la paura di ciò che non si conosce, altro parametro che gioca a nostro sfavore di fronte al cambiamento: se siamo saldi nelle nostre radici non ci mancherà la sicurezza necessaria a vivere ogni trasformazione con serenità. Se invece scegliamo di essere una fogliolina ... ecco che il vento ci farà sentire terribilmente in balia degli eventi, esposti, vulnerabili, impauriti e ci aggrapperemo con tutte le nostre energie all'illusione che nulla possa cambiare mai.