giovedì 11 dicembre 2014

CAMBIARE VITA

Quante volte restiamo legati alle situazioni per abitudine o per paura? 
E il nostro corpo si ammala per renderci consapevoli della costrizione a cui ci stiamo obbligando? Nonostante questo, il dolore del passato o di un presente in solitudine, ci terrorizza così tanto da renderci passivi. 
Occorre coraggio per ascoltarsi e avere la forza di ammettere con se stessi che un tratto di percorso è giunto al termine e si è pronti a ricominciare. 
Tutto passa e tutto si ripete, ma l'esperienza insegna e il nostro modo di vivere non sarà più lo stesso. Proprio attraverso l'esperienza abbiamo acquisto la conoscenza che ci permette di spostare il nostro punto di riferimento sempre più all'interno di noi stessi, permettendoci di essere presenti al movimento senza venirne turbati.



martedì 9 dicembre 2014

LA CRESCITA

Estratto da "Bioenergetica" di Alexander Lowen:

"La crescita è un processo naturale; non possiamo costringerla a verificarsi. La sua legge è comune a tutti gli esseri viventi. Un albero, ad esempio, cresce verso l'alto solo se le sue radici scendono sempre più in profondità nella terra. Impariamo studiando il passato. Allo stesso modo una persona può crescere solo rafforzando le proprie radici nel suo stesso passato. E il passato di una persona è il suo corpo."



Questo estratto di Lowen è magnifico. Offre spunti di riflessione per ore intere di meditazione.
Innanzi tutto ci porta a riflettere sulla crescita e sulla sua spontaneità. Non c'è nulla che possiamo fare per accelerarla o farla procedere più velocemente. Richiede pazienza. Il tempo necessario al nostro corpo di elaborare, assimilare e ritrovare un nuovo equilibrio. Ad ognuno il suo. Possiamo restare aperti al lavoro, certo, e questo atteggiamento ci permetterà di svolgerlo con continuità, ma non eviterà comunque periodi di stasi e di blocco. Che dovranno essere accettati di buon grado. Lasciar andare ferite profonde e dolore richiede tempo.
L'estratto introduce poi un tema a me molto caro, a cui dedico uno spazio importante nel libro "Il coraggio di ascoltarsi": le radici. L'accettazione di ciò che siamo. Del nostro passato. Del nostro corpo. 
Il corpo è uno strumento fondamentale nel lavoro consapevole: ci rimanda con estrema semplicità il nostro stato. Tensioni, rigidità, apnea, batticuore ... sono segnali importanti. 
Dopo aver affrontato un problema personale, impariamo ad ascoltarci: se il nostro corpo è a pezzi, significa che ci siamo ancora dentro fino al collo (rigido ovviamente a forza di sostenere una testa stracolma di pensieri ;-)) e non l'abbiamo trasceso. Solo quando il corpo ci rimanderà una situazione di rilassamento, leggerezza e benessere l'avremo elaborato e lasciato andare veramente! 

domenica 7 dicembre 2014

ESSERE SPIRITUALI NELLA QUOTIDIANITA'

Estratto da "Arrendersi al corpo" di Alexander Lowen:

"Ma è necessario ritirarsi dal mondo per essere spirituali e sperimentare il contatto con Dio? Questo non può essere un modo pratico o realistico di vita per molte persone  che sono impegnate nelle attività ordinarie di guadagnarsi da vivere e provvedere a una famiglia. Tuttavia, quando tali attività sono svolte con spirito di riverenza nei confronti delle forze della natura e dell'universo che rendono possibile la vita, le attività ordinarie della vita assumono una qualità spirituale. La spiritualità non è un modo di agire o di pensare, è la vita dello spirito che si esprime nei movimenti spontanei e involontari del corpo, in quelle azioni che non sono dirette e controllate dell'Io. Questi movimenti sono pulsanti e ritmici come il battito cardiaco, come l'azione peristaltica degli intestini e come le ondate della respirazione che fluiscono verso l'alto e verso il basso del corpo. La naturale attività vibratoria del corpo, alla base di queste funzioni, è, a mio avviso, la manifestazione elementare dello spirito vitale. "


Spesso si dimentica quanto la nostra natura comprenda, oltre alla fisicità, un'essenza spirituale e come il nostro benessere psico fisico derivi da una corretta integrazione di ciò che siamo. Per questo motivo la quotidianità dovrebbe essere vissuta con maggiore consapevolezza e con un'attenzione particolare al cuore e all'interiorità. La vita dovrebbe conformarsi al ritmo dell'universo, percepibile sia dentro che fuori di noi, per fluire con esso. Il respiro stesso ci insegna quanto una profonda inspirazione ed espirazione siano fonte di rilassamento e di benessere. Purtroppo, spesso viaggiamo a ritmi sostenuti, respirando in modo superficiale e prestando poco ascolto al nostro corpo. 

venerdì 5 dicembre 2014

LA RESA ALL'AMORE

Estratto da "Arrendersi al corpo" di Alexander Lowen:

"Quasi tutti hanno sperimentato la gioia di essere innamorati in un certo momento della loro vita. L'amore è stato descritto come il sentimento più grande e più dolce, come il mistero che dà alla vita il suo significato più ricco. Ma è anche visto come la fonte della nostra sofferenza più intensa, quando l'amore che proviamo è rifiutato o perduto. Ciò è comprensibile, in quanto amore significa un legame vitale con una fonte di vita e gioia, sia essa un individuo, una comunità, la natura, l'universo o Dio. La rottura di questo legame viene quindi vissuta come una minaccia contro la vita: dato che l'amore è anche apertura ed espansione del sé fino a includere il mondo, la perdita dell'amore sfocia in una contrazione in una chiusura che sono dolorose tanto quanto l'amore era felicità. ... Sfortunatamente questa condizione spesso dura molto più a lungo della gioia d'amore, perché l'individuo ha paura di aprirsi e disporsi nuovamente alla ricerca dell'amore. Nel cuore rimane un desiderio d'amore, ma non può essere soddisfatto fino a quando persiste la paura della perdita o del rifiuto."



Nel libro "Il coraggio di ascoltarsi" ho ritenuto importante parlare di amore cieco e amore puro, in quanto questa differenza è fondamentale per comprendere quanto aspettative, giudizi e schemi mentali possano condizionare il nostro modo di manifestare o aprirci all'amore. La sofferenza di cui parla Lowen è determinata dai nostri attaccamenti, dalle nostre debolezze, dai nostri vuoti interiori e dalle nostre paure. Quando ci apriamo alla vita in modo non equilibrato, soffrire ne sarà la naturale conseguenza. La perdita e il rifiuto avranno un impatto dirompente su di noi. 
Il dolore creerà inevitabilmente grandi barriere intorno a noi e  ci precluderemo la possibilità di continuare ad amare per paura di soffrire. Rinunceremo alla gioia, scegliendo il blocco di una situazione più tranquilla perché chiusa ad ogni tipo di sentimento. Accetteremo di pagare un prezzo molto alto per paura di rimetterci in gioco. Sì, perché di questo si tratta. Le situazioni che ci troviamo a vivere rispecchiano profondamente la nostra energia. La sofferenza che ne deriva deve essere accolta come fonte di crescita e non come una condanna. E' necessaria grande umiltà per accettare che il dolore provato dipenda da noi. Il lavoro consapevole che scaturirà da un'esperienza di dolore sarà un supporto determinante per la nostra crescita e ci permetterà di essere sempre più equilibrati e centrati di fronte alla vita. Purtroppo quando proviamo dolore, difficilmente abbiamo la capacità di distogliere l'attenzione dalla sofferenza per cambiare prospettiva. 
Aprirsi all'amore è innanzi a tutto aprirsi all'amore verso noi stessi.

mercoledì 3 dicembre 2014

AMORE E CONSAPEVOLEZZA

Estratto da "Arrendersi al corpo di Alexander Lowen:

"E' impossibile avere un rapporto amoroso maturo se non si è una persona matura, capace di reggersi sulle proprie gambe, di stare da sola se necessario, e capace di esprimere liberamente e pienamente i propri sentimenti. Tale amore non è egoistico per la persona che condivide se stessa pienamente. E' autocentrante, ma ciò rende eccitante la relazione, in quanto ciascuna persona è un individuo con un sé unico che condivide con il partner. In questo tipo di rapporto la realizzazione dell'amore nel sesso è reciproca nella soddisfazione del piacere.
Questa concezione dell'amore contrasta con l'idea corrente che in amore si debba vivere per l'altro. Ma ciò ne fa una relazione di subordinazione e non di condivisione. La condivisione è tra eguali, mentre si è subordinati ad un superiore. Tali relazioni perdono presto la loro eccitazione e finiscono con il partner dominante che cerca fuori della relazione quell'eccitazione che manca al matrimonio. Quando ciò accade, il coniuge che viene lasciato indietro cerca di essere ancor più sottomesso, di far funzionare il rapporto, di essere ciò che il partner vuole. "



Nel mio libro "IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI" dedico un intero capitolo all'amore.
La mia stessa esperienza non può che indurmi a condividere profondamente le parole di Lowen. Solitamente cerchiamo di riempire i nostri vuoti interiori grazie al partner di turno, nutrendo infinite aspettative nei suoi confronti e non permettendoci di vederlo per quello che è realmente. In questo modo siamo continuamente impegnati a mantenere l'equilibrio precario di una torre di mattoncini costruita sulla sabbia. Sono sufficienti una parola, un'emozione, un cambiamento esterno a scardinare il mattoncino in grado far crollare la costruzione. Fatichiamo ad accettare che gli unici, in grado di riempire i vuoti che ci appartengono, siamo noi. Solo quando avremo imparato a farlo, potremo rivolgere l'attenzione all'esterno e incontrare una persona con cui condividere un periodo della nostra vita in modo equilibrato. A quel punto non ci interesserà più cambiare l'altro né saremo condizionati dalle aspettative. Vivremo la gioia della sua unicità e ci sentiremo a nostro agio, essendo semplicemente come siamo.

martedì 2 dicembre 2014

MATURITA'

Estratto da "Arrendersi al corpo" di Alexander Lowen:

"La maturità è lo stadio della vita in cui l'individuo conosce e accetta il proprio sé. Conosce le sue paure, le sue debolezze e le sue strategie, e le accetta. Io non credo che si possa mai arrivare al punto di essere completamente liberi dagli effetti traumatici del passato, ma si può arrivare a non lasciarsene bloccare. Accettare non significa essere indifesi. Poiché i problemi si sono strutturati nel corpo nella forma di tensioni croniche, si può lavorare sul corpo per liberarsi."



Arriva sempre un momento nella vita in cui ci si trova a fare un bilancio del cammino fatto. Solitamente questo momento si manifesta con la maturità o a seguito di un evento in grado di stravolgere la nostra quotidianità. Inevitabilmente ci porta a rimettere in discussione un po' tutto quello che ci riguarda, inclusi noi stessi, le nostre paure e debolezze. Prende vita così un profondo processo di autoanalisi volto a scandagliare chi siamo e cosa vogliamo veramente, al di là di quello che siamo stati o che abbiamo desiderato essere. "Il coraggio di ascoltarsi - guardare alle cose cambiando prospettiva" parte da questo punto della mia vita e racconta il dispiegarsi degli eventi e il faticoso percorso verso la consapevolezza. E' il racconto di un doloroso processo di accettazione teso a elaborare la sofferenza e a trovare la forza interiore di lasciarla andare per vedermi come sono oggi grazie alle esperienze di ieri. Per arrivare ad accogliermi con totalità ho lavorato intensamente sul corpo in modo consapevole e approfondito. Non è stato un cammino semplice, ma oggi sono finalmente libera di essere me stessa con gioia e leggerezza.


lunedì 1 dicembre 2014

RISPETTO E AMORE DI SE'

Estratto da "Arrendersi al corpo" di Alexander Lowen:

"Gli individui con un grado elevato di amore stima di sé non sono mai isolati o soli. Gli altri ne sono attratti per l'energia e le vibrazioni positive che irradiano. Avendo rispetto di sé, esigono rispetto e generalmente sono trattati con rispetto. Ciò non significa che tali individui non incontrino difficoltà nella vita. Non si può evitare il dolore o di essere feriti. Ma tali individui non rimangono in situazioni nelle quali sono feriti continuamente."



Imparare a rispettarsi ed amarsi non è un processo facile da realizzare. Condivido la mia esperienza ne "Il coraggio di ascoltarsi" in modo approfondito. Arrendersi al cuore e al proprio corpo è sempre molto doloroso, perché ci porta a riconoscere e vedere la nostra sofferenza. Ogni tensione cronica del corpo è un'area di potenziale dolore trattenuto e quando si cerca di scioglierne la rigidità, si instaura al contempo un profondo passaggio introspettivo che richiede tempo e pazienza. Il dolore emotivo è molto più difficile da accettare rispetto al dolore fisico e proprio per questa ragione si tende a puntare l'attenzione sul corpo e sulla risoluzione del disagio, invece di lasciar spazio ad una comprensione più ampia dell'origine del malessere. Solo attraverso un'elaborazione completa, che integri la parte fisica con quella psicologica, possiamo risolvere definitivamente il problema e giungere passo dopo passo ad accettarci, rispettarci e amarci per come siamo.