giovedì 6 febbraio 2014

E SE CAMBIASSIMO PROSPETTIVA?

Ci sono momenti in cui la quotidianità diventa faticosa e ci sentiamo stanchi e disillusi. 
Tendiamo naturalmente a focalizzare la nostra attenzione sulla sensazione di disagio, donandole sempre più potere. 
Proviamo per una volta ad agire in modo diverso: non lasciamo l'automatismo entrare in azione e dirigiamo il nostro pensiero  ad un luogo che ci fa sentire bene; immaginiamo di sederci in tranquillità abbandonandoci alla  sensazione di pace, calma o sicurezza che ci trasmette ed interiorizziamo la percezione di benessere che ne scaturisce affinché diventi parte di noi. 
Se la visualizzazione non risulta così semplice (il nostro corpo potrebbe non permetterci un adeguato rilassamento) diveniamo parte attiva e dedichiamoci ad un'attività che ci rilassa, 
come camminare, fare giardinaggio, coccolare un animale, ascoltare musica, dipingere, suonare ... 
 Seguendo regolarmente questi consigli, le qualità della gioia e della serenità diverranno gradatamente una parte naturale di quello che siamo. 
Questo non significa che risolveremo d'acchito tutti i nostri problemi, ma, con dei semplici cambiamenti nel nostro stile di vita quotidiano, il vissuto diverrà più leggero, chiaro e spazioso 
e ci donerà la lucidità necessaria ad affrontarli con maggiore oggettività.  



mercoledì 5 febbraio 2014

LA RICERCA DELL'ESSERE


Come un'ape cerca il nettare
da tutti i tipi di fiore,
si cerchino gli insegnamenti dovunque;
come un cervo che va a trovare
un posto tranquillo per pascolare,
si cerchi la solitudine, per digerire
tutto quello che si è raccolto.
Come un pazzo, 
al di là di ogni limite, 
si vada ovunque piaccia,
vivendo come il leone,
libero da tutte le paure.

Da un tantra dello Zogqen 
Il Cristallo e la via della Luce - Chogyal Namkhai Norbu


Spesse volte non abbiamo sufficiente sicurezza da fidarci del nostro sentire e tendiamo ad affidarci a punti di riferimento esterni che riteniamo in grado di offrirci insegnamenti utili alla nostra crescita. Ritengo sia fondamentale mostrare sempre una grande apertura mentale e non precludersi alcuna esperienza che sentiamo di portare avanti, ma è altrettanto importante rielaborare il vissuto attraverso l'ascolto interiore. Affidiamoci a noi stessi, alle sensazioni del nostro corpo e accogliamo solamente gli insegnamenti che sentiamo risuonare nel cuore, lasciando andare gli altri. Non tutti i percorsi sono uguali e proprio nell'unicità individuale risiede la grande ricchezza dell'uomo.

martedì 4 febbraio 2014

IL POTERE DI ADESSO - Eckhart Tolle - Armenia

Oggi vi segnalo un estratto del libro di Eckhart Tolle,  poche parole per riflettere:

"Quando siete in viaggio, vi è certamente utile sapere dove state andando o almeno conoscere la direzione generica verso cui vi state muovendo, ma non dimenticate: l'unica cosa che in definitiva è reale riguardo al vostro viaggio è il passo che state compiendo in questo momento. E' tutto ciò che esiste.
Il percorso della vostra vita ha uno scopo esteriore e uno scopo interiore. Lo scopo esteriore è arrivare al vostro obiettivo o destinazione, portare a termine ciò che avete intrapreso, ottenere questo o quello, il che naturalmente implica il futuro. Ma se la vostra destinazione o i passi che pensate di compiere in futuro assorbono la vostra attenzione in misura tale da divenire più importanti per voi  del passo che state compiendo adesso, allora perdete completamente lo scopo interiore del viaggio, che non ha niente a che fare con il dove state andando o con il che cosa state facendo, ma riguarda esclusivamente il come. Non ha niente a che fare con il futuro, ma riguarda esclusivamente la qualità della vostra consapevolezza in questo momento. Lo scopo esteriore  appartiene alla dimensione orizzontale di spazio e tempo; lo scopo interiore concerne un approfondimento del vostro Essere nella dimensione verticale dell'Adesso senza tempo. Il vostro viaggio esteriore può essere composto da un milione di passi; il vostro viaggio interiore ne ha uno solo: il passo che compite in questo momento. Diventando profondamente consapevoli di quest'unico passo, vi rendete conto che contiene già in sé tutti gli altri passi nonché la destinazione. 
Questo unico passo allora si trasforma in un'espressione di perfezione, in un atto di grande bellezza e qualità. Vi avrà condotto all'Essere, e la luce dell'Essere risplenderà attraverso di esso.
Questo è sia lo scopo sia l'appagamento del vostro viaggio interiore, il viaggio dentro voi stessi."



In una quotidianità sempre di corsa, dove i gesti automatici regolano la nostra vita, il concetto del qui ed ora sembra qualcosa di irraggiungibile. La mente vaga ininterrottamente tra passato e futuro e il flusso dei pensieri dirige il nostro agire secondo gli schemi dell'abitudine e delle convinzioni che ci appartengono. 
Proviamo a cambiare prospettiva. Fermiamoci, respiriamo e assaporiamo profondamente qualche  attimo di pausa post lettura. Senza fretta, senza aspettative. Non è bellissimo?

lunedì 3 febbraio 2014

PER FARE UN MANAGER CI VUOLE UN FIORE - Niccolò Branca - Mondadori

Oggi vi propongo un libro che mi è piaciuto moltissimo e che ho letto tutto d'un fiato. Nella sua semplicità e scorrevolezza offre al lettore grandi spunti di riflessione su cui soffermarsi. 
Ne riporto un estratto affinché ne possiate assaporare i contenuti:

SCEGLIERE

Di fronte alla necessità di compiere una scelta, spesso andiamo in tilt. Perché scegliere significa perdere qualche cosa per andare incontro all'ignoto.
Così, gran parte delle volte, invece di accogliere con entusiasmo ciò che è nuovo e sconosciuto, focalizziamo la nostra attenzione solo su ciò che, con tutta probabilità, perderemo. E questo, di fatto, ci rende incapaci di compiere una scelta. Succede un po' come nel paradosso medioevale dell'asino di Buridano che, posto tra due cumuli di fieno e non sapendo scegliere quale mangiare, muore di fame a causa della sua incertezza.
Di solito ci affidiamo alla nostra razionalità, al pensiero. Bisogna, invece, imparare a sentire nel profondo di noi stessi, al di là della logica razionale, qual è la cosa più giusta da fare.
La scelta dovrebbe essere sentita con la totalità del proprio essere, non solo a livello intellettivo, ponendo un'estrema attenzione alla direzione che intendiamo seguire. Poi, quando dentro di noi percepiamo che è quella la cosa giusta da fare, dobbiamo aderire alla nostra scelta, senza stare tanto a rimuginarci su.
Poche persone, in effetti, hanno la forza di prendere la vita nelle proprie mani, con tutto il senso di responsabilità che ciò richiede. Non incolpano niente e nessuno delle loro scelte o di quel che accade nelle loro esistenza, perché sono consapevoli di esserne i veri  fautori. Vivono in una sintesi perfetta di cuore, intelligenza e coraggio, perché hanno lavorato instancabilmente per liberarsi da tutti i condizionamenti e da tutti i conformismi. Sono dei veri e propri rivoluzionari della coscienza e fanno paura ai poteri forti, perché vivono nella libertà, non sono manipolabili, non sono condizionabili, non cercano sicurezza in niente e in nessuno.
Da loro sgorga una grande fiducia, poiché vivono appieno e in sintonia con il Flusso.



Queste parole hanno risuonato profondamente in me. La scelta di ribaltare la mia vita da un momento all'altro non fu affatto semplice da intraprendere. Mi portò a fare i conti con la razionalità, con i miei schemi mentali, con le mie paure e debolezze: la libertà di compiere una scelta dettata dal cuore era indissolubilmente collegata alla responsabilità di portarla avanti con coraggio e determinazione. Questo mio passaggio durò diversi mesi e mi cambiò profondamente. 
Credo che lo stesso passaggio, compiuto da chi riveste un ruolo importante nella società, sia ancor più difficile e richieda un grandissimo coraggio.  Ma proprio grazie a persone come Niccolò Branca, pronte ad ascoltare il proprio cuore e a mettersi in gioco totalmente, il cambiamento dell'uomo potrà manifestarsi. 
Persone speciali che trasmettono fiducia, il cui esempio rappresenta un faro nel buio della disillusione: un imprenditore con il coraggio, l'intelligenza e la lungimiranza di portare la consapevolezza all'interno del mondo economico ed aziendale per diffondere una prospettiva unitaria che stimoli la trasformazione individuale per giungere al cambiamento della società in cui viviamo.
Grazie di cuore.

domenica 2 febbraio 2014

"IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI" A BIELLA


DONATELLA CODA ZABETTA
PRESENTERÀ IL SUO LIBRO
SABATO 8 FEBBRAIO 
H 18.00
PRESSO LA LIBRERIA
“IL LIBRO”
via Losana 6, Biella 


IL TAO E' TOTALITA' (Osho - Discorsi sul Tao-Te-Ching di Lao Tsu - Mediterranee)

"Il Tao è totalità.
La totalità è sempre imperfetta, perché è viva.
La perfezione è morta:
tutto ciò che raggiunge la perfezione muore.
Come può vivere al di là della perfezione?
Non ha più bisogno di vivere.
Ha negato il suo opposto,
e la vita esiste nella tensione degli opposti,
è il punto d'incontro degli opposti.
Se neghi il tuo opposto, puoi raggiungere la perfezione,
ma la totalità ti è negata;
ti mancherà sempre qualcosa."

All'inizio del percorso faticavo moltissimo a comprendere il dualismo manifestato. Pensavo al dolore e alla sofferenza. Pensavo alla guerra, alla rabbia, alla separazione ... Non riuscivo a coglierne il significato. Nella mia mente si confondevano mille perché senza risposta. 
Quando cambiai prospettiva d'osservazione, compresi che non avrei mai potuto assaporare la gioia senza aver sperimentato il dolore. Realizzai che la libertà dell'uomo non avrebbe potuto manifestarsi senza una possibilità di scelta, determinata, appunto, dal dualismo. Questo mi fece immediatamente rimettere in discussione il concetto di "Bene/Male", "Giusto/Sbagliato" al quale la nostra cultura ci ha abituato. 
Nella totalità è racchiusa la vita con le sue infinite sfumature, la crescita e l'evoluzione dell'uomo.






sabato 1 febbraio 2014

UNIVERSO

Oggi desidero stimolare una riflessione su di una frase di Albert Einstein:

"Un essere umano è parte di un tutto chiamato Universo.
Egli sperimenta i suoi pensieri e i suoi sentimenti come qualche cosa
di separato dal resto: una specie di illusione ottica della coscienza.
Questa illusione è una specie di prigione.
Il nostro compito deve essere quello di liberare noi stessi da questa prigione
attraverso l'allargamento del nostro circolo di conoscenza e di comprensione,
sino a includervi tutte le creature viventi e l'intera natura, nella sua bellezza."

La nostra moderna visione del mondo ci ha portati a credere che solo ciò che è fisicamente osservabile sia reale. Questa attitudine ha indotto la mente a prendere il controllo sul corpo, considerato come qualcosa di separato. Analogamente il mondo esterno è visto come un insieme di oggetti ed eventi separati tra loro. Si è persa la visione unitaria, basata sull'approccio energetico olistico, della cultura orientale. Si è perso il contatto con la propria interiorità, si è persa la comprensione del cosmo come realtà unica e indivisibile, in eterno movimento, animata, organica, materiale e spirituale allo stesso tempo. 
L'uomo si è trasformato, gradatamente, nell'attore protagonista di una scena calcata nello stesso momento solamente da innumerevoli attori protagonisti, mal disposti a rinunciare alla parte e centrati solo sui propri interessi. Se ci poniamo ai lati del palcoscenico ad osservare la commedia in corso, risulterà evidente come potrà virare in tragedia inaspettatamente da un momento all'altro. Non c'è rispetto per il copione dell'altro, né la propensione a costruire qualcosa che coinvolga gli altri attori in un progetto di più ampio respiro. Nessuno è pronto a rinunciare ai propri diritti, anzi è sbilanciato a tutelarli oltre i limiti sociali e morali del rispetto, sebbene un senso di insoddisfazione perenne ne caratterizzi l'operato. 
Un mondo di questo tipo non può funzionare. 
Manca di libertà: per se stessi e per gli altri. Non è possibile vivere sempre in all'erta. Né la mia libertà, per essere veramente tale, può soffocare quella di chi mi sta accanto. 
E' necessaria una presa di coscienza. Un'assunzione di responsabilità individuale. Un cambio di prospettiva di osservazione. La consapevolezza che il mio benessere non può prescindere da una condizione di armonia con quello che mi circonda. 
Ci vuole il coraggio di rimettersi in gioco. 
Il coraggio di imparare ad ascoltarsi.