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mercoledì 30 settembre 2020

GRATITUDINE

 Mai come in questi giorni il mio cuore è colmo di gratitudine. 

Sono passati ben 4 anni dalla pubblicazione de "Il ritmo del corpo" e, nonostante questo, quando ho annunciato l'uscita del mio primo romanzo "Leila una storia come tante" ho ricevuto un grande abbraccio, virtuale e "non" da parte di lettori, librai, conoscenti e amici. Questo abbraccio mi ha commosso profondamente.
Ho sempre scritto con l'intento di condividere ciò che avevo compreso o sperimentato e che ritenevo potesse essere di supporto anche ad altri. L'ho sempre fatto con il cuore traboccante della gioia della realizzazione.
E nella mia invisibilità ho sempre continuato a studiare, osservare, ricercare e sperimentare. Spesso avara di parole in quanto non ancora pronta alla condivisione. 
Quando sono riuscita a portare a compimento "Leila", sono tornata visibile e ho trovato molti ad attendermi. 
Il mio cuore fatica a trovare le parole per ringraziarvi tutti, così lascio che sia un messaggio da "cuore" a "cuore" a rinforzare la rete che ha preso vita con le parole del "Coraggio di ascoltarsi":
 
"Ognuno di noi racchiude nel cuore l'Amore, l'essenza di quella Luce infinitamente più grande.
Ognuno di noi è libero di esprimerlo al di là di schemi e ideologie.
L'Amore deve tornare a essere parte della vita dell'uomo:
la ricerca deve essere volta all'interno di sè e tendere alla riscoperta della propria natura di Luce.
L'Amore non discrimina, non giudica, non crea divisioni nè limiti.
L'Amore unisce e condivide, 
accetta e accoglie tutti indistintamente."

Grazie 



Foto di Will Mu da Pexels


venerdì 5 ottobre 2018

ANDRA' TUTTO BENE

Andrà tutto bene
anche se andrà come deve andare
e tu non comprendi
e ti rattristi.
Andrà tutto bene
e seguirà il ritmo delle stagioni:
alla fioritura seguirà la maturazione,
alla raccolta la trasformazione.
Andrà tutto bene
perchè la vita è amore
e non teme le difficoltà:
vi si immerge per rinascere più forte.
Andrà tutto bene
anche se andrà come deve andare
e tu non comprendi 
e ti rattristi.


Foto di Tobi da Pexels

martedì 17 luglio 2018

ESSERE IMPORTANTE

Essere importante per te stesso
significa osservarti con amore,
rispettarti, 
accettarti.
Essere importante per te stesso
significa riconoscere le tue paure e le tue debolezze
e abbracciarle perchè sono parte di te.
Essere importante per te stesso
significa volerti più bene
 quando le emozioni ti trascinano nell'abisso del tuo buio.
Essere importante per te stesso
significa definire il tuo spazio 
e tracciare i confini del tuo benessere.
Essere importante per te stesso
significa imparare a perdonarti con compassione.
Essere importante per te stesso
è la via solitaria verso la consapevolezza.



Foto di mentatdgt da Pexels





martedì 27 marzo 2018

RIORGANIZZARE LA MEMORIA SI PUO'

Abbiamo una valigia fedele che ci segue ad ogni passo: la memoria. 
Questa valigia è piena di ricordi, emozioni, gioia, dolore, ferite, sogni mancati e sogni realizzati, errori ed esperienze. 
Vi siete mai domandati  perchè nella valigia tutte queste cose abbiano pesi differenti e sembra che il dolore con il suo carico ne occupi la maggior parte e che la gioia, così leggera, resti spesso relegata ad un angolino? 
Io sì.
Così per curiosità decisi di appoggiare la mia valigia a terra, aprirla e osservarne il contenuto. 
Scoprii che il dolore aveva tanti fili invisibili che lo collegavano alla tristezza, alla rabbia, alla paura e a tante altre emozioni che zavorravano l'esperienza alla valigia e le facevano mettere radici tenaci  in essa. 
Ogni volta che provavo emozioni  similari realizzai, inoltre, che le radici del dolore si rafforzavano e i fili invisibili dell'emotività si intrecciavano ad altre esperienze dolorose occupando sempre più spazio. Con grande stupore osservai invece la gioia avere un unico filo invisibile che la collegava ad un enorme palloncino rosso con la scritta amore: in trasparenza al suo interno potevo leggere fiducia, amicizia, lealtà, sincerità, coerenza, rispetto ... 
Nella mia valigia il palloncino rosso era schiacciato dal peso del dolore e la sua leggerezza influiva poco sul peso che mi portavo dietro.
Così ho preso un enorme paio di forbici e ho iniziato a tagliare i fili invisibili delle emozioni delle esperienze dolorose, togliendo ad esse il carico emotivo di quando le ho vissute e riducendole a semplici episodi del passato. Man mano che tagliavo i fili, le emozioni si sgonfiavano fino a scomparire e il dolore diveniva una scatolina chiusa molto meno ingombrante. 
Questa operazione mi richiese molto tempo, ma il risultato fu spettacolare. 
Il palloncino rosso si gonfiò occupando più spazio grazie all'amore con  il quale mi ero presa cura di me stessa e le scatoline di dolore si accumularono ordinatamente in una parte della valigia liberando un sacco di spazio per le esperienze del presente. 
Soddisfatta richiusi la valigia e ripresi il cammino.
Non dimenticai mai l'importante lezione che avevo appena imparato: riorganizzare la memoria si può.
Buon viaggio esploratori della memoria.







venerdì 17 novembre 2017

IL DOLORE DEL DISTACCO

Quando si condivide la vita con un amico a quattro zampe per tanti anni, il distacco è sempre molto doloroso. Quei piccoli gesti quotidiani a cui eravamo ormai abituati lasciano un vuoto che, soprattutto nei primi giorni, sembra trasformarsi in una voragine senza fondo e un fiume di lacrime allaga gli spazi di quell'amicizia così speciale. Poco per volta il pianto si trasforma in gratitudine e ricordi a scaldare il cuore. Immagini  colorate tornano alla memoria e danno vita ad un sorriso in grado di scalfire il grigio mantello della tristezza. 
Il tempo che abbiamo condiviso, Matildina Highlander, è stato un dono prezioso, di crescita e di amore: grazie, gattina qi gong, per i tuoi tanti anni al mio fianco.





venerdì 3 novembre 2017

IL DOLORE DELL'ASSENZA

Sto leggendo L'ordine del tempo di Carlo Rovelli. 
Apprezzo molto questo autore, fisico teorico,  
e la sua capacità di rendere semplici e comprensibili argomenti scientifici complessi.  
Apprezzo moltissimo anche la sua abilità nello spaziare dalla fisica alla vita.

Qualche giorno fa avevo postato queste parole 
dando voce al mio cuore:

"Quando i giorni non sono sempre uguali. 
Mancanza, assenza, amore."

Ieri sera leggo questo estratto dal libro di Rovelli: esso ha dato un significato ancora più profondo a quelle parole. 
Rovelli scrive della sua esperienza personale con un altro scienziato, John Wheeler; nel racconto Rovelli parla in prima persona riferendosi a John Wheeler:

"L'ultima volta che sono andato a trovarlo, a Princeton, abbiamo fatto una lunga passeggiata. Mi parlava (John Wheeler) con la voce tenue di un anziano, io (Carlo Rovelli) perdevo molte delle cose che diceva e non osavo chiedergli troppo di ripetere. Ora non c'è più. Non posso più fargli domande, non posso più raccontargli quello che penso. Non posso più dirgli che mi sembra che le sue idee fossero quelle giuste, che le sue idee hanno guidato tutta una mia vita di ricerca. Non posso più dirgli che penso che lui sia stato il primo ad avvicinarsi al cuore del mistero del tempo in gravità quantistica. Perchè lui, qui e ora, non c'è più. Questo è il tempo per noi. Il ricordo e la nostalgia. Il dolore dell'assenza.
Ma non è l'assenza che provoca dolore. Sono l'affetto e l'amore. Se non ci fosse affetto, se non ci fosse amore, non ci sarebbe il dolore dell'assenza. Per questo anche il dolore dell'assenza, in fondo, è buono e bello, perchè si nutre di quello che dà senso alla vita."





lunedì 3 luglio 2017

GRANDE MAMA

Grande Mama,
in silenzio te ne sei andata.
Eri stanca e vecchia,
sempre in disparte,
ma ogni mattina venivi ad accogliermi.
Avevo un debole per te 
lo sentivi
grande Mama.
Quante cose ho imparato da te negli anni.
Eri giovane e sfacciata, 
   la prima a mangiare 
scacciando gli altri: 
stabilivi le regole del branco
e insegnavi il rispetto,
per se stessi, innanzi tutto.
Quanti caprettini hai allevato!
Il tuo amore era un porto sicuro 
anche per i piccoli rifiutati dalla mamma.
Quando aprivo il recinto
come un fulmine scappavi in giardino a brucare
e appena voltavo lo sguardo
miravi alle gemme, alle foglioline più tenere, ai fiori.
Sapevi cogliere l'attimo e la bellezza.
I cani non ti intimorivano e neanche gli asini,
avevi il tuo posto ed eri pronta a difenderlo.
Il peso degli anni
non ti ha tolto dignità 
e fino all'ultimo hai amato
e accolto il naturale fluire delle cose.
Mi mancherai Grande Mama
la mattina quando verrò per il fieno.
Ti porterò per sempre nel cuore.
Con gratitudine.


sabato 31 dicembre 2016

CHE IL 2017 PORTI ...

A tutti quelli che continuano a camminare nonostante le difficoltà 
e a tutti quelli che si sono persi per strada,
a tutti quelli che hanno scelto di cambiare se stessi 
e a tutti quelli che vogliono cambiare gli altri
a tutti quelli che pensano quello che fanno e dicono quello che pensano
e a tutti gli altri
a tutti quelli che amano 
e a tutti quelli che pensano di amare
 a tutti quelli che si accontentano di quello che hanno 
e a tutti quelli che niente è mai abbastanza
 a tutti quelli che vivono il presente 
e a tutti quelli che ripetono il passato o programmano il futuro
a tutti quelli che la trasformazione è crescita 
e a tutti quelli che preferiscono l'immobilità
a tutti quelli che hanno il coraggio di cambiare
e a tutti quelli che hanno paura a farlo
a tutti quelli che sanno vedere
e a tutti quelli che vedono solo se stessi
 a tutti quelli che sono capaci di tornare bambini  
e a tutti quelli che sono troppo seri per farlo 
a tutti quelli che amano gli animali 
e a tutti quelli che non sanno cosa si perdono
a tutti quelli che stanno bene nella natura 
e a tutti quelli che senza centri commerciali non respirano
a tutti quelli che alla tristezza segue la gioia 
e a tutti quelli che è solo e sempre buio
a tutti quelli che sanno scegliere 
e a tutti quelli che non sanno più farlo
a tutti quelli che volano con la fantasia  
e a tutti quelli che uno più uno può solo far due
a tutti quelli che hanno il coraggio di ascoltarsi e di guardare alle cose cambiando prospettiva
 a tutti quelli che ci stanno provando o ci proveranno
e a tutti quelli che non hanno la forza per farlo

che il 2017

porti terra ove mettere radici,
 acqua per dissetarsi,
fuoco per scaldarsi,
 aria per respirare,
e tanta Luce nel cuore!

Donatella





sabato 17 dicembre 2016

AMARE LA VITA

Di fronte alla morte di chi si ama si realizza il proprio amore per la vita.

Perdere una persona amata è accogliere, allo stesso tempo, la morte di una parte di noi. La vita sembra sospendere la sua energia e l'immobilità del dolore ci avvolge con la sua gelida stretta. Solo l'amore per la vita può scuoterci dal limbo in cui il lutto ci sprofonda. 
Quando questo non avviene? Quando la vita sembra non aver più alcuno stimolo per dispiegarsi.

Quando il nodo del dolore è più forte dell'amore per la vita. 

Quando la vita non è più un dono, ma diviene una condanna, trasformandosi in sopravvivenza.
Il dolore non lascia spazio ad altro. Il gelo dell'immobilità ottunde i sensi e blocca il movimento.

Di fronte alla morte di chi si ama si realizza il proprio amore per la vita.




martedì 24 dicembre 2013

IL RITORNO DEI MAESTRI - J.G. Bennet - I Maestri di Saggezza - Edizioni Mediterranee

IL RITORNO DEI MAESTRI (pag. 124)

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Al tempo dei Maestri la vita spirituale in Asia centrale era straordinariamente libera. Più e più volte  essi mostrarono col loro esempio che tutte le vie e tutti gli insegnamenti devono essere rispettati perchè tutti hanno qualcosa di buono dal quale possiamo imparare. Ho studiato la storia della ricerca spirituale di parecchi periodi e di svariati luoghi e sempre, sempre ho trovato documenti di dispute dottrinali, settarismi, il rigetto e la persecuzione degli eretici. Ogni insegnante o capo spirituale insiste sulla superiorità della propria via e i suoi seguaci considerano un obbligo mostrare la propria lealtà nobilitando il proprio insegnante e sminuendo gli altri.
La storia dei Khwajagan è quasi unica nella sua libertà da riferimenti ad alcuna di tali dispute e rivalità. Questo, più di ogni altra cosa, mi ha attratto a studiare le vite dei Maestri e a scrivere il presente libro. 
Nella mia esperienza personale, i veri grandi maestri sanno che rivalità e divisioni sono essenzialmente non spirituali. E' soltanto nella natura inferiore dell'uomo - questa natura egoista dalla quale cerchiamo la liberazione - che :"Io ho ragione e se tu non sei d'accordo ti stai sbagliando" trova un qualche posto.
.....




Ho scelto di condividere queste frasi di Bennet in quanto risuonano profondamente nel mio cuore. L'insegnamento di Gesù, centrato sull'amore come proprietà inerente all'essenza umana, rivelò la sacralità dell'individuo. L'amore insito nel cuore di ognuno di noi può però fiorire soltanto nella libertà: in un mondo dove rivalità, divisione e separazione imperano, solo lo sforzo individuale verso un atteggiamento meno egoistico e centrato sul sè, potrà favorire la nascita di una trasformazione tanto necessaria quanto importante.