Visualizzazione post con etichetta parole. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta parole. Mostra tutti i post

lunedì 22 ottobre 2018

LA MANCANZA DI SENSIBILITA'

Le parole fendono l'aria come lame affilate.
La bocca che le ha emesse 
è già occupata a produrne di nuove.
Il fiume di parole
ha dimenticato la sorgente che l'ha generato
e si autoalimenta di giudizi, rabbia e disprezzo.
La sua corrente carica di detriti
invade, distrugge, desertifica.
La bocca si volge in direzione della mente
avida di nuovi pensieri da trasmettere nell'etere
e come tante altre bocche rumoreggia indistintamente in ogni direzione.
Peccato che nessuno più l'ascolti.



Foto di Jimmy Chan da Pexels

venerdì 31 agosto 2018

PARLANDO E ASCOLTANDO

"Parlare è affidarsi all'equivoco, è non sapere mai se la parola pronunciata è intesa dall'altro nello stesso senso in cui è stata proferita. Anche la parola di Dio non si sottrae a questa ineluttabilità. Le mille religioni che popolano la terra dicono che anche la parola di Dio non sfugge a questo destino che la consegna al potere di chi ascolta. Chiunque professa di appartenere  alla "vera" religione, professa solo di ritenere "vera" la propria interpretazione della parola di Dio.  Sottese a ogni dichiarazione di verità ci sono le strade errabonde, ora prepotenti, ora tolleranti, della propria interpretazione."

Umberto Galimberti - Paesaggi dell'anima 


Parole da leggere, da ascoltare, da interpretare. Per riflettere. Per osservarsi. Per imparare. Per rimettersi in discussione. Per crescere. Per comprendere. Per stare in silenzio.



domenica 24 giugno 2018

SCRIVI PER TE STESSO

Scrivi per te stesso.
Scrivi tanto e fallo spesso.

Lascia fluire le parole senza filtri
segui le immagini
accogli l'impossibile.

Scrivi per te stesso.
Scrivi tanto e fallo spesso.

Scrivi perchè ti fa stare bene anche quando stai male,
scrivi per approfondire il sentire,
 per comprendere e lasciar andare.  

Scrivi per te stesso.
Scrivi tanto e fallo spesso.

E se un giorno un angelo cadrà dal cielo
e uno gnomo lo troverà
scrivi del loro incontro senza timore
 e fallo per te stesso.



Ad uso gratuito (CCO) - Pexels










martedì 5 dicembre 2017

IL BLOCCO DELLO SCRITTORE

Ciao, è assolutamente inutile che continui a fissarmi: non mi muovo di un millimetro e puoi anche restarmi davanti per l'eternità. 
E' buffo osservarti, sputaparole. Il tuo viso denota un misto emotivo tra tristezza, rabbia e frustrazione; vi leggo anche stupore, per coloro che le parole le lasciano fluire a fiumi. Il tuo corpo è rigido come uno stoccafisso appena pescato nell'Artico ed essiccato. Mi piace guardarti mentre ti spremi le meningi e la desolazione dell'aridità lessicale ti pervade. Mi sembri un vulcano represso, a tratti pronto a esplodere in un palloncino sgonfio. I tuoi sforzi davanti al foglio bianco a riscrivere la stessa frase diecimila volte sono ridicoli: vai a zappare la terra, è un consiglio sincero, immagino sia molto più produttivo per te in questo momento. Hai osservato i tuoi occhi? Li strizzi, li spalanchi, li sbatti ... non mi vedi bene? Guarda che sono sempre qui, enorme e potente, non comprendo cosa non ti sia ancora ben chiaro. Ostinarti non ti sarà di alcun aiuto, non mi sposti. Non puoi prendermi a martellate nè darmi fuoco: sono indistruttibile. A volte mi fai tenerezza: sembri un bambino a cui è precluso il suo gioco più caro, un bambino in castigo, immusonito e ostinato. 
Senti quello che ti dico? Mi sembri anche un po' ebete, senza offesa ovviamente, semplice constatazione: il tuo stare immobile a fissarmi, lo è, punto, prendine atto.
Sai che ti dico? Mi volto dall'altra parte, sei noioso da morire; resta pure lì, prosciugato nel tuo smarrimento, ed evita di snocciolare parole soporifere e racconti pedanti. 
La mia, a questo punto, è diventata una missione. Amo troppo i lettori per non salvarli dal baratro.

Firmato: Il blocco dello scrittore