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giovedì 6 luglio 2023

CHIAREZZA

La chiarezza di pensieri, di intenti e di azione è il fondamento dell'allineamento tra il piano materiale e quello spirituale. Non vi è peggior ostacolo alla crescita di quello che si frappone tra questi due piani scindendoli o separandoli.
La vita spesso ci porta a operare delle scelte impegnative nel rispetto di noi stessi. Sono scelte determinanti per il nostro percorso evolutivo e cooperano ad insegnarci come procedere, quali fragilità necessitano della nostra attenzione e quali rigidità devono essere disgregate. Questi passaggi possono essere molto dolorosi e comportare una profonda trasformazione attivata dalla rinuncia e dal sacrificio. Non importa quali siano le condizioni che ci inducono ad operare in tal senso, ma esse rappresentano il motore di avviamento di un processo che siamo pronti a intraprendere. Per questo non dobbiamo mai rimpiangere il passato o arenarci in esso.
Tutto si evolve secondo il piano evolutivo della nostra essenza.


Foto Donatella Coda Zabetta





martedì 29 maggio 2018

CONFUSIONE

Quando la confusione ci circonda
è difficile non esser confusi.
In fondo quello che è intorno a noi è dentro di noi.
In questo momento di grande instabilità
la chiarezza interiore fa la differenza.

Le domande che ci possono aiutare a comprenderci meglio sono semplici:

Cosa voglio io?
Quali sono le mie priorità?
Cosa sono disposto a fare per perseguirle?
Le mie scelte tutelano solo me stesso o anche gli altri?

Le risposte possono essere immediate o mandarci in crisi.
Se sono immediate è bene scriverle e osservarle:
sono coerenti?
Se non sappiamo cosa rispondere è bene rifletterci.

Quando si hanno le idee chiare
una realtà confusa
diventa un esercizio di consapevolezza
volto a mantenere oggettività e coerenza con se stessi.

"Sii il cambiamento che vuoi veder avvenire nel mondo"
diceva Gandhi.



Ad uso gratuito (CCO) - Pexels



martedì 16 maggio 2017

IL PROBLEMA E' LA TORTA

Immaginiamo di avere un problema che richiama continuamente la nostra attenzione, che ci inonda di pensieri e preoccupazioni. Immaginiamo che il problema sia una torta.
Una torta che la mente minuziosamente analizza, seziona, divide, spezzetta, riflettendo sulla soluzione migliore per risolvere il problema.
Ad un certo punto ci accorgiamo che la torta, a seguito delle nostre elucubrazioni, si è trasformata in un pasticcio di torta.
Realizziamo così che il nostro pensiero ci ha talmente inglobati da farci perdere la visione d'insieme e da immergerci in un labirinto di supposizioni, aspettative, giudizi ininfluenti su come la torta potrebbe essere.
Il pasticcio di torta è la confusione della nostra mente di fronte al problema.

Immaginiamo di avere un problema che richiama continuamente la nostra attenzione, che ci inonda di pensieri e preoccupazioni. Immaginiamo che il problema sia una torta.
Immaginiamo di prendere un cucchiaino e di assaggiare la torta, immergendoci nel problema. Immaginiamo di assaporarne il gusto, annusarne l'odore, percepirne la consistenza. Ascoltiamo il nostro corpo. Potremmo realizzare che la torta non è così terribile  come ci aspettavamo e che potremmo anche mangiarla senza sforzarci troppo. Oppure potremmo realizzare che la torta non ci piace affatto elaborando le percezioni scatenate da quel primo boccone. L'assaggio avrà sicuramente portato maggiore chiarezza in noi rendendo il problema concreto e aprendo le porte ad una soluzione pratica. 

Il problema è la torta. Dolce, amara, salata, acida, dura, croccante, morbida, profumata, puzzolente ... finchè passeremo il tempo ad immaginare come possa essere, non lo scopriremo mai.