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martedì 16 luglio 2019

IL LABIRINTO DELLA FOLLIA

Si era persa in un dedalo di vicoli, forme, stanze chiuse.
All’apparenza senza uscita.
Piccole luci spuntavano qua e là a darle speranza e forza.
Due sacche di aria le permettevano di respirare 
e non perdere lucidità.
Tutto quanto sembrava già conosciuto e percorso più volte, 
ma la donna si accorse per caso di poter camminare 
sulle pareti e sui soffitti del labirinto senza problemi.
Cambiò prospettiva.
Le Luci tutte disposte a sinistra 
sembravano illuminare una via precisa verso destra.
Arrivare all’ultima stanza fu naturale. 
L’apertura mostrava l’alba soffusa di un nuovo giorno.
Lasciare ciò che conosceva per lo sconosciuto 
la spaventava un po’, 
ma tempo era giunto per nuove esperienze e avventure.
Mosse un primo passo in quella luce ovattata, 
chiuse gli occhi e si affidò ad essa.

Scrivere una storia lasciandosi trasportare 
dalle immagini delle carte
è un'avventura meravigliosa all'interno di se stessi...



www.ilgiocatoredicarte.it
di Paola Neyroz e Nadia Savoini




sabato 23 settembre 2017

IL VUOTO

Mi guardo intorno e vedo il vuoto.
Mi guardo dentro e vedo un mondo.
E devo fare i conti con entrambi.
Portare il vuoto nel mio mondo non è semplice.
Portare il mio mondo nel vuoto è altrettanto difficile.
E' questione di spazi, di dimensioni.
Quando il vuoto diviene buio
mille possibilità di mondi si manifestano 
e possono essere esplorati
in punta di piedi,
con cautela.
Quando il mio mondo diviene pieno
si espande naturalmente
a colorare il vuoto.
Oscillando tra interno ed esterno
vivo il presente, 
assaporo le emozioni che esso porta con sè
e le lascio andare.



Enso - Simbolo Zen

«Gli uomini hanno paura di abbandonare le loro menti, perché temono di precipitare nel vuoto senza potersi arrestare. 
Non sanno che il vuoto non è veramente vuoto, perché è il regno della Via autentica.»
(Huang-po)