giovedì 16 luglio 2015

NON AGIRE

Quante volte ci troviamo di fronte a situazioni che richiederebbero semplicemente la nostra presenza consapevole? 
E quante volte, inconsapevolmente, ci lasciamo trascinare dalle nostre debolezze e facciamo qualcosa, pur sapendo che il nostro agire non apporterà alcun beneficio agli altri e tanto meno a noi?

Eppure non agire sembra impossibile. 

L'immobilità della non azione è un turbine emotivo di dimensioni cosmiche, con la capacità di confonderci, travolgerci e lasciarci stesi al suolo.
Perdiamo distacco e oggettività e sforniamo  giustificazioni mentali a raffica per convincerci della  correttezza dell'intervento.
Ammettere di non essere in grado di sostenere il senso di colpa che il non fare ci rimanda o la sensazione di impotenza scatenata dagli eventi è estremamente faticoso. L'azione ci aiuta a non pensarci.
Ma dopo come ci sentiamo? Scornati e delusi. 
Abbiamo investito energie inutilmente, non siamo stati in grado di controllare un bel niente nè di mostrarci un valido supporto. 
L'indefesso tentativo della mente a creare una nuova giustificazione che attribuisca agli eventi la causa della catastrofe è l'ultimo baluardo prima della resa a se stessi.
E quando scombussolati, raccogliamo i cocci di un "lo sapevi già" interiore, troppo spesso ignorato, ci promettiamo di non ricascarci più. Fino alla prossima, dico io. ;-)



martedì 14 luglio 2015

GROVIGLI PSICHICI

Quando la mente ci spinge forsennatamente in direzioni diverse senza chiarezza d'intento è il momento di drizzare le antenne. Fuga in atto. 
Quando le dinamiche inconsce emergono a scombussolare il presente, la prima reazione è scappare lontano mille miglia dal problema (chissà che a debita distanza si dissolva). 
Il mondo dell'illusione impera e ci convince che "l'erba" del vicino nasconda proprietà miracolose e vanifichi all'istante le nostre tossine interiori facendocele dimenticare. Prende il via il periodo "attività sfrenata verso l'esterno": si esce di più, ci si butta in emozioni fugaci, si fanno le imprese memorabili che si ricorderanno vita natural durante con l'interrogativo "ma cosa mi è saltato in mente di fare?".
E normalmente si torna all'ovile della propria sofferenza più scornati e depressi di prima.
Quella zecca di problema succhiasangue non si scolla affatto e torna a essere compagno indefesso dei pensieri più cupi.
Che sia il momento di affrontarlo? Di comprendere come interviene ad avvelenarmi la vita? 
Spesso si ha paura a farlo. Si ha paura di ciò che fa male e irrazionalmente si pensa che avvicinandosi al disagio faccia ancora più male. Puntare i riflettori a illuminarlo ha al contrario risvolti sorprendenti e spesso liberatori. 
Coraggio, oggi va in scena "chi non muore si rivede", ma per segnare una nuova via, quella della libertà.


Foto di Flo Maderebner da Pexels

domenica 5 luglio 2015

ESSERCI

Ci sei per te stesso?
Una domanda scontata, ma quanto mai essenziale.
Sei talmente centrato all'esterno,
da essertene dimenticato?
In che modo ci sei per te stesso?
Sei capace di amarti?
Coccolarti?
Riconoscere le tue potenzialità?
Accettare le tue debolezze senza giudicarle o renderle dei limiti?
Quando ci sei per te stesso?
Sempre,
dovrebbe essere la risposta.



sabato 4 luglio 2015

NUDI

Di fronte alla vita.
Dinnanzi a se stessi.
Realizzare le proprie paure, debolezze ed emozioni represse,
 amarsi.
Realizzare la propria forza interiore ed il proprio coraggio,
 amarsi.
Realizzare la propria solitudine e la propria umanità
 scegliere un cammino
a tratti in salita 
a tratti in discesa
per tornare a casa
senza voltarsi indietro.



UOMINI E VIE

"Se l'uomo sbagliato si serve di mezzi giusti, allora il mezzo giusto agisce in modo sbagliato."

Jung cita questa frase di un antico adepto cinese nel libro da lui commentato e tradotto, insieme all'amico sinologo Richard Wilhem, "Il segreto del fiore d'oro."
Si tratta di poche parole molto semplici, ma estremamente significative. Spesso abbiamo una cieca fiducia nel "giusto" metodo e deleghiamo ad esso la soluzione dei nostri problemi. Raramente ci soffermiamo a riflettere che il metodo è solamente una via ed è il modo in cui ci apprestiamo a percorrerla che farà la differenza; dipende, quindi, da noi e dalla nostra natura la sua azione. 
Se il metodo rimane qualcosa di superficiale e privo di radici nella nostra interiorità, diverrà solamente un mezzo per autoingannarsi e fuggire da se stessi.
Attualmente nascono metodi e vie continuamente: con nomi differenti a identificare il business che racchiudono nel vendere illusioni. Esiste il metodo che ti apre i chakra, quello che te li allinea, quello che ti apre il terzo occhio, quello che ti rimuove i traumi, quello che ti permette di guarire gli altri (ma non si deve guarire se stessi, prima di ambire a tanto?), quello che ti fa rivivere le vite passate, quello che trasforma il tuo passato cancellandolo, quello che ti fa viaggiare in altre dimensioni ... insomma, ce ne sono per tutti i gusti.
E quante volte capita di sentire persone elencare la serie infinita di seminari a cui ha partecipato? Come se il collezionarli, aggiungendo una nuova medaglia al petto, facesse lievitare il cuore.

"Se l'uomo sbagliato si serve di mezzi giusti, allora il mezzo giusto agisce in modo sbagliato."







giovedì 2 luglio 2015

IL DOLCE FAR NIENTE

Sembra facile, ma un dolce far niente consapevole non è scontato. 
Un dolce far niente spegnendo la mente, sì. Mi distraggo, non ci penso e le ore passano. 
Se, al contrario, resto centrato, anche i minuti di dolce far niente sembrano isolette accerchiate da pensieri squaliformi. La mente non molla la presa facilmente e avvelena il riposo.
Si instaura una vera e propria battaglia a chi la dura la vince. Cuore vs ego.
L'essere gioisce della calma dell'ascolto, mentre la mente sbraita furiosa lo sciame delle occasioni perdute.
I muscoli si tendono e il respiro li rilascia, fin quando sfiniti ci alziamo e riprendiamo la corsa.
Verso dove poi ... 
Solare giornata ricca di coccole di dolce far niente ;-)



mercoledì 1 luglio 2015

GRAZIE LUNA...

Ci sono viaggi, che pur non contemplando alcuno spostamento, sono ricchi, coinvolgenti, faticosi, avventurosi e variegati.
Sono i viaggi nella nostra luna interiore. 
Sono i viaggi che sanno trasformarti. 
Puoi scegliere di visitare solo un piccolo quarto, una metà o la totalità della tua luna, ma certamente al ritorno non sarai più lo stesso. A volte ti potrà sembrare di aver addirittura perso la rotta, confuso e perso nel tuo buio interiore. E il dolore sembrerà non aver fine. A quel punto non demordere: la svolta è vicina, la terra gira, e presto la luminosità del tuo spicchio di luna tornerà a risplendere, cambiando i contorni al vissuto e portando chiarezza. E la comprensione porterà altra luce e ti indurrà ad abbandonare i cumuli di zavorre che con il loro peso la oscuravano. Ti sembrerà di aver rinunciato a qualcosa, ma la luna ti mostrerà quanto in realtà tu abbia solo guadagnato un nuovo posto al sole. Il cammino della notte oscurata è un passaggio obbligato: uno stop per osservarsi ed osservare. Un sospiro alla luna per ritrovarsi.
Grazie luna ... questa notte hai brillato più che mai ad accompagnare il mio rientro.