sabato 22 agosto 2015

IL VALORE DEL SAPERE

Estratto da "Reincarnazione e karma" di Massimo Scaligero:

"L'ESPERIENZA INTERIORE INDIVIDUALE DEVE PARLARE, 
PIUTTOSTO CHE L'INAPPUNTABILE SAPERE, 
CHE, MALGRADO LE MIGLIORI INTENZIONI, 
ESTINGUE L'ELEMENTO PERENNE DELL'INSEGNAMENTO 
CON L'ALIBI DELLA FEDELTA' AD ESSO."


Quando ho letto questa frase di Scaligero, il mio cuore ha sorriso. Si riferisce a qualcosa che sento profondamente e che condivido. Ritengo l'esperienza individuale la base della crescita, così come sento che un buon insegnamento debba lasciar liberi coloro che si avvicinano ad esso e insegnare loro a muoversi autonomamente, riscoprendo le proprie potenzialità e arricchendo quanto imparato con la propria unicità. L'evoluzione è movimento e cambiamento, se così non fosse l'uomo sarebbe rimasto un clone a se stesso.  
L'insegnamento perde inevitabilmente la sua valenza oltre il circolo di coloro che hanno vissuto a stretto contatto con il Maestro e ne hanno assaporato l'onda energetica. Chi è stato in grado di creare un insegnamento ha illuminato la via e quelli che gli si sono avvicinati erano i pochi pronti a coglierne il valore. La storiografia ci mostra con grande chiarezza quanto i veri Maestri siano stati osteggiati dalla gente della loro epoca e siano stati compresi solo parecchio tempo dopo. 
I precursori di nuove idee si trovano inevitabilmente a lottare contro l'abitudine degli schemi mentali e della moralità e per questo motivo devono avere una grande forza interiore e accettare il sacrificio loro richiesto. Chi li avvicina è pronto a percepirne la forza, ma non sempre è pronto a ritrovarla dentro di sè: questo fa sì che viva di luce riflessa durante la vita del Maestro, ma non abbia la capacità di rielaborare il vissuto a sua volta per trasformarlo e offrire nuovi stimoli assonanti con l'evoluzione dell'uomo, che nel frattempo è cambiato. Risulta scontato che l'insegnamento perde a poco a poco la sua valenza illuminante, per trasformarsi in sterile conoscenza. Se poniamo il caso che venga trasmesso per sentito dire da coloro che non erano pronti a comprenderlo, oltre a perdere la sua valenza, ne risulta svilito. 
Eppure viviamo nell'epoca dell'insegnamento rivisitato con nomi eclatanti, ma spesso non supportato da una rielaborazione esperienziale di tipo individuale. Così ci riempiamo la testa di nozioni, legandoci ben stretti al nostro ego ridondante e sentendoci illuminati.

venerdì 21 agosto 2015

L' EQUILIBRIO, ESPRESSIONE DI LIBERTA'

In questo periodo sto leggendo alcuni volumi di Massimo Scaligero. Mi erano stati consigliati dal mio editore a settembre dell'anno scorso in occasione del convegno di Cattolica. Quando arrivai a casa, iniziai a leggerli, li trovai complicatissimi e li riposi in biblioteca. Non ero pronta. Qualche settimana fa scelsi di riguardarli e li sto leggendo con grande interesse. Sono un dono prezioso, ma sono stati necessari altri passi nel cammino per potervi accedere. 
Da oggi posterò qualche estratto particolarmente significativo, cercando di fare del mio meglio per renderlo semplice e accessibile: da "Reincarnazione e karma" di M. Scaligero - Edizioni  Mediterranee:

"L'uomo crede erroneamente che lo spirituale sia quello che egli si aggiusta come tale dentro di sè: ma proprio questo spirituale arrangiato nella psiche, deve sparire, se al suo luogo deve esserci autentico contenuto spirituale: se vuole che il reale Sovrasensibile penetri nell'anima. Ma a ciò il veicolo attuale dell'uomo è la libertà. Un energico sforzo di liberazione dell'Io dall'antica anima senziente-razionale, mediante l'ascesi del pensiero, è richiesto all'iniziato moderno. Ad ostacolare tale possibilità oggi esistono correnti spiritualistiche che trattano i loro seguaci come bambini da guidare verso il Sovrasensibile mediante una somma di conoscenze gnostiche, ritualismi, simbolismi, una minuziosa filologia esoterico-critica, un tradizionalismo pregno di nozioni mistiche. A questi discepoli viene impedito, mediante una sorta di esaltazione cognitiva, lo sviluppo della qualità essenziale dello Spirito dell'attuale epoca: l'attività delle pure idee, che sola può dare contenuto vivo al formalismo esoterico. In tal senso lo Spiritualismo esercita una funzione non diversa da quella del Materialismo. Ambedue hanno il compito di impedire che l'uomo scopra in sè la sorgente della forza e da essa senta scaturire il suo essere libero: non vincolato alla dialettica della Materia, ma neppure a quella dello Spirito. Vero metodo esoterico è quello che dà modo di ritrovare la pura forza-pensiero oltre la forma dialettica."

Ho scelto di postare questo pensiero in quanto evidenzia due tratti evolutivamente molto importanti per l'uomo attuale: la libertà e il potere personale. Libertà che si manifesta non solo attraverso il superamento del filtro mentale creato dagli schemi dell'abitudine, dagli attaccamenti e dal coinvolgimento emotivo, ma anche grazie al distacco dalla propria storia personale di tipo karmico. Ci sono esperienze che abbiamo scelto consapevolmente per crescere ed evolvere, prima dell'incarnazione, e che in qualche modo danno vita al nostro destino. Inevitabilmente ci troviamo davanti agli effetti di cause che noi stessi abbiamo generato antecedentemente, pur avendone perduta la memoria (il karma). L'esperienza rappresenta, a questo proposito, la base per la conquista dell'autocoscienza e della libertà. La spiritualità a cui fa riferimento l'estratto di Scaligero fa leva al contrario sull'ego individuale vincolandolo a restare tale e fermandone il divenire evolutivo. Si tratta di una forma di schiavitù (che sia legata alla conoscenza, agli effetti speciali o all'illusione poco importa, in quanto tale rimane, pur assumendo forme differenti a seconda delle debolezze individuali) che allontana sempre più l'uomo dalla propria libertà e dal proprio potere personale. Spesso si sente osteggiare il Materialismo, ma raramente si fa menzione ad uno Spiritualismo altrettanto estremo. Essere spirituali è stare in equilibrio, vivendo con intensità ciascuna esperienza, traendone insegnamento e forza per assumersi  la responsabilità di scegliere con libertà il proprio percorso.

PS: temo di essere stata troppo complicata, nel caso avvisatemi. Sono pronta a leggere e comprendere Scaligero, ma forse non sono ancora pronta a trasferirne i concetti con semplicità.





domenica 16 agosto 2015

LO ZOO UMANO

Mi piace osservare le persone. Ascoltarle. Sentirle. 
In questo periodo si possono incontrare tantissimi tipi di persone, ma ad accomunare la maggior parte di loro è la gabbia dorata in cui sono addormentate. Una prigione fatta di insicurezze, paure ed emozioni, che lascia trapelare solo le loro debolezze.
C'è il tipo arrabbiato perenne che urla e sbraita per un nonnulla, c'è il tipo vittima delle angherie del mondo intero, c'è il tipo "sto così male" che ti snocciola con facilità un elenco di malanni da far invidia ai reparti di un ospedale, c'è il tipo "so tutto io" che ti insegna a vivere, c'è il tipo depresso che  appena lo incontri rabbuia il sole, c'è il tipo "fulminato" che elargisce agli altri pillole di saggezza e ha mille problemi lui stesso, c'è il tipo di "potere" che deve mostrarsi sempre migliore e più dotato di tutti gli altri così come c'è il tipo "non valgo nulla, fai di me quello che vuoi perchè non credo in me stesso", c'è il tipo "aspettativa" alla continua ricerca di risposte ... da chi gli capita a tiro, c'è il tipo sognatore che ha fatto dell'illusione la sua realtà e guai a toccargliela, c'è il tipo "manipolatore" che se posso guadagnare qualcosa dalla tua debolezza non ci penso due volte, c'è il tipo "lavoratore indefesso" che non sa staccare e pensare ad altro che al lavoro e c'è il tipo "disinstallato" che il collegamento l'ha perso da tempo, c'è il tipo ipocrita che dire quello che pensa è impossibile e c'è il   tipo buldozzer che la sua verità la spara a zero su tutti indistintamente, c'è il tipo egoista della serie esisto solo io e c'è il tipo così altruista da dimenticarsi di esistere, c'è il tipo che la diversità è un dramma e c'è l'estremista che fa della diversità una bandiera per dichiarare guerra ...
Insomma ce n'è per tutti i gusti. Non fosse che quelle gabbie mettono una grande tristezza, ci sarebbe da divertirsi un bel po'.




sabato 15 agosto 2015

LASCHIAMO LE VELE

E' bello abbandonarsi al vento della vita.
Accogliere ogni esperienza senza nutrire aspettative.
Vivere ogni relazione con serenità e in assenza di giudizio.
Accettare le proprie imperfezioni con leggerezza.
Volersi bene e arrendersi all'amore.
Per essere liberi.
Liberi di essere.




giovedì 13 agosto 2015

RIPOSARE

Ci sono momenti nella vita in cui il riposo diviene un bisogno prioritario. 
Siamo abituati a correre freneticamente tutti i giorni e il nostro corpo deve potersi ricaricare per stare bene. Solo che spesso siamo talmente focalizzati all'esterno sulle cose da fare, sugli impegni da mantenere, sulle relazioni da seguire ... che ci dimentichiamo di dedicare attenzione a noi stessi, ignorando la stanchezza che ci caratterizza.
A poco a poco non ci ascoltiamo più e il nostro corpo deve inventarsi segnali sempre più eclatanti per fermarci: così ci ammaliamo. Il problema è che quando ci fermiamo nella malattia, difficilmente riusciamo a ottenere quel riposo ristoratore di cui avremmo necessità. 
Vi siete mai chiesti perchè quando si inizia un periodo di stacco dal lavoro solitamente emergono mille piccoli acciacchi? La vacanza è il momento ideale per scaricare tutte le tensioni e lo stress accumulato nei mesi invernali. Abbiamo tirato la corda continuamente senza mollarla mai e di colpo la lasciamo andare e ci schiantiamo al suolo sotto il peso degli sforzi fatti. E questo peso ce lo sentiamo tutto rovinosamente addosso di punto in bianco. E passiamo le vacanze a porvi rimedio per essere pronti a ricominciare.
Oggi propongo la giornata della siesta. Non è necessario essere in vacanza per potersela permettere. Basta ricordarsi di cambiare ritmo e dedicarsi anche solo 10 minuti di stacco ogni tanto. 
Non si tratta di un'impresa irraggiungibile se la facciamo rientrare nelle nostre priorità. 
10 minuti solo per noi stessi a fare quello che ci piace: un pisolino, una passeggiata, un buon libro (il mio ;-)), un po' di musica o semplicemente un meraviglioso dolce far niente.



mercoledì 12 agosto 2015

CAMBIAMENTI

I cambiamenti accompagnano la nostra vita regolarmente. Difficilmente il tempo scorre sempre uguale e questo permette alla nostra vitalità di emergere e manifestarsi.
Se la stabilità e la sicurezza da un lato ci fanno sentire protetti, dall'altro rendono il nostro mondo povero di esperienze. Al di là di questa considerazione, tendiamo a vivere ogni eventuale ingerenza nella nostra routine quotidiana in modo molto soggettivo.
Vorremmo programmare il nostro viaggio fin nei minimi dettagli: data e ora di partenza, fermate, cambi di direzione, soste, discese ... forse le poche cose su cui glissiamo sono le salite e la data d'arrivo!
Eppure la vita (o chissà il nostro sè) adora ribaltare i nostri piani. Ci ammaliamo, perdiamo il lavoro, gli affetti ... e la bussola.
Sì perchè ogni evento di questo tipo è in grado di disorientarci più o meno a lungo, inducendoci  a focalizzare l'attenzione sulla parte materiale e organizzativa.
Personalmente mi sono trovata spesso ad affrontare scelte e cambiamenti drastici e a salvarmi dall'atteggiamento "ahimè che sfacelo!" è stata la capacità di centrare l'attenzione sulla parte spirituale. Interiormente ho sempre percepito, forte e chiaro, che l'evento l'avevo in qualche modo scelto o causato io (la parte di me più evoluta) per comprendere qualche dinamica che mi portavo dietro e che ero pronta a risolvere.
Avendo naturalmente un approccio alla vita da "spaccapalle" (permettetemi il termine), non mi è mai stato difficile indagare e rovistare nel mio inconscio alla ricerca della dinamica sotterrata. La risoluzione della stessa prosegue sempre di pari passo con quella del problema materiale. 
Certe volte mi ci sono voluti anni a risolverla, perchè gli "spaccapalle", come ben sapete, sono ossi duri e non mollano la presa facilmente e, spesso, sono proprio di coccio e hanno bisogno di scartavetrarsi contro un muro di cemento per arrendersi all'evidenza dei fatti.
Eppure è una via testata di grande efficacia. 
La trasformazione si è sempre rivelata una scelta verso il benessere e l'armonia e questa consapevolezza mi porta oggi a vivere ogni cambiamento (anche il più faticoso e catastrofico) come una meravigliosa opportunità.



martedì 11 agosto 2015

VULNERABILITA'

Quando ci sentiamo vulnerabili e ci relazioniamo all'esterno, può capitare di incontrare persone molto centrate su se stesse che involontariamente ci feriscano o persone, sempre molto centrate su se stesse, che volontariamente approfittino della nostra debolezza per sentirsi migliori. 
E' quasi automatico identificare la propria debolezza come la causa scatenante del malessere generato dalla ferita subita, e tendere a rifiutare la propria sensibilità "giudicandola". 
Quando ci sentiamo vulnerabili, siamo scarichi energeticamente, tendenzialmente tristi e più aperti alla sofferenza che alla gioia. A ferirci non sono tanto i fatti o le parole di altri, ma l'incapacità a reagirvi. In una situazione di vulnerabilità è facile cedere il proprio potere personale all'altro perchè ci si aspetta qualcosa o si ricerca comprensione. Questo atteggiamento spalanca le porte alla possibilità di essere feriti, non certo la vulnerabilità stessa. La comprensione di questa dinamica è uno strumento importante per centrarsi nuovamente e riprendere in mano il proprio potere personale.
Quando questo passaggio risulta drammaticamente faticoso e fa emergere rabbia e frustrazione?
Quando da bimbi ci siamo sentiti spesso vulnerabili e impotenti di fronte all'azione degli adulti. Questa vecchia ferita, se non adeguatamente elaborata, potrebbe facilmente riprendere a sanguinare in concomitanza di tali situazioni. In tal caso, il senso di impotenza resta indissolubilmente collegato alla percezione della vulnerabilità, scatenando dolore, rabbia e frustrazione. Rabbia a questo punto molto importante, se trasformata adeguatamente, nel presente, alla luce della consapevolezza, nell'energia indispensabile a riprendere le redini della propria vita e del proprio potere personale.
L'altro non può ferirmi perchè io, in realtà, sono libero di scegliere di allontanarmi, di rispondere, di fare scelte differenti, di sciogliere le catene della mia dinamica grazie al suo prezioso aiuto.
E quando alle due di notte mi sveglio agitato e arrabbiato con il "rododendro (il roditore che mi scava dentro)"per qualcosa accaduto durante la giornata che ha ferito la mia sensibilità, respiro profondamente, osservo il mio corpo adulto e scelgo la libertà, ringraziando l'universo per accompagnarmi nella crescita trasformando ogni evento in una meravigliosa opportunità.