giovedì 2 maggio 2019

INSEGUENDO IL SOGNO DI ESSERE SE STESSI

Capita a volte di fermarsi e di rendersi conto che ci si comporta in funzione dell'idea che si ha di se stessi. Un'idea maturata nel tempo a seguito dell'esperienza.
L'esperienza infantile ci ha indotto ad assomigliare ai modelli che ai nostri occhi di bambini  ci sembravano migliori e, allo stesso tempo, ad allontanarci da quelli che ci apparivano come deludenti.
L'esperienza adolescenziale ci ha buttato nella mischia confondendoci le idee nel tentativo di essere accettati dal gruppo.
In ambito lavorativo abbiamo imparato il compromesso e abbiamo fatto i conti con il controllo.
Insomma, può capitare che l'immagine che vogliamo trasmettere non ci appartenga, ma sia un patchwork di tessere che ci siamo cuciti addosso crescendo. E quando lo si realizza si inizia a percepire il peso della coperta di Linus che ci trasciniamo dietro.
E alla fatidica domanda: "Ma chi sono veramente?" ecco arrivare la crisi.
E' difficile depurare il sentimento dal filtro della razionalità. Se ci si focalizza su una scelta in particolare, ad esempio, ci si rende conto di quanto essa sia condizionata dalle nostre paure, dalle nostre fragilità e dalle nostre aspettative. Se potessimo decidere di pancia probabilmente andremmo da tutt'altra parte. E perchè non abbiamo il coraggio di seguire il sentire? 
Perchè siamo dei cagasotto diamantati. Amiamo la quiete dell'abitudine e guai a chi ci tocca la parvenza di stabilità che essa ci trasmette. 
Mettersi in gioco è faticoso. Essere se stessi lo è ancor di più.







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