lunedì 24 febbraio 2020

IL RE DELLA CORONA

C'era una volta in un lontano paese d'Oriente il Re della Corona. Il suo potere subdolo e invadente aveva fatto parlare di sé l'intera galassia. Si diceva potesse penetrare l'anima delle persone con un solo soffio e invaderla fino a limitarne il respiro. La paura che fosse in grado di dominare l'umanità iniziava ad essere plausibile di fronte all'incapacità umana di erigere barriere in grado di fermarne l'invasione. La caccia al contagiato seminò terrore e follia di fronte al fumoso aleggiare del potere senza confini del Re della Corona.
C'era chi osservava da dietro la finestra, chi sputava dichiarazioni, chi negava la sua stessa esistenza, chi viveva nel terrore, chi si ammalava e chi vi soccombeva.
Tutti guardavano con curiosità chi riusciva a sopravvivere all'invadenza del Re della Corona: esisteva allora una formula magica in grado di non rimanere soggiogati dal suo indomito potere di conquistatore?
I fanciulli sembravano conoscerne il segreto. Che la loro vitalità fosse più forte della morte? O forse era la loro innocenza a non trattenere il potere della Corona? Non era dato sapere e fior di scienziati passarono intere settimane a studiare le strategie del Re della Corona senza riuscire a prevederle.
Rivoli di potere invasero vie, paesi, città e intere regioni. Il cibo iniziò a scarseggiare e l'odio a mettere radici. La frustrazione dell'impotenza si impadronì delle menti e si espanse tutt'intorno seminando vuoto e inconsapevolezza. 
Il Re della Corona poteva regnare incontrastato. 
I medici smisero di fare i medici, gli infermieri smisero di soccorrere i malati e i malati morirono tra lo sguardo indifferente di coloro che tutelavano la propria incolumità a qualunque prezzo.
Nell'isola che non c'è una bambina, la Regina delle Acque, osservava con attenzione il rannuvolarsi del cielo: qualcosa stava cambiando nell'aspetto delle nuvole. Si erano fatte più dense e scure, tanto che i raggi del sole non potevano più penetrarle. 
Quando il giorno si trasformò in notte, la piccola Regina sentì che era arrivato il momento di intervenire. Si recò alla cascata sacra con doni di terra e attese fiduciosa una risposta per sei lunghi giorni e sei notti. Il Drago dalle tre teste arrivò all'alba del settimo giorno. La bambina lo attendeva. Si voltò verso di lui e lo osservò mentre inalava le nuvole scure e le sputava come lingue di fuoco a incenerire tutto ciò che lo circondava. 
La bambina divenne acqua, trovò riparo nella cascata e inviò il suo richiamo all'oceano affinché le sue onde si elevassero fino al cielo per confondersi con le nubi. Il Drago dalle tre teste le aspirò con voracità e un fiume d'acqua irrorò il terreno bruciato. Una, due, tre volte ... finché il Drago, esausto, crollò in un sonno profondo. La Regina delle Acque, a quel punto, gli si avvicinò e ne accarezzò le teste trasformandole in sorgenti di acqua cristallina. 
Ancora oggi si dice che la Montagna della Conoscenza ebbe origine tanti secoli fa dal corpo di un Drago a Tre Teste. I bambini si recano spesso su quella Montagna per giocare nei pressi delle sue magiche sorgenti dove si narra viva una bambina bionda, bellissima e regale, la cui voce cristallina si ode prestando ascolto alla Cascata del Potere. 
Del Re della Corona resta solo un vago ricordo nelle storie dei vecchi quando raccontano ai nipotini dell'epoca in cui l'aria era diventata così carica di rabbia e di odio da diventare velenosa.








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