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lunedì 4 aprile 2022

NEL SILENZIO

Nel silenzio trova pace il mio cuore.
Nell'assenza di rumori respiro e accolgo.
Accolgo e osservo le mie emozioni per trasformarle.
Rabbia e tristezza: il fuoco e il lago oscuro.
Con la torcia accesa illumino il lago e risveglio la coscienza.
Non sono la mia rabbia.
Non sono la mia tristezza.
Provo rabbia. Provo tristezza.
Sperimento il pericolo del fuoco e il buio del lago
senza lasciarmi avvolgere dalle fiamme e sopraffare dall'oscurità.

Nel silenzio trova luce il mio cuore.
Nell'assenza di rumori respiro e accolgo.
Accolgo e ascolto le vibrazioni dell'energia emotiva:
le trasformo in intento e consapevolezza.

Nel silenzio si ritrova il mio cuore.
Nell'assenza di rumori respiro la sua forza e il suo coraggio.



Foto di Svetlana🎞 da Pexels

martedì 8 maggio 2018

BUONGIORNO TRISTEZZA

Ci sono giorni in cui la tristezza ti è compagna fedele:
accompagna i movimenti e i pensieri
nel silenzio dell'interiorità.
Sono i giorni in cui guardi al passato 
e lo senti invadere il presente.
Sono i giorni della consapevolezza:
i giorni in cui osservi le ferite in via di guarigione
e ti chiedi come mai tanta tristezza.
Scruti l'anima per trovare il nascondiglio della gioia
e ti perdi nel labirinto della tristezza.
Un labirinto che conosci bene,
troppo bene,
per trovare il coraggio di abbandonarlo.



Foto Donatella Coda Zabetta




lunedì 11 dicembre 2017

DIETRO LA FACCIATA

Il cartonato che tutti reggevano davanti alla propria figura nei giorni prenatalizi aveva qualcosa di buffo. Sorrisi, bei vestiti, auguri facevano da sfondo agli incontri occasionali e non. Nessuno si preoccupava nè desiderava guardare oltre l'immagine. Andava bene così. La città dell'illusione poteva esistere proprio grazie alla condivisione.
Fu in quei giorni che Quattrocchi decise di depositare gli occhiali da vista per indossare un nuovo paio di occhiali, appena uscito sul mercato e superinnovativo: gli occhiali in grado di vedere oltre la facciata. Lo spettacolo che Quatttrocchi si trovò davanti lo riempì di meraviglia: era piombato di colpo nel circo delle emozioni. Rabbia, invidia, tristezza, frustrazione, gelosia e odio colmavano gli sguardi.
Dove erano finiti i sorrisi? Dove era finita la gioia?
Solo qualche bimbo molto piccolo, nella sua spontaneità, sorrideva osservando le luci e i grandi alberi addobbati o il Babbo Natale di turno: un sorriso puro di accoglienza per la magia che lo circondava.  Incuriosito Quattrocchi osservava di rimando i genitori che lo accompagnavano e prendeva atto che quel sorriso, così totale, non era contagioso e presto si sarebbe spento con l'arrivo del cartonato scuola materna.
Quattrocchi era molto sensibile  ed aveva sempre intuito il malessere dietro ai cartonati: ma una cosa è intuirlo, un'altra trovarselo davanti e doverci fare i conti.
Fu così che  Quattrocchi prese una decisione quanto mai audace e si piantò davanti ad uno specchio per vedersi al di là del velo. La tristezza che scorse nei suoi stessi occhi lo travolse. Anche lui era diventato immune ai sorrisi?  Cosa stava accadendo a tutti quanti?
Quattocchi era in preda alla più sofferente delle tempeste interiori quando le vide. Si trattava di tante piccole stelle volanti: a guardarle meglio avevano le ali, brillavano di luce propria e ognuna di loro sembrava conoscere esattamente dove dirigersi. Quattrocchi ne seguì una e la vide posarsi su una bimba di circa 10 anni: il sorriso ne fu la naturale conseguenza e l'entusiasmo con cui la bambina prese a raccontare ai genitori e ai fratelli di quella volta in cui avevano fatto a palle di neve e si erano divertiti tanto ebbe il potere di contagiare tutta la famiglia scatenando dolci ricordi e risate.
Quattrocchi si guardò intorno e vide altre stelle posarsi e dar vita alla gioia: si chiese perchè le luci alate scegliessero di toccare solo i bambini e le bambine  e si rispose che forse erano gli unici a non aver ancora dimenticato completamente la gioia ... l'amore avrebbe fatto il resto.
Con i primi fiocchi di neve i cartonati iniziarono a sciogliersi e a svelare un nuovo circo di emozioni in cui anche la gioia aveva ritrovato il suo spazio.
Quattrocchi aveva il cuore che batteva forte forte e quando alzò il viso al cielo e vide i fiocchi di neve e le stelle volanti pensò tra sè che era sicuramente quello lo Spirito del Natale.








martedì 5 dicembre 2017

IL BLOCCO DELLO SCRITTORE

Ciao, è assolutamente inutile che continui a fissarmi: non mi muovo di un millimetro e puoi anche restarmi davanti per l'eternità. 
E' buffo osservarti, sputaparole. Il tuo viso denota un misto emotivo tra tristezza, rabbia e frustrazione; vi leggo anche stupore, per coloro che le parole le lasciano fluire a fiumi. Il tuo corpo è rigido come uno stoccafisso appena pescato nell'Artico ed essiccato. Mi piace guardarti mentre ti spremi le meningi e la desolazione dell'aridità lessicale ti pervade. Mi sembri un vulcano represso, a tratti pronto a esplodere in un palloncino sgonfio. I tuoi sforzi davanti al foglio bianco a riscrivere la stessa frase diecimila volte sono ridicoli: vai a zappare la terra, è un consiglio sincero, immagino sia molto più produttivo per te in questo momento. Hai osservato i tuoi occhi? Li strizzi, li spalanchi, li sbatti ... non mi vedi bene? Guarda che sono sempre qui, enorme e potente, non comprendo cosa non ti sia ancora ben chiaro. Ostinarti non ti sarà di alcun aiuto, non mi sposti. Non puoi prendermi a martellate nè darmi fuoco: sono indistruttibile. A volte mi fai tenerezza: sembri un bambino a cui è precluso il suo gioco più caro, un bambino in castigo, immusonito e ostinato. 
Senti quello che ti dico? Mi sembri anche un po' ebete, senza offesa ovviamente, semplice constatazione: il tuo stare immobile a fissarmi, lo è, punto, prendine atto.
Sai che ti dico? Mi volto dall'altra parte, sei noioso da morire; resta pure lì, prosciugato nel tuo smarrimento, ed evita di snocciolare parole soporifere e racconti pedanti. 
La mia, a questo punto, è diventata una missione. Amo troppo i lettori per non salvarli dal baratro.

Firmato: Il blocco dello scrittore    


venerdì 27 ottobre 2017

E POI ARRIVA QUEL GIORNO ...

Il giorno della saggezza, mi piace chiamarlo. 
Il giorno in cui il  numero dei tuoi anni cambia e cresce. E tu con lui.

Quando ero adolescente e nei primi anni della maturità quel giorno era un vero disastro: fiumi di lacrime allagavano il sentire di fronte all'incapacità a comprendere il senso della mia vita. Mi sembrava di veder scivolar via il tempo senza essere in grado di donargli un significato. Il compleanno era il giorno in cui mi sentivo più vuota e, forse, mi aspettavo da chi mi voleva bene quello che non avrebbe mai potuto offrirmi: quel significato. Si trattava di una vera tragedia teatrale che mi coinvolgeva fino al midollo e alla quale gli spettatori impotenti assistevano stupiti. Il "Non ti manca nulla" affogava nel mio buco esistenziale per renderlo ancora più profondo, per ingratitudine. Se non mi mancava nulla perchè non ero capace di apprezzarlo e di sentirmi realizzata? Perchè, al contrario, mi sentivo così incompiuta e arrabbiata e ingrata? Se ripenso a quei giorni, immagino fosse davvero difficile dall'esterno osservarmi senza avere dubbi sulla mia sanità mentale. Da parte mia c'era spazio solo per una tristezza inconsolabile di dimensioni cosmiche. Tristezza che raggiunse gli apici quando si manifestò la medianità tanto a lungo bloccata e intuii quanto la mia percezione di vuoto avesse una sua ragion d'essere. Il "Non ti manca nulla" era comprensibile se riferito a questo piano dimensionale, ma c'era così tanto da esplorare oltre ad esso...  Quando iniziai a muovere i primi passi lungo il meraviglioso percorso verso la consapevolezza tutto cambiò, ma il giorno del compleanno rimase sempre nella mia vita uno snodo importante. I cambiamenti più drastici e dolorosi si manifestarono molte volte in corrispondenza della mia data di nascita a celebrare la mia trasformazione. Per questo, oggi, mi piace chiamarlo il giorno della saggezza. Solitamente ci arrivo sfatta, ma dopo aver completato passaggi determinanti verso la mia realizzazione. E il dono più grande che questo giorno porta con sè è il significato.

A rendere questo giorno ancora più prezioso è la condivisione. La pienezza interiore è arricchita dai pensieri e dagli auguri delle tante persone che mi vogliono bene, di coloro che hanno condiviso con me un tratto di cammino o risuonato con il mio cuore grazie alle parole.
L'ingratitudine di un tempo è stata sostituita da un sentimento di gratitudine immenso e ora, che ho compreso il significato di molte cose e ho scoperto il cuore e la sua apertura, quel "non ti manca nulla" si è trasformato: "non solo non mi manca nulla, ma ho ricevuto talmente tanto dalla vita che ora è il momento di donare."

Grazie a tutti, siete tantissimi, unici e meravigliosi.







lunedì 5 giugno 2017

PERDERSI

Capita, a volte, di perdersi. 
Capita, a volte, di rimettersi in discussione in modo così totale
da doversi osservare ed ascoltare per vedersi. 
Capita, a volte, di percepire un vuoto immenso dentro di sè,
un'assenza di confini, nella ricerca di chi sei.
Capita, a volte, di dover voltare pagina
e ritrovarsi nudi.
Capita, a volte, di doversi abbandonare al dolore e alla tristezza
per rinascere.
Capita, a volte, di sentirsi vivi come non mai.








sabato 27 maggio 2017

LA TRISTEZZA

La tristezza ti allaga l'anima.
In silenzio affondi in un mare in tempesta
alla ricerca di tutto e di niente.
I pensieri si susseguono
il cuore batte forte
e le prime lacrime scendono a rigare il volto.
In silenzio affondi in un mare di lacrime
fino a lasciartene cullare
seguendo il ritmo del respiro a lungo trattenuto.
Guardi, osservi e assapori la tristezza che colma la tua anima.
In silenzio la riconosci.
Sai che c'è un tempo per la tristezza,
ma non sarà un tempo infinito.



domenica 7 maggio 2017

COME VIVI LE EMOZIONI?

"Mentre ogni emozione psicologica ci separa, 
ogni emozione accolta sensorialmente ci riporta alla bellezza e all'armonia.
E' per questo che qui non stiamo cercando di sbarazzarci dell'emozione,
bensì di divenirne coscienti."


Inside Out - Disney-Pixar

Molto interessante questa riflessione di Eric Baret. 
Nel "IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI" dedico il capitolo: "La via del cuore", ad approfondire il tema delle emozioni e il nostro modo di viverle. 
Quando sentiamo un'emozione, diveniamo consapevoli di essa: proviamo rabbia, tristezza, gioia ... ma non ci identifichiamo con l'emozione provata e di conseguenza non ci lasciamo travolgere da essa.
Ogni emozione sentita arricchisce il nostro mondo interiore aprendoci alla "risonanza" e portando chiarezza all'interno di noi stessi. Ogni emozione sentita ci riporta al presente e all'osservazione e all'ascolto del nostro disagio interiore. Quando questo avviene si è manifestata una maturazione: mi apro al sentire, smetto di pensare e accolgo il fatto che quanto sto vivendo non parla che di me.

Tratto dal CORAGGIO : 

"Spesso si pensa di essere nel cuore quando si ascoltano le emozioni: non è assolutamente così. Le emozioni sono generate dalla mente e ci portano a vivere le situazioni con estrema soggettività. Se siamo arrabiati o in preda alla gelosia, difficilmente riusciremo a mantenere il distacco necessario a valutare gli eventi che ci coinvolgono senza giudicarli. Inevitabilmente, ci sentiremo parte in causa, e il più delle volte vivremo la sofferenza generata dalla nostra vulnerabilità come frutto di cause esterne; è infatti molto meno doloroso considerare l'altro come la fonte del nostro malessere che accettare di esserne responsabili. Si tratta di una reazione istintiva e indotta dal controllo della mente sul dolore e, se non ne siamo consapevoli, ci troveremo invariabilmente coinvolti in azioni dettate dalle emozioni e tese a difenderci da chi ci circonda, considerato come pericoloso e limitante per il nostro benessere."


giovedì 22 dicembre 2016

OLTRE LE EMOZIONI

Osservo e mi ascolto.
Le situazioni mi pongono di fronte alla mia vulnerabilità.
Accolgo la tristezza, ma non mi identifico con essa.
Accolgo la rabbia, ma non mi identifico con essa.
Accolgo l'altro, ma non mi identifico con lui.
Lo osservo e lo ascolto: lo vedo.
Torno al mio cuore e vado oltre.
Oltre le emozioni.


Ad uso gratuito - Pexels