giovedì 4 agosto 2016

PERCHE' NON ESISTONO RISPOSTE ADEGUATE PER MOLTE DOMANDE?

Quante volte ci ritroviamo con domande senza risposta o con risposte inadeguate a soddisfare la nostra comprensione? 
Capita spesso. Credo faccia parte del mistero della vita e sia in relazione con la nostra maturità interiore. Sì, perchè le risposte arrivano con il tempo e sempre quando siamo pronti ad accoglierle. Magari non ci piacciono affatto, ma dobbiamo prendere atto che, oltre il velo che la nasconde, c'è una risposta che ha una lezione importante da offrirci. A volte proprio noi abbiamo scelto di indossare quel velo per percorrere un cammino di crescita e di comprensione più profonda di noi stessi. Si tratta di un velo che annebbia la nostra capacità di discernimento e che si ispessisce  grazie alle nostre paure e debolezze. Un velo che ci nasconde la realtà oggettiva  che non siamo preparati ad affrontare. Il cammino supporta la maturazione necessaria allo svelamento. 
Quando il velo cade ci avvolge una percezione di smarrimento e  di incredulità. Ci osserviamo con stupore e non ci capacitiamo della nostra prolungata cecità. 
E' il momento di fare i conti con noi stessi e di rimettere in discussione i presupposti che ci hanno indirizzato verso quel tipo di percorso. 
E' il momento dell'umile consapevolezza. 
E' il momento della scelta. 
E' il momento della trasformazione.





giovedì 28 luglio 2016

IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI E IL RITMO DEL CORPO AL FORTE DI FENESTRELLE

Mercoledì 3 Agosto 2016
alle ore 16,00

AL FORTE DI FENESTRELLE

per maggiori info: FENESTRELLE 2016

Donatella Coda Zabetta
presenta i suoi libri:




lunedì 25 luglio 2016

APERTURA DI CUORE

Quella piccola margherita non era mai stata così felice di sbocciare.
Il suo seme aveva accolto il calore della terra e la fluidità dell'acqua piovana
per maturare e dar vita ad un fragile stelo
la cui forza intrinseca era così intensa
da permettergli di crescere tra le rose di un piccolo giardino.
Era stremante per la margherita farsi strada tra le tante spine che la circondavano, 
ma la sua tensione verso il sole era tale da focalizzare tutta la sua attenzione.
Essa sapeva naturalmente che la sua bellezza era effimera
e che il manifestarla era la sua vita. 
Impavido il suo stelo tenero e flessuoso continuò la sua ascesa verso il cielo 
e quando la luce e il calore del sole lo inondarono 
il fiore bianco aprì la sua corolla tra i petali di rosa.
Non avevano importanza le difficoltà incontrate 
nè le ferite subite dal suo stelo e dalle sue foglioline durante la crescita.
Non aveva importanza il fatto che le rose avrebbero potuto oscurare la semplicità della sua bellezza.
La piccola margherita gioiva della sua realizzazione.








domenica 24 luglio 2016

CRESCITA E LIBERTA'

Crescita e libertà crescono insieme. Con la consapevolezza aumentano anche le possibilità di scelta a  nostra disposizione. Quando non siamo più diretti da aspettative, attaccamenti, debolezze, insicurezze e paure, maturiamo in noi stessi la libertà della scelta.  Il nostro agire diviene consapevole e il nostro essere si espande, non più rinchiuso dagli angusti confini di un io diviso tra "giusto" e sbagliato". I termini dualistici perdono il loro significato di separazione e ne viene svelata la loro relatività.  




giovedì 21 luglio 2016

LA DANZA DELLA DAKINI

Un filo sottile radica i suoi piedi a terra.
Un filo sottile eleva le sue braccia al cielo.
Memore di questi legami
lei danza
con leggerezza
il gioco della vita.


QUELLA LINEA SOTTILE CHE SEPARA LA CONSAPEVOLEZZA DALL'INCONSAPEVOLEZZA

Spesso la vita ci pone di fronte a scelte difficili perchè ci coinvolgono in profondità risuonando con le nostre debolezze e le nostre paure. Scelte ancora più difficili quando indirettamente toccano ferite antiche e rimarginate con grande difficoltà. Mantenere centratura e consapevolezza richiede distacco e osservazione imparziale. 
Di fronte ad una frase nel presente che ci ha già colpito e affondato in passato, la prima cosa da fare è non dimenticarsi di respirare, a fondo e con calma. Successivamente è importante chiedersi come mai questa frase si riproponga regolarmente nella nostra vita e se ci ferisca ancora. Sicuramente ci pone di fronte a qualche debolezza del nostro vissuto che abbiamo faticato ad accogliere e che ci ha creato grande sofferenza. L'impatto che la frase incriminata avrà su di noi sarà molto significativo, in quanto ci mostrerà se siamo cresciuti: forse ce la sentiamo ripetere proprio per verificarlo. Solitamente quando ci sentiamo bersagliati, viviamo la consapevolezza della nostra solitudine e il modo in cui la percepiamo farà la differenza. Se abbiamo accolto la nostra debolezza quella frase avrà il potere di mostrarci qualcosa in più della persona che l'ha proferita. Questo potrà piacerci o non piacerci, stupirci e destabilizzarci o magari semplicemente svelare qualcosa che non avevamo voluto vedere.
Ritengo che le prese di coscienza siano sempre ottimi spunti di partenza per nuovi percorsi. Nel momento in cui divengo consapevole acquisisco chiarezza su me stesso e sull'altro, sciogliendo le dinamiche che spesso hanno vincolato la relazione e donando linfa vitale alla coerenza con il proprio sentire. Si tratta di ristabilire un nuovo equilibrio, proprio come avviene in natura quando un habitat viene scosso da un mutamento. Sarà importante essere aperti e ricettivi alla trasformazione e disponibili a lasciar andare le zavorre per volare leggeri verso orizzonti inesplorati.




mercoledì 20 luglio 2016

L'IMPULSO A ESSERE

Estratto da L'uomo Superiore di Bennet :

"L'impulso a essere, che ha il suo culmine nell'amore, si radica in noi per mezzo della sensazione del vuoto. Però è annebbiato dal nostro "spasmodico desiderio di esistere", l'impulso a riempirci di cose esterne. Dobbiamo disilluderci rispetto al mondo e a ciò che ci può dare: dobbiamo capire che le nostre emozioni non devono dipendere da ciò che ci proviene dal mondo esterno."





Queste parole di Bennet sono un prezioso spunto di riflessione. Se mi apro all'ascolto visualizzo due forze opposte e contrarie: una diretta all'esterno a supportare "lo spasmodico desiderio di esistere" e l'altra volta all'interno tesa a ricercare il significato delle cose. Fin da piccola percepivo la spinta interiore a entrare nelle cose, ma per anni l'ho manifestata cercando fuori di me le risposte che scoprii solo successivamente essere dentro di me. Ci si potrebbe domandare il significato di queste due forze che ci caratterizzano. Gurdjieff rispondeva in modo molto semplice a questa domanda, rivolgendosi a coloro che erano con lui al Prieurè: "Se siete venuti qui è perchè avete capito la necessità di lottare con voi stessi e solo con voi stessi. Pertanto ringraziate tutti coloro che vi danno la possibilità di farlo." La lotta con lo stato di schiavitù della nostra natura emotiva è quasi impossibile se siamo isolati dagli altri: tuttavia non è semplice essere capaci di trarre insegnamento dal mondo esterno.
Ci vuole grande apertura per percepire direttamente come sono le cose, in quanto lo si può fare solo attraverso la partecipazione e l'entrata nelle cose stesse.