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martedì 28 febbraio 2017

L'ALBERO AL CONTRARIO

L'albero al contrario era nato così.
Con le radici in cielo
ed i rami immersi nella terra.
Era un albero strano davvero: 
aveva i colori dell'arcobaleno 
le radici blu
e i rami verdi con tante foglioline.
L'albero al contrario
aveva uno strano modo di osservare le cose:
sottosopra.
Per questo basso, alto,
destra, sinistra,
cielo e terra
non corrispondevano alla visione degli altri alberi.
L'albero rifletteva spesso su questo;
la sua conclusione era semplice:
si trattava solo di parole.
Allungava le radici al cielo a sfiorare una nuvola
e una nuova fogliolina prendeva forma.
Bastava così poco
per essere felici.

venerdì 16 dicembre 2016

L'ALBERO DI NATALE

"... ogni pianta che voglia giungere a dare i suoi frutti dev'essere ben conficcata nel suolo,
cosicchè quando il suo tronco cresce la terra intera si allunga verso il sole."

Leggendo questa frase di Watts non ho potuto fare a meno di osservare i tanti "alberi illuminati" che rendono festoso il Natale e pensare al significato più profondo celato in questa ricorrenza.
Le luci, che ritmicamente si accendono e si spengono sui rami illuminati, specchiano l'alternanza nelle nostre vite di  consapevolezza e inconsapevolezza,  gioia e dolore,  veglia e sonno.
Il filo elettrico che collega le luci è la nostra energia in movimento in un flusso continuo a seguire il dispiegarsi del tempo.
L'albero è la nostra essenza: per dare frutti deve essere ben radicato al suolo e appartenere allo stesso tempo a terra e cielo. 



sabato 27 febbraio 2016

L'IDEA CHE HO DI ME CORRISPONDE A CHI SONO?

Mi è capitato spesso, proponendo la meditazione dell'albero che descrivo nel libro IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI, di ascoltare le condivisioni e realizzare quanto l'utilizzo di un semplice simbolo, qual è l'albero, possa aiutare a comprendere come l'immagine che ci siamo creati di noi stessi spesso non corrisponda alla nostra essenza più profonda. Osservando il proprio albero, a fronte di una richiesta inaspettata a farlo, può accadere di trovarsi di fronte ad una visualizzazione che la nostra mente critica non accetta e giudica. A quel punto l'identificazione con l'albero diviene faticosa e si tende a stravolgerla, adattando l'immagine ad un albero che si ritiene più corrispondente alle proprie esigenze, ripristinando, quindi, l'immagine mentale che abbiamo di noi stessi. Questo atteggiamento crea un velo illusorio tra chi desideriamo essere e chi, invece, siamo veramente. Vi è un profondo lavoro di accettazione da portare avanti per sciogliere questo velo: un percorso teso a realizzare ed accogliere le proprie paure e debolezze, a disgregare gli schemi mentali derivanti dall'educazione e l'attitudine al giudizio. Poco per volta, l'albero si trasforma a svelare la nostra natura e la sua intrinseca bellezza.