giovedì 17 settembre 2020

LASCIAR ANDARE LE BARRIERE: LA LUNA NERA

A volte è la vita stessa a sottoporci a così tante difficoltà tutte insieme da destabilizzarci al punto da creare una breccia all'interno delle  barriere che abbiamo sapientememnte costruito per difenderci dal mondo (e dalla nostra fragilità). In quei momenti, che a noi appaiono allucinanti, quando la realtà sembra collassarci addosso senza pietà, viviamo con tale intensità le emozioni da perdere il controllo.
Il confine tra luce e ombra sparisce nel buio del nostro sentire. Le nostre paure più profonde diventano tangibili e ci svelano parti di noi stessi che avevamo accuratamente riposto nelle cantine dell'inconscio.
La luna nera scompare nel cielo notturno permettendoci di osservare stelle e pianeti con maggior chiarezza. 
Ed è proprio nel buio dell'anima che la nostra luce più rifulgere. Non ha importanza se sembra un puntino lontanissimo e irraggiungibile. E' chiaramente presente in attesa del nostro risveglio.

#Leila una storia come tante



Foto di tommy haugsveen da Pexels


sabato 12 settembre 2020

DIFENDERSI DALLA PROPRIA FRAGILITA' E' FUNZIONALE?

Siamo istintivamente portati a creare barriere per difenderci. Soprattutto quando ci sentiamo fragili e vulnerabili.  Siamo convinti che indossando un'armatura, nulla potrà più ferirci. Alla resa dei conti è così?

Ognuno di noi ha i propri punti deboli. Nessuno escluso. E' parte della nostra umanità. 
Quando indossiamo l'armatura con l'intenzione di schermarci dagli altri, la indossiamo inconsciamente nei confronti delle nostre fragilità con  la convinzione di poter essere immuni o di poter controllare il dolore. 
Ci immobilizziamo dietro barriere illusorie e diventiamo sempre più rigidi. 
Con il tempo dimentichiamo pure il motivo per cui abbiamo iniziato a costruire alte mura dentro e intorno a noi. 
Congeliamo le ferite, i sentimenti, le emozioni. 
Non proviamo  più nulla, neanche il dolore, forse. 
E sopravviviamo alla nostra indifferenza accumulando rabbia e frustrazione.
Tutto ci infastidisce quando lo vediamo riflesso negli altri e lo giudichiamo sentendoci superiori e forti per via della nostra insensibilità.
E in un deserto di apatia saliamo in cattedra scivolando via dalla nostra responsabilità più grande: quella del rispetto verso noi stessi. 
Rispetto per il nostro corpo sempre più dilatato e bistrattato, rispetto per il nostro cuore congelato, rispetto per i nostri polmoni affaticati e per i nostri occhi spenti, rispetto per la nostra intelligenza.

#Leilaunastoriacometante



Foto di Maria Pop da Pexels



giovedì 10 settembre 2020

UN FEMMINILE SOTTO ACCUSA

 Non so quale strano meccanismo si instauri, ma una cosa è certa: quando si parla di femminile si scatena una malcelata aggressività. Aggressività più manifesta rispetto al passato forse per la mancanza di freni inibitori determinata dal traboccare della frustrazione maturata in periodo Covid.
L’uomo è naturalmente portato ad esternare la propria rabbia convinto che l’espressione della stessa ne riduca l’intensità. Ovviamente la rabbia deve scaricarsi su soggetti più vulnerabili perché questa giustificazione mentale possa funzionare: puoi scaricare la tua immondizia addosso a qualcun altro solo a patto che chi la riceve sia considerato una discarica dalla società. L’unirsi in branco in uno sbrodolamento di aggressività condivisa diminuisce il senso di colpa e acuisce la percezione di essere socialmente autorizzati ad agire.
A farne le spese le categorie da sempre più stigmatizzate. O le categorie che cercano di uscire dagli schemi. Per quanto riguarda le donne, scrollarsi di dosso canoni di bellezza, modi di vestire, ruoli e doveri determinati da secoli di pregiudizi non è semplice. E’ un percorso tutto in salita lungo il fiume dell’anticonformismo alla ricerca di una libertà individuale determinata dal sentire interiore e non dalle possibilità esterne di espressione.
La trasformazione richiede sempre un’opera di distruzione del conosciuto per poter ricostruire il nuovo su fondamenta più solide. E questo passaggio non è mai indolore.
Guardare alle cose cambiando prospettiva è sempre segnale di grande coraggio.
#Leilaunastoriacometante 

                                                             Donatella Coda Zabetta

                                                                             

                                                              Foto di Herman. io da Pexels








lunedì 7 settembre 2020

ESPLORANDO IL FEMMINILE 3: SESSO ED EGOCENTRISMO

Faccio seguito ai post precedenti considerando le tante e intense reazioni da essi scatenate.
È sufficiente parlare di libertà (di essere se stessi, di scelta) e di anticonformismo (atteggiamento di rifiuto nei confronti di una passiva accettazione di idee, principi, usi e comportamenti convenzionali o comunque prevalenti nella maggioranza - cit. Treccani) al femminile per scaldare gli animi e aprire le porte al giudizio. Giudizio spesso riferito all’ambito sessuale (esiste solo quello?) e fondato su uno spiccato egocentrismo.  Devo ammettere che non ne sono rimasta sorpresa considerando il disequilibrio maschile/ femminile visibile in una realtà fin troppo esplicita e specchio di un’interiorità individuale sofferente in quanto incompleta. Spesso infatti si dimentica che maschile e femminile sono presenti in ciascuno di noi. E il nostro corpo, che lo sa, ce lo dimostra con la sua innegabile semplicità: quanti di noi sono in grado di mantenere una stazione eretta e rilassata a piedi allineati e uniti senza oscillare e perdere l’equilibrio?



Foto di Roberto Nickson da Pexels




domenica 6 settembre 2020

ESPLORANDO IL FEMMINILE 2: LUNA CALANTE

 Faccio seguito al post di ieri, in quanto ha suscitato molti commenti spunto per me di riflessione ulteriore.
Vorrei suggerire la lettura di un interessante dialogo tra il filosofo Umberto Galimberti e l’antropologo Bellei:


Educare ai sentimenti pone le basi del cambiamento. Un cambiamento quanto mai essenziale in un mondo che strumentalizza la donna al punto da non riconoscerle una propria identità.
Si tratta di un passaggio evolutivo determinante in direzione dell’equilibrio. Un equilibrio che non può sfociare in un estremismo senza esserne travolto (femminismo/maschilismo). Un equilibrio fortemente vincolato alla presa di coscienza individuale e al coraggio e alla forza di donne e di uomini che, grazie alla loro evoluzione, siano in grado di scardinare un sistema sbilanciato e cristallizzato nel modo di pensare logico-matematico del maschile.



Foto di Ruvim da Pexels


sabato 5 settembre 2020

ESPORANDO IL FEMMINILE: LUNA CALANTE

 Esplorando il femminile mi ha colpito spesso il giudizio espresso dalle donne nei confronti di altre donne. È spesso caustico e tagliente, chiara espressione di una visione maschilista ben radicata nell’inconscio. A sorprendermi è la naturalezza inconsapevole con la quale vengono proferite le cattiverie più bieche. Forse mi meraviglia il fatto che giungano da un pulpito femminile. Un femminile adombrato da secoli di patriarcato e ad esso conforme.
Perché una donna accoglie supinamente una prospettiva che ne sancisce l’inferiorità negando a se stessa i diritti spettanti all’uomo?
Per abitudine? Per paura? Per educazione?
Una cosa è certa... la cattiveria con cui alcune donne elargiscono giudizi nei confronti di altre donne più libere e anticonformiste cela una grande rabbia repressa.
Una rabbia così bruciante da isolarle ulteriormente nel loro limbo. Una rabbia così velenosa da impedir loro di riscoprire il valore e la forza della sorellanza.

www.ildiamantearcobaleno.com

Foto di Wellington Cunha da Pexels





venerdì 4 settembre 2020

VIAGGIANDO CON LA LUNA

Ci sono viaggi che nascono per caso, per destino, per una serie incredibile di coincidenze. Ci sono viaggi che iniziano con la luna piena e che ne seguono il corso. Mi piace definirli i viaggi del femminile. 
Il 2 settembre con la luna piena ho terminato un viaggio interiore  di questo tipo per iniziarne un altro altrettanto interessante. D’altra parte ad un periodo di maturazione segue sempre la condivisione.
Quando presentai ‘Il coraggio di ascoltarsi’ ad Aosta ebbi l’occasione di conoscere due donne meravigliose,  Paola Neyroz e Nadia Savoini, e il loro libro ‘Il giocatore di carte’. Ci sono legami che hanno radici profonde e che hanno il potere di regalare alla tua vita una direzione inaspettata e imprevedibile. 
E così avvicinandomi alle storie scritte da Paola e ai disegni creati da Nadia per illustrarle entrai in un universo a me sconosciuto e me ne innamorai al punto da lasciaFotormi travolgere dalla bellezza dell’immaginale. All’inizio non mi fu facile frenare la mente e non direzionare le storie, ma Paola, con infinita pazienza, mi insegnò  ad accogliere le immagini senza anticiparle o interpretarle. Mi ci vollero mesi per imparare a farlo. Il progetto ‘Maria Venere’ , che si sviluppò grazie alle storie di un gruppo di donne pronte a mettersi in gioco e specchiarsi le une nelle altre senza paura seguendo gli incipit di Paola fu per me un ulteriore passaggio. Esplorare il femminile in un viaggio solitario, ma al contempo condiviso, si rilevo’ un’esperienza intensa e ricca di spunti di riflessione. 
Intanto la luna osservava i miei passi illuminandone le ombre.


Foto Donatella Coda Zabetta