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lunedì 20 agosto 2018

EVVIVA IL CAPRO ... ESPIATORIO

Finchè capro esisterà,
le parole fluiranno all'esterno senza alcun tipo di controllo.

Disperdere la propria energia 
aiuta a non sentire
 il disagio interiore scatenato dagli eventi.

E allora ...
evviva il capro espiatorio
salvatore in terra delle anime inconsapevoli.

Evviva il capro espiatorio
protettore delle coscienze illibate.

Evviva il capro espiatorio
voragine senza fondo di ombre, paure e debolezze.

Amen.

Ralph e Cocco




giovedì 8 febbraio 2018

DA UNA PALUDE PUO' NASCERE UNA STORIA?

Ebbene sì. Da una palude può nascere una storia e, soprattutto, a lieto fine. 
La storia di un pesciolino in una palude.
Un pesciolino magico? No un pesciolino come tanti ce ne sono,
ma con il coraggio di ascoltarsi.

Da troppo tempo il pesciolino vorticava in un gorgo oscuro, incapace di uscirne. Quel lungo girovagare aveva quasi convinto il pesciolino che quello che viveva fosse il mondo intero.
Il girare in tondo lo aveva confuso, la mancanza di aria aveva annebbiato il suo sguardo. Ogni movimento sembrava riportarlo sempre al punto di partenza: sforzarsi era inutile.
Fu nel momento di quella comprensione che il pesciolino rallentò. Nuotava per respirare, per piacere, ma senza cercare di raggiungere alcunchè. Se quello era il suo mondo, tanto valeva accoglierlo con leggerezza.
Nel nuoto il pesciolino si rilassò e l’oscurità che lo avvolgeva, gli apparve meno opprimente. Essa faceva parte di lui, in fondo. Questa percezione ne stimolò altre. L’ombra era densa, ma questa densità rendeva il nuoto leggero. L’ombra era silenziosa e questo silenzio rendeva il nuoto rilassante. L’ombra era casa e questo rendeva il nuoto sicuro. L’ombra era buio e questo rendeva il nuoto pieno di possibilità.
Proprio mentre il pesciolino assaporava le sensazioni di questa nuova prospettiva, un luccichio attirò la sua attenzione. Incuriosito il pesciolino gli si avvicinò: sembrava un foro, piccolissimo e luminoso. Il pesciolino era molto più grande ed esplorarlo ulteriormente, infilandosi dentro di esso, era impossibile.
Il pesciolino restò perplesso in attesa, poi decise di usare il buio per coprire e rimpicciolire la sua sagoma tanto quanto la dimensione del foro. In un attimo il pesciolino si immerse nella luce, forte del buio che lo proteggeva e fu subito azzurro. Le acque trasparenti e calde di un mare infinito accolsero il pesciolino che riempì le branchie, stirò le pinne e con un colpo di coda ben assestato si avviò ad esplorare quel nuovo mondo.






mercoledì 12 aprile 2017

LA PAURA DELL'OMBRA

"La nostra ombra ci infonde paura. Questo non deve meravigliare, in quanto essa consiste esclusivamente di tutte quelle parti di realtà che abbiamo allontanato il più possibile da noi. L'ombra è la somma di tutto ciò che noi crediamo fermamente che dovrebbe essere eliminato dal mondo affinchè il mondo possa essere bello e sano. Ma le cose stanno esattamente all'opposto: l'ombra contiene tutto ciò che il mondo - il nostro mondo - ha bisogno di avere per sanarsi. L'ombra ci rende malati in quanto ci manca la sua presenza per poter essere interamente sani."




Gente strana noi umani. Vorremmo stare al sole senza fare ombra. O almeno ci piacerebbe. Ma da che mondo è mondo, quando una fonte di luce ci illumina, irrimediabilmente facciamo ombra. E' vero che l'ombra ci segue e possiamo anche far finta di non vederla, ma questo non cambia il fatto che essa ci stia dietro e faccia parte di noi. Ed osservandola al tramonto è addirittura ben più grande di noi. Quando la luce è poco intensa, l'ombra diviene ancora più consistente. (Quando siamo tristi, ad esempio, è come se l'ombra avvolgesse tutta la realtà che ci circonda.)
Partendo dal dato di fatto che l'ombra non può essere eliminata, perchè non farci amicizia? ;-)

PS: solo quando la Luce è perfettamente allineata con noi, non facciamo più ombra. Chi sa dirmi il perchè?