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venerdì 5 maggio 2023

ESPERIENZE, NON SCONFITTE

 Assapora il movimento interiore senza indagare.
Non abbandonare mai la fiducia e mantieni saldo il tuo intento.
Non temere le sconfitte perché non esistono.
Ogni esperienza è costruttiva
e parte del piano per affinare la tua energia ed elevarla.



Foto Donatella Coda Zabetta

domenica 16 gennaio 2022

I SEMI ABBANDONATI

 Procedendo con l'esplorazione della propria interiorità, può capitare di imbattersi in semi abbandonati lungo il percorso, sogni nel cassetto accantonati, idee riposte e lasciate a sedimentare.
Passato lo stupore iniziale generato dall'incontro, ci rivolgiamo ai semi abbandonati con lo sguardo rinnovato dalle maturate esperienze. La nostra visione si è arricchita di orizzonti allora sconosciuti e la consapevolezza che nulla accade per caso smuove l'interesse verso il punto in cui le nostre orme si sono interrotte per riscoprirne il messaggio.
Spesso il viaggio si è fermato perché ci mancava un'adeguata preparazione e la deviazione è stata necessaria a renderci pronti a proseguirlo.
Come le tessere di un puzzle: si inizia dai bordi per poi completare le parti più complesse a spirale, cominciando dalla cornice per poi seguirne i contorni verso il centro. Non è raro trovare parti del puzzle che possiamo completare senza seguire l'ordine a spirale in quanto possiamo intuirne facilmente il disegno finale. Ritroveremo queste parti nel proseguo del lavoro e le riprenderemo per collocarle al loro posto per completare il puzzle.
Così funzionano le nostre esperienze: le accumuliamo e le mettiamo da parte proprio come i semi abbandonati che tornano a far capolino nella nostra vita quando siamo pronti a riutilizzarli per completare il puzzle che stiamo componendo.
Nulla di quanto abbiamo sperimentato va perso.


Foto di Viktor Smith da Pexels

venerdì 14 giugno 2019

QUEL CHE NON COMPRENDI, LO RIPETI

Vi è mai capitato di ritrovarvi più volte nella stessa situazione?
Quando capita, la tentazione a reagire come si è sempre fatto è potente e spesso ci lasciamo travolgere dalla sua energia ripetendo inconsciamente uno schema profondamente radicato in noi.
Le reazioni sono comportamenti automatici che abbiamo attivato per fronteggiare una situazione che ci ha messo in seria difficoltà in passato. Esse si riattivano di fronte a eventi simili.
Con le reazioni ci difendiamo in due modi: fuggendo o attaccando. In entrambi i casi non cogliamo l'opportunità di elaborare la ferita che abbiamo congelato e la vita tenderà a riproporci la possibilità di farlo per permetterci di crescere ulteriormente prendendo consapevolezza del sentire.
Ogni volta un ostacolo più faticoso servirà a ricordarci che ciò che non si risolve si amplifica.






venerdì 24 marzo 2017

LA MIA STORIA

L'IMPERFEZIONE

Quando la regina di cuori arrivò al castello si fermò dinnanzi all’alto e solido portone in legno: impugnò le lunghe chiavi in ferro e ne infilò la prima nella serratura in basso per poi procedere con la seconda e la terza chiave nelle altre serrature. Alla donna piaceva quel prezioso rituale che precedeva la visita e donava ad essa un che di magico.
Quando il portone si aprì l’ampia scalinata in pietra svelò l’accesso al piano superiore. Lentamente la donna salì i gradini di pietra, usurati dal tempo, osservando gli affreschi degli avi alle pareti. La penombra rendeva quei dipinti inquietanti: la polvere e le ragnatele trasformavano i volti e i corpi degli antenati in statue immobili e lontane. La regina faticava a scorgere in essi la sua storia, la sua appartenenza: ricordava ancora le sue corse di bambina lungo la scala di pietra che tanto l’aveva intimorita per la presenza di tutti quei fantasmi che sembravano inseguirla e non darle tregua.
La regina si fermò domandandosi cosa era cambiato da allora. I suoi passi si erano fatti più sicuri e la paura aveva ceduto il posto alla tristezza: il suo sguardo si era fatto adulto e acuto, capace di cogliere le ombre nascoste restituendo loro umanità. Quando la regina ripensava alla storia della sua famiglia, ai tanti dolori inflitti e subiti, non poteva fare a meno di ritrovare in essa la storia di tanti uomini in cammino, con le cadute, le discese e le faticose salite.
L’imperfezione in tutte le sue sfumature sembrava avvolgere la sua storia per renderla unica e preziosa sorgente di esperienze di crescita. I gradini arrotondati della vecchia scala in pietra ne segnavano i passaggi più volte percorsi.

La regina di cuori, giunta in cima alla scala, osservò la serie interminabile di gradini, respirò profondamente e fu grata alla vita; poi, girandosi lentamente in direzione dell’ampio salone illuminato, iniziò a muovere con calma i suoi primi passi verso la libertà.