Visualizzazione post con etichetta ego. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ego. Mostra tutti i post

domenica 18 febbraio 2018

IL BISOGNO DI AFFERMAZIONE

Spesso cerchiamo di soddisfare il nostro bisogno di affermazione con un'azione precisa che si dispiega nella materialità (accettando un posto di lavoro più prestigioso, acquistando un immobile, inserendoci in un contesto politico...): cerchiamo in questo modo di dimostrare a noi stessi che esistiamo e che abbiamo un valore e  un posto ben preciso nel mondo.
Spesso accade allo stesso tempo che la realtà si dispieghi ai nostri occhi come una corsa ad ostacoli che affrontiamo imperterriti con la convinzione di poter soddisfare quel bisogno che sentiamo prudere imperiosamente dentro di noi.  Se fossimo oggettivi, molleremmo il tiro e accoglieremmo i dubbi emergenti di fronte agli ostacoli come segnali importanti ad indicarci che la via non è quella. Purtroppo in questa situazione abbiamo un atteggiamento altamente soggettivo essendo talmente offuscati dal bisogno di affermarci e di rivendicare il nostro potere e posto nel mondo, da perderci nelle sue ombre. Siamo certi che la soddisfazione materiale del bisogno sia fisiologicamente necessaria al nostro benessere.
Il protrarsi della nostra corsa ad ostacoli sarà, quindi, direttamente proporzionale alla nostra ostinazione e il momento della resa sarà dettato dall'esaurimento delle nostre energie.
La resa sarà come sempre fonte di risveglio. 
La comprensione che l'azione non è necessaria all'essere sarà il passaggio successivo.  
Il bisogno di affermazione è già soddisfatto nel momento stesso in cui io sono. 
Gli ostacoli incontrati nella materialità per soddisfare questo bisogno sono la manifestazione delle nostre resistenze ad accettare la libertà dell'essere. 
Il raggiungimento del nostro obiettivo materiale risolve, infatti, solo temporanemante il bisogno del nostro ego e un nuovo bisogno prenderà vita nel breve termine coinvolgendoci in un'eterna corsa ad ostacoli che abbiamo l'ardire di chiamare vita.
Il bisogno sotteso all'ego ha radici ben più profonde ed è soddisfatto dalla consapevolezza che nulla deve essere raggiunto perchè già è.
Oggi forse mi sono ingarbugliata: portate pazienza e che sia un buon giorno nella comprensione di  se stessi.






giovedì 21 settembre 2017

IL SILENZIO DEL DISAGIO

Specchiandosi nell'altro, non è raro vivere una percezione di disagio che si manifesta nel corpo attraverso agitazione, inquietudine, rigidità, tensione, mal di testa, mal di stomaco, debolezza ... I sintomi possono essere svariati e l'accoglierli apre le porte alla consapevolezza.
Consapevolezza del fatto che qualcosa nell'altro ha risuonato con qualcosa di mio ed ha avuto il potere di destabilizzarmi.
Quando mi capita di vivere questa situazione, immediatamente cerco di comprendere cosa mi ha così infastidito da crearmi disagio. Semplici parole o gesti si sono trasformati in lame taglienti capaci di ferirmi. Allora osservo la lama affondare fino a raggiungere la debolezza o la paura che si è attivata.
E in silenzio vivo il disagio, lo ascolto e ne divengo consapevole, senza permettere alle emozioni che esso scatena di travolgermi. Respiro e con calma lascio che la mente molli il tiro e torno al presente.
L'altro è sempre di fronte a me, ma non è più la causa scatenante del mio malessere, ma uno specchio fedele nel quale osservarmi con attenzione. Guardo il mio corpo, la sua tensione, il suo chiudersi  e come in un film osservo, sorridendo, me stessa farsi a sua vlta un film di dimensioni epocali con tanto di tradimenti, congiure, giustificazioni e omicidi premeditati. A volte siamo così teatrali quando ci toccano nel vivo che solo  una vena di sano umorismo può ridimensionare l'impatto dell'evento vissuto.
Allora l'invincibile cavaliere è pronto a posare lo stemma dell'ego e a scendere da cavallo tornando ad assumere sembianze umane.
E un passo dopo l'altro si cresce.




venerdì 14 aprile 2017

EGO E MALATTIA

"L'uomo vive in base al proprio Ego, che ha una fama costante di potere. Ogni "Ma io voglio...", è espressione di questa volontà di potenza. L'Io si dilata sempre più e fa in modo di asservire sempre l'uomo con travestimenti sempre nuovi e sempre più belli. L'Io vive di questa limitazione e ha quindi paura della dedizione, dell'amore e dell'unione. L'Io decide e realizza un polo, e di conseguenza spinge fuori l'ombra, la proietta sul Tu, sul mondo circostante. La malattia compensa tutte queste unilateralità in quanto attraverso i sintomi lo riporta al centro ogni volta  che se ne allontana. La malattia, che richiede umiltà e abbandono, compensa la superbia dell'Ego."



Quanto siamo complicati e divisi noi umani! 
E che giri infiniti ci creiamo per giungere al centro di noi stessi! 
Siamo continuamente sbalzati da un polo all'altro (bene, male - giusto, sbagliato - vivo, morto) 
e resistiamo strenuamente al movimento della vita che si dispiega! 
Ci ancoriamo indefessi alle nostre abitudini, ai nostri schemi mentali, alle nostre proiezioni 
e via di giudizi! 
Per non parlare delle responsabilità: appartengono sempre ad altri. 
E così, 
fortunatamente, 
ci ammaliamo per tornare umilmente al nostro posto, 
riconoscere quanto ci appartiene 
e imparare a lasciarlo andare.

sabato 15 ottobre 2016

SUPERIORE ED INFERIORE, MIGLIORE E PEGGIORE, LE ETICHETTE DEL GIUDIZIO


In verità ciò che è realmente superiore non ha bisogno di sopraffare ciò che è inferiore, in quanto questo è il suo stesso essere spirituale ad un altro livello: deve sostenerlo ed organizzarlo, per realizzare in esso la propria continuità spitituale. Ciò che è inferiore ha bisogno di evolvere, onde ha bisogno di ciò che è superiore: per realizzarlo in sè, ascendendo ad esso, secondo un impulso libero, che può apparire autoritario rispetto a ciò che, al livello inferiore, vuol trattenervelo e di conseguenza gli fa impedimento. Il pericolo è che appaia elemento di liberazione ciò che appartiene a tale livello e perciò a questo presume ridurre quanto gli è superiore.  Ciò che è superiore, in ciascuno, è lo Spirituale, unificante tutti. Lo Spirituale che ordina e guida, non fa questo per sopraffare, bensì per realizzare la superiore natura in ciascuno. Le diversità di gradi della evoluzione umana, le differenze che realmente esistono, non hanno altro senso.



Ho apprezzato moltissimo questa riflessione di Scaligero. Da sempre sento nel cuore il bisogno di eliminare le cattedre dell'ego dal mio percorso: in quanto di questo si tratta. Il cuore unisce, l'ego divide e ricava la sua forza dal potere nella materialità. Che questo potere si manifesti attraverso la conoscenza, la ricchezza, la visibilità .... non ha importanza: è sempre un potere diretto dalla mente e teso a distinguersi dagli altri, a elevarsi al di sopra degli altri. E il fine giustifica i mezzi, consapevoli o inconsapevoli che siano. Ritengo la manipolazione del dolore e delle debolezze dell'altro un atto di una violenza inaudita, una mancanza di rispetto verso la vita stessa. La superficialità e la mancata empatia con cui ci si avvicina all'altro non fanno altro che specchiare quanto sia superficiale la conoscenza di se stessi. In un mondo di isole, mi piacerebbe si iniziasse a parlare di arcipelago.