lunedì 29 giugno 2015

LA SCELTA

Si può scegliere se inspirare solamente
o espirare solamente?
Sembra banale, ma la vita si dispiega proprio nell'alternarsi di inspirazione ed espirazione.
Nel saper accogliere e lasciar andare.
Nel ricevere e nel donare.
In un continuo flusso senza tempo.




sabato 27 giugno 2015

IL DOLORE

Possiamo vivere il dolore in due modi: affogandoci dentro o cercando di restare a galla.
La prima via è la più semplice:  il dolore ti sfianca e adagiarvisi comodamente all'interno è naturale.
La seconda via è più faticosa: trovare al proprio interno la forza di mantenere uno sguardo di luce, al di là delle lenti scure del dolore, richiede impegno e determinazione, così come trovare il modo di trasformare l'energia della sofferenza per indirizzarla in qualche attività, nonostante la spossatezza.
La focalizzazione sul dolore, infatti, non fa che incrementarne l'impatto: deviare l'attenzione su altro è un ottimo espediente, che sicuramente non lo farà scomparire, me ne alleggerirà il peso.
Se il dolore si protrae per lungo tempo, la capacità di un'azione consapevole è un vero toccasana.
Il dolore non arriva mai casualmente nella nostra vita, a volte, molto semplicemente per porre uno stop ad una vita troppo frenetica, un riposo forzato verso l'interiorità. 
Il dolore è un aiuto alla chiarezza, in quanto ci rimanda con grande forza la lista delle priorità, dovendo, per ovvie ragioni, limare impegni, amicizie e lavoro.
A volte ci libera da catene che inconsapevolmente ci tenevano inchiodati a relazioni e obblighi non più costruttivi per noi, ma che, per sensi di colpa o abitudine, continuavamo a seguire.
D'altra parte il dolore infierisce sempre quando siamo scarichi energeticamente, come a volerci ricordare di non tirare troppo la corda. 
Il mollare la presa ci salva sempre, anche se, a prima vista, comprenderlo è difficile.




mercoledì 24 giugno 2015

LA SALITA

Non esiste salita perenne,
anche se quando la si sta percorrendo da troppo tempo
sembra non avere mai fine.
La fatica, la sofferenza e la tristezza
 pesano come macigni al seguito.
Gli spiragli di Luce 
richiedono grande attenzione
e non sempre si è predisposti a coglierli.
Così tutto appare irrimediabilmente in salita.
Un circolo vizioso
da cui è difficile uscire.
Bisogna armarsi di tempo e fiducia
e guardare al nuovo giorno
con consapevolezza.



martedì 23 giugno 2015

INVERTIRE LA ROTTA

Quando si naviga a vista
l'attenzione è massima 
e la flessibilità dirige l'azione.
Occorre essere pronti ad accogliere
e, allo stesso tempo, a lasciar andare.
Fluire con il Dao
senza aspettative nè troppi pensieri.
Per sperimentare il dolore e la gioia,
la paura e la sicurezza,
la debolezza e la forza
e trovare il proprio centro.




lunedì 22 giugno 2015

COMPRENSIONE

Ho sempre ricercato comprensione al vissuto e spesso è capitato di dovermi accontentare di vivere gli eventi, affidandomi. La comprensione sarebbe arrivata a distanza di mesi. 
Aver fiducia in una situazione di dolore è una bella sfida. All'inizio non ci sono problemi, ma alla distanza, quando le forze vengono meno, è assai più faticoso.
Forse la fatica risiede nel dover dipendere da altri, nell'immobilità della situazione o nell'incapacità a gestirla. 
Le energie non possono venir manifestate, ma sono richieste all'interno, per un processo rielaborativo di cui non si ha consapevolezza. L'immobilità esteriore vela la mobilità interiore e aver fiducia è l'unica via. Un giorno sull'altro: fiducia che il Dao si stia muovendo per il mio sommo bene al di là di quello che la mia mente inferocita giudica.
Inspirando fiducia ed espirando fiducia. Imparando a convivere sempre più in profondità con se stessi.



domenica 21 giugno 2015

IMMOBILITA'

Cerco nel movimento una via d'uscita alla mia immobilità.
La disperazione mi riporta dentro.
A fare i conti con il dolore del mio corpo.
E il dolore mentale del passato acquisisce contorni sfumati.
Cos'è il dolore?




martedì 16 giugno 2015

SENSO DI RESPONSABILITA' E LIBERTA' DI SCELTA

Estratto da "IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI" - Edizioni Mediterranee - 
meditazione con i Maestri aprile 2011- Donatella Coda Zabetta

"La realtà è spesso come noi desideriamo sia. Spesso accusiamo gli altri di essere causa delle nostre sofferenze e dei nostri disagi in quanto è più facile ammettere che sia l’altro sbagliato, invece di realizzare le nostre paure e debolezze. Questo atteggiamento crea spesso rabbia e tensione nei rapporti interpersonali ed induce l’altro ad acquisire un comportamento di difesa nei nostri confronti. Questa reazione acuisce ancora maggiormente il nostro disagio e ci rende sempre più vulnerabili e nervosi. Per uscire da questo giro vizioso, è importante cambiare il nostro modo di guardare: questo può essere realizzato abituandosi ad usare il cuore come strumento di percezione. Se siamo nella mente, inevitabilmente, tendiamo a giudicare, a sentire di doverci difendere dall’altro ed intraprendiamo sempre più un percorso che ci indurrà a schermarci, ad attaccare o a chiuderci a bozzolo. Il cuore sarà sempre più congelato e la mente aumenterà esponenzialmente il suo potere nella direzione della materia, acuendo sentimenti di separazione quali l’odio, la rabbia, la gelosia, l’invidia … Se siamo travolti da questi sentimenti,
difficilmente, riusciremo a trovare una serenità interiore, in quanto la nostra emotività farà sì che, ogni situazione che ci troveremo ad affrontare, risuonerà in qualche modo con essi e ne accenderà la reazione.
Saremo sempre tesi, insoddisfatti, sul che va là. Vivremo all’insegna del pericolo incombente e la nostra mente non farà che accentuare questa percezione.
La serenità del cuore è distacco, accettazione e comprensione. Lo sguardo del cuore non giudica, ma riconosce nell’altro lo stesso dolore e le stesse difficoltà. Non ci induce a sostenere una posizione di difesa, ma di apertura alla comprensione. L’altro non sarà mai un nemico da combattere, ma qualcuno in cammino, come lo siamo noi; dovrà scontrarsi, proprio come noi, con le difficoltà, il dolore, le debolezze che gli appartengono, le sue paure. A volte, ci farà da specchio e se avremo l’umiltà di imparare, attraverso i suoi comportamenti, ritroveremo le nostre stesse debolezze e paure ed avremo la possibilità di osservarne le dinamiche. Non nasciamo a caso in una certa famiglia, né a caso scegliamo amici e conoscenti. La vita è una grande nave scuola ogni giorno, se con la giusta disposizione d’animo, ci poniamo veramente in osservazione ed in ascolto attraverso il nostro cuore. Ogni esperienza ha un significato, ogni sbaglio commesso, ogni dolore incontrato. Nulla sarà mai al di fuori delle nostre possibilità, perché il nostro Spirito conosce perfettamente le nostre potenzialità e la nostra forza.
Perché tendiamo a scontrarci con situazioni che tendono a ripetersi? O frequentiamo persone che ci fanno soffrire? Siamo noi stessi a scegliere la direzione della nostra vita e se queste cose si ripetono, molto probabilmente, non siamo ancora riusciti a comprenderne il reale significato e ad imparare dai nostri errori.
Abbiamo spesso accusato gli altri delle nostre difficoltà e li abbiamo ritenuti responsabili degli avvenimenti. Siamo noi ad aver scelto, però. Iniziamo a chiederci, in profondità, come mai abbiamo scelto di impegolarci in certe situazioni, come mai continuiamo a frequentare persone che ci fanno soffrire, come mai non riusciamo a venirne fuori o, semplicemente, perché non vogliamo fare scelte diverse.

Analizziamoci in profondità e con consapevolezza, perché solo in questo modo potremo crescere ed evolvere e, soprattutto, essere sereni."