sabato 31 maggio 2014

RICONOSCERE LE PROPRIE MANCANZE

Estratto da "Calling the Guru from Afar" di Jamgon Kongtrul:

"Anche se i miei errori sono grandi come montagne li nascondo dentro di me.
Anche se gli errori degli altri sono piccoli come semi di mostarda, li denuncio in lungo e in largo.
Anche se non posseggo nessuna buona qualità, faccio mostra di essere virtuoso."



Queste parole offrono più di uno spunto di riflessione. Puntano l'attenzione sulla mancanza di umiltà che spesso ci caratterizza e sull'abitudine ad indossare maschere o rivestire ruoli che soddisfano le nostre più recondite aspettative. Tutto è esperienza per favorire una più profonda comprensione di noi stessi, ma quando l'abitudine cristallizza determinate scelte si corre il rischio di dimenticare di averle operate e di identificarsi con l'immagine adottata. Si perde, naturalmente, il contatto con la propria parte più spontanea e le nostre azioni, si trasformano in re-azioni tese a difendere la maschera e a supportarne le aspettative. A poco a poco, la rigidità che interviene blocca il sentire e la consapevolezza dei nostri stessi limiti, velando il nostro sguardo verso l'interiorità, ma acuendo l'osservazione esterna in quanto strumento operativo di auto-difesa di quello che si è scelto di essere. Ecco il giudizio imperare e sparare a zero su chi ci circonda, resi insensibili dalla prigione che ci siamo meticolosamente costruiti.

venerdì 30 maggio 2014

IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI a TORINO - LIBRERIA PSICHE


Mercoledì 4 Giugno 2014
ore 22,00

LIBRERIA EDITRICE PSICHE
Via Belfiore, 61
TORINO


Presenta la Dott.ssa Albania Tomassini
- seguirà tavola rotonda -

Info & Prenotazioni: Tel / Fax 011 650 70 58 mail: libreria_psiche@infinito.it
(Ingresso libero ma con prenotazione max 30 partecipanti)  


QUANTO DURA IL PERCORSO VERSO LA CONSAPEVOLEZZA?

Spesso mi viene posta questa domanda. Posso solo rispondere sulla base della mia esperienza: dopo tante vite di lavoro su me stessa, mi accorgo che posso procedere ancora più in profondità. I ricordi affiorano e la ricerca è sempre più oggettiva. Mi piace immaginare un percorso a spirale, che scende sempre più all'interno della mia essenza: i passaggi si ripetono, ma su piani vibrazionali più sottili. Il filtro della mente ostacola sempre meno il lavoro. L'armonia ed il benessere ne sono la naturale manifestazione. Non potrei mai smettere di ricercare e di ritrovarmi: la vera libertà nasce dall'esperienza, dal movimento e dalla scelta. L'esperienza necessaria alla comprensione, il movimento come strumento di crescita evolutiva e la scelta come consapevolezza manifestata.
La consapevolezza può fermarsi a livelli diversi di quella spirale: in questo risiede la nostra meravigliosa unicità. Ognuno di noi ha tempi di maturazione propri e  percepisce la spinta interiore verso la riscoperta  in modo assolutamente unico. Questo non lo rende "diverso", ma speciale, allo stesso modo. I percorsi si intrecciano, si uniscono, si allontanano, si scontrano, per permetterci di fare esperienza e, grazie al confronto, di conoscerci meglio. Ognuno di noi rappresenta un'onda del grande Oceano, dell'Uno. Il riconoscersi nell'onda, non ci allontana dall'Oceano di cui siamo parte. L'Oceano non potrebbe manifestarsi senza le onde, così come le onde non potrebbero esistere senza l'Oceano. 
La bellezza dell'unicità si manifesta nella presa di coscienza individuale: ogni pezzo del grande puzzle dell'universo  è essenziale all'armonia del tutto ed è perfetto esattamente com'è.




mercoledì 28 maggio 2014

L'UOMO VERO RESPIRA CON I TALLONI

Estratto da "The complete works of Chuang Tzu", trad. di Burton Watson, 
Columbia University Press, New York - 1968:

"Che cosa intendo per uomo vero? L'uomo vero dei tempi antichi non si ribellava alla mancanza, non si inorgogliva nell'abbondanza e non aveva progetti. Un uomo così poteva commettere un errore e non rammaricarsene, poteva avere successo senza autocompiacimento. Un uomo così poteva scalare le vette senza paura, immergersi nell'acqua senza bagnarsi, penetrare il fuoco senza bruciarsi. La sua conoscenza riusciva a guidarlo sulla Via.
L'uomo vero dei tempi antichi dormiva senza sognare e si svegliava senza preoccupazioni; egli mangiava senza assaporare e il suo respiro proveniva dal profondo. L'uomo vero respira con i talloni; gli uomini comuni respirano con la gola. Schiacciati e relegati nell'abisso, parlano rantolando come se vomitassero. Intensi nelle proprie passioni e desideri, superficiali nei disegni del Cielo."

Il progresso e le nuove scoperte della scienza e della tecnologia sono strumenti importanti se utilizzati propriamente. Purtroppo, a volte, diveniamo noi stessi strumenti della civilizzazione, perdendo di vista la nostra essenza, il nostro corpo ed il nostro cuore. E quando lo diveniamo? Quando permettiamo alla nostra mente di dirigere la nostra vita attraverso la schiavitù dei nostri attaccamenti, dei nostri desideri, delle nostre passioni e delle nostre aspettative. 
Il cibo da nutrimento si trasforma in eccesso, l'esperienza dolorosa da stimolo alla crescita si trasforma in catastrofe, la ricchezza e la povertà (materiale, psicologica e spirituale), da eventi naturali della vita che si alternano nel tempo, si modificano in limiti determinanti per il suo andamento. 
Quanto ci siamo allontanati dalla nostra vera natura e dalla natura stessa che ci circonda! 
Ci siamo abituati a combattere e trattenere, invece di lasciarci fluire spontaneamente nella quotidianità. E quanta energia è richiesta in questo processo? La stanchezza, la frustrazione, lo stress, le preoccupazioni, i disturbi psico-somatici, le malattie ne sono il risultato. 
Non ci resta che tornare a ricordare come respirare con i talloni!

martedì 27 maggio 2014

ORDINE E ARMONIA

Avete mai notato come il mantenere ordine richieda uno sforzo consapevole e una centratura su quello che si sta facendo? L'ordine è una scelta di vita. Quando decidiamo di far chiarezza e stabilire delle priorità procediamo con ordine: non agiamo confusamente sulla base dell'umore o della necessità. Dedichiamo il tempo necessario ad ogni attività e impariamo a mantenere l'attenzione sul presente. Aumentiamo la nostra consapevolezza. E la nostra vita acquisisce, naturalmente, bellezza ed armonia. 
Spesso, invece, passiamo la vita a rincorrere gli impegni, considerandoli tutti altamente prioritari e inevitabili: non ci siamo mai soffermati a pensare che molte delle attività che portiamo avanti si trasformano in inutili perdite di tempo anche solo per il fatto che le eseguiamo pensando ad altro,  seguendo la  mente nelle sue rimuginazioni del passato o nelle sue proiezioni del futuro. Ci perdiamo dietro recriminazioni, aspettative o desideri sempre nuovi. Alla fine della giornata ci ritroviamo spossati dalla stanchezza e con la percezione di aver corso tanto senza aver portato a termine tutto quello che avremmo voluto. L'insoddisfazione perenne turba la nostra armonia convincendoci che il tempo non è mai abbastanza e ci spinge a correre con maggiore foga alla ricerca ... di cosa, non è ben chiaro neanche a noi.



lunedì 26 maggio 2014

GRAZIE DI CUORE


Grazie di cuore a tutti i lettori che mi hanno dato fiducia acquistando il libro, alle tante librerie e associazioni che mi hanno permesso di presentarlo e farlo conoscere, ai miei splendidi relatori e amici Emilio Martignoni e Giancarlo Caselli e soprattutto al Sig. Gianni Canonico per aver creduto nel mio volume tanto da pubblicarlo!
Grazie di cuore al Gruppo editoriale Edizioni Mediterranee che, con i suoi preziosi promotori Sergio e Mirko e la PR Mara, ha sostenuto e organizzato gli incontri supportando la mia grande energia in espansione.

Il coraggio di ascoltarsi è il n. 1 best sellers nei libri di "Self-help" e "Autostima, motivazione e capacità cognitive" e il numero 11 nel Kindle store a pagamento del canale Amazon.


Ho scritto "IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI" con il cuore per arrivare al cuore di chi lo avrebbe letto e sapere che tante persone si sono avvicinate al libro è per me un dono immenso che rende la gioia con cui è stato condiviso ancora più totale.
E' difficile descrivere l'emanazione di un cuore traboccante di gratitudine ..., ma sono certa che ogni volume saprà trasmettere, in modo unico e speciale, il grande amore con cui è stato scritto!




TRA TERRA E CIELO

Sto leggendo il libro di Vanda Scaravelli (Edizioni Mediterranee - e ringrazio di cuore il mio editore, Sig. Gianni Canonico, per avermelo consigliato al Salone del Libro di Torino) e ne sto assaporando ogni parola in profondità. E' un volume dispendioso (Eur. 29,50) per le splendide fotografie che accompagnano lo scritto, ma mi sta offrendo così tanti spunti di riflessione da rendere la spesa ben poca cosa rispetto all'arricchimento spirituale che ne è derivato. Leggerlo mi ha fatto sentire a casa e mi ha offerto nuove prospettive di osservazione su quello che a mia volta ho condiviso nel libro "Il coraggio di ascoltarsi". 
L'introduzione stessa, con questa frase, ha attirato la mia attenzione:

"Esiste una divisione a metà della nostra schiena dalla quale la colonna vertebrale si muove simultaneamente in due opposte direzioni: dalla vita in giù, verso le gambe e i piedi attirati dalla forza di gravità, e dalla vita in su, fino alla cima della testa, sollevandoci con leggerezza. 
La forza di gravità sotto i nostri piedi rende possibile l'estensione della parte superiore della colonna e questa estensione ci consente di liberare la tensione tra le vertebre. La gravità è come un magnete che ci attira verso la terra, ma questa attrazione non si limita a tirarci verso il basso, ci consente anche di allungarci nella direzione opposta, verso il cielo.
Quanto descritto è un processo naturale che si verifica non solo negli esseri umani, ma in tutte le forme di vita erette, negli alberi, nei fiori, nelle piante. Le radici degli alberi si spingono con forza verso il centro della terra mentre il tronco cresce verticalmente verso il cielo, espandendo e allungando i suoi rami nello spazio circostante. Più a fondo si spingono le radici nel terreno, più alto e più forte crescerà l'albero."

Chi ha letto il mio libro o ascoltato la sua presentazione, sa quanto insista sulla necessità di avere solide e profonde radici per poter affrontare il percorso verso la consapevolezza con equilibrio e stabilità. L'esercizio del secondo capitolo de "Il coraggio di ascoltarsi" è dedicato proprio al radicamento, passaggio essenziale per poter lavorare in profondità su se stessi e potersi elevare spiritualmente. L'esperienza mi aveva indicato nelle radici uno strumento importantissimo,  ma non avevo mai pensato alla colonna vertebrale umana in questo modo. Questa intuizione mi ha immediatamente offerto nuovi stimoli di sperimentazione per un lavoro di consapevolezza basato sulla fisicità. E' la gravità stessa a supportare la leggerezza necessaria all'espansione: non occorre spingere né tirare. 
Ecco naturalmente spiegata la spontaneità dell'azione quando si impara a lasciar andare (proprio attraverso le radici!) e ad affidarsi! 
E noi che ci diamo tanto da fare per controllare tutto e fissare obiettivi! 
Non ci è richiesto alcuno sforzo: se impariamo a sfruttare "l'anti-forza gravitazionale", come l'acqua di una cascata che si espande naturalmente in infinite goccioline verso l'alto, la manifestazione della nostra totalità avverrà con grande libertà ed estrema leggerezza.