giovedì 12 marzo 2026

LA RETE - INSIEME SI VINCE

Vittorino Andreoli, psichiatra di fama internazionale, nel suo volume "Insieme si vince. La forza della cooperazione nella nostra vita" scrive:

Abbiamo bisogno di superare le difficoltà attraverso l'aiuto reciproco.
Non attraverso la lotta che è fatta per morire, non per vivere.

All'interno del volume continua definendo la cultura dominante del tempo presente, la cultura del nemico, a significare che qualsiasi persona incontri è fino a prova contraria un nemico. La cultura del nemico genera il nemico.
Nel mondo classico dominava la cultura dello straniero, di chi non si conosce ed è estraneo ma, proprio per questo, viene accolto come gradito ospite foriero di notizie da luoghi lontani in grado di ampliare il sapere. La cultura dell'ospite promuove l'amicizia e il legame.
La cooperazione è un prodotto della mente - del cervello plastico - (continua Andreoli), la stessa che può promuovere, al contrario, la lotta.
Scegliere consapevolmente di cooperare è un atto di coraggio.
Bromberg (psicologo americano che cito nel mio ultimo libro) fa un’interessante distinzione tra i concetti di scelta e decisione: 
“Il termine decisione comporta un controllo personale; un controllo autosufficiente sulla realtà oggettiva e sulle diverse opzioni, che garantisce la possibilità di scegliere quella “giusta”. Il termine scelta comunica un difficile processo in cui si guadagna qualcosa di valore solo al costo di qualcos’altro. Comporta la capacità di riconoscere che la propria padronanza della situazione non è perfetta, e che il conflitto è una parte dolorosa, ma tollerabile dell’essere umano.”
Personalmente ho scelto di cooperare, lavorando per I Bambini delle Fate.
Mi sono domandata quale fosse il valore dei progetti de I Bambini delle Fate in grado di fare la differenza a fronte di un lavoro così sfidante.
La risposta è stata immediata: la capacità di fare rete e unire energie e competenze per la realizzazione di progetti strutturati e continuativi a favore di disabilità e autismo. La trasformazione culturale inizia da un primo passo, scelto consapevolmente da ciascuno di noi, nella direzione di una società in grado di cooperare e valorizzare l'unicità individuale come ricchezza per la comunità.







lunedì 26 gennaio 2026

VINCENTE O PERDENTE

Mi piace moltissimo leggere biografie. Imparo sempre qualcosa. 
Ieri ho letto d'un fiato quella di Ornella Vanoni scritta in collaborazione con Pacifico. 
L'unicità di Ornella, la sua umanità, la sua sottile ironia e schiettezza mi hanno sempre affascinato. Le ho ritrovate nelle sue parole, in un testo intimo e coinvolgente, spunto di riflessione e introspezione.




domenica 25 gennaio 2026

AD ALTA VELOCITÀ

La percezione di un'accelerazione di eventi, situazioni e relazioni è tangibile e coinvolge ciascuno di noi in modo personale e collettivo.
Non si tratta di qualcosa che siamo in grado di controllare né di fermare. Lasciarsi travolgere da questa accelerazione significa entrare in un gorgo ad alta velocità ove consapevolezza e comprensione decrescono a favore di una crescente confusione. 
Si tratta di recuperare equilibrio e centratura, di ridefinire le proprie priorità e di ricalibrare le proprie capacità psico-fisiche alla trasformazione in atto. Questo passaggio non è semplice né scontato in quanto richiede una profonda presa di coscienza.
Presa di coscienza che si attiva nella capacità di osservare quanto sta accadendo con lucidità e discernimento, restando radicati nel corpo e nella sua abilità di fissare limiti e bisogni. (L'epidemia di influenze stagionali è un segnale importante). Bisogni fisiologici che esulano dal soddisfacimento di aspettative, desideri, ambizioni di controllo e di manifestazione. 
Mai come in questo periodo traspare l'esigenza di equilibrare la dimensione interiore ed esteriore.
In una realtà sfidante e in continuo cambiamento, mantenere il focus sulla propria dimensione interiore richiede un cambio di ritmo difficile da rispettare con un eccessivo coinvolgimento esteriore.
Riportare calma e riposo all'interno della propria vita rappresenta una scelta consapevole a non farsi travolgere, atteggiamento ben lontano dal resistere alla trasformazione. 
Non farsi travolgere significa non essere coinvolti dalla materialità al punto da spegnere la propria luce interiore, la luce che ci permette di illuminare il vissuto e la sua relatività.
Cosa ne pensate? Avete voglia di condividere la vostra esperienza?







giovedì 1 gennaio 2026

1 GENNAIO 2026

Ci sono giorni a cui attribuiamo un potere speciale: il potere di rappresentare il punto di inizio per il cambiamento. Il primo di Gennaio è uno di questi. Nel farlo dimentichiamo quanto sia illusorio questo potere.
Il cambiamento non ha un punto d'inizio: matura gradualmente e si manifesta quando siamo pronti a scegliere diversamente dall'abitudine.
La scelta è il primo passo fattivo verso la trasformazione. E la scelta non matura in un giorno: richiede tempo e pazienza.
La scelta non coincide con il proposito. Ci possiamo proporre di cambiare, ma se interiormente non siamo pronti, inevitabilmente il nostro proposito naufragherà nel mare delle buone intenzioni.
Non c'è un giorno speciale per manifestare una scelta: ogni giorno lo è se siamo pronti interiormente a crescere.
Accogliamo il 2026 e i suoi giorni con gratitudine e apriamoci alla consapevolezza che il cambiamento inizia da noi, dalla nostra maturazione, dal nostro lavoro interiore e dalle nostre scelte.


Donatella Coda Zabetta