Visualizzazione post con etichetta presente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta presente. Mostra tutti i post

martedì 31 dicembre 2024

UN ALTRO ANNO SE NE VA ...

Gli anni sono soliti finire con i bilanci e iniziare con una serie di buoni propositi: con uno sguardo al passato e uno rivolto al futuro. Dimentichiamo spesso che è il presente a generare entrambi. Concentrare l'attenzione sulle esperienze passate o sulle aspettative future è fuorviante: crea immobilità e disequilibrio.
Impariamo a fluire nel presente con la consapevolezza che è quanto scegliamo di vivere, accogliere o lasciar andare ora a radicare il futuro e a definire i raccolti del passato.
La vita è un viaggio in equilibrio dinamico tra la percezione accurata dei limiti del nostro corpo e delle nostre fragilità e la capacità di restare aperti e flessibili di fronte agli eventi della quotidianità.
Ogni giorno, dall'alba al tramonto, porta con sè scelte da affrontare con discernimento, ostacoli per testare la nostra resilienza e relazioni a specchiare la nostra maturazione e illuminare la nostra interiorità. Ciò che facciamo ha senso solo qui e ora.
Auguro a ognuno di voi di vivere con meraviglia, intensità e consapevolezza ogni momento a partire da adesso. 

"Il presente è presente solo in un luogo e in un momento."
(Deng Ming-Dao - Il Tao per un anno)

Foto Donatella Coda Zabetta



domenica 12 gennaio 2020

TIRO AL BERSAGLIO: UN PERCORSO VERSO LA REALIZZAZIONE

Alcuni giorni fa riflettevo con un'amica, Paola Neyroz, sull'importanza del presente, inteso come consapevolezza del qui e ora. In un'epoca in cui il futuro è così incerto e fumoso, il presente acquisisce un valore determinante. Le vie che si dispiegano nel presente sono le uniche percorribili anche se non è dato sapere se saranno vicoli ciechi o strade in discesa. L'unica possibilità che ci è data è quella di attraversarle per viverne l'esperienza, affidandosi. Credo sia ormai tramontato definitivamente il concetto di controllo. Una volta si programmava tutto: incontri, impegni, investimenti... con l'illusione di poter controllare il futuro. Da qualche anno la dimensione della precarietà ha preso il sopravvento, rendendoci consapevoli dell'inevitabilità del cambiamento. 
Se focalizziamo la nostra attenzione sul presente evochiamo naturalmente un altro concetto, quello della coerenza. Le scelte del presente dipendono dalla nostra maturazione e spesso rimettono in discussione le abitudini, gli schemi educativi e sociali che ci trasciniamo dietro. Il cambiare idea non significa incoerenza, a mio avviso. L'incoerenza è la discrepanza tra sentimento e azione. Sento una cosa, ma ne faccio un'altra. Non sono fedele a me stesso e alla mia maturazione. La coerenza è sempre interiore ed è strettamente collegata al sentire e alla trasformazione individuale. Essere coerenti non significa restare sempre fedeli al passato, ma essere in armonia con se stessi e con le scelte che siamo pronti ad affrontare.
Meditando su questi temi mi è apparsa l'immagine del bersaglio del gioco delle freccette. Spesso ho assimilato il percorso verso la consapevolezza ad un cerchio. Nel bersaglio ci sono più cerchi collegati tra loro da uno spazio: mi piace identificare questo spazio con il salto nel vuoto, il cambio vibrazionale, la legge dell'ottava. Non posso passare da un cerchio all'altro senza buttarmi nello spazio-tempo che separa un cerchio dall'altro. Il centro del bersaglio rappresenta la mia realizzazione, ma per giungervi devo inevitabilmente percorrere tutti i cerchi e gli spazi partendo dai più esterni.
Per procedere devo avere coraggio e resilienza (la capacità di superare un periodo difficile, un trauma, un dolore senza "rompermi"): spesso, infatti, i salti nel vuoto (gli spazi tra un cerchio e l'altro) sono anticipati da difficoltà di vario tipo in grado di fermarmi e mandarmi in crisi. 

Valgono sempre i seguenti passaggi partendo dall'inizio del primo cerchio del percorso:
Mobilità esteriore: la mia attenzione è concentrata all'esterno, nel fare esperienza. Percorro il cerchio procedendo verso il suo completamento, vivendo più esperienze.
Immobilità esteriore : la mia vita si ferma per colpa di un evento traumatico o una difficoltà in grado di destabilizzarmi e bloccare le mie scelte esterne.
Mobilità interiore:tutte le mie energie si focalizzano sull'interiorità per elaborare l'accaduto ed integrare le lezioni che l'esperienza ha portato con sè.
Maturazione: Dolori e difficoltà rimettono in discussione le visioni acquisite disgregando schemi e aprendo nuove possibilità.
Inquietudine: ho raggiunto il completamento del primo cerchio, ma non vedo ancora l'inizio del secondo. So bene di non voler tornare a ripercorrere il primo cerchio, ma non ho certezze sul percorso che mi aspetta. E' il momento del salto nel vuoto. Posso rimanere dove sono finchè la frustrazione non arriverà a livelli stellari o chiudere gli occhi e buttarmi verso l'ignoto.
Salto nel vuoto: cambio vibrazionale e presa di coscienza dell'esperienza. Trasformazione.
Mobilità esteriore: sono all'inizio del cerchio più interno e il ciclo può ricominciare su nuovi presupposti generati dalla mia crescita interiore. Sono pronto per vivere esperienze differenti e approfondire il sentire....

La rinuncia a vivere le esperienze - e le uniche possibili sono quelle che si manifestano nel presente - blocca la crescita. Quando ci fermiamo nella passività (esteriore e interiore) assomigliamo a una trottola (il loop mentale) che gira su stessa all'interno del cerchio che stiamo percorrendo. Con la mente facciamo la mille miglia, ma il nostro corpo ci rimanda un profondo disagio. E il corpo ci conosce meglio di quanto noi conosciamo noi stessi, soprattutto quando il nostro percorso è ancora vincolato ai cerchi più esterni del bersaglio.



Foto di Engin Akyurt da Pexels




lunedì 31 dicembre 2018

L'ULTIMA PAGINA

Oggi scriviamo l'ultima pagina del nostro quaderno 2018.

Sfogliandolo, 
leggiamo con gioia 
i momenti belli che hanno rallegrato la nostra vita
e con tristezza 
quelli di dolore che hanno fermato il nostro tempo.
Sorridiamo
osservando i sogni che siamo riusciti a realizzare
e le difficoltà che abbiamo trovato il coraggio di superare.
Nel nostro quaderno
ci sono fogli sgualciti dalle lacrime
 fogli leggeri,
fogli densi e significativi.
Ogni foglio ci appartiene
ogni foglio racchiude una parte di noi.

Stanotte lo riporremo nel cassetto
degli anni passati
insieme alla nostra storia già vissuta.

Un quaderno nuovo ci aspetta:
sulla copertina porta scritto 2019
e ha 365 fogli bianchi da completare.

Abbiamo imparato con il tempo 
che nessun foglio può essere strappato nè riscritto.
Per questo
teniamo da conto ogni singolo foglio bianco 
e viviamolo con intensità e pienamente
senza pensare ai fogli già scritti
nè a quelli che scriveremo.
Solo così,
quando lo sfoglieremo tra un anno
potremo riporlo nel cassetto
degli anni passati
senza rimpianti.

Auguro a tutti i miei lettori
un quaderno ricco di storie e di avventure
di sogni realizzati e da realizzare.
Auguro a ognuno di voi
di vivere il presente con intensità e coraggio
con la consapevolezza
che nulla dura per sempre,
neanche il dolore.








martedì 8 maggio 2018

BUONGIORNO TRISTEZZA

Ci sono giorni in cui la tristezza ti è compagna fedele:
accompagna i movimenti e i pensieri
nel silenzio dell'interiorità.
Sono i giorni in cui guardi al passato 
e lo senti invadere il presente.
Sono i giorni della consapevolezza:
i giorni in cui osservi le ferite in via di guarigione
e ti chiedi come mai tanta tristezza.
Scruti l'anima per trovare il nascondiglio della gioia
e ti perdi nel labirinto della tristezza.
Un labirinto che conosci bene,
troppo bene,
per trovare il coraggio di abbandonarlo.



Foto Donatella Coda Zabetta




lunedì 30 aprile 2018

IL TEMPO

Estratto da "L'errore di Cartesio" di Antonio R. Damasio:

"Lo stato del sé viene costruito da cima a fondo in ogni momento; è uno stato di riferimento evanescente, di continuo ricostruito con tale coerenza che il possessore non se ne accorge mai, a meno che durante questo rifacimento qualcosa non vada per il verso sbagliato. Il sentimento di fondo di adesso, o il sentimento di un'emozione di adesso, insieme con i segnali sensoriali non corporei di adesso, toccano il concetto di sè quale è rappresentato nell'attività coordinata di molteplici regioni cerebrali. Ma il nostro sé (o meglio il nostro metasé) "impara" riguardo a quell"adesso" solo un istante più tardi.  Colgono in modo lapidario questa essenza le considerazioni di Pascal - "Noi non pensiamo quindi affatto nel presente; e se ci pensiamo, è solo per prendere lumi per predisporre l'avvenire" - (....). Il presente diviene di continuo passato, e intanto che lo scorriamo ci troviamo in un altro presente, consumato in una pianificazione del futuro che compiamo poggiando il piede sui gradini del passato. Il presente non è mai qui. Noi siamo irrimediabilmente in ritardo, per la coscienza."



Oggi propongo un estratto di Damasio alquanto intrigante relativo alla percezione del tempo. Spesso leggiamo frasi inerenti al vivere il presente: queste poche parole di Damasio ci pongono più di un interrogativo a riguardo. E se il tempo non esistesse, ma a crearlo fosse solo il nostro bisogno di identificarci con esso per sentirci vivi? Saremmo capaci di vivere senza la dimensione tempo o lo spazio si dilaterebbe a tal punto da annullarci?

Buon inizio di settimana ;-)

mercoledì 11 aprile 2018

FRAGILITA'

Un giorno ti alzi e ti scopri fragile.
Osservi la tua fragilità del presente 
e guardi al passato per scoprirne le tracce.
Segui le orme impresse nel tempo da quella fragilità :
a volte sono profonde, altre volte più lievi.
Sono sempre state presenti,
ma non erano così importanti
perchè la tua energia era grande a sostenere la fiducia nei tuoi ideali.
Un giorno ti alzi e ti scopri fragile.
Osservi la tua fragilità del presente
e ti chiedi cosa è cambiato in te.
Ascolti il tuo corpo e ne percepisci l'umanità:
alcuni giorni è più ingombrante, altri giorni meno.
E' sempre stata presente,
ma spesso l'hai dimenticata
troppo concentrato a correre dietro alla vita.
Un giorno ti alzi e ti scopri fragile.
Osservi la tua fragilità del presente
e provi una grande tenerezza
per aver maturato la consapevolezza di essere in viaggio.
Un viaggio a ritmi rallentati
che ha smesso di inseguire la luna
per assaporare la gioia delle piccole cose,
anche quella della fragilità.








martedì 20 giugno 2017

IRREQUIETEZZA

L'irrequietezza del dubbio
ferma l'istante.
Le gambe indecise
si immobilizzano.
L'energia vortica frenetica al loro interno.
Stare.
Ascoltare.
Aprirsi all'impasse.
Accogliere il vuoto, la mancanza, le emozioni.
Vedere i desideri e le aspettative.
Intuire la via del cuore
in bilico su un precipizio.
Il salto nel vuoto.
Aprire le ali e imparare a volare.

La gabbianella e il gatto - Sepulveda