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martedì 8 maggio 2018

BUONGIORNO TRISTEZZA

Ci sono giorni in cui la tristezza ti è compagna fedele:
accompagna i movimenti e i pensieri
nel silenzio dell'interiorità.
Sono i giorni in cui guardi al passato 
e lo senti invadere il presente.
Sono i giorni della consapevolezza:
i giorni in cui osservi le ferite in via di guarigione
e ti chiedi come mai tanta tristezza.
Scruti l'anima per trovare il nascondiglio della gioia
e ti perdi nel labirinto della tristezza.
Un labirinto che conosci bene,
troppo bene,
per trovare il coraggio di abbandonarlo.



Foto Donatella Coda Zabetta




martedì 27 marzo 2018

RIORGANIZZARE LA MEMORIA SI PUO'

Abbiamo una valigia fedele che ci segue ad ogni passo: la memoria. 
Questa valigia è piena di ricordi, emozioni, gioia, dolore, ferite, sogni mancati e sogni realizzati, errori ed esperienze. 
Vi siete mai domandati  perchè nella valigia tutte queste cose abbiano pesi differenti e sembra che il dolore con il suo carico ne occupi la maggior parte e che la gioia, così leggera, resti spesso relegata ad un angolino? 
Io sì.
Così per curiosità decisi di appoggiare la mia valigia a terra, aprirla e osservarne il contenuto. 
Scoprii che il dolore aveva tanti fili invisibili che lo collegavano alla tristezza, alla rabbia, alla paura e a tante altre emozioni che zavorravano l'esperienza alla valigia e le facevano mettere radici tenaci  in essa. 
Ogni volta che provavo emozioni  similari realizzai, inoltre, che le radici del dolore si rafforzavano e i fili invisibili dell'emotività si intrecciavano ad altre esperienze dolorose occupando sempre più spazio. Con grande stupore osservai invece la gioia avere un unico filo invisibile che la collegava ad un enorme palloncino rosso con la scritta amore: in trasparenza al suo interno potevo leggere fiducia, amicizia, lealtà, sincerità, coerenza, rispetto ... 
Nella mia valigia il palloncino rosso era schiacciato dal peso del dolore e la sua leggerezza influiva poco sul peso che mi portavo dietro.
Così ho preso un enorme paio di forbici e ho iniziato a tagliare i fili invisibili delle emozioni delle esperienze dolorose, togliendo ad esse il carico emotivo di quando le ho vissute e riducendole a semplici episodi del passato. Man mano che tagliavo i fili, le emozioni si sgonfiavano fino a scomparire e il dolore diveniva una scatolina chiusa molto meno ingombrante. 
Questa operazione mi richiese molto tempo, ma il risultato fu spettacolare. 
Il palloncino rosso si gonfiò occupando più spazio grazie all'amore con  il quale mi ero presa cura di me stessa e le scatoline di dolore si accumularono ordinatamente in una parte della valigia liberando un sacco di spazio per le esperienze del presente. 
Soddisfatta richiusi la valigia e ripresi il cammino.
Non dimenticai mai l'importante lezione che avevo appena imparato: riorganizzare la memoria si può.
Buon viaggio esploratori della memoria.







lunedì 11 dicembre 2017

DIETRO LA FACCIATA

Il cartonato che tutti reggevano davanti alla propria figura nei giorni prenatalizi aveva qualcosa di buffo. Sorrisi, bei vestiti, auguri facevano da sfondo agli incontri occasionali e non. Nessuno si preoccupava nè desiderava guardare oltre l'immagine. Andava bene così. La città dell'illusione poteva esistere proprio grazie alla condivisione.
Fu in quei giorni che Quattrocchi decise di depositare gli occhiali da vista per indossare un nuovo paio di occhiali, appena uscito sul mercato e superinnovativo: gli occhiali in grado di vedere oltre la facciata. Lo spettacolo che Quatttrocchi si trovò davanti lo riempì di meraviglia: era piombato di colpo nel circo delle emozioni. Rabbia, invidia, tristezza, frustrazione, gelosia e odio colmavano gli sguardi.
Dove erano finiti i sorrisi? Dove era finita la gioia?
Solo qualche bimbo molto piccolo, nella sua spontaneità, sorrideva osservando le luci e i grandi alberi addobbati o il Babbo Natale di turno: un sorriso puro di accoglienza per la magia che lo circondava.  Incuriosito Quattrocchi osservava di rimando i genitori che lo accompagnavano e prendeva atto che quel sorriso, così totale, non era contagioso e presto si sarebbe spento con l'arrivo del cartonato scuola materna.
Quattrocchi era molto sensibile  ed aveva sempre intuito il malessere dietro ai cartonati: ma una cosa è intuirlo, un'altra trovarselo davanti e doverci fare i conti.
Fu così che  Quattrocchi prese una decisione quanto mai audace e si piantò davanti ad uno specchio per vedersi al di là del velo. La tristezza che scorse nei suoi stessi occhi lo travolse. Anche lui era diventato immune ai sorrisi?  Cosa stava accadendo a tutti quanti?
Quattocchi era in preda alla più sofferente delle tempeste interiori quando le vide. Si trattava di tante piccole stelle volanti: a guardarle meglio avevano le ali, brillavano di luce propria e ognuna di loro sembrava conoscere esattamente dove dirigersi. Quattrocchi ne seguì una e la vide posarsi su una bimba di circa 10 anni: il sorriso ne fu la naturale conseguenza e l'entusiasmo con cui la bambina prese a raccontare ai genitori e ai fratelli di quella volta in cui avevano fatto a palle di neve e si erano divertiti tanto ebbe il potere di contagiare tutta la famiglia scatenando dolci ricordi e risate.
Quattrocchi si guardò intorno e vide altre stelle posarsi e dar vita alla gioia: si chiese perchè le luci alate scegliessero di toccare solo i bambini e le bambine  e si rispose che forse erano gli unici a non aver ancora dimenticato completamente la gioia ... l'amore avrebbe fatto il resto.
Con i primi fiocchi di neve i cartonati iniziarono a sciogliersi e a svelare un nuovo circo di emozioni in cui anche la gioia aveva ritrovato il suo spazio.
Quattrocchi aveva il cuore che batteva forte forte e quando alzò il viso al cielo e vide i fiocchi di neve e le stelle volanti pensò tra sè che era sicuramente quello lo Spirito del Natale.








domenica 7 maggio 2017

COME VIVI LE EMOZIONI?

"Mentre ogni emozione psicologica ci separa, 
ogni emozione accolta sensorialmente ci riporta alla bellezza e all'armonia.
E' per questo che qui non stiamo cercando di sbarazzarci dell'emozione,
bensì di divenirne coscienti."


Inside Out - Disney-Pixar

Molto interessante questa riflessione di Eric Baret. 
Nel "IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI" dedico il capitolo: "La via del cuore", ad approfondire il tema delle emozioni e il nostro modo di viverle. 
Quando sentiamo un'emozione, diveniamo consapevoli di essa: proviamo rabbia, tristezza, gioia ... ma non ci identifichiamo con l'emozione provata e di conseguenza non ci lasciamo travolgere da essa.
Ogni emozione sentita arricchisce il nostro mondo interiore aprendoci alla "risonanza" e portando chiarezza all'interno di noi stessi. Ogni emozione sentita ci riporta al presente e all'osservazione e all'ascolto del nostro disagio interiore. Quando questo avviene si è manifestata una maturazione: mi apro al sentire, smetto di pensare e accolgo il fatto che quanto sto vivendo non parla che di me.

Tratto dal CORAGGIO : 

"Spesso si pensa di essere nel cuore quando si ascoltano le emozioni: non è assolutamente così. Le emozioni sono generate dalla mente e ci portano a vivere le situazioni con estrema soggettività. Se siamo arrabiati o in preda alla gelosia, difficilmente riusciremo a mantenere il distacco necessario a valutare gli eventi che ci coinvolgono senza giudicarli. Inevitabilmente, ci sentiremo parte in causa, e il più delle volte vivremo la sofferenza generata dalla nostra vulnerabilità come frutto di cause esterne; è infatti molto meno doloroso considerare l'altro come la fonte del nostro malessere che accettare di esserne responsabili. Si tratta di una reazione istintiva e indotta dal controllo della mente sul dolore e, se non ne siamo consapevoli, ci troveremo invariabilmente coinvolti in azioni dettate dalle emozioni e tese a difenderci da chi ci circonda, considerato come pericoloso e limitante per il nostro benessere."


lunedì 26 dicembre 2016

LA GENEROSITA'

Di fronte all'egoismo e all'avidità spesso si provano emozioni molto intense ed è difficile non farsene travolgere e mantenere apertura di cuore.
La generosità è il miglior rimedio che conosca. Generosità come dono libero da aspettative. Generosità scaturita dal proprio sentire: smetto di guardare fuori e mi focalizzo su di me.
Non ha importanza il comportamento dell'altro, ma il mio.
Come scelgo di essere?
Ho il coraggio e la forza di aprire il mio cuore liberamente? 
Ho lo stato di presenza indispensabile a essere nel cuore al di là delle situazioni?
Imparare a essere generosa è stato uno dei primi insegnamenti che ho ricevuto dai Maestri.
All'inizio ho faticato molto in quanto la pratica mi metteva fortemente a disagio, ma non smisi mai di seguirla con dedizione e costanza e questo mi aiutò a sviscerare le mie debolezze.
La pazienza e il tempo della generosità mi hanno fatto crescere e maturare.
Oggi conosco la gioia della generosità.