sabato 8 aprile 2017

mercoledì 5 aprile 2017

AUTOSUGGESTIONE & AFFINI

"Le esperienze della terapia ipnotica hanno portato allo sviluppo dell'autosuggestione, del pensiero positivo e del pensiero finalizzato. Questi sistemi insegnano come l'uomo possa guarire le malattie e conquistare la salute attraverso la ripetizione e l'immaginazione figurativa di pensieri positivi. 
Uno dei grandi pionieri dell'autosuggestione fu il non-medico Emile Coué di Nancy, i cui insegnamenti e le cui formule ("Ogni giorno mi sento meglio da ogni punto di vista") produssero in Europa un grande movimento, noto con il nome di Couéismo. L'assioma fondamentale di Coué è che "solo la nostra immaginazione ci rende sani o ammalati. Perchè l'uomo è quello che pensa". Dato che questo assioma non è vero, non funziona neppure il metodo costruito intorno ad esso. Esatto è piuttosto: "L'uomo non è ciò che pensa, ma come è stato pensato"  (Hans Bluher).
Coué trattò l'aspetto metafisico della malattia con la medesima sicurezza della nostra odierna medicina. Entrambe credono fermamente che sia sufficiente  diffondere sempre più nel mondo il loro metodo per eliminare la malattia dal mondo stesso. Questo modo di pensare è gradevole, ma non adatto al problema della malattia. Le suggestioni non potranno mai guarire, perchè sono menzognere. La guarigione può venir solo dall'incontro con la verità. Questo vale per tutti i sistemi e procedimenti suggestivi che pretendono di procurare salute, felicità e ricchezza.
La possibilità di raggiungere gli effetti promessi con queste pratiche, non è in discussione: discutibile è però la diffusa opinione che queste pratiche coincidano con gli insegnamenti dell'esoterismo. L'efficacia di un'azione non giustifica affatto l'azione stessa."


IL LIBRO DELLA GIUNGLA - Disney

Oggi desidero stimolare una profonda riflessione sull'autosuggestione 
e sulle pratiche che su di essa si basano. 
Avevo già pubblicato in passato un post - qui trovate il link: LA CREAZIONE (estratto dal libro di Hartmann Magia Bianca e Nera) - offrendo, attraverso le parole di un grande esoterista, Eliphas Levi, lo spunto per una meditazione consapevole.
Personalmente ho sempre nutrito enormi dubbi in merito all'efficacia a lungo termine di queste pratiche e ho naturalmente diffidato dell'ipnosi fin da quando ne venni a conoscenza. 
Dethlefsen, nel testo da cui ho tratto il brano, si esprime sull'ipnosi considerandola addirittura pericolosa per la via esoterica in quanto contiene un aspetto di forza che si oppone alle nostre intenzioni. Al di là di questo ne apprezza la sua potenzialità di offrire alcune conoscenze, a condizione di intenderle come paragoni: l'ipnosi delinea, infatti, i rapporti reali donandoci una caricatura della realtà e rendendoci consapevoli della relatività della percezione sensoriale. Una percezione, quella umana, che non dipende tanto dal mondo esteriore, quanto dai propri programmi personali.
Non intendo approfondire ulteriormente questo tema, ma ho sentito nel cuore di instillare un sano dubbio.

martedì 4 aprile 2017

L'ESCLUSIONE

Essere fedeli a se stessi richiede coraggio.
Il coraggio della coerenza e della fiducia.
Fiducia nel proprio corpo, nel proprio sentire,
fiducia in se stessi.
Una fiducia così salda che quando il mondo intorno ti esclude
resta la pienezza della solitudine.
Al di là delle paure e delle debolezze
nasce una profonda accettazione di chi sei
e la consapevolezza che non tutti sono pronti a vedere.


martedì 28 marzo 2017

L'ESOTERISMO

"L'esoterismo è una via o un sentiero. Una via conduce a una mèta. Prendiamo come esempio concreto la via che porta da Monaco a Vienna. Noi possiamo studiarci questa via sulla carta stradale, calcolare il numero di chilometri, possiamo leggere sui libri tutte le informazioni possibili relative ai singoli luoghi che si trovano su questa strada, discutere tutti i particolari dell'itinerario con chi l'ha già percorso e così via.
Tutto questo lavoro col percorso Monaco-Vienna può essere molto affascinante, però non ci fa arrivare alla nostra mèta che è Vienna. Se vogliamo raggiungere Vienna dobbiamo metterci per strada, percorrere la via, stare in movimento. Tutte le considerazioni e osservazioni precedenti possono rivelarsi utili, ma nessuna teoria potrà mai sostituire il tragitto vero e proprio. Questo esempio mostra la differenza tra l'esoterismo come via e la semplice raccolta di dati. L'esoterismo porta a una mèta che si può raggiungere solo se ci si mette personalmente in cammino.
Questo è l'errore più frequente che commettono coloro che a parole scelgono l'esoterismo, ma evitano di fare un sol passo per quella via. Percorrere la via significa trasferire subito nella realtà tutte le conoscenze, per piccole che siano, significa modificare costantemente la propria vita e la propria esperienza, il proprio comportamento, diventare sempre diversi, essere sempre nuovi: in breve, esoterismo significa evoluzione.
Questo necessario cambiamento io lo chiamo l'impegno della dottrina esoterica."



Condivido profondamente queste riflessioni e 
sia IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI 
sia IL RITMO DEL CORPO 
propongono al lettore un percorso esperienziale e individuale di questo tipo.
Un percorso che richiede impegno, dedizione, disciplina, umiltà e coraggio.


sabato 25 marzo 2017

E LA STORIA CONTINUA

La regina di cuori entrò nel salone con passo deciso e si diresse verso la fonte luminosa di una grande finestra che si affacciava sul parco. La donna amava quel parco di alberi secolari e aiuole fiorite a contrastare la freddezza e la scarsa luminosità del castello. Quando era bambina sostava spesso a quella finestra sognando un magico mondo di elfi e folletti ad animare l'antico bosco e fu proprio questa sua infantile fiducia nella magia a donarle l'amico più prezioso, il confidente più fedele di quei suoi primi anni: uno gnomo dai piedi grandi e dal buffo cappello, rosso come il suo prorompente naso. La regina sorrise al ricordo di quel primo incontro avvenuto casualmente dopo un temporale sotto un enorme castagno: rammentò la fuga dal castello per ballare sotto la pioggia insistente e i rimproveri dei genitori al rientro che, a differenza delle altre volte, non l'avevano fatta sentire sbagliata. 
Lo gnomo le disse poche parole quella prima volta, ma esse risuonarono nel cuore di lei bambina così intensamente da donarle una forza sconosciuta, da farla sentire invincibile. 
La regina cercò di riportare alla memoria quelle parole, ma stranamente non vi riuscì. 
Come poteva averle dimenticate? 
Un tremito scosse il suo corpo e d'un tratto ricordò il calore di quelle parole, l'abbraccio sincero che sembravano offrirle: lo gnomo l'aveva vista e accolta tutta fradicia e disordinata senza farci caso e aveva sorriso del fango che le insudiciava le gambe e il pregiato vestitino; le aveva offerto molto semplicemente una fragolina selvatica: il sapore zuccherino di quel piccolo frutto aveva ancora il potere di farle aumentare la salivazione. Si trattava della fragola più dolce che avesse mai mangiato.
Una voglia immediata scosse la regina dai suoi pensieri e la portò nuovamente alla scala per uscire a passeggiare nel bosco.

venerdì 24 marzo 2017

LA MIA STORIA

L'IMPERFEZIONE

Quando la regina di cuori arrivò al castello si fermò dinnanzi all’alto e solido portone in legno: impugnò le lunghe chiavi in ferro e ne infilò la prima nella serratura in basso per poi procedere con la seconda e la terza chiave nelle altre serrature. Alla donna piaceva quel prezioso rituale che precedeva la visita e donava ad essa un che di magico.
Quando il portone si aprì l’ampia scalinata in pietra svelò l’accesso al piano superiore. Lentamente la donna salì i gradini di pietra, usurati dal tempo, osservando gli affreschi degli avi alle pareti. La penombra rendeva quei dipinti inquietanti: la polvere e le ragnatele trasformavano i volti e i corpi degli antenati in statue immobili e lontane. La regina faticava a scorgere in essi la sua storia, la sua appartenenza: ricordava ancora le sue corse di bambina lungo la scala di pietra che tanto l’aveva intimorita per la presenza di tutti quei fantasmi che sembravano inseguirla e non darle tregua.
La regina si fermò domandandosi cosa era cambiato da allora. I suoi passi si erano fatti più sicuri e la paura aveva ceduto il posto alla tristezza: il suo sguardo si era fatto adulto e acuto, capace di cogliere le ombre nascoste restituendo loro umanità. Quando la regina ripensava alla storia della sua famiglia, ai tanti dolori inflitti e subiti, non poteva fare a meno di ritrovare in essa la storia di tanti uomini in cammino, con le cadute, le discese e le faticose salite.
L’imperfezione in tutte le sue sfumature sembrava avvolgere la sua storia per renderla unica e preziosa sorgente di esperienze di crescita. I gradini arrotondati della vecchia scala in pietra ne segnavano i passaggi più volte percorsi.

La regina di cuori, giunta in cima alla scala, osservò la serie interminabile di gradini, respirò profondamente e fu grata alla vita; poi, girandosi lentamente in direzione dell’ampio salone illuminato, iniziò a muovere con calma i suoi primi passi verso la libertà.

IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI AL BOOK PRIDE DI MILANO





Donatella Coda Zabetta

Sabato 25 Marzo 2017
alle ore 14,00

BASE MILANO
INNOVATION C / SALA CAMUS

Ingresso Libero