giovedì 13 dicembre 2018

LA SCRITTURA

Ci sono periodi fertili e altri più poveri di parole. 
In realtà,  questo momento è per me denso di idee e di parole,
ma sono tutte concentrate nel mio primo romanzo. 

Non pensavo fosse una tale fatica: erroneamente credevo che scrivere romanzi fosse una passeggiata. In realtà lo è, ma a piedi e fin sulla cima dell'Everest. Per questo motivo dedico poco tempo al blog.
Abituata a scrivere saggi mi sto confrontando con un mondo che mi è totalmente estraneo sia per il linguaggio sia per il modo espressivo. Ho dovuto accantonare la capacità di sintesi che mi è propria e, gradualmente, imparare a soffermarmi sulla realtà, assaporandola, annusandola, ascoltandola, toccandola.
Per come sono fatta, è un passaggio superimpegnativo. Devo accantonare quell'oggettività che mi è costata anni di sacrifici per calarmi nella soggettività dei personaggi e da buon regista farli muovere con coerenza e logica.
Il divertimento di questa nuova avventura è fagocitato dallo sforzo necessario alla mia trasformazione, ma sento profondamente l'urgenza di quest'opera. Sono pronta a trattare argomenti delicati di cui è importante scrivere e ho scelto di farlo con il romanzo per alleggerire il peso delle parole.
Questa decisione sta ribaltando le mie percezioni e mi porta, ancora una volta, a guardare alle cose cambiando prospettiva. 

"Così in alto, così in basso" scriveva Ermete Trimegistro
e ricordo questa frase ogni singolo giorno
quando mi appresto a scrivere 
calandomi nelle dinamiche umane con tutta me stessa.







6 commenti:

  1. Eh sì ♡
    Interessante ciò che dici ♡
    Spero ti regali le soddisfazioni che meriti.
    Da quel che leggo e come lo hai scritto: Sicuramente^^

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  2. Certo che sì! E' un percorso di crescita affascinante, anche se molto faticoso. Grazie del commento!

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  3. Complimenti è in bocca a lupo.❤

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  4. Molto interessante! Anche perché anch'io, dopo una vita che scrivo altro, sto per cimentarmi in un romanzo. Ma non ho mai creduto che fosse una passeggiata, te l'assicuro!

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    1. Inconsapevolezza la mia. Mi piace scrivere storie e lasciavo l'immaginazione condurmi seguendo le immagini e i personaggi. E' sempre stato un lasciar fluire. Credevo che con il romanzo fosse lo stesso. Ma ahimè, non è affatto così: non sono i personaggi a condurti, ma il contrario. Non pensavo ci fosse un così grande lavoro dietro alla stesura di un romanzo e sto imparando pian pianino ... Cosa scrivi Rossella, di altro intendo?

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