lunedì 3 ottobre 2016

L'AMORE NON PUO' DONARE LA VITA AI SASSI

1 SE E' AMORE, AMA I SASSI PER QUELLO CHE SONO
2 SE E' AMORE, ACCETTA I SASSI PER QUELLO CHE SONO
3 SE E' AMORE, NON NUTRE ASPETTATIVE 
E  SI DONA CON DISCERNIMENTO

LA DOMANDA NASCE SPONTANEA:
MA L'AMORE NON PUO' TUTTO?

CERTO, MA NEL RISPETTO DELL'AMORE STESSO.







sabato 1 ottobre 2016

OGGI, UNA FIABA

LO GNOMO E L’ANGELO

Il piccolo gnomo lo osservò. Era la prima volta che vedeva un angelo precipitare a terra.
La creatura alata si scrollò di dosso la polvere e la rabbia: dove era capitato? E cosa gli stava accadendo?  Cosa ci faceva in quel bosco? E chi era quell’esserino alto due piedi che lo fissava con tale insistenza? Cosa voleva da lui?
L’angelo voleva semplicemente starsene solo. Il ricordo di quel fuoco ancora gli bruciava le ali.
Si sentiva appesantito e confuso.
Lo gnomo, divertito, lo apostrofò: “E’ la terra. Non è così male quando ti ci abituerai”.
“Non ho nessuna intenzione di abituarmici” rispose stizzito l’angelo scrollando le ali.
“Perché mai?” chiese incuriosito lo gnomo.
“Perché appartengo al cielo”, che domande.
Lo gnomo scoppiò in una sonora risata e fece notare all’angelo quanto il contesto non si addicesse ad una tale affermazione. Anzi. “Osserva le tue ali, dubito tu possa volare ancora” sussurrò lo gnomo con dolcezza per non ferirlo.
L’angelo guardò le ali e si arrese alla tristezza. Una lacrima con i colori dell’arcobaleno solcò il suo viso e scivolò a terra. Altre lacrime scesero ad accompagnare i suoi passi nel bosco.

Gli anni passarono e il ricordo di quel momento fu dimenticato. Fino a quel giorno.
Il giorno in cui gli occhi dell’angelo incontrarono nuovamente lo sguardo dello gnomo e in esso si persero sentendosi a casa. Il cielo riempì il cuore dell’angelo che ritrovò nella terra le sue radici.





mercoledì 28 settembre 2016

LA LIBERTA'


"La libertà è un retorico miraggio, finchè è proiezione della dipendenza della coscienza dal sensibile, onde l'uomo si rappresenta la propria autonomia come affermazione di sè nel mondo dei sensi, o come velleità di potenza, o come lattiginoso universalismo mistico: forme diverse di una malattia che finisce sempre col pesare sui più deboli della collettività. 
L'alternativa in sostanza apre il varco alla scelta volitiva dell'autocoscienza: il mondo infero può divenire ambito di realizzazione del mondo supero, grazie allo svincolamento della coscienza dalle forme dell'apparire, che normalmente la condizionano oltre la loro necessaria funzione nella sfera del sensibile. L'apparire, infatti, non parla alla coscienza dell'Io, bensì alla brama, che può manovrare la coscienza in quanto coscienza riflessa."
....
"Le forze del passato si proiettano nell'avvenire come brama, condizionando l'uomo che non le conosce e tuttavia crede di agire indipendente da esse."


Scaligero è un autore molto difficile. Richiede tempo per una comprensione approfondita ed essa  si può realizzare solo se i passi fatti nel percorso la permettono. I suoi scritti sono prezioso scrigno di insegnamento e di riflessione. 
Mi piace questo estratto di Scaligero: lo trovo particolarmente significativo osservando quanto sia faticoso per l'uomo odierno non identificarsi con il mondo sensibile e perseguire al suo interno l'affermazione di sè. La ricerca di un riconoscimento nell'ambito sensibile fa parte della brama che manovra la coscienza in quanto coscienza riflessa e svia l'uomo dalla realizzazione interiore.

martedì 27 settembre 2016

WEBINAIR GRATUITO : DAL CORAGGIO DI ASCOLTARSI AL RITMO DEL CORPO

GIOVEDI' 6 OTTOBRE 2016 alle ORE 21,00
in collaborazione con NouritiMilano.com 
Centro Olistico Online

Cliccare sul link per iscriversi:



Un viaggio interiore fatto di scalini, di salite e di discese, di soste, di ostacoli e di completamenti, di porte da aprire e da chiudere, di dolore e di gioia, di paure e di coraggio, di disagi e di benessere.
Un viaggio meraviglioso, che pur sembrando scontato, come tutte le cose a portata di mano, non lo è mai.
Un viaggio nei pensieri e nella memoria, nei rigidi schemi della mente e del giudizio, nel variegato mondo delle emozioni, delle paure e delle debolezze, 
per imparare ad ascoltarsi, conoscersi, comprendersi ed accettarsi.
Un viaggio nel corpo, per sperimentarne le tensioni, le posture, i movimenti e gli automatismi, e maturare la consapevolezza necessaria a trasformarli.
Un viaggio nel cuore alla riscoperta di chi siamo per tornare ad amarsi con totalità e vivere ogni giorno con empatia e spontaneità, in armonia con la natura e con tutto ciò che ci circonda.
Un viaggio di esperienze individuali, di crescita e di condivisione, unico, ma allo stesso tempo parte di una rete di percorsi, dove ogni nodo è indissolubilmente collegato a tutti gli altri ed ogni elemento esiste in quanto in comunicazione con tutti gli altri.
Nel webinair vorrei condividere la mia avventura ed ascoltare le vostre, per guardare alle cose cambiando prospettiva e crescere insieme.
Da cuore a cuore.

domenica 25 settembre 2016

LA CONDIVISIONE

In questi giorni sto leggendo l'autobiografia di Lowen - Onorare il corpo - e mi sono soffermata a riflettere sul concetto di condivisione per comprendere meglio le difficoltà, di cui io stessa ho fatto esperienza, che si manifestano spesso  in questo passaggio di cuore. 
Lowen scrive: "Per gran parte della mia vita ho lavorato per rimettere il corpo al suo posto, in posizione centrale nella gerarchia della personalità, come fondamento del nostro essere e base della nostra sessualità. Perchè non avevo chiarito la mia posizione quando avevo creato l'approccio bioenergetico per la comprensione e il trattamento dei problemi emozionali? La risposta sta nella mia struttura di personalità, che è divisa a sua volta. La mia identificazione con il corpo è sempre stata a livello di sopravvivenza e di piacere, mentre quella con la mente era basata sul successo e sulla superiorità. Era solo a livello della mia capacità individuale che potevo dimostrare di essere bravo come gli altri, se non migliore."
In queste parole vi è un messaggio importante. Se non vi è chiarezza in noi difficilmente saremo in grado di trasmetterla ad altri. Inoltre, se non avremo elaborato in profondità le nostre debolezze, queste condizioneranno inevitabilmente le nostre parole e il nostro agire. Questo potrebbe dar adito al pensiero che non si è mai pronti a condividere e devo ammettere che questo pensiero è stato il mio primo blocco nella scelta della stesura del "Coraggio di ascoltarsi". Gli eventi hanno agevolato il mio mettermi in gioco permettendomi di elaborare la debolezza che mi tratteneva.  Le esperienze dolorose che hanno caratterizzato la mia scelta di condivisione, hanno altresì delineato i passaggi più importanti della mia crescita. Le persone che si sono avvicinate a me nel tempo sono sempre state uno specchio con cui condividere un tratto di percorso per imparare reciprocamente le une dalle altre: si trattava infatti delle persone con cui ero pronta a lavorare. Questa reciprocità si manifestava in entrambe le direzioni all'inizio della relazione, ma se la crescita non era condivisa portava inevitabilmente alla separazione dei percorsi per aprire nuove vie. Il mio ego subì in questi continui passaggi di condivisione e divisione un'importante limatura. Questo processo favorì la crescita della consapevolezza e con essa del discernimento. L'unicità e i tempi di maturazione individuale sono valori inalienabili della persona. Questa presa di coscienza deve dirigere pensieri, azioni e sentire. E spesso il silenzio è la miglior risposta.



martedì 20 settembre 2016

RIFLETTIAMO SUL POTERE

" Più potere abbiamo, più ci sembra di sentirci sicuri. Chi confida nel potere ha sempre l'impressione di non averne abbastanza per una sicurezza totale. E questo perchè la sicurezza totale non esiste. E il nostro potere sulla natura o sui nostri corpi è certamente limitato. 
....
La fiducia nel potere come garanzia di sicurezza è un'illusione che mira la vera fede nella vita e conduce inevitabilmente alla distruzione. A parte il fatto che non si riesce mai ad avere abbastanza potere, c'è anche la possibilità di perderlo. Al contrario della fede, il potere è una forza impersonale e non fa parte dell'essere di una persona. Può passare ad un'altra persona o ad un'altra nazione. Siccome il potere è concupito, chi lo possiede è oggetto di invidia. Se non altro, non può riposare tranquillo e sicuro, perchè sa che altri stanno eternamente tramando per toglierglielo di mano. Così il potere crea una strana contraddizione: mentre sembra fornire un certo grado di sicurezza esterna crea uno stato di insicurezza sia nell'interno dell'individuo, sia nei rapporti con gli altri."

Lowen - La depressione e il corpo



Bellissima riflessione di Lowen. In una realtà in cui molti ricercano il potere nella materialità si è perso di vista il potere interiore della libera scelta. 
La nostra attenzione puntata all'esterno ci distoglie dalla consapevolezza di sottostare a molte delle situazioni in cui siamo coinvolti per l'incapacità ad assumerci la responsabilità di una scelta al di là degli schemi dell'educazione e del giudizio. Abbiamo  così paura di perdere l'immagine che ci siamo costruiti da soffocare la nostra natura più profonda in favore di un potere illusiorio che ci faccia sentire vivi. 

domenica 18 settembre 2016

IO NON SONO UN'IMMAGINE

Non mi identifico con l'immobilità di uno scatto, di un ruolo, di un'idea.
Fluisco con la vita e mi espando con essa.
I miei occhi specchiano i mutamenti della mia anima,
 i pensieri, le parole e i movimenti seguono il sentire.
Vivo il presente cercando chiarezza nella consapevolezza,
 accogliendo ogni esperienza.
Vivo la trasformazione:
cammino, cado, mi rialzo, osservo, mi fermo, riparto, cresco
senza rimpianti e senza aspettative.
Vivo nel mondo,
ma ascolto il mio cuore.