giovedì 23 gennaio 2020

SIAMO DIVENTATI CUBICI

Siamo diventati cubici. Ci avviciniamo agli altri notandone gli spigoli e dimenticandoci di averli a nostra volta. Quando le risorse scarseggiano, difficilmente troviamo il modo di relazionarci in modo costruttivo: sventagliamo i nostri spigoli e spigoleggiando difendiamo il nostro spazio senza ritegno alcuno. Cubiamo solo quando troviamo nell'unione un ritorno utilitaristico: in tal caso ci impiliamo senza far storie per raggiungerlo prima. Quando l'obiettivo è raggiunto ognuno per la sua strada a perseguirne un altro. Cambiano alleanze e vie.
Cresciamo piccoli cubici a nostra immagine e somiglianza. L'eco delle nostre parole spesso si ferma all'interno del nostro cubo. Le parole degli altri aleggiano inascoltate nell'aria, rendendola irrespirabile. 
Siamo diventati cubici nelle idee, nei pensieri e nelle azioni. Ci spostiamo per schemi e ci agitiamo quando ce li cambiano. Ci piace inscatolare ogni cosa, persone incluse, ed etichettarla accuratamente.
A volte etichette simili si riconoscono e fanno fronte compatto urlando a squarciagola il loro diritto ad essere viste. Si potrebbe facilmente organizzare il gioco dei quattro cantoni: intanto nel mezzo ci finiscono sempre gli stessi, quelli che hanno i cubi fuori moda o sbilenchi o troppo colorati.
Siamo diventati cubici: vediamo pareti invece di orizzonti sconfinati e soffitti al posto del cielo.

Il cuore in affanno, soffocato nella sua scatola, batte sempre più forte per farsi sentire.





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