venerdì 7 marzo 2014

IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI - Presentazione alla Libreria Fenice di Torino

Presentazione del libro "IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI guardare alle cose cambiando prospettiva" di Donatella Coda Zabetta

Alla Libreria Fenice di Torino - Porta Palatina, 2 - giovedì 13 Marzo 2014 alle ore 18,30
Relatore : Emilio Martignoni, Maestro di Qi Gong Daoyin Yangsheng Gong, operatore tuina e studioso di Medicina Tradizionale Cinese.
Vi aspettiamo numerosi!


LA SCIMMIA E LA CILIEGIA

Dal Libro di Amu-Daria:

Una scimmia vide una ciliegia attraverso il vetro trasparente di una bottiglia e pensò di prenderla. Facendo passare la mano nel collo della bottiglia, chiuse il pugno sulla ciliegia. Ora scoprì di non poter più ritirare la mano. Il cacciatore che aveva sistemato la trappola, si fece avanti. La scimmia, non riuscendo a scappare perché intrappolata dalla bottiglia, venne catturata. "Per lo meno ho la ciliegia in pugno", pensò. In quel momento il cacciatore le diede un brusco colpo sul gomito. La mano della scimmia si aprì, e venne fuori dalla bottiglia. Ora il cacciatore aveva il frutto, la bottiglia e la scimmia.

Queste parole vengono attribuite a Fariduddin l'Erborista, un grande illuminato, autore ed organizzatore del sufismo.

Spesso anche noi nella nostra quotidianità siamo così concentrati su un obiettivo da perdere di vista l'insieme. Quando si cerca avidamente di trattenere qualcosa, inevitabilmente ci sfuggirà. L'amore è libertà, in tutte le sue forme.



giovedì 6 marzo 2014

INDIFFERENZA

In nessuna cosa siamo così tolleranti
come in ciò verso cui siamo indifferenti.

Giovanni Soriano, Maldetti. Pensieri in soluzione acida, 2007

Ci avete mai pensato? In una condizione di disinteresse, ogni cosa appare esattamente identica ad un'altra. Non vi è libertà in quanto non esiste scelta.
L'indifferenza si basa sulla nostra disumanizzazione, sull'assenza di sentimenti e di emozioni. Sul congelamento del nostro cuore e sul controllo della nostra mente. Restare indifferenti è faticoso. Trovarsi di fronte all'indifferenza è altrettanto faticoso.
Perché si sceglie di essere indifferenti? Per impotenza, forse. Quando si vive  la percezione di non avere scelta. Ci si congela, convincendosi di essere indifferenti alla situazione, per non soffrire.
O per paura. Paura di assumersi le proprie responsabilità di fronte ad una scelta. O per debolezza. Ma in questo caso torniamo all'impotenza.
Vale la pena scegliere di essere indifferenti, quando si ha la consapevolezza che il prezzo da pagare per esserlo è così alto?





mercoledì 5 marzo 2014

IN BUONA COMPAGNIA

Dopo avervi inondato di parole, oggi ho scelto un bel passo della Mandukya Upanishad, 
una delle più antiche scritture indiane. 
Non aggiungerò alcun commento, leggetelo con il cuore.

COME DUE UCCELLI APPOLLAIATI SULLO STESSO RAMO,
INTIMI COMPAGNI L'UN DELL'ALTRO,
L'EGO E IL SE' DIMORANO NELLO STESSO CORPO.
IL PRIMO UCCELLO MANGIA I FRUTTI DOLCI E AMARI DELLA VITA,
L'ALTRO INTANTO OSSERVA, SILENTE.



martedì 4 marzo 2014

GUARDARE ALLE COSE CAMBIANDO PROSPETTIVA

L'esperienza mi ha portato a comprendere che gran parte della sofferenza ce la creiamo noi stessi  attraverso il modo in cui guardiamo alle situazioni che ci coinvolgono.
Abbiamo, infatti, la tendenza a lasciarci trascinare dalle emozioni e a vivere gli eventi alla luce di una percezione filtrata dalle nostre paure e debolezze che ci induce a evidenziarne gli aspetti negativi.
Non esiste nulla di totalmente negativo o di assolutamente positivo: il dualismo è parte di noi in tutte le sue sfumature e non scompare mai completamente.
Per cui anche nelle situazioni che riteniamo buie e insostenibili, è presente una parte di Luce.
Perché non imparare allora a cambiare prospettiva e focalizzare la nostra attenzione su quella parte più luminosa?
Ovviamente non sarà facile finché ci lasceremo travolgere dal flusso emotivo e ne rimarremo in balia, però con un esercizio accessibile a tutti e molto semplice potremo imparare ad esserne meno coinvolti.
Con grande pazienza e disciplina proviamo a fare un fermo immagine tutte le volte che ci sentiamo confusi, depressi, affaticati, apatici e dedichiamoci qualche minuto: respiriamo cercando di rallentare il ritmo respiratorio e di espanderlo. Magari le prime volte non realizzeremo grandi cambiamenti, ma se procediamo con costanza ad applicare queste interruzioni per ossigenare la mente, il corpo e lo spirito, alla distanza ne coglieremo i frutti.
Sarà naturale poi, con il diminuire del coinvolgimento emotivo, vivere la quotidianità con maggiore distacco e riuscire, quindi, a percepire quella luce che di primo acchito ci sembra inesistente.
Impareremo, di conseguenza, ad assaporare la freschezza delle nuove esperienze, invece di averne timore ... ad accettare di stare bene, invece di trasformare un piccolo fastidio in qualcosa di estremamente vincolante ... ad enfatizzare sempre le possibilità positive, contrastando al tempo stesso le implicazioni negative ... a maturare la sensazione che tutto vada esattamente come deve andare e nulla si trovi per caso sul nostro cammino ... ad avere fiducia nelle nostre capacità e nella possibilità di scelta che da sempre ci appartiene per cambiare le cose che non ci fanno stare bene ...

Impareremo, con coraggio, ad ascoltarci per guardare alle cose cambiando prospettiva ;-)





lunedì 3 marzo 2014

VIVERE CON LEGGEREZZA

Spesso mi sono soffermata a pensare come mai la vita, a volte, sembri così faticosa. 
Ora che ho raggiunto  la leggerezza nella mia quotidianità, lo sto, a poco a poco, comprendendo.
Sicuramente le emozioni giocano un ruolo determinante nel rendere il vissuto "pesante": ogni evento è visto attraverso la lente emotiva delle nostre paure e debolezze e diviene, quindi, drammaticamente importante.
Un altro impedimento è rappresentato dagli attaccamenti: alle cose, alle persone, alle situazioni, alle abitudini, al ruolo che ci siamo scelti, alla maschera che indossiamo per sentirci a nostro agio... possono essere innumerevoli i motivi che limitano la nostra libertà di scelta e vincolano il nostro agire al perseguimento di qualcosa. 
Più sottile, ma non meno importante, la mancata accettazione di noi stessi che lega a doppia mandata il nostro benessere ad una serie infinita di aspettative.
Ecco che il nostro agire perde di spontaneità, tendiamo ad essere sempre molto controllati e rigidi nei confronti dei cambiamenti e nelle relazioni con gli altri: viviamo ogni situazione con grande soggettività e sofferenza.
Il divenirne consapevoli è un primo passaggio. 
Imparare ad ascoltarsi e conoscersi sarà il successivo.
La dimensione dell'interiorità ci aiuterà a comprendere cosa ci fa stare bene.
Saremo liberi di scegliere se perseguire il nostro benessere o se rimanere agganciati ai nostri schemi abituali.
Tutti abbiamo ali per volare, ma pochi hanno il coraggio di spiegarle per spiccare il volo.



sabato 1 marzo 2014

DEBOLEZZE

Oggi meditiamo sulle parole di San Paolo:

"Quando sono debole, è allora che sono forte"

Con una lettura superficiale potremmo maturare l'impressione che in queste parole sia insita una grande contraddizione. La nostra umanità ci pone di fronte inevitabilmente ad una serie di debolezze che ci appartengono tanto quanto le nostre qualità migliori. L'accettazione della parte di noi che meno ci piace è un passaggio molto faticoso: spesso scegliamo la via più facile e indolore ... quella che ci porta a far finta di non vederla. Questa attitudine non la rende meno nostra, ma genera sofferenza ogni volta che gli eventi della vita ci faranno incontrare persone che inconsapevolmente la specchieranno. Un'ottima opportunità per vedere più in profondità entro noi stessi, a condizione di essere disposti a lottare contro l'autocommiserazione. Tutta la forza che pretendiamo di possedere e il grande orgoglio che ci lega all'immagine o al ruolo che ci siamo scelti, non sono che manifestazioni delle nostre mal celate debolezze. 
Se avremo il coraggio di guardare alle nostre debolezze con umiltà, la nostra maschera cadrà e apparirà la vera forza che ci caratterizza.