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venerdì 4 settembre 2020

VIAGGIANDO CON LA LUNA

Ci sono viaggi che nascono per caso, per destino, per una serie incredibile di coincidenze. Ci sono viaggi che iniziano con la luna piena e che ne seguono il corso. Mi piace definirli i viaggi del femminile. 
Il 2 settembre con la luna piena ho terminato un viaggio interiore  di questo tipo per iniziarne un altro altrettanto interessante. D’altra parte ad un periodo di maturazione segue sempre la condivisione.
Quando presentai ‘Il coraggio di ascoltarsi’ ad Aosta ebbi l’occasione di conoscere due donne meravigliose,  Paola Neyroz e Nadia Savoini, e il loro libro ‘Il giocatore di carte’. Ci sono legami che hanno radici profonde e che hanno il potere di regalare alla tua vita una direzione inaspettata e imprevedibile. 
E così avvicinandomi alle storie scritte da Paola e ai disegni creati da Nadia per illustrarle entrai in un universo a me sconosciuto e me ne innamorai al punto da lasciaFotormi travolgere dalla bellezza dell’immaginale. All’inizio non mi fu facile frenare la mente e non direzionare le storie, ma Paola, con infinita pazienza, mi insegnò  ad accogliere le immagini senza anticiparle o interpretarle. Mi ci vollero mesi per imparare a farlo. Il progetto ‘Maria Venere’ , che si sviluppò grazie alle storie di un gruppo di donne pronte a mettersi in gioco e specchiarsi le une nelle altre senza paura seguendo gli incipit di Paola fu per me un ulteriore passaggio. Esplorare il femminile in un viaggio solitario, ma al contempo condiviso, si rilevo’ un’esperienza intensa e ricca di spunti di riflessione. 
Intanto la luna osservava i miei passi illuminandone le ombre.


Foto Donatella Coda Zabetta


martedì 16 luglio 2019

IL LABIRINTO DELLA FOLLIA

Si era persa in un dedalo di vicoli, forme, stanze chiuse.
All’apparenza senza uscita.
Piccole luci spuntavano qua e là a darle speranza e forza.
Due sacche di aria le permettevano di respirare 
e non perdere lucidità.
Tutto quanto sembrava già conosciuto e percorso più volte, 
ma la donna si accorse per caso di poter camminare 
sulle pareti e sui soffitti del labirinto senza problemi.
Cambiò prospettiva.
Le Luci tutte disposte a sinistra 
sembravano illuminare una via precisa verso destra.
Arrivare all’ultima stanza fu naturale. 
L’apertura mostrava l’alba soffusa di un nuovo giorno.
Lasciare ciò che conosceva per lo sconosciuto 
la spaventava un po’, 
ma tempo era giunto per nuove esperienze e avventure.
Mosse un primo passo in quella luce ovattata, 
chiuse gli occhi e si affidò ad essa.

Scrivere una storia lasciandosi trasportare 
dalle immagini delle carte
è un'avventura meravigliosa all'interno di se stessi...



www.ilgiocatoredicarte.it
di Paola Neyroz e Nadia Savoini




domenica 3 giugno 2018

SCRIVERE STORIE

Un giorno ti svegli con un'immagine. 
Puoi ignorarla o puoi sprofondare in essa. 
Personalmente scelgo sempre la seconda opzione e come Alice nel paese delle meraviglie, mi immergo in quella visione e mi lascio condurre nel magico mondo dell'immaginale.
Un mondo inesplorato dalle mille risorse. 
E' meraviglioso lasciarsi trasportare dalle immagini senza cercare di direzionarle, comprenderle o cambiarle. 
L'immaginazione elargirà i suoi doni con generosità.
Scrivere storie è portare la magia nella propria vita: quella magia in grado di scardinare i binari prefissati del passato per aprire lo sguardo verso orizzonti sconosciuti e ricchi di possibilità.
Scrivere storie è scoprirsi poco per volta: è un tornare ad assaporare parti dimenticate di noi stessi per accoglierle e crescere aprendosi a nuove profondità inesplorate di noi stessi.
Scrivere storie è terapeutico, proprio perchè la magia sa come curare le ferite, lenire il dolore, offrire aiuto, trovare soluzioni, salvare dal pericolo. 
La magia dell'immaginale dove tutto è in movimento e nulla è impossibile.

Un grazie di cuore alla mia carissima amica Paola Neyroz e al suo Giocatore di Carte (http://www.ilgiocatoredicarte.it)   per avermi insegnato a scrivere storie.






mercoledì 10 gennaio 2018

IL GIOCATORE DI CARTE

Nel maggio del 2016 sono stata ad Aosta a presentare il mio libro "IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI" nell'Associazione L'Agrou. 
Come sempre accade quando i percorsi di Luce si incontrano, quella presentazione si è trasformata  in un'occasione speciale e mi ha permesso di conoscere Paola Neyroz, Nadia Savoini e il loro libro: IL GIOCATORE DI CARTE .
A seguire è nata la preziosa amicizia con Paola e, grazie a lei,  quella con il meraviglioso mondo delle storie e dell'immaginale.
IL GIOCATORE DI CARTE è stato un portale importantissimo nella mia vita: mi ha insegnato a seguire le immagini lasciandomi andare. 
All'inizio non è stato un percorso facile perchè unitamente alla semplicità con cui i personaggi prendevano vita si collegava inevitabilmente il tentativo di analizzarli per dar forma conosciuta all'invisibile che si svelava. Così, spesso accadeva, che le mie storie iniziassero con fluidità e colore per poi spegnersi nel grigio paesaggio dell'analisi psicologica, arroccandosi su schemi di pensiero conosciuti a bloccare l'immaginazione. A quel punto, la pazienza e l'esperienza di Paola mi prendevano per mano e mi tiravano fuori dal buco in cui ero irrimediabilmente caduta portando l'attenzione su un particolare che avevo trascurato.
Sono quasi due anni che scrivo storie e le scambio con Paola, camminando insieme a lei nello stupefacente universo dei nostri mondi interiori talvolta così lontani, ma proprio per questo fonte inestimabile di ricchezza reciproca.
Le storie hanno il dono di aprire nuovi orizzonti e di svelare nuove visioni di noi stessi: lo fanno con naturalezza attraverso simboli e personaggi, trascendendo la mente ed i suoi filtri. Quando ci vediamo protagonisti delle storie difficilmente riusciamo ad essere oggettivi, ma quando ne diveniamo i registi o ancor meglio gli autori, i confini si amplificano mostrando sfumature, colori e intuizioni che vanno al di là degli angusti limiti della realtà duale, in cui tutto assume inevitabilmente tonalità bianche, nere o al più le sfumature che da questi due colori poco si discostano.
Considerando l'impatto così grande della mente nelle nostre vite, le storie rappresentano un percorso consapevole alla portata di tutti e allo stesso tempo strettamente individuale.
Le storie ci insegnano ad uscire dagli schemi, ad ampliare la percezione, a realizzare paure e fragilità, ad accoglierle e a lasciarci andare svelando nuove possibilità.
Per tutti questi motivi oggi ho scelto di parlarvi de  "IL GIOCATORE DI CARTE": ne riporto parte dell'introduzione, scritta dal Dott. Giuseppe Vercelli (psicologo e psicoterapeuta, docente di Psicologia Sociale presso l'Università degli Studi di Torino), in quanto non saprei descrivere meglio questo volume:

"Ogni storia inizia con un pensiero e ogni pensiero inizia con un'immagine, di solito quella che rappresenta meglio quel momento particolare della vita dell'autore. IL GIOCATORE DI CARTE è molto più di un libro di racconti e immagini piacevoli, è un dialogo diretto con il nostro inconscio, quella parte di noi che conosce le soluzioni prima ancora che i problemi si presentino al cospetto della nostra mente razionale. Il libro è saggiamente rivolto a tutti coloro che sanno approcciarsi alla realtà con l'intento di osservarla al di là dell'apparenza e, di fatto, questa opera permette una presa di coscienza molto efficace della nostra posizione nel mondo, nel tempo presente. Le varie Carte attirano il lettore a sè, seducendolo con il tipo di gioco proposto e suscitando sempre potenti emozioni, che scaturiscono dai meccanismi di proiezione e di identificazione consueti a ogni storia che sappia toccare le corde della personale introspezione. Gioia, sorpresa, rabbia, irritazione, tristezza, desiderio di trasformazione, non importa con quale stato d'animo si emerga dall'incontro con le varie carte: ciò che colpisce è che quel sentimento riguarda potentemente se stessi nel tempo presente e quando questa consapevolezza si concretizza, il lettore è pronto a lasciarsi condurre verso la prossima carta, il futuro che deve ancora avvenire, lo stato desiderato che magicamente prende forma e colore nella mente di chi si lascia condurre nel gioco del GIOCATORE DI CARTE."


Si può acquistare il libro su Amazon (IL GIOCATORE DI CARTE) o direttamente dall'autrice Paola Neyroz.





martedì 31 ottobre 2017

UN VIAGGIO, MILLE VIAGGI

“Io non ho segreti da svelarti, né tu devi rinunciare alla tua vita per cercare me. Ognuno di noi deve vivere se stesso. Deve svolgere il proprio compito. Io non sono frenetico, sei tu che ti proietti su di me. Io ho una strada che devo e voglio compiere.  Non è fretta la mia, ma urgenza. Ora va’. Va’ e occupati di te stesso. La notte è fatta per riposare. Il giorno per vegliare. L’acqua deve scorrere dalle sorgenti al mare, così come il sole deve seguire il movimento dall’alba al tramonto. Tu devi occuparti di te, di ciò che senti. Io devo essere libero di occuparmi di me, di quello che sento. Hai anche tu dei compiti da svolgere. Che siano davvero i tuoi, non quelli degli altri.”

 Estratto da "YANEZ ovvero il possibile"


"E' la fiaba. Immaginazione che spazia libera e profonda.
Un viaggio, mille viaggi.
Un cambiamento, mille cambiamenti.
Dentro di noi." 
scrive Paola Neyroz. 

Grazie a Paola ho imparato la bellezza del lasciarsi andare alla fantasia inseguendo storie e immagini in un mondo dove tutto è possibile. In questo viaggio ho scoperto con meraviglia quanto sia semplice trovare soluzioni, aprirsi a nuove esperienze e crescere, ritrovando la magia dell'essere se stessi.

venerdì 24 marzo 2017

LA MIA STORIA

L'IMPERFEZIONE

Quando la regina di cuori arrivò al castello si fermò dinnanzi all’alto e solido portone in legno: impugnò le lunghe chiavi in ferro e ne infilò la prima nella serratura in basso per poi procedere con la seconda e la terza chiave nelle altre serrature. Alla donna piaceva quel prezioso rituale che precedeva la visita e donava ad essa un che di magico.
Quando il portone si aprì l’ampia scalinata in pietra svelò l’accesso al piano superiore. Lentamente la donna salì i gradini di pietra, usurati dal tempo, osservando gli affreschi degli avi alle pareti. La penombra rendeva quei dipinti inquietanti: la polvere e le ragnatele trasformavano i volti e i corpi degli antenati in statue immobili e lontane. La regina faticava a scorgere in essi la sua storia, la sua appartenenza: ricordava ancora le sue corse di bambina lungo la scala di pietra che tanto l’aveva intimorita per la presenza di tutti quei fantasmi che sembravano inseguirla e non darle tregua.
La regina si fermò domandandosi cosa era cambiato da allora. I suoi passi si erano fatti più sicuri e la paura aveva ceduto il posto alla tristezza: il suo sguardo si era fatto adulto e acuto, capace di cogliere le ombre nascoste restituendo loro umanità. Quando la regina ripensava alla storia della sua famiglia, ai tanti dolori inflitti e subiti, non poteva fare a meno di ritrovare in essa la storia di tanti uomini in cammino, con le cadute, le discese e le faticose salite.
L’imperfezione in tutte le sue sfumature sembrava avvolgere la sua storia per renderla unica e preziosa sorgente di esperienze di crescita. I gradini arrotondati della vecchia scala in pietra ne segnavano i passaggi più volte percorsi.

La regina di cuori, giunta in cima alla scala, osservò la serie interminabile di gradini, respirò profondamente e fu grata alla vita; poi, girandosi lentamente in direzione dell’ampio salone illuminato, iniziò a muovere con calma i suoi primi passi verso la libertà.

IL VERO MISTERO NON SIA L'INVISIBILE

IL VERO MISTERO NON SIA L'INVISIBILE, MA CIO' CHE SI VEDE.
Oscar Wilde


Qualche giorno fa proposi un gioco relativo a questa immagine. Il gioco di creare una storia lasciandosi trasportare dall'immagine. Paure, insicurezze e limiti sono emersi subito a erigere barriere, rendendo un semplice gioco una trappola dalla quale guardarsi. 
Altre volte in passato provai a stimolare un dialogo più profondo senza riscontri. L'andare oltre l'immagine di se stessi, quell'immagine così accuratamente costruita e tutelata, fa paura.
Mi rattrista il veder attribuire al confronto e al giudizio tanta importanza. 
Ad oggi è nata una splendida storia, quella di Marisa Pezzini, che riporto integralmente e che ringrazio profondamente per aver giocato aprendo le porte del suo cuore.

"C'era una volta una ragazza che al mattino, quando apriva le finestre della sua casa, parlava tra se' e se' e guardandosi attorno diceva: "come vorrei essere sempre qui, poter osservare con attenzione ogni albero, camminare nell'erba, occuparmi dei fiori, togliere le corolle appassite, dissetare le piante nei vasi, camminare vicino ai muretti e al muschio annusando i profumi della terra e degli alberi, fare delle ore quotidiane una collana di gioie e la sera addormentarmi così, semplicemente."
Ma il tempo incalzava e partiva lasciando la Casa tutta sola fino alla sera.
Salutava i cani, i gatti, i fiori e con dispiacere se ne andava. La sua giornata trascorreva al lavoro tra le cose di sempre e infine, la sera ripercorreva la strada per tornare a casa.

Le luci accese nelle case la riempivano di serenità perché dietro quelle finestre immaginava la vita semplice delle persone, (le mamme con i bambini, i nonni con i nipoti, i vecchi nella cura l'uno dell'altro in una vita d'amore.)
Più luci erano accese, più felicità provava.
E infine, la strada entrava in quell'angolo di bosco fuori dal paese dove si incastonava tra gli alberi la sua casa, la sua capanna, il suo castello.
Il suo arrivo ridestava tutto, i gatti uscivano dai ripari e le correvano incontro, i cani gioivano con lei per la felicita' del ritorno.
Com'era dolce la sera, com'era bello cucinare con amore, e quando ancora la luce illuminava appena l'adorato giardino, passava in rassegna ogni stelo, ogni filo d'erba per assicurarsi che tutto stesse bene.
"Una buona cena è quello che ci vuole, il profumo del cibo che delicatamente riempie la cucina è un piacere del cuore. Che bello essere a casa."

lunedì 20 marzo 2017

E' LA NOSTRA STORIA A FARE LA DIFFERENZA

Oggi dedico questo post ad una proposta che voglio condividere con chi mi leggerà. 
Si parla spesso di interiorità attraverso parole mutuate da altri, ma raramente lo si fa mettendosi in gioco. Questo atteggiamento nasce da un mentale molto attivo e prevaricante e lascia poco spazio all'espressione del cuore.
Allora, mi sono detta, perchè non disgregare lo schema e aprire le porte al cuore, all'intuizione e alla creatività?
L'intento del gioco che propongo è proprio questo: offrire un'opportunità per divenire attori protagonisti del proprio viaggio interiore, abbandonando maschere e sentieri già segnati per avventurarsi in un percorso che appartiene solo a noi stessi.
In che modo? Inventando una storia, osservando in silenzio questa immagine e lasciando le parole e le immagini fluire senza limitarle. Nel mondo dell'immaginazione tutto è possibile, nulla ci è precluso. Lasciamo, quindi, da parte la razionalità e il giudizio e spieghiamo le ali per volare alto insieme al nostro cuore.
Chissà che da tutte queste storie ne nasca una più grande che sappia riunire le unicità individuali in un arcobaleno multicolore.
Condividerò anch'io la mia storia, ma lo farò in un secondo tempo, per lasciar tracciare a voi i primi tratti colorati .... e che sia per tutti una meravigliosa avventura.