mercoledì 12 febbraio 2014

AMORE E MORTE

 Da "Introduzione alla Scienza Ermetica" di Kremmerz:

"Considerate che ogni natura in equilibrio, ogni organismo animale, dai piccolissimi ai più perfetti, tende a morire perché nasce con l'istinto della trasformazione eterna per legge di Amore.
Amore e Morte sono i due fattori della Vita. Amando allontanerete il dolore della Morte, oltre il quale l'anima non amata sente la voluttà della rigenerazione per Amore."






Mi piace immensamente come Kremmerz ha descritto la morte: una trasformazione per legge di Amore.
Spesso siamo indotti a giudicare la morte, attribuendole una valenza negativa contrapposta a quella positiva della vita. 
Nulla muore, tutto ti trasforma. Per amore.

martedì 11 febbraio 2014

INIZIAZIONE

 Oggi propongo nuovamente un estratto di Kremmerz (Introduzione alla Scienza Ermetica):

" Onde non si ripeta che dopo vent'anni io resti ambiguo, dirò di più: credete alle iniziazioni per quel che sono. Due o tre società di studiosi, che si suppone posseggano questo arcano, non danno che l'iniziazione al neofito.
Iniziare vuol dire cominciare.
Initium, principio.
Nessuno dà la fine.

Perché l'arcano è di natura tale che chi più  lo ha intravisto da presso non può comunicarlo.
Può conferirlo nei limiti dei poteri - darlo per intero no."




Condivido profondamente queste parole. Rispecchiano la libertà di scelta dell'uomo. La bellezza della sua unicità. 
Dal mio libro: "IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI Guardare alle cose cambiando prospettiva"

"Non tutti percorsi possono essere individuati da un tracciato comune, 
ma la ricerca inizia sempre dall'interiorità individuale, 
cresce con la consapevolezza 
e termina con il riconoscimento dell'essere. 
Ognuno è libero di perseguire questo cammino
seguendo il proprio cuore."

lunedì 10 febbraio 2014

L'ARTE MAGICA

Oggi vi propongo un estratto del libro "Introduzione alla Scienza Ermetica" di G. Kremmerz 
edito da Edizioni Mediterranee:

"La filosofia si studia, le idee si discutono, i simboli si spiegano, ma per imparare l'arte magica dopo la filosofia della magia bisogna possedere tre cose:

1 La volontà senza desiderio
2 La forza di fare senza fermarsi
3 La pratica di non sbagliare

Chi desidera non può volere. Il desiderio è un appetito dell'illusione che paralizza la volontà, il cui meccanismo diventa perfettissimo nell'assenza di ogni desiderio. ....
Ma dove finisce il desiderio  e dove comincia la volontà questo nessuno può definirvi esattamente: la vostra filosofia solo può darvene la ragione.
La seconda cosa, e necessaria, è la forza. Sapete voi perché un seme confitto nell'arena del mare non fruttifica e posato nel solco di un orto dà frutto? Perché l'arena del mare ha molto sale e non produce e la terra dell'orto ha la forza di dare la vita senza arrestarsi. Perciò il mago deve possedere la forza di trasformarsi nelle singole forze della natura per produrre, come la natura, tutti i suoi miracoli e i suoi prodigi: deve avere la forza di alimentare, come la terra dell'orto, il seme o di distruggerlo, come il sale nell'arena del mare. La forza di continuare senza arrestarsi è così nella costanza immutabile della natura ed è così di chi vuol compiere miracoli.
La terza dote è la pratica. Il fanciullo inesperto, che coglie le rose, si graffia le dita e le vede sanguinare; ma il giardiniere ne fa larga messe senza pungersi le mani. In arte magica, chi sa come si produce e non produce è simile al fabbricante di spade, che fa l'arma per la guerra e non va alla guerra."



Vi chiederete come mai ho deciso di postare un estratto che parla di magia. Credo che la trasformazione di se stessi nel percorso verso la consapevolezza sia una vera e propria opera di magia e come tale richieda volontà senza desiderio, forza di fare senza arrendersi e pratica.
La volontà deve guidare il lavoro senza essere filtrata da aspettative o dal raggiungimento di un risultato, la forza di fare deve sostenere gli inevitabili momenti di immobilità tesi a metabolizzare in profondità il percorso fatto e l'esperienza, cioè la pratica, deve fornirci gli strumenti necessari a vivere i  vari passaggi con sempre maggiore consapevolezza.

domenica 9 febbraio 2014

IL PESO DELLE ASPETTATIVE

Quando ci carichiamo del peso delle aspettative difficilmente riusciamo a vivere centrati nel qui ed ora.
Passiamo il tempo a rimuginare sulle situazioni, perdendoci nel flusso dei pensieri invece di focalizzare l'attenzione su quello che stiamo facendo: quando arriva il momento di vivere gli eventi su cui tanto abbiamo fantasticato ci perdiamo la gioia della leggerezza del presente. 
La realtà raramente  rispecchia  quello che ci siamo immaginati e inevitabilmente la mente con le sue emozioni ci travolgerà nuovamente con mille pensieri.
Mi piace associare l'idea di libertà all'assenza di aspettative. 
Libertà di essere di se stessi. 
In fondo quando ci creiamo delle aspettative, desideriamo essere accettati, accolti... cerchiamo un riconoscimento esterno.  E per ottenerlo siamo disposti a rivestire un ruolo, ad indossare delle maschere e a rinunciare a quello che siamo veramente. Non otterremo mai da altri quello che noi stessi non siamo in grado di offrirci. 
Oggi vi propongo di vivere alla giornata, senza aspettative, con libertà. La libertà di ascoltarsi ed essere se stessi.  La libertà di vivere con il cuore!




IL CUORE OLTRE L'OSTACOLO a Montalto


Mercatino di S. Valentino
dei ragazzi della Onlus
“Il cuore oltre lostacolo

Domenica 9 febbraio dalle ore 9 alle 18 presso il centro Elfa 
in via Cernaia, a Montalto Dora.

Troverete i quadri del buon augurio, gli specchi per lautostima, 
i pensieri di S. Valentino e tanti altri oggetti molto carini.


Nel pomeriggio presenterò il mio libro:
"IL CORAGGIO DI ASCOLTARSI 
Guardare alle cose cambiando prospettiva"
edito da Edizioni Mediterranee


Vi aspettiamo numerosi per condividere insieme ai ragazzi una giornata di cuore!


Spargete la voce e venite numerosi. Per informazioni tel: 0125/650711
cell: 3385032411 

sabato 8 febbraio 2014

PRESENTAZIONE A BIELLA



Oggi alle 18,00 al Libro di via Losana a Biella!
Cari amici Biellesi e non ... vi aspetto!

venerdì 7 febbraio 2014

PERCHE' E' COSI' DIFFICILE VIVERE CENTRATI NEL QUI ED ORA?

Si parla spesso dell'importanza di vivere il presente e di rimanere centrati sul momento, ma si parla molto poco delle difficoltà che si incontrano nel perseguire tale intento.
Mantenere uno stato di presenza attivo presuppone, infatti, la capacità di rimanere focalizzati sull'azione che si sta portando avanti, senza permettere al flusso di pensieri della mente di deviare la nostra attenzione. 
A parte gli automatismi che ci portiamo dietro in molte delle azioni della nostra quotidianità, credo sia importante non dimenticare che ogni volta che viviamo una situazione, lo facciamo nella nostra totalità. 
Cosa significa? Che a determinare le nostre azioni sono spesso le dinamiche a cui siamo abituati, le nostre paure e debolezze (riconosciute e non), il dolore non elaborato. 

Come sempre, forse un esempio pratico è la miglior spiegazione.
Immaginiamo di aver molto sofferto in passato per il giudizio degli altri. 
Il dolore che ne è scaturito è una ferita aperta che ci accompagnerà fintanto che non avremo lavorato a fondo su noi stessi e sulla nostra accettazione. 
Il giudizio mi ferisce perché mette in risalto le mie debolezze e genera in me  insicurezza ed instabilità, situazioni di disagio: a maggior ragione se sono una persona sensibile e, quindi, molto vulnerabile sotto questo aspetto. A poco a poco, per autodifesa cercherò di porre delle barriere tra me e gli altri e rinuncerò alla mia sensibilità, credendola la sorgente del mio malessere. Mi allontanerò sempre più dalla mia natura, dallo stato di benessere che scaturisce dallo stare bene con se stessi, e allo stesso tempo il mio disagio non farà che acuirsi. Ed io continuerò imperterrito a erigere muri sempre più alti, chiudendomi nella prigione della mia non accettazione. Ogni volta che dovrò relazionarmi con altri, lo farò con estremo sospetto e grande rigidità. La mente detterà legge, portandomi a giudicare a mia volta  sulla  base della soggettività del mio vissuto. Ogni situazione manifesterà innegabilmente il peso di questo dolore e non mi permetterà di vivere il presente con serenità e attenzione. Il passato condizionerà pesantemente il presente e mi indurrà a percorrere i binari predeterminati dalla mia esperienza. 
La grande difficoltà insita nell'elaborazione del dolore, condizionerà la possibilità di vivere il presente con centratura.

Il passato rappresenta spesso una zavorra che fatichiamo a lasciar andare e fintanto che non riusciremo a farlo, ci sarà preclusa la libertà di agire in uno stato di presenza, ascoltando semplicemente il nostro cuore e permettendo alla nostra natura di manifestarsi.