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martedì 27 giugno 2023

SII LIBER*

 Aspirare alla libertà comporta l'essere pronti a rinunciare a quanto ti definisce.
Se qualcosa ti lega per ambizione, potere, desiderio, non sei libero.
La libertà è un pensiero senza attaccamenti.
È una scelta consapevole, basata sul sentire, nel momento in cui si presenta.
Non vi sono vincoli a determinarne l'esito.
Non vi sono lacci a definirne lo spazio.
Non vi sono termini a limitarne il tempo.
La libertà è apertura e partecipazione alla vita, senza definizioni.
Non si può precipitare nella realtà quanto vi è nel pensiero
senza vincolarne l'espressione a confini bidimensionali e segnati dagli eventi.
Apertura a 360° significa spaziare con lo sguardo,
senza soffermarsi a osservare quanto si dispiega 
con le limitazioni della mente che cerca di incanalare, definire, controllare.
Il controllo non ha niente a che fare con la libertà,
ma ne è l'esatto opposto.
Quando io controllo,
limito l'agire nella direzione che ritengo più efficace
e, per questa ragione, ne limito l'espansione.
Il controllo è contrazione 
e, come tale, chiusura al movimento vitale dell'esplorazione e della ricettività.
Ammettere con se stessi che l'assenza di controllo è fonte di paura,
significa prendere consapevolezza che la nostra stabilità è determinata dagli eventi
e non da una centratura interiore.



Foto Donatella Coda Zabetta

domenica 7 maggio 2023

AMA LA VITA

 Non si può gestire o controllare l'esistenza,
ma si può amarla con intensità.
Ogni passo compiuto nella direzione del fluire 
della vita e della condivisione
è foriero di gioia, forza e serendipità.



Foto Donatella Coda Zabetta

mercoledì 2 febbraio 2022

PERCHE' VORREMMO CAPIRE TUTTO?

 A seguito dell'interesse scaturito dal mio precedente post  NON SERVE CAPIRE TUTTO desidero approfondire la motivazione sottesa al nostro bisogno di dare una spiegazione a ciò che ci accade.
Essa affonda le radici in un altro bisogno: quello di stabilità. Cerchiamo di  controllare le situazioni, sebbene non sia possibile farlo, perché è nella nostra natura tentare di arginare l'incertezza e l'imprevisto. Quando un evento ci spiazza è proprio cercando di comprenderlo che crediamo - o ci illudiamo - di poterne controllare gli sviluppi.
In effetti non perdiamo tempo ad arrovellarci su qualcosa di deciso e scelto da noi a meno che le conseguenze del nostro agire sfocino in una situazione in grado di scardinare le nostre previsioni.



Foto di Jim Richter da Pexels



venerdì 29 giugno 2018

PROCEDERE CON LEGGEREZZA

Il peso della vita qual è?
Giudizi, aspettative e controllo
zavorrano il sentire, 
annebbiano lo sguardo
e ci affogano nel mare emotivo delle nostre insicurezze.

Procedi con leggerezza,
a piccoli passi e senza sforzo,
ascoltandoti e vivendo il momento
senza appensantirlo del passato e del futuro.


Procedi con leggerezza
a piccoli passi e senza sforzo
imparando la tolleranza, la pazienza e la compassione
verso te stesso, prima di tutto.

Procedi con leggerezza
a piccoli passi e senza sforzo
assaporando l'esperienza del tuo viaggio
e facendone tesoro.







sabato 28 aprile 2018

L'ESPLOSIONE

Ci sono giorni in cui il cuore scalpita come un purosangue imbizzarrito.
La gabbia toracica si fa stretta
e la ricerca di nuovi orizzonti amplia lo sguardo oltre il visibile.
Sono i giorni in cui le emozioni sono fuori controllo
si mescolano, si integrano, esplodono.
Sono i giorni della trasformazione e della scelta.
I sentimenti segnano la via
le emozioni, distratte, li seguono 
e il cuore ride.





lunedì 8 gennaio 2018

IO CHE RISOLVE IL PROBLEMA

Ciak si gira: scena 3 (a seguire post IL PROBLEMA ED IO ).

IO sospirò profondamente e si rese conto di non poter più ignorare il Problema: lo guardò muoversi per la stanza e ne osservò accuratamente i movimenti. L'immagine di Problema si fece sempre più chiara con il suo avvicinamento. IO non sopportava quel Problema ed iniziò a chiedersi le ragioni profonde della sua insofferenza. Sicuramente Problema gli levava spazio e lo obbligava ad occuparsi di lui, ma ciò che innervosiva terribilmente IO era il non riuscire a controllare Problema. 
Problema si muoveva, agiva e si relazionava con lui in modo indipendente ed imprevedibile. Fu a quel punto che Problema si parò davanti ad IO e si esibì in una serie di smorfie e boccacce provocatorie come a dar forma ai pensieri di IO. 
IO rimase impietrito a fissarlo e di colpo, realizzando la sua stessa espressione di fronte a Problema, esplose in una risata inarrestabile. IO si rese conto di quanto il suo desiderio di controllo fosse ridicolo e lo rendesse un burattino rigido e arrabbiato nelle mani di Problema.
Tutta la situazione apparve ad IO così buffa che iniziò a muoversi specchiando smorfie e boccacce a sua volta. 
Problema era basito di fronte alla reazione di IO: dove era finito tutto il suo potere???
Problema era abituato alla serietà di IO, alla sua rigidità, al suo autocontrollo e per questo si divertiva così tanto a stuzzicarlo.
Problema, inespressivo, fissava IO saltellare e piroettare per la stanza ridendo a crepapelle e fu completamente destabilizzato quando IO lo abbracciò e lo invitò a fare lo stesso.
Problema accettò con sollievo la variazione sul tema: finalmente IO l'aveva visto e aveva trovato il modo di relazionarsi con lui. 

Il regista ride. "Bravi, Bravi!" dice agli attori applaudendo.

L'autore, da dietro le quinte, non può fare a meno di sorridere, con leggerezza.





mercoledì 4 ottobre 2017

STARE NELLE DIFFICOLTA'

Imparare a stare nelle difficoltà è una pratica importante per conoscersi. Istintivamente ci si chiude o si scappa dalle difficoltà: rimanere in apertura ed ascolto è molto faticoso. 
Le difficoltà. nel momento in cui le viviamo come tali, hanno il potere di mostrarci le nostre paure, ferite, debolezze. Esse hanno il potere di metterci a nudo e farci sentire impotenti. Questo potere  indotto è frutto del nostro tentativo di controllare la vita e il suo fluire. 
Le difficoltà disgregano l'illusione del controllo e ci creano sofferenza fintanto che rifiutiamo questa presa di coscienza. Una consapevolezza che parte dalla nostra umanità per immergersi in un  percorso di crescita evolutiva volto a renderci più oggettivi. 
Il mondo non ruota intorno a noi, ma con noi: tanti fili invisibili ci legano agli altri come una grande ragnatela di cui facciamo parte e di cui scorgiamo solo i particolari e non la visione d'insieme. Questa ristrettezza di vedute ci induce a sentirci separati e a vivere soggettivamente ogni evento, identificando nelle difficoltà un ostacolo da superare o da eliminare. 
Perchè si creano le difficoltà? Per renderci coscienti di una mancata accettazione che ha radici profonde all'interno di noi stessi. Per questo è importante stare nelle difficoltà: perchè attraverso di esse abbiamo la possibilità di vedere qualcosa che ci appartiene, accoglierlo e crescere in consapevolezza.
Accettarsi non significa lottare per essere perfetti, ma accogliere la propria imperfezione senza giudizio e farne un punto di partenza.
Faccio un esempio pratico. Ho difficoltà a relazionarmi con gli altri. Istintivamente cerco di relazionarmi comunque per essere accettato, per non venir escluso, per tener fede al ruolo che ho scelto... i motivi per cui cerco di vincere le mie difficoltà possono essere svariati, ma il mio sforzo  non farà che crearmi disagio. Provo allora a  essere presente in mezzo agli altri e invece di agire, ascolto, osservo, vivo il momento. Questo nuovo approccio mi aiuterà a rendere più oggettiva la situazione e mi mostrerà quanto l'evitare lo sforzo titanico di relazionarmi indistintamente con tutti per soddisfare un'aspettativa mia o altrui,  lasci spazio ad una percezione di benessere. Il diventare invisibile mi dona la possibilità di osservare le relazioni con distacco e, quindi, di sviscerarne le dinamiche sottese e grazie ad esse scoprire le mie.  Se continuo a stare nella presenza, riesco ad approfondire ulteriormente l'ascolto e a rendermi conto di quanto l'accettazione delle mie difficoltà e l'astensione dalla reazione inconsapevole ad esse siano fonte di libertà. Libertà che potrebbe essere sinonimo di scelta consapevole. Ci sono, infatti, relazioni che risuonano con me e con cui non ho difficoltà ad interagire e ci sono relazioni che non mi interessano e con le quali si creano grandi difficoltà: questa consapevolezza riporta in luce la mia ricerca di controllo tesa a sostenere l'immagine che vorrei mi rappresentasse. E' proprio questo continuo sforzo verso l'esteriorità a sacrificare la mia interiorità e a generare difficoltà. La realtà mi ha fatto da specchio, gli altri mi hanno fatto da specchio e mi hanno mostrato quell'immagine evidenziando gli sforzi enormi che devo fare per il suo mantenimento. Le difficoltà sempre più grandi l'hanno fatta crollare e dalle sue macerie è nata la mia libertà di essere imperfetta, unica. Sono solo una microbica parte di quella ragnatela e mi è richiesto essere semplicemente così come sono e lì dove mi trovo per partecipare all'armonia del tutto.

PS:
Non è un messaggio di autofustigazione individuale! ;-)