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martedì 16 luglio 2019

IL LABIRINTO DELLA FOLLIA

Si era persa in un dedalo di vicoli, forme, stanze chiuse.
All’apparenza senza uscita.
Piccole luci spuntavano qua e là a darle speranza e forza.
Due sacche di aria le permettevano di respirare 
e non perdere lucidità.
Tutto quanto sembrava già conosciuto e percorso più volte, 
ma la donna si accorse per caso di poter camminare 
sulle pareti e sui soffitti del labirinto senza problemi.
Cambiò prospettiva.
Le Luci tutte disposte a sinistra 
sembravano illuminare una via precisa verso destra.
Arrivare all’ultima stanza fu naturale. 
L’apertura mostrava l’alba soffusa di un nuovo giorno.
Lasciare ciò che conosceva per lo sconosciuto 
la spaventava un po’, 
ma tempo era giunto per nuove esperienze e avventure.
Mosse un primo passo in quella luce ovattata, 
chiuse gli occhi e si affidò ad essa.

Scrivere una storia lasciandosi trasportare 
dalle immagini delle carte
è un'avventura meravigliosa all'interno di se stessi...



www.ilgiocatoredicarte.it
di Paola Neyroz e Nadia Savoini




sabato 23 dicembre 2017

CHE L'AVVENTURA ABBIA INIZIO

Quando si prende un aereo per andare lontano è sempre una grande emozione. Lasciare ciò che si conosce e l’abitudine della quotidianità per aprirsi al mondo, ci rimette in gioco e ci offre nuove prospettive di ascolto.
Ieri è iniziata la mia avventura per un Natale alternativo, al sole delle Maldive: Makunudu, la destinazione.  Dopo un viaggio aereo lungo, ma senza disagi (con l’età si tende a prediligere compagnie di linea ai charter low cost) sono arrivata a Male. 
L’impatto con il clima è stato immediato, da qualche grado sopra lo 0° C a 27° C, ed il corpo ha sentito il contraccolpo: il vento lo ha alleggerito, ma ha reso il viaggio in barca veloce un’esperienza indimenticabile  e saltellante tra le onde. L’approdo a Makunudu è avvenuto dopo circa 45 minuti e la gentilezza maldiviana lo ha reso speciale, al di là dello sguardo velato di stanchezza.
La naturale bellezza dell’isola ed il suo silenzio, rotto solo dall’infrangersi delle onde sulla battigia, dal frusciare del vento tra le foglie e dallo stridio dei gabbiani, l’intimità e la riservatezza delle stanze avvolte dalla vegetazione con la loro spiaggetta riservata, il mare con i suoi colori sfumati dal turchese al blu, hanno svelato il paradiso che avrebbe accolto la mia settimana.
Ho scelto quest’isola proprio per la sua semplicità. Non amo la vivacità dei grandi resort .
Svegliarsi tra i colori della natura è meraviglioso, la sua intimità lo è. Assaporare la cucina di un’altra cultura, aprirsi ad idiomi non abituali, a sorrisi e volti sconosciuti, rende il buongiorno ricco e piacevole.
Il tempo si dilata disperdendo i ritmi frenetici della quotidianità e lo spazio si espande con i suoi fili invisibili a creare armonia e pace.