mercoledì 29 ottobre 2014

EN TO PAN - NELL'UNO IL TUTTO

Un giorno nacque una gocciolina d'acqua trasparente. 
Vide la Luce in una famiglia di goccioline colorate 
e mosse  i suoi primi passi nel variegato mondo dei colori 
con grande insicurezza. 
Osservava con grande attenzione le altre tonalità cromatiche 
e cercava, 
allo stesso tempo, 
di comprendere chi fosse. 
Tutto sembrava così drammaticamente complicato.

Quando si rapportava alle altre goccioline,
la sua trasparenza non poteva che specchiarne i colori,
leggervi i pensieri e le emozioni. 
Non esistevano segreti nel suo mondo e questo dono,
a volte, si trasformava in condanna:
 le rendeva difficile trovare una propria dimensione, 
scatenando una profonda sensazione di non appartenenza. 
Crebbe,
 cercando di rimandare la sfumatura dei colori che la circondavano 
per essere vista, accettata, accolta: 
ma in quei colori non si ritrovava
e questa attitudine appesantiva la sua esistenza.
Una spinta interiore molto forte,
quasi dolorosa,
la portava a ricercare un significato più ampio, 
ad unire tutti quei colori in un grande arcobaleno di Luce, 
come quando viaggiava in altre dimensioni e si sentiva a Casa. 
Sfinita, 
smise di cercare le risposte al di fuori di sé 
e rivolse l’attenzione alla sua trasparenza. 
Fu un viaggio meraviglioso: 
illuminò la sua insicurezza
e la trasformò in rispetto.
 L’accettazione della propria natura
sbocciò dall’interno 
sciogliendo le sue paure
e accogliendone le debolezze. 
Il cambiamento fu evidente: 
la trasparenza non si tingeva più di altri colori, 
ma aveva acquisito una luminosità propria, 
in grado di mettere in risalto la bellezza e l’unicità di ogni sfumatura. 
Fu proprio a quel punto che
la gocciolina trasparente
capì finalmente la sua missione
e scelse di portare la Luce di Casa tra i colori.






martedì 28 ottobre 2014

ESSERE UN CANALE DELLA LUCE

Oggi posto un estratto del Maestro Omraam Mikhael Aivanhov: condivido profondamente questo pensiero, sia per esperienza personale che per osservazione consapevole. 

« Esistono persone dotate di facoltà medianiche: captano nell'invisibile delle correnti di forze, delle immagini, dei messaggi. Molti invidiano loro questo dono, senza sospettare tutti i rischi che ciò comporta se queste persone si accontentano di trasmettere messaggi senza porsi domande sull'origine e la natura di ciò che hanno captato. Quelle comunicazioni sono veritiere? Provengono veramente dal mondo della luce? Ecco alcune domande da porsi.
Se qualcuno possiede facoltà medianiche – e ciascuno, più o meno, ne possiede alcune che può sviluppare – deve fare un vero lavoro tramite il pensiero, un lavoro di chiarificazione e di purificazione. È a questa condizione che tali facoltà, cosiddette “extra-sensoriali”, saranno utili per lui stesso e per gli altri. Fino ad allora egli non sarà nient'altro che una specie di canale, di condotto che lascia passare indifferentemente acqua pulita o acqua sporca. Ma il giorno in cui diverrà un medium cosciente, egli sarà come il ramo di un albero che sa trasformare la linfa che riceve per far apparire foglie, fiori e frutti. » OMRAAM MIKHAEL AIVANHOV

Fin da piccola mi sono trovata a fare i conti con la medianità e non è stato semplice imparare a gestirla e conviverci. Allo stesso tempo ho sempre percepito una spinta interiore molto forte al lavoro su me stessa. Ho trasmesso messaggi rarissime volte perché c'era qualcosa che mi tratteneva dal farlo: inoltre, quasi nessuno era a conoscenza di questa mia potenzialità e questo mi permetteva di seguire quello che sentivo nel cuore. Dopo un lungo e doloroso percorso di consapevolezza, i Maestri di Luce, che negli anni mi avevano seguito nella crescita, mi chiesero di essere uno strumento al Loro servizio per trasmettere gli insegnamenti relativi al percorso consapevole che avevo sperimentato.
Accettai con grande gioia e nacquero il libro: "IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI guardare alle cose cambiando prospettiva" e l'Associazione Culturale "CENTRO PER LO SVILUPPO EVOLUTIVO DELL'UOMO" in cui attraverso seminari di meditazione metto a disposizione quello che ho imparato (tutta la parte pratica di esercizi del libro è stata tratta dai seminari e dal lavoro in gruppo svolto in Associazione). Oggi molti sanno che sono un canale e spesso mi viene chiesto di portare un messaggio o di prevedere lo sviluppo di situazioni individuali: la mia originaria percezione a non farlo si è mantenuta inalterata negli anni, ma ora sono divenuta consapevole della ragione che la motiva: il rispetto. Rispetto per la persona e per la sua libertà di scelta. Molti mi rispondono che non si lascerebbero condizionare, ma so nel cuore che non è affatto così e alla fine i messaggi determinerebbero il presente sulla base inconscia di false aspettative (in quanto non derivate dalla propria interiorità). In fondo, la libertà è il nostro dono più grande e rinunciare al proprio potere di scelta, delegandolo ad altri, è sempre molto pericoloso (chi meglio di me stesso può sapere cosa mi fa stare bene?).
Vi chiederete allora a cosa servono i messaggi che condivido: chi ha letto il libro, credo l'abbia intuito. Il loro intento è offrire degli spunti di riflessione per facilitare un ascolto consapevole e stimolare un lavoro di approfondimento della conoscenza di sé. 
Con la crescita della consapevolezza, la manifestazione di quella libertà, che determina le scelte individuali, sarà sempre più in armonia con il cuore e quindi, naturale e spontanea: avrà il suo punto di riferimento all'interno di noi stessi.




lunedì 27 ottobre 2014

IL COMPLEANNO

Oggi è il mio compleanno e "IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI" inizia proprio con la mia data di nascita.
Fin da quando ero piccola questo giorno è sempre stato una valle interminabile di lacrime. Mi ritrovavo regolarmente a fare il bilancio dell'anno passato e a realizzare che, nonostante le mie mille ricerche, non avevo compreso il profondo significato della mia vita e tutto mi sembrava vuoto e privo di senso; l'unica cosa che sentivo di fare era aprire le porte ad un'infinita tristezza e lasciarla fluire fino allo sfinimento.
Il compleanno del 2008, non a caso, segnò una svolta importante nella mia vita perché oltre al dramma interiore si aggiunse la realtà esteriore a dar man forte al disagio. E in fondo al pozzo del mio dolore decisi di ribaltare la mia vita e perseguire quella Luce che intravedevo alla sommità dello stesso. La ricerca spirituale doveva essere il mio percorso: in fondo il cercare di conformarmi non aveva che acuito il mio malessere. Tanti piccoli passi erano già stati fatti, ma non mi sentii veramente pronta a svoltare fino a quel momento. E feci, come mi piace definirlo, il salto nel vuoto.
Non fu facile cambiare me stessa: i miei schemi mentali, le mie abitudini, la mia tendenza a programmare e controllare,   non fu semplice sviscerare le mie paure e l'osservare le mie debolezze, accoglierle senza sentirmi "sbagliata".
Furono anni faticosi, ma pieni della Luce che avevo permesso riempirmi il cuore. Quella Luce che da sempre percepivo e seguivo in un percorso solitario in altre dimensioni.
Furono anni di esperienze sempre più consapevoli, di legnate epocali e di gioie infinite.
Furono anni di preparazione, di esercizi, di compiti a casa ... di scuola. 
Per arrivare ad oggi. Una data importante: 50 anni. Mi piace pensare a questo giorno come il primo della seconda parte della mia vita, una vera e propria rinascita.
Il mio cuore ora trabocca di quella Luce che mi ha preso per mano e accompagnato con pazienza e dedizione nel percorso verso la consapevolezza. Sento l'amore dentro e fuori di me: è una percezione di una bellezza indescrivibile.
Ho ricevuto tanto dalla vita e ora il donare non ne è che il naturale completamento. Ho compreso finalmente il significato del mio essere qui e mi sento realizzata, totale nella mia accettazione. Il mio cuore è un vulcano di idee che la testa non vede l'ora di concretizzare, passo dopo passo. Ogni giorno è un dono meraviglioso da accogliere a braccia aperte. E la cosa più incredibile è che donando si riceve così tanto che a volte il cuore sembra raggiungere l'infinita bellezza di quella Luce che mi piace chiamare Casa.
Grazie di cuore a tutti per gli auguri, sono veramente tanti. 
Grazie per aver scelto di condividere una parte del vostro percorso di vita con me. 
Grazie per esserci: dono a tutti un immenso abbraccio di Luce perché oggi è proprio uno di quei giorni in cui il mio cuore si sente a Casa.







giovedì 23 ottobre 2014

CAMMINARE NELLA VITA

Un passo dopo l'altro
con grande tranquillità
assaporandone la dolcezza
accogliendone la fatica.

Un passo dopo l'altro
per conoscersi
accettarsi
amarsi.

Un passo dopo l'altro
per tornare a riscoprire
le proprie radici.

Un passo dopo l'altro 
per manifestare 
la propria bellezza interiore.

Un passo dopo l'altro ...
e si torna a casa.





mercoledì 22 ottobre 2014

IL VENTO

Il vento soffia 
Il cielo è libero da nuvole
Il Sole illumina la vita.

Il vento non si preoccupa per le nuvole
è uno strumento della Luce





martedì 21 ottobre 2014

ALZI LE MANI CHI NON HA LE SPALLE CONTRATTE

Oggi introduco un interessante estratto di "Amore, sesso e cuore" di Alexander Lowen:

"Ogni stato di tensione del corpo si associa a un senso di colpa. In mancanza del senso di colpa, ci sentiremmo tutti degni d'amore, anche quando il nostro comportamento potrebbe essere disapprovato; saremmo capaci di dire: "Sono come sono, e mi accetto".  Il senso di colpa consiste nel giudicare che qualcosa in noi non va e nel sentirsi indegni di amore, a meno di guadagnarselo con le buone azioni. Non c'è niente di male nel provare risentimento verso coloro che ci feriscono o nell'odiare chi ha tradito il nostro amore. Dal momento che tali reazioni sono biologicamente naturali, devono essere considerate moralmente giuste. Però i bambini, che sono dipendenti dai genitori e dagli adulti, possono essere indotti a credere il contrario. Se un bambino non si sente amato, ritiene che sia per colpa sua, dal momento che per la sua mente è inconcepibile che la madre o il padre, che gli hanno dato la vita, possano non amarlo. Una volta che il bambino nutre dei dubbi su se stesso, per i genitori non è difficile convincerlo che, se prova sentimenti ostili o negativi verso di loro, è cattivo. Se essere buono gli fa guadagnare l'amore, il bambino farà tutto quanto in suo potere per essere buono, reprimendo i cattivi sentimenti. Quindi, il senso di colpa lo imprigionerà in un modello di comportamento costante, in cui egli nega i sentimenti negativi o ostili verso coloro che è tenuto ad amare. L'inconsapevole allontanamento di tali sentimenti produce uno stato di tensione cronica nei muscoli, specialmente nella parte superiore della schiena."




lunedì 20 ottobre 2014

LA MANIPOLAZIONE

Oggi ho scelto un argomento faticoso. 
Un argomento che mi sta particolarmente a cuore, perché nega un valore a cui sono profondamente legata: il rispetto. Che sia rispetto per se stessi, per l'altro, per il dolore, per un animale, per la natura. Rispetto che ritengo alla base della dignità umana. 
Rispetto che, purtroppo, si è perso per strada nel soddisfacimento di un ego individuale sempre più esigente: i miei bisogni, le mie priorità, le mie proprietà, le mie paure, le mie debolezze ... al centro dell'universo manifestato solo IO. La mente prende il comando, congela il cuore e detta legge: il fine giustifica i mezzi. Le mie esigenze non conoscono ostacoli né limiti. Se IO ho bisogno, gli altri sono tenuti a correre indipendentemente da quello che stanno facendo o vivendo. Questo IO debordante non mi permette di vedere altro che me stesso ed i miei imprescindibili bisogni. E sono disposto a tutto per soddisfarli. La mente, fedele alleata, mi mostrerà la via della manipolazione, mi insegnerà a far leva sulle debolezze, sui sensi di colpa, sulla paura, sul dolore  degli altri per ottenere quello che voglio. 
Quando si incontrano persone di questo tipo difficilmente si riuscirà ad instaurare un dialogo costruttivo: sentiranno solo quello che ritengono servire ai loro scopi e cercheranno di usarti fintanto che ti riterranno utile. Vi sarà un enorme flusso di energia unidirezionale: partirà da chi cercherà di mostrarsi disponibile e scomparirà alla velocità della luce nel pozzo senza fine di un ego insoddisfatto, non apportando alcuna modifica alla situazione, ma creando, in chi si illude di poter cambiare  l'altro, una buona dose di frustrazione e sofferenza.
Qual è il meccanismo che ci porta a salvare l'altro dal suo baratro? Una non accettazione di noi stessi, dei nostri limiti e della nostra ombra. L'eroico tentativo sottende spesso una disperata ricerca di trascendere un'umanità fatta di paure, debolezze e sensi di colpa che appartengono a ciascuno di noi, ma che fatichiamo ad accogliere come parte di noi. Ed ecco che nella salvezza dell'altro ci adoperiamo per la nostra stessa salvezza con tutte le nostre energie, per realizzare alla distanza l'illusione  che ci aveva abbagliato e manipolato. 
Devo ammettere di esserci finita dentro parecchie volte prima di imparare la dinamica della manipolazione e solo con la totale accettazione di me stessa e dei miei limiti ho acquisito la chiarezza necessaria a svelare l'illusione quando me la trovo davanti. Una volta avrei investito tempo ed energie nell'opera di salvezza: oggi ho compreso che il percorso è strettamente personale e il cambiamento deve nascere dall'interiorità individuale per potersi manifestare.  
E' tutta questione di rispetto. 
Rispetto per la libertà individuale.
Rispetto per se stessi.
Solo quando si impara questa importante lezione a proprie spese, si impara a rispettare la realtà che ci circonda.